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I Concerti della Normale MARIO BRUNELLO 7 Maggio 2019

Non lasciamo la nostra mente alla ruggine“, Mario Brunello

Mario Brunello 1

Teatro Verdi di Pisa, per I Concerti della Scuola Normale Superiore Stagione 2018 – 2019

 

Dal palco del Teatro Verdi di Pisa, per I Concerti della Scuola Normale Superiore, il violoncellista Mario Brunello, qui nella doppia veste di direttore e solista, con l’ Orchestra della Toscana per il seguente programma:

 

ANTON STEPANOVIČ ARENSKIJ, Variazioni su un tema di Čajkovskij op.35a

… … …

ANTON RUBINSTEIN, Concerto n. 2 per violoncello e orchestra op.96

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PËTR IL’IČ ČAJKOVSKIJ, Suite n. 4 per orchestra op.61 Mozartiana

PËTR IL’IČ ČAJKOVSKIJ, Variazioni su un tema Rococò op. 33

 

QUANDO

Martedì 7 Maggio 2019, ore 21.00

 

DOVE: Teatro Verdi
Via Palestro, 40

56127 Pisa (PI)

 

INTERPRETI:

Violoncellista, MARIO BRUNELLO

ORCHESTRA DELLA TOSCANA

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Posto unico numerato intero al costo di € 17,16

 

I Concerti della Normale: ORCHESTRA DELLA TOSCANA CON MARIO BRUNELLO

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Mario Brunello

 

“Non lasciamo la nostra mente alla ruggine”, Mario Brunello

Mario Brunello (nato a Castelfranco Veneto, Treviso, nel 1960) è uno dei nomi più significativi dell’ attuale panorama musicale italiano ed internazionale. Inizia la sua attività, come molti musicisti, in orchestra; suona a Venezia nell’ Orchestra della Fenice per poi divenire primo violoncello alla Scala.

Nel 1986 Mario Brunello è il primo violoncellista italiano a vincere il Concorso Čaikovskij di Mosca e da quel momento la carriera prende il volo.

Ha studiato al Conservatorio di Venezia con Adriano Vendramelli e Antonio Janigro e si è esibito nelle maggiori sale da concerto del mondo, diretto da nomi di grande prestigio quali Claudio Abbado (che ripetutamente lo ha voluto con le sue orchestre, quella del Festival di Lucerna e l’ Orchestra Mozart, sia come solista che come direttore), Myung-Whun Chung, Valery Gergiev, Yuri Temirkanov, Carlo Maria Giulini, Eliahu Inbal, Marek Janowski, John Axelrod, Daniele Gatti, Riccardo Muti, Zubin Mehta, Riccardo Chailly, Vladimir Jurowski, Ton Koopman, Antonio Pappano, Manfred Honeck e Seiji Ozawa.

Viene invitato dalle più prestigiose orchestre, tra le quali London Philharmonic, Munich Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Mahler Chamber Orchestra, Orchestre Philharmonique de Radio-France, London Symphony, NHK Symphony di Tokyo, Kioi Sinfonietta, Filarmonica della Scala, Accademia di Santa Cecilia.

È molto attivo in formazioni cameristiche classiche grazie a collaborazioni con solisti come Gidon Kremer, Yuri Bashmet, Martha Argerich, Andrea Lucchesini, Frank Peter Zimmermann, Isabelle Faust, Maurizio Pollini, Valery Afanassiev e l’ Hugo Wolf Quartett.

“Io ho molta ammirazione per i giovani. Il fatto di essere musicista e di avere molti studenti mi ha fatto provare questa sensazione: che i giovani possano trainare tutto quanto, che siano loro in realtà a mandare avanti il mondo.”

Nella sua vita artistica riserva ampio spazio a progetti che coinvolgono forme d’ arte e saperi diversi (teatro, letteratura, filosofia, scienza), integrandoli con il repertorio tradizionale. Partecipa quindi a festival jazz con Vinicio Capossela (con il quale collabora tuttora), Uri Caine e Gian Maria Testa; realizza spettacoli teatrali con Maddalena Crippa e Marco Paolini. Sempre rimanendo in ambito teatrale propone un progetto visionario dedicato a Bach (Pensavo fosse Bach, prodotto da Musicamorfosi). Attraverso nuovi canali di comunicazione cerca di avvicinare il pubblico a un’ idea diversa e multiforme del far musica, creando spettacoli interattivi che nascono in gran parte nello spazio Capannone Antiruggine (a Castelfranco Veneto, sua città natale, si trova questa antica fabbrica dove si lavorava il ferro riadibita a sala da concerto e qui tiene concerti, corsi e masterclass), luogo ideale per la sperimentazione. Perché sperimentare significa “cercare suoni che non appartengono al proprio linguaggio, cercare parole nuove“. Significa esibirsi all’ occorrenza in spazi non destinati alla musica e aprirsi anche a nuove tecnologie.

Ma al di là di tecniche e strumenti – sottolinea Brunello – la musica dovrebbe avvicinarsi al pubblico facendo scendere orchestre e solisti dal piedistallo, ossia riducendo o annullando il dislivello tra platea e palcoscenico: “perché tutti sono allo stesso livello”.

