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Il Pianerottolo Musicale con Alessandro Giusfredi e Ludwig van Beethoven

Senza l’unione delle anime il piacere sensuale è e resterà sempre bestiale ; dopo non vi è traccia di nobile sentimento , ma piuttosto rimorso“, L. v. Beethoven

Aveva ancora desiderio di parlare con me il buon Beethoven , per cui mi trattenni volentieri a prendere il the che mi offriva per poi confidarmi certi segreti di un certo periodo .

Iniziò così :

Ma lei , ha mai sentito parlare di Bettina Brentano ? Questo folletto femmina , troppo piena di qualità e di vita per poter essere del tutto trascurata e tuttavia troppo disordinata , eccessiva e irresponsabile ! Fu amica intima di Goethe e , a tratti lo fu anche mia ! Da lì nacque il suo sogno : quello di farci incontrare ! Non aveva calcolato bene i nostri due caratteri per cui quell’incontro ebbe lo stesso risultato delle reciproche attrazioni verso di lei : un vero disastro !
Goethe addirittura era arrivato al punto di non sopportarla più : ne parlava come di una donna priva di vanità personale e piena di perfidia , senza alcun rispetto della realtà . Una femmina arrivista , desiderosa che i suoi sogni si dovessero sempre realizzare come e quando voleva lei .
Da parte mia l’avevo già potuta classificare : non aveva né la purezza di una fanciulla che potesse attrarmi , né la pienezza di una donna che avrebbe potuto interessarmi . Era , tutto sommato , una disarmonica mescolanza d’irresponsabilità infantile ,di puerile esaltazione e bramosia femminile .
Tuttavia Bettina riuscì nel suo intento : Goethe ed io ci incontrammo a Thepliz . Già …e subito mi convinsi che la perversa scimmietta stava portando a realizzazione il suo subdolo progetto . Mi spiego : lei sapeva benissimo quanta stima avessi per il grande poeta , ma conoscendo il mio carattere , era sicura di punire , con quell’incontro , il poeta che l’aveva espulsa dopo quattro anni di corteggiamenti , palpeggiamenti , fastidi e persecuzioni rendendolo ridicolo almeno ai miei occhi . Fu subito chiaro che ora mi trovavo di fronte non più al grande genio della poesia che mi aveva ispirato con stima sincera tante pagine , per il quale addirittura avevo composto le musiche di scena per il suo dramma teatrale “Egmont”. Furono i suoi comportamenti a farmi ricredere : intanto i nostri caratteri risultarono essere agli antipodi e dovetti confermare il fatto , che spesso può accadere , come una idealizzazione una volta divenuta concretezza , può rotolare nella banalità distruggendo un mito !
Così fu per me ; in seguito seppi che il suo giudizio nei miei confronti fu ancora peggiore per lui che addirittura evitò di conoscere almeno le mie opere .
Goethe non era che un uomo fatuo , uno che desiderava godere appieno l’aria di Corte che andava cercando quasi testardamente . Troppo aristocraticamente deferente verso la nobiltà , disposto perfino a genuflettersi per piaggeria di fronte al passaggio della famiglia imperiale che soggiornava sovente in quella località .
Vede : io gli dedicai questa Ouverture componendola in modo da rispettare rigorosamente il dramma ; Egmont è l’eroe della libertà e mi aveva sedotto a tal punto da credere che il suo “creatore” avesse le stesse caratteristiche . Macchè : neanche per idea ; Goethe al confronto mi risultò essere un uomo ridicolo…le racconto un breve aneddoto ! Un giorno eravamo a passeggiare nei viali della cittadina termale chiacchierando del più o del meno , quando mi si rivolge seccato dicendomi :”Proprio non capisco cosa voglia da me questa gente che si inchina al mio passare senza nemmeno sapere chi io sia !” Mi venne spontaneo tranquillizzarlo : “Stia sereno eccellenza , conoscono bene me e mi salutano con deferenza !” …ho fatto bene , no !?
Ma voglio raccontarle anche un’altra cosa che la interesserà : in quello stesso anno , era il 1814 , proprio nella stessa cittadina di Thepliz conobbi una signora : Amalia Sebald . Purtroppo stavo curandomi per una gravissima forma di gastroenterite ; i miei “visceri occulti” soffrivano in modo molto più acuto rispetto a questa mia sordità alla quale da tempo mi ero quasi abituato . Mi toccava molto spesso starmene a letto , in assoluto riposo : me lo consigliava il medico . Una dieta ferrea a base di minestrine e polli lessati . Comunque fu proprio in quei giorni che composi una sonata per pianoforte , la mia ventisettesima , oggi riportata in catalogo come op. 90…non so se ce l’ha presente . In realtà la scrissi per le nozze del mio amico conte Moritz von Lichnowsky con una cantante viennese . Accadde che un pomeriggio , smanioso per quei dolori intestinali che non mi davano tregua , scrissi alla suddetta signora , con la quale ogni tanto ci trovavamo per fare delle passeggiate nel parco cittadino , una lettera che diceva testualmente :”Cara A. appena va un po’ meglio , se lei pensa che sia conveniente venire qua da me l’aspetto ; ma se pensa che sia sconveniente Lei sa benissimo quanto io tenga a rispettare la libertà di ognuno…altrimenti attenda domani : senz’altro penso di sentirmi meglio e ci resteranno ancora delle ore per sollevarci e rallegrarci a vicenda !”
Fu quel “cara A.” a far pensare a tutti che si trattasse della mia Immortale Amata alla quale in realtà spesso , in quel periodo , scrivevo lettere appassionate . Per l’appunto la sonata della quale le sto parlando si presta veramente a suscitare certe problematiche amorose . Se l’ascolta attentamente si presenta come un’opera abbastanza enigmatica da far pensare come dietro vi sia celata una passione . E’piena di momenti di pura intimità , un diffuso lirismo dove certe sonorità possiedono il tenue gesto della forma cameristica per quel suo fluttuare fra indugi e affermazioni . Ascolti questo primo movimento…si presenta subito pieno di agitazione , di passione , di aneliti romantici , ricco com’è di luci ed ombre ,rallentamenti ed accensioni…le pare ? Quando avrà più tempo l’ascolti tutta ! In fin dei conti sono note rivestite d’amore…le piacerà !
Insomma , caro amico , volevo dirle…e l’ho tenuta anche troppo tempo … come fosse facile trovare in ogni frequentazione le stesse titubanze che ho avute sia nei confronti di un uomo ritenuto grande poeta nella storia della poesia , come per due insignificanti donnette confuse indelicatamente con la mia vera Immortale Amata !! La vita insegna sempre qualcosa d’importante !!

