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Gruppo da camera Orch. Rai: Histoire du soldat (29 Nov.)

La musica mi si è qualche volta presentata in sogno (…). Fu durante la composizione dell’ Histoire du soldat, e fui sorpreso e felice del risultato. Non solo la musica mi apparve ma anche la persona che la suonava era presente nel sogno. Una giovane zingara seduta sul ciglio della strada. Aveva in grembo un bambino e per intrattenerlo suonava il violino. (…) Il bambino era molto entusiasta di quella musica e l’applaudiva con le manine”.
(STRAVINSKY I. e CRAFT R., Colloqui con Stravinsky, Torino, Einaudi, 1977)

Concerti-domenica-rai

Le Domeniche dell’Auditorium, Concerti 2015 – 2016

 

Cinque concerti dei complessi da camera dell’ Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai.

I concerti saranno preceduti da brevi presentazioni a cura degli esecutori stessi.

La Camerata strumentale “EptaFoné” propone il seguente programma (la narrazione sarà a cura degli esecutori stessi):

 

Igor Stravinskij, Histoire du soldat

La marcia del soldato
Il violino del soldato
Pastorale
Marcia reale
Piccolo concerto
Tre danze. Tango – Valzer – Ragtime
Danza del diavolo
Piccolo corale
Canzone del diavolo
Grande corale
Marcia trionfale del diavolo

 

QUANDO: Domenica 29 Novembre 2015, ore 10.30

 

DOVE: Auditorium Rai “A. Toscanini” – via Rossini, 15 – 10124 Torino

 

INTERPRETI:

Camerata strumentale “EptaFoné”
Constantin Beschieru, violino
Salvatore Passalacqua, clarinetto
Cristian Crevena, fagotto
Marco Braito, tromba
Devid Ceste, trombone
Vincenzo Venneri, contrabbasso
Carmelo Gullotto, precussioni

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Associazione Ma.Ni. ha a sua disposizione i seguenti biglietti:

Platea A al costo di 5,00 €

Platea B al costo di 5,00 €

Platea C al costo di 5,00 €

 

Acquisto on line

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e consegna dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

 

 

“Ho concepito la prima idea dell’Histoire du Soldat nella primavera del 1917 – racconta Stravinsky -, ma non ho potuto approfondire quell’argomento perché intento alla stesura de Les Noces e a realizzare un poema sinfonico da Le Rossignol. Il pensiero di comporre uno spettacolo drammatico per un teatro ambulante m’era venuta parecchie volte alla mente fin dall’inizio della Prima Guerra Mondiale. Il genere di lavoro cui pensavo doveva esigere un organico di esecutori semplice e modesto al punto da permettere una serie di allestimenti in una tournée nelle piccole cittadine svizzere, ed essere altrettanto chiaro nel suo intreccio in modo che se ne afferrasse facilmente il senso. Il soggetto mi venne dalla lettura di quella novella di Afanasiev che racconta del soldato e del diavolo: in quella novella, quel che mi aveva colpito particolarmente era il modo in cui il soldato adescava il diavolo a bere molta vodka per poi dargli da mangiare una manciata di piombo, convincendolo che era caviale, così che il diavolo avidamente lo mangiava e tirava le cuoia. In seguito trovai altri episodi fiabeschi sul medesimo tema e cominciai a elaborare un soggetto: soltanto lo schema del lavoro è da attribuirsi ad Afanasiev e a me, perché il testo definitivo è opera di Ramuz, mio grande amico e collaboratore, a fianco del quale lavorai attentamente, traducendogli riga dopo riga il mio testo”

Stravinsky

Nel 1918 esule in Svizzera e senza soldi, Igor Stravinskij assieme allo scrittore Charles-Ferdinand Ramuz, creò uno spettacolo povero, da baraccone, basato su una favola di Afanasiev, un’ opera teatrale per marionette. Pensando così di recarsi da una località all’ altra con piccolo teatro ambulante facilmente trasportabile per presentare l’ opera nei villaggi di tutta la Svizzera. Ansermet doveva essere il direttore dell’impresa e il pittore locale René Auberjonois lo scenografo e costumista.

La folle iniziativa, come scrisse Stravinskij nelle Cronache della mia vita, venne sostenuta finanziariamente da un clarinettista dilettante di Winterthur, Werner Reinhart. Date le condizioni, si misero d’accordo per un’azione semplice, che richiedesse pochi strumenti e pochissimi personaggi, che potesse essere letta, suonata e danzata utilizzando dei mimi con una musica d’ accompagnamento indipendente.

