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FRIDA K Vita di merda con pittura, regia di Serena Nardi

Ti rido in faccia, morte. E respiro. Respiro la vita che sono” (Serena Nardi)

FRIDA K Vita di merda con pittura

Note di regia

Frida e la Morte.

Il testo e la messinscena partono da qui. Come titola Artaud : “Il teatro e il suo doppio”

Perché c’è un doppio continuo e inesorabile nella vita di Frida Khalo.

Frida e Frida

Frida e il Dolore

Frida e Diego

Frida e il Figlio mai nato

Frida e il Bianco

Frida e il Silenzio

Frida e la Morte.

Ma il rapporto con quest’ultima è stato e rimane tutt’ora, nel ricordo di ciò che lei è stata come donna e per ciò che ha rappresentato come artista, il più costante, il più doloroso, il più vero.

La morte l’ha accompagnata da quel famoso incidente di lei diciottenne fino all’ ultimo respiro prima di partire, poco dopo aver scritto nel suo diario intimo “Aspetto con gioia la partenza. E spero di non tornare mai più”.

Desiderio non assecondato del tutto, perché se ne è andata la donna, vittima di inenarrabili dolori fisici e psicologici, mentre l’artista è rimasta, e rimane saldamente ancorata alla nostra vita.

Aggrappata a noi. Per raccontarci il suo mondo di solitudine, immobilità, energia, colori esplosivi e desiderio di bianco, di ironia e sarcasmo, di lacrime tanto irrefrenabili quanto il suo riso beffardo.

Ti rido in faccia, morte. E respiro. Respiro la vita che sono

Lo spettacolo è un viaggio, solo un viaggio. Senza meta.

Compagne di viaggio lei Frida, e la sua Morte. Insieme da quel dannato giorno dell’incidente, dove lei con uno sforzo sovrumano non ha ceduto l’ultimo respiro, l’ha tenuto per se’. E da morta che era ha ricominciato a vivere.

Insieme per ogni figlio abortito da quel ventre così martoriato da essere ormai incapace di generare una nuova vita.

Insieme in ogni tentativo di suicidio andato a vuoto perché la vita era così forte da non volere lasciala andare, era così coraggiosa da sfidare la sua volontà titanica di scomparire per sempre.

Insieme ogni volta che ha desiderato morire per i continui tradimenti di Diego Rivera, l’uomo della sua vita e ancor più dei suoi sogni, sempre da lui infranti.

E soprattutto distesa nel letto vicino a lei nelle interminabili ore di immobilità forzata dovuta alle infinite operazioni chirurgiche subite per tentare di risanare il suo corpo disfato.

Dentro di lei quando la cancrena stava per invadere il suo corpo e si è mangiata quella gamba che poi le verrà amputata.

Frida e la Morte si sono abbracciate strette e mai più lasciate per l’ultima definitiva volta in un caldo giorno di luglio.

La biografia racconta che per l’estremo tentativo di strapparla alla Vita, la Morte abbia escogitato l’espediente della polmonite.

Ma qualcuno dice, da sempre, che la Morte abbia avuto la meglio sul suo cuore, sulla sua volontà e che alla fine abbia fatto in modo di essere volutamente scelta da lei, in un momento di sofferenza fisica e psichica divenuto insopportabile.

Lo spettacolo racconta tutto questo. Attraverso il quasi esclusivo utilizzo delle pagine di diario, delle lettere e delle poesie di Frida.

Quando parla lei, questa volta non con i colori nè con le forme, si apre uno squarcio nel cuore di chi ascolta. Le sue parole ci strappano il cuore dal petto e lo espongono come un trofeo.

Esattamente come aveva fatto tante volte con il suo.

Serena Nardi

FRIDA K Vita di merda con pittura

Uno spettacolo di grande impatto grazie alle coreografie Lara Guidetti, i video di Vittorio Bizzi, le musiche originali Alessandro Cerea e luci e audio Massimo Volpi. Stupendi anche i costumi e le scene di Officine Red Carpet Teatro.