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“Lieder n. 1 op. 83 : “Wonne der Wehmut”” by Ludwig van Beethoven (Dietrich Fischer-Dieskau and Gerald Moore):

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“Sonata n. 27 in mi minore op. 90” by L. van Beethoven (Daniel Barenboim, piano):

“Sonata n. 27 in mi minore op. 90” by L. van Beethoven (Maurizio Pollini, piano 2002 June):

“Sonata n. 27 in mi minore op. 90” by L. van Beethoven (Vladimir Ashkenazy):

“Sonata n. 27 in mi minore op. 90” by L. van Beethoven (Andras Schiff: The Lectures; Beethoven Sonatas; Wigmore Hall from 2004 – 6):

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Egmont, ouverture in Fa minore op. 84 by Ludwig van Beethoven (Orchestra Mozart – Claudio Abbado – Bologna 2004):

Egmont, ouverture in Fa minore op. 84 by Ludwig van Beethoven (Claudio Abbado & Berlin Philharmonic Orchestra):

Egmont, ouverture in Fa minore op. 84 by Ludwig van Beethoven (Wilhelm Furtwängler & Vienna Philharmonic Orchestra – Live Recording (Munich), 4 Sept. 1953):

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© RIPRODUZIONE RISERVATA, di Alessandro Giusfredi

 

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Written by mara

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