in , , ,

Haydn: la Sinfonia…”Uno sguardo ai tempi”

Haydn_Sinfonia-101

Dalla meravigliosa “Vita di Haydn” scritta da Stendhal traggo ora questa pagina relativa alla descrizione della Sinfonia:

“ Il Parnaso musicale contava già un gran numero di celebri compositori quando , in un villaggio austriaco venne al mondo il creatore della sinfonia . Allora era il canto a regnare incontrastato : quel genere , invece ,  dove la voce non ha diritto di accesso , quell’ insieme di suoni differenti e tuttavia uniti insieme , dove di volta in volta  ciascuno strumento può imporsi all’ attenzione , quel genere  aveva incominciato ad apparire verso la fine del XVII° secolo , nella così detta “età galante”. Ma allora la sinfonia non era altro che un’ aria affidata al violino anziché ad un cantante . Haydn fu il vero inventore di questo genere e non solo ebbe il merito di inventarlo , ma lo portò ad un tale grado di perfezione da obbligare i suoi successori alla scelta fra seguire la strada da lui segnata oppure cadere nella “barbarie” accumulando note ed idee alla ricerca della quantità e della bizzarria delle modulazioni ! ( Così apparivano ai contemporanei le prime opere sinfoniche di Beethoven ) .

Gli Allegro delle sue sinfonie sono brillantemente legati ad una forma-sonata tipica dei primi movimenti di questa composizione : si sviluppano secondo un andamento assai vivace e pieno di vigore , hanno il potere di rapirvi a voi stessi . Cominciano di solito con un tema conciso , facile , assai chiaro . A poco a poco , grazie ad un lavoro geniale , questo tema , ripreso dai diversi strumenti , acquista un carattere ad un tempo lieto ed eroico : è uno schema semplice secondo il quale dal primo tema , attraverso un raccordo che tende a cambiare di tonalità , si migra verso un secondo tema . Il tutto può essere ripetuto perché le melodie restino nella memoria di chi ascolta : e questa è il ritornello della Esposizione . Nella terza parte , detta Ripresa , il primo o il secondo tema vengono riproposti con varie elaborazioni .

Vi è maggior varietà negli “Andante” o negli “Adagio” ove lo stile grandioso vi risplende in tutta la maestà e con grande slancio . Per eseguire bene gli “Adagio” di Haydn è necessaria più energia che dolcezza !  Sono infatti più gravi che delicati e respirano quella dignità tranquilla piena di forza e talvolta un po’ pesante propria dei tedeschi .

I suoi Minuetti , pure emanazioni di un genio , sono così ricchi di armonie , di idee , di bellezze racchiuse in uno spazio ristretto che sarebbero sufficienti ad una persona normale per fare un’ intera sonata . Il suo genio percorre ogni strada alla velocità di un’aquila : il meraviglioso ed il seducente si succedono continuamente e sono dipinti con i colori più smaglianti.

E’ forse questa varietà di tinte , l’ assenza di ogni forma di noia , che gli ha valso un tanto rapido e vasto successo . La gioia di Haydn è un’ esaltazione tutta ingenua e naturale , pura ed indomabile , ininterrotta e fluente : essa regna negli “Allegro” finali dove dal ritmo , dal tono si capisce cosa il compositore ha voluto comunicarci .”

Franz-Joseph-Haydn

Noi ascolteremo i primi due movimenti di una delle più celebri sinfonie “londinesi” di Haydn : è intitolata “L’orologio” ed è la n° 101 in re maggiore .

Il primo movimento viene introdotto da un “Adagio” , una sorta di introduzione che porta ad una sommaria descrizione dei temi che ne caratterizzeranno l’andamento sonoro . Infatti nella Esposizione in “presto” viene esposto il primo tema e , attraverso una transizione , si passa al secondo tema . Conclude una Coda dell’Esposizione e la ripetizione in ritornello di tutta la prima parte .

Lo Sviluppo prende in esame il secondo fra i due temi : questo viene elaborato quasi in sordina per poi essere esaltato in modo dinamico con progressive intensificazioni  . La  Ripresa  riparte dai due temi presentati nell’ Esposizione fino alla  Coda  conclusiva che prende avvio dalla voce del clarinetto .

Il Secondo Movimento , Andante , presenta il tema principale cadenzato dal ticchettio dell’orologio . Una delicata pagina descrittiva dal senso cullante ed orecchiabile .

Su questi cardini compositivi si innesta la grandiosa costruzione che Beethoven innalzerà nel campo della musica portando una voce nuova, irripetibile , isolata dal successivo proseguimento della storia della musica . Un modo originale e geniale di concepire il mondo dei suoni , talmente personalizzato da non trovare nessuna classificazione di appartenenza per quel cumulo di energia che , in ogni lavoro , lo portava a stravolgere i canoni della composizione.

Intanto , nella vicina Francia , cadevano teste preziose !

 

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 101 in re maggiore “L’orologio” o “La pendola”” eseguito dalla Chicago Symphony Orchestra (Orchestra Hall, Chicago, 2008):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 101 in re maggiore “L’orologio” o “La pendola”” eseguito dalla Philharmonia Orchestra (Studio recording, London, 18 & 19.I.1960):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 101 in re maggiore “L’orologio” o “La pendola”” eseguito dalla Philharmonia Orchestra (Sir Roger Norrington conducts SWR Stuttgart Radio Symphony Orchestra):

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA, di Alessandro Giusfredi

Alcune foto inserite sono state scaricate da Internet e ritenute di pubblico dominio in assenza di specifiche indicazioni in merito. Preghiamo quindi, qualora i soggetti o gli Autori (riconosciuti tali) fossero contrari alla pubblicazione, di segnalarlo all’ indirizzo mara.grisoni@gmail.com, provvederemo alla rimozione delle immagini o alla segnalazione dell’ Autore.

Written by mara

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ludwig van Beethoven (2° parte), Vienna, W. A. Mozart

La Verdi: Korsakova (15-16-18 Ott.), Mozart e Sostakovic