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Fondazione Orchestra Haydn, Bolzano: pianista Arkadij Volodos

Come uno spericolato trapezista vola sulla tastiera tra scale, arpeggi, ottave con la più grande facilità…” (New York Times)

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Fondazione Orchestra Haydn, Stagione 2016 – 2017

 

Puro Romanticismo nella lettura di un grande rappresentante della scuola russa“. Il grande pianista Arkadij Volodos diretto da Arvo Volmer proporrà al pubblico il secondo concerto di Brahms; nella prima parte del programma pagine sinfoniche di Šostakovič e Sibelius. Ecco quindi il programma:

 

Jean Sibelius, Pan och Eco, op. 53a

… … …

Dmitrij Šostakovič, Sinfonia n. 9 in mi bemolle maggiore, op. 60

… … …

Johannes Brahms, Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in si bemolle maggiore, op. 83

 

QUANDO:

Martedì 11 Aprile 2017, ore 20.00

 

DOVE: Fondazione Teatro Comunale e Auditorium
Piazza Verdi, 40
39100 Bolzano (BZ)

 

INTERPRETI:

Arvo Volmer, direttore

Arcadi Volodos, pianoforte

Orchestra Haydn di Bolzano e Trento

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Categoria 1 Intero al costo di € 26,25

Categoria 2 Intero al costo di € 21,00; Ridotto over 65 al costo di € 15,75

Categoria 3 Intero al costo di € 15,75; Ridotto studenti under 26 al costo di € 5,25

 

Fondazione Orchestra Haydn, Bolzano: pianista Arkadij Volodos

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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“Un genio, un fenomeno…” (San Diego Tribune)

“È prossimo a diventare una leggenda…” (Los Angeles Times)

 

ARKADIJ VOLODOS

Il pianista russo Arkadij Arkad’evič Volodos’, nato a San Pietroburgo il 24 febbraio 1972, noto per il suo repertorio virtuosistico, è uno dei più grandi interpreti dei brani di Liszt e di Rachmaninov.

Comincia a studiare canto, seguendo le orme dei genitori, anch’essi cantanti, ma più tardi cambierà strada mentre frequenta la scuola Capilla M. Glinka. Anche se comincia a suonare il pianoforte all’età di 8 anni, comincerà a studiare seriamente lo strumento nel 1987 al Conservatorio di San Pietroburgo con Leonid Sintsev. La sua formazione si sviluppa al Conservatorio di Mosca sotto la guida di Galina Egiazarova. Volodos ha anche studiato al Conservatorio di Parigi con Jacques Rouvier. A Madrid, studia alla Escuela Superior de Música Reina Sofía con Dimitri Bashkirow.

Nonostante la breve formazione di studi, Volodos è diventato rapidamente uno dei più importanti pianisti del mondo al punto da essere considerato il moderno Horowitz, con la sua strabiliante abilità tecnica e la sua capacità nei brani notoriamente difficili. Esempio più famoso è il suo arrangiamento del Rondò “Alla turca” di Mozart, dove i movimenti parafrasati richiedono particolare abilità all’ esecutore, che deve esibirsi in una melodia e una contro melodia con la mano destra, accordi larghi e grandi salti con la mano sinistra.

Altra trascrizione famosa è il suo arrangiamento della Polka italiana: un duetto poco famoso scritto da Sergei Rachmaninov; nonostante si richieda, appunto, un duetto, Volodos è in grado di esibirsi perfettamente in entrambe le parti da solo a una notevole velocità ritmica.

È anche conosciuto per aver riportato alle luci la trascrizione di Horowitz della Carmen, opera di Bizet, e le Rapsodie ungheresi n. 2 e n. 15 di Liszt.

Sito personale: https://www.volodos.com/

 

PER CONOSCERE IL PIANISTA…

“Volodos In Vienna” (Arkadij Volodos):

“The Turkish March / Rondo Alla Turca” by Volodos/Mozart (Arkadij Volodos):

“Volodos plays Brahms” (Arkadij Volodos):

“Piano Concerto No. 1 in B-flat minor, Op. 23” by Pyotr Ilyich Tchaikovsky (Arcadi Volodos):

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NOTE DI PROGRAMMA E ASCOLTI…

“Pan och Eco, op. 53 a” by Jean Sibelius (Zealand Symphony Orchestra e Pietari Inkinen):

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“I musicisti avrebbero provato piacere a suonarlo ed i critici si sarebbero deliziati a stroncarlo”, Dmitrij Šostakovič

 

La Sinfonia n. 9 in Mi bemolle maggiore (Op. 70) di Dmitrij Šostakovič è stata scritta nel 1945 ed eseguita per la prima volta il 3 novembre dello stesso anno, diretta da Evgenij Mravinskij. E’ la più concisa delle sinfonie di Sciostakovic.

