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Julia Fischer al Santa Cecilia di Roma con Yuri Temirkanov

“Caro amico, … vorrei mandarti un certo numero di passaggi per violino … mi domando se non sei tanto sprofondato in Mozart e forse in Joachim stesso, da poter disporre di un’oretta per guardarli”, (lettera a Joseph Joachim del 21 agosto 78 da Brahms)

Accademia di Santa Cecilia, Stagione 2016 – 2017

 

Dal podio dell’ Auditorium del Parco della Musica di Roma il Maestro Yuri Temirkanov dirigerà la giovane e brillante violinista Julia Fischer e l’ Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia nel seguente programma:

 

J. Brahms, Concerto per violino

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A. Dvořák, Sinfonia n. 9 “dal Nuovo Mondo”

 

QUANDO:

Giovedì 8 Giugno 2017, ore 19.30 – SALA SANTA CECILIA

Venerdì 9 Giugno 2017, ore 20.30 – SALA SANTA CECILIA

Sabato 10 Giugno 2017, ore 18.00 – SALA SANTA CECILIA

 

DOVE: Auditorium Parco della Musica
Via Pietro De Coubertin, 30

00196 Roma (RM)

 

INTERPRETI:

Violino, Julia Fischer

Direttore, Yuri Temirkanov

Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea Settore A – B1 Intero al costo di € 52,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 39,00

Galleria Settore B2 Intero al costo di € 42,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 31,50

Galleria Settore B3 Intero al costo di € 34,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 25,50

Galleria Settore C1 Intero al costo di € 30,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 22,50

Galleria Settore C2 Intero al costo di € 28,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 21,00

Galleria Settore C3 Intero al costo di € 19,00; Ridotto Giovani T1 al costo di 14,50

 

Accademia di Santa Cecilia: la violinista Julia Fischer

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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Julia Fischer…

«Un talento fuori dal comune»

La critica internazionale riconosce alla violinista tedesca Julia Fischer un talento e una tecnica straordinari, consacrati dal successo che riscuote sia in esecuzioni dal vivo che in registrazioni e dai numerosi riconoscimenti, tra cui l’essere stata nominata la più giovane Artist of the Year nel 2007 dalla rivista Gramophone E “Instrumentalist of the Year” al MIDEM CLASSICAL AWARDS del 2009.

Acclamata per le sue interpretazioni fantasiose ed illuminanti del repertorio classico, Julia Fischer è anche apprezzata per la sua tecnica straordinaria.

Il Financial Times ha scritto di lei:

Ha una tecnica incredibile……ma nel caso di Julia Fischer le note non sono fine a se stesse ma un modo per esprimere la verità della musica

Nel Settembre 2010 la DECCA ha pubblicato i 24 Capricci di Paganini, CD in cui Julia Fischer esalta il virtuosismo ma anche la passione per il lavoro del compositore e la convinzione che i Capricci non siano brani puramente estetici, bensì pieni di significato musicale.

Fischer, che ha studiato il suo primo Capriccio all’ età di 10 anni, ha inciso il CD nella August Everding Hall di Monaco di Baviera.

I Capricci fanno seguito al CD di debutto con la Decca, dedicato ai Concerti di Bach con l’Academy of St Martin in the Fields e questo disco, subito dopo la pubblicazione, è stato il più venduto nella storia di iTunes.

Sempre con Bach e l’Academy of St Martin, nella veste di direttore e solista, Julia Fischer ha fatto lunghe tournées europee ed americane.

Nel corso della stagione 2010/11 è stata protagonista di numerosi récitals nelle più importanti sale europee, suonerà Beethoven con la London Philharmonic Orchestra e V. Jurowski; il Doppio di Brahms con Daniel Muller-Schott e l’Orchestra Nazionale Ungherese diretta da Zoltan Kocsis; farà una tournée con l’Orchestra Filarmonica di Monte-Carlo e Yakov Kreizberg in Spagna e sarà ospite dei Berliner Philharmoniker con Sir Simon Rattle.

In America suonerà il Concerto di Berg con l’Orchestra di Cleveland e Franz Welser-Moest.

Prima di firmare il contratto in esclusiva per la DECCA, Julia Fischer ha inciso per PentaTone: il disco di debutto, con i Concerti di Katchaturian, Prokofiev e Glazunov con l’Orchestra Nazionale Russa e Y. Kreizberg ha