Brunello si presenta sempre più di frequente nella doppia veste di direttore e solista dal 1994, quando fonda l’ Orchestra d’ Archi Italiana, con la quale ha una intensa attività sia in Italia che all’ estero.

Mario Brunello è un musicista dal repertorio molto vasto che spazia dalla musica barocca e Bach (di cui ha inciso tra 1993 e 1994 le sei Sei suites per violoncello solo BWV 1007 – 1012 nell’ Auditorium del Conservatorio di Torino) alla musica contemporanea e ad incursioni, come abbiamo visto, nel jazz.

“Qualsiasi musicista con Bach si sente a casa…Ancor oggi la sua musica ci trasmette il senso di una proporzione naturale. Io faccio sempre l’esempio di una foglia: non possiamo dire che sia simmetrica, ci sono sempre delle piccole differenze eppure l’impressione è di una perfezione che solo la natura riesce a dare. Penso che la musica di Bach si avvicini molto a questa idea”.

È docente presso i corsi estivi di perfezionamento dell’ Accademia Chigiana di Siena ed è Accademico di Santa Cecilia.

Suona un violoncello Giovanni Battista Guadagnini del 1769 appartenuto ad Antonio JanigroBenedetto Mazzacurati e successivamente a Franco Rossi (quest’ ultimo violoncellista del Quartetto Italiano).

Dal 2008 è il direttore artistico del Concorso Internazionale per Quartetto d’ Archi “Premio Paolo Borciani” di Reggio Emilia.

Ha preso parte, fin dalla prima edizione, alla manifestazione I Suoni delle Dolomiti, che ogni anno porta in quota la musica colta e classica.

I diversi generi artistici si riflettono nell’ ampia discografia che include opere di Vivaldi, Bach, Beethoven, Brahms, Schubert, Franck, Haydn, Chopin, Janáček e Sollima. Deutsche Grammophon ha pubblicato il Triplo Concerto di Beethoven diretto da Claudio Abbado ed EGEA Records ha dedicato all’ artista la collana “Brunello Series” composta da cinque Cd: “Odusia”, odissea musicale nella cultura del Mediterraneo, “Brunello and Vivaldi”, “Violoncello and” per violoncello solo, “Schubert e Lekeu” con Andrea Lucchesini e le Suites di Bach (Premio della Critica 2010). Per la EMI la registrazione live del Concerto di Dvorak con l’ Accademia di Santa Cecilia e Antonio Pappano.

Classica e incursione in altri generi ma un altro elemento è considerato particolarmente importante per Mario Brunello: il silenzio, così caro al violoncellista, quasi più importante del suonoDal silenzio del pensiero emergono parole pesate, mai banali.

“La musica è una lingua, con tutti i suoi dialetti. Che sia ritmica, melodica, intensa, classica o leggera, l’ importante è che sia Musica con la M maiuscola”

Anche per un musicista l’ assenza di suoni può rappresentare ispirazione e vera e propria musica per le orecchie. Mario Brunello con Silenzio racconta che cos’ è questa strana forma, ormai quasi aliena all’ umanità, sovraccaricata e inquinata dai rumori che si fanno spesso moleste presenze.

In Silenzio Mario Brunello racconta  che cosa davvero significhi per lui questa magica parola: “Al violoncellista ovviamente non interessa un silenzio qualunque, ma quello in cui la musica si forma, prende vita e diventa arte. Definisce così come nascono le sue note: all’ interno di una specie di luogo in cui non ci sono, in cui, per l’ appunto domina il silenzio che permette però all’ artista di entrare, di essere segnato. E così nasce la musica. Il suono si sistema in quel silenzio. Ecco allora la ricerca di luoghi dove il silenzio è d’ oro, dove esso prospera e viene rispettato, come una montagna o un deserto. Persino però in un mercato pieno di colori e di casino, il musicista trova il suo silenzio e lo trasforma in qualcosa che potrebbe addirittura diventare Bach. La vita come sempre è linfa vitale per l’ arte, la nutre e la tiene sveglia, attenta, piena“.

Sito personale: http://www.antiruggine.eu/

 

Mario Brunello “Concerto per Violoncello″ by R. Schumann (Orchestra: Saint Paul Chamber Orchestra, Direttore: Roberto Abbado):

Mario Brunello “Suite II a violoncello solo″ by J.S.Bach (eseguito in una radura erbosa accanto un nevaio e sotto una parete rocciosa tra il Rifugio Tires ed il Rifugio Sassopiatto il giorno 8 luglio 2011):

Mario Brunello & Quartetto Lyskamm “Quintetto in do magg.″ by F. Schubert:

Mario Brunello “Stelutis Alpinis” (trekking musicale organizzato nell’ ambito de “I Suoni delle Dolomiti 2009”. Al termine dell’ultimo concerto Mario Brunello, acclamato dal pubblico, ha eseguito “Stelutis Alpinis” come sua commossa dedica alla montagna):

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Written by mara

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