La sinfonia avrebbe dovuto, secondo il regime, rappresentare la vittoria della Grande guerra patriottica, attraverso toni trionfalistici ed epici, e diventare la versione sovietica della ben più celebre Nona di Beethoven. In questo senso, la sinfonia avrebbe dovuto completare la cosiddetta Trilogia bellica, descrivendo la vittoria dell’URSS, composta anche dalla Settima (che descrive la guerra stessa) e dall’Ottava sinfonia (che omaggia le vittime). Se la Settima e l’Ottava raccontano le sofferenze e lo sforzo eroico del popolo sovietico contro il nazismo, la Nona avrebbe dovuto essere, sulla carta, una grande sinfonia patriottica, un inno trionfale in cui si manifesta la gioia per la vittoria; l’occasione celebrativa viene oscurata da una componente ludico-satirica e da una ironia che susciteranno l’avversione della critica ufficiale sovietica.

Šostakovič, sorprendendo e irritando i vertici del potere, compose una sinfonia semplice, allegra e piena del suo solito humor, e costruita sulla struttura classica della sinfonia di Haydn. Il regime, ovviamente, non tollerò una simile composizione, e la sinfonia venne ritenuta un affronto alla memoria dei caduti per la patria. Diversamente, in Occidente, venne ritenuta una delle più riuscite opere del compositore – dissidente.

 

Sinfonia n. 9 in Mi bemolle maggiore op. 70 by Dmitrij Šostakovič (WDR Sinfonieorchester Köln & Rudolf Barshai):

Sinfonia n. 9 in Mi bemolle maggiore op. 70 by Dmitrij Šostakovič (Orchestra Filarmonica di Mosca & Kirill Petrovič Kondrašin):

Sinfonia n. 9 in Mi bemolle maggiore op. 70 by Dmitrij Šostakovič (Oslo Philharmonic Orchestra & Mariss Jansons):

Sinfonia n. 9 in Mi bemolle maggiore op. 70 by Dmitrij Šostakovič (Vienna Philharmonic & Leonard Bernstein – 1987):

La Sinfonia è divisa in cinque brevi movimenti: mentre i due movimenti lenti hanno un carattere di concentrazione lirica, l’Allegro iniziale, lo Scherzo e l’Allegretto finale sono tutti concepiti nello spirito di un gaio e moderno neoclassicismo.

La sinfonia dura all’incirca 25 – 30 minuti, risultando una delle più corte (la più breve è la seconda) dell’intero corpus sinfonico di Šostakovič, ed è composta da cinque movimenti:

Allegro

Il primo movimento è costruito sulla struttura delle sinfonie settecentesche. Un esempio è infatti la presenza di uno degli elementi più diffusi in questo tipo di schema, il ritornello.

Moderato

Invece del classico Scherzo, Šostakovič scrive per secondo movimento un Moderato, che presenta battute binarie e ternarie alternate.

Presto

Il terzo movimento, che assomiglia vagamente al terzo movimento della precedente sinfonia, presenta dei toni molto scherzosi e pieni di humor, specialmente con la presenza di una melodia dai toni spagnoleggianti.

Largo

Il Largo assume dei toni molto più tranquilli, con una sorta di recitativo strumentale.

Allegretto – Allegro

L’ultimo movimento della Nona presenta ancora dei tratti melodici molto buffi, con il tema principale preso in prestito dalla polka del film La giovinezza di Maksim. Sempre utilizzando in modo alternato tempi binari e ternari, la sinfonia si conclude a velocità doppia, in un crescendo surreale.

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“Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in si bemolle maggiore, op. 83” by Johannes Brahms (Emanuel Ax, Chamber Orchestra of Europe, Bernard Haitink, conductor – Live recording. London, Proms 2011):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in si bemolle maggiore, op. 83” by Johannes Brahms (Emil Gilels, Chicago Symphony Orchestra, Fritz Reiner – Studio recording, Chicago 8.II.1958):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in si bemolle maggiore, op. 83” by Johannes Brahms (Sviatoslav Richter, Lorin Maazel, Orchestre De Paris):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in si bemolle maggiore, op. 83” by Johannes Brahms (Christian Thielemann, Staatskapelle Dresden, Maurizio Pollini – Recording date: January 2013):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in si bemolle maggiore, op. 83” by Johannes Brahms (Maurizio Pollini, Claudio Abbado, Wiener Philharmoniker Orchester – 1977):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in si bemolle maggiore, op. 83” by Johannes Brahms (Krystian ZIMERMAN,L. BERNSTEIN, WIENER PHILHARMONIKER):

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Written by mara

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