Serena Nardi si cala perfettamente nel ruolo di attrice e regista, nonché autrice del testo dello spettacolo e si sente chiaramente l’impegno e l’amore per l’artista messicana. Infine la bravissima Sarah Collu interpreta così bene il suo ruolo che alla fine si giunge a dubitare se si tratti di un’attrice o di Frida Kahlo stessa tornata per noi sul palco. (BIANCA MARIA CAMPAGNOLO)

Sinossi FRIDA K Vita di merda con pittura

La messa in scena prende il via dai fatti biografici, così come Frida stessa li racconta nei numerosi scritti che ha lasciato, ma non vuole esserne un racconto. Gli episodi che segnarono l’esistenza di questa donna straordinaria sono la partitura su cui si costruisce una scena che squarcia la tela di nuvole dipinte per mostrarci la forza e la tenacia con cui Frida si aggrappava alla vita, che la morte le contendeva fin dall’adolescenza. Frida ci viene mostrata letteralmente appesa a una serie di nastri rosso sangue, da cui pendono, come tanti tarocchi che già hanno rivelato ciò che dovevano rivelare, dettagli di alcuni dipinti famosi. Non vuole staccarsene, Frida, non vuole smettere di giocare a questo gioco, perché la vita le scorre dentro e da lei si riversa nella passione che traspare dalla pittura, dalle fotografie, ma anche dalle esperienze di cui ha sempre goduto appieno, senza risparmiarsi. Compagna di gioco sarà la morte, venuta a prenderla, questa volta senza possibilità di appello. In una danza di ricordi scambiati Frida e la Morte si palleggeranno i racconti, le impressioni, le emozioni e i sentimenti, in un’atmosfera spesso grottesca e dissacrante, che tutto cerca, fuorché il melodramma. Una sfida all’ultima carta, all’ultimo passo di danza, all’ultima pennellata, all’ultimo tentativo di vincere sulla fine incombente. Sullo sfondo un grande schermo bianco mostra, in un dialogo con la scena e con le attrici, immagini girate nella Casa Azul di città del Messico, rifugio di Frida, e nei luoghi e nei dettagli della natura della sua terra che tanto ritroviamo nei dipinti più noti. Quasi un’esposizione dei pensieri nascosti e dei ricordi di Frida, che esattamente come faceva nel suo dipingere, si mostra senza vergogna, senza risparmio, senza nulla trattenere.

FRIDA K Vita di merda con pittura

Sarah Collu ha saputo rendere onore al corpo mutilato della Kahlo, alla sua dedizione al tormento e alla vita che è bella forse. I suoi traumi li ha resi così veri, che per un poco potevano essere di tutti. E l’altra lei, Serena Nardi, ha saputo giostrare la sua voce di morte certa, il suo arrivo benevolo per quanto all’apparenza costretto, la voce della giusta via, della serenità che mai ha trovato casa nel cuore di Frida.” (CARLA NIGRO)

“Frida Kahlo che affronta se stessa. Serena Nardi mette in scena l’icona femminile dell’Arte del XX Secolo affidandola ai suoi stessi pensieri. Quelle che pronuncia l’ottima Sarah Collu, che interpreta con straordinario vigore la pittrice messicana, sono infatti le parole tratte dagli originali diari di Frida, frammenti estemporanei che ne ripercorrono la vita con la medesima intensità con cui è stata vissuta.” (FEDERICO LUCCHESI)

“FRIDA K Vita di merda con pittura” regia di Serena Nardi (con Sarah Collu e Serena Nardi):

“Ora la sua vita è arrivata in teatro, grazie a Serena Nardi che ha creato un atto unico, ricavandone la drammaturgia dai diari e altri testi che Frida scrisse durante tutta la sua vita. Non ci troviamo quindi di fronte a una trama sulla vita della pittrice dal punto di vista tradizionale, ma di fronte alle parole che lei stessa aveva scritto e da queste viene fuori comunque un ritratto della sua esistenza, fatta di frammenti che la brava attrice Sarah Collu recita. La Nardi immagina che la morte, in abito scuro con valigia, sia venuta a prendere, come ha già fatto altre volte, Frida per portarla via con sé, ma la donna non vuole seguirla.

(…) Serena Nardi ha creato un’opera teatrale semplice e comprensibile nella costruzione. L’invenzione del personaggio che fa la parte della morte, peraltro interpretata dalla stessa Nardi è uno dei punti più felici dell’intera opera, in quanto consente di far rivivere il personaggio di Frida Kahlo in una maniera inedita e soprattutto non lo fa scadere in un discorso retorico, sempre in agguato quando si tocca la vita di personaggi famosi.” (CARLO TOMEO)

Testi di Frida Khalo
Con Sarah Collu e Serena Nardi
Regia: Serena Nardi
Video: Vittorio Bizzi
Musiche: Alessandro Cerea
Foto di Giuliano Modesti, Francesco Falciola e Rossana Gambardella

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FRIDA K Vita di merda con pittura, regia di Serena Nardi

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Written by mara

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