Stravinskij e Ramuz, pensando a una storia burlesca da cantare e recitare sulla scena, si orientarono sul ciclo di storie popolari di origine turca del secolo precedente. Il soggetto si basa su due fiabe popolari russe (Il soldato disertore e il diavolo e Un soldato libera la principessa) tratte dalla raccolta di Aleksandr Nikolaevič Afanas’ev, pubblicata fra il 1855 e il 1864. La storia raccontata è variante della leggenda di Faust. 

L’ Histoire du soldat (“Storia del soldato”), storia da leggere, recitare e danzare in 2 parti venne rappresentata per la prima volta al Teatro Municipale di Losanna, il 28 settembre 1918 diretta da Ernest Ansermet.

Data la rappresentazione itinerante, la strumentazione doveva poter essere facilmente trasportabile. Perciò fu scelto un gruppo di strumenti ridotto: per gli archi, il violino e il contrabbasso; per i legni il clarinetto e il fagotto; per gli ottoni la cornetta a pistoni e il trombone; diversi strumenti a percussione con un solo esecutore. Questo condensato di orchestra con sette musicisti in tutto, più il direttore, si trovavano ben visibili a un lato del pubblico. Dall’ altro lato un baldacchino per il narratore e in mezzo la scena nella quale recitavano due attori e due ballerini.

La Histoire du soldat non è quindi un’opera vera e propria perché manca il canto. C’ è una voce narrante e un dialogo parlato fra il Diavolo e il Soldato. La musica non solo è un interludio fra i vari momenti ma accompagna i mimi e i ballerini e sottolinea gli episodi salienti. La partitura comprende 8 movimenti:

  1. La marcia del Soldato
  2. Il Violino del Soldato
  3. Marcia reale
  4. Piccolo concerto
  5. Tre danze: Tango, Valzer, Ragtime
  6. Danza del Diavolo
  7. Corale
  8. Marcia trionfale del Diavolo

Dall’ opera il compositore russo trasse nel 1919 due suite: una da concerto con lo stesso organico strumentale (ma senza le parti vocali) e un’altra per violino, clarinetto e pianoforte.

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Ci sono il tema e il dramma dello sradicamento: quello dei giovani arruolati con la forza nelle guerre di Nicola I contro i Turchi. Il Soldato di Afanasiev è la metafora dell’ uomo costretto a viaggiare in quella terra di nessuno che è poi tutto il mondo. 

Trama

Joseph è un soldato in licenza che sta tornando verso casa; si accoccola appresso alla riva di un ruscello e fruga nel proprio zaino, estraendone un medaglione portafortuna raffigurante il suo santo protettore, uno specchio, la foto della sua ragazza ed infine un violino da pochi soldi cui è però attaccatissimo. Mentre lo suona gli si avvicina un anziano signore con un retino per farfalle, che è in realtà il diavolo sotto mentite spoglie: egli si avvicina a Joseph, chiedendogli di vendergli il suo violino. Joseph rifiuta, ma il diavolo gli propone di barattarlo con un misterioso libro che contiene indicibili ricchezze; sfogliandolo Joseph si accorge che vi sono riportati fatti che ancora non sono accaduti: in questa maniera potrebbe facilmente diventare ricco e potente.

Il diavolo propone al soldato un patto: resteranno tre giorni insieme durante i quali Joseph gli insegnerà a suonare il violino e lui insegnerà a Joseph a leggere il libro. Il soldato accetta. Allo scadere dei tre giorni, però, tornando finalmente a casa, Joseph si rende conto che non sono passati tre giorni ma tre anni: la sua ragazza si è sposata con un altro ed ha un bambino, e la madre lo crede morto, come tutti in paese. Joseph va alla ricerca del diavolo, lo trova ad un incrocio in veste di mercante di bestiame e ci si scontra, furioso. Il diavolo cerca di consolarlo ricordandogli che ora ha il libro: il soldato lo prova ed effettivamente accumula in breve enormi ricchezze, ma si rende conto ben presto che gli interessa di più riottenere gli affetti e la vita che aveva prima.

Diventato ricchissimo, Joseph reincontra ancora il diavolo sotto forma di una vecchia mezzana, che prova a vendergli un medaglione portafortuna, uno specchio, la foto della ragazza ed infine un violino; Joseph riconosce i suoi oggetti e recupera il violino, ma si rende conto che non è più in grado di suonarlo: il violino resta muto. Il soldato si sbarazza di tutti i suoi averi e di tutte le sue sostanze; più povero di prima e senza neppure il suo vecchio zaino con le poche cose care e significative dentro, si rimette in marcia, convinto almeno di essersi liberato definitivamente del diavolo (dato che ha infranto l’incantesimo del libro magico) e di poter ricominciare da capo a vivere sotto il segno dell’autenticità.

Ma, invece di tornare al suo paese, parte all’avventura e finisce in un nuovo posto a lui ignoto: appena entrato in una locanda per rifocillarsi, salta di nuovo fuori un personaggio (evidentemente ancora il diavolo) che dice di essere stato soldato come lui un tempo e di volerlo aiutare, giacché lo vede male in arnese. Contemporaneamente passa un banditore che annuncia che la figlia del re è gravemente malata e che chiunque riuscirà a guarirla l’avrà in sposa. Lo sconosciuto esorta il soldato a farsi avanti, dicendo di essere un medico-soldato (cosa naturalmente falsa) e il soldato, sentendosi per questo ringalluzzito e comunque consapevole di non avere niente da perdere da questa avventura, gli dà retta. Appena uscito dall’albergo, però, si ritrova come d’incanto alle porte dei giardini del palazzo reale. Il soldato si fa avanti chiedendo del re e viene accontentato.

La fanciulla sta male perché è posseduta dal demonio e il diavolo stesso, in tenuta da violinista virtuoso, accoglie come un cameriere di corte il soldato in una camera del palazzo, dopo che lo stesso sovrano gli ha fatto gli onori di casa dando il suo benestare alla prova cui il soldato intende sottoporsi (e che già molti, prima di lui, hanno fallito). Il diavolo rimprovera però anche il soldato della sua sconsideratezza e si diverte a provocarlo, mentre quest’ultimo sa di non potere nulla contro la sua potestà infernale. Ma il narratore interviene a questo punto per incitare il soldato a ribellarsi e a vendicarsi, cosicché il soldato decide di sfidare il diavolo a carte a lume di candela facendo leva sul suo stesso orgoglio: così lo fa ubriacare e vince la partita. Pur avendo per questo perduto tutti i soldi che gli rimanevano, il soldato riesce a riprendere possesso del suo violino e si mette a suonarlo sul corpo del diavolo, rovinato a terra completamente sbronzo.

Si riapre il sipario. Una grande luce inonda la camera della principessa, la quale giace nel suo letto e non si muove. Il soldato entra nella stanza e comincia a suonare tre danze: subito dopo le prime battute del Tango, ella apre gli occhi, si volta verso il soldato, si siede sul letto, si alza in piedi e, finalmente, si mette a danzare. Poi il soldato e la principessa si abbracciano, mentre riappare in scena il diavolo in tenuta da… diavolo, camminando a quattro zampe. I due provano a ricominciare a danzare, questa volta insieme, ma il diavolo incalza per riavere il violino finché il soldato ha un’idea: si rimette a suonare lo strumento costringendo il diavolo a ballare fino allo sfinimento. Il soldato e la principessa possono riabbracciarsi al cospetto del diavolo stramazzato al suolo ma, poco dopo, questo è già in piedi e li maledice. Il soldato e la principessa sono ormai sposati; il soldato è convinto di avere finalmente tutto ciò che conta nella vita, ma la principessa lo induce suo malgrado in tentazione, rinfocolando nel cuore del suo amante la divorante nostalgia del suo paese natio.

E proprio alle soglie del suo paese giungono insieme per quella che vorrebbero fosse soltanto una innocua rimpatriata mordi e fuggi: ma appena il soldato passa il confine del regno il diavolo, che lo attende al varco, se lo porta via per sempre al suono di una marcia trionfale, tenendo fede alla sua maledizione.

 

ECCO QUALCHE VIDEO…

“Histoire du soldat” by I. Stravinskij (Membres de l’Orchestre Symphonique de Boston):

“Histoire du soldat” by I. Stravinskij (Shlomo Mintz, violon & direction):

“Histoire du soldat” by I. Stravinskij (Esa-Pekka Salonen):

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Written by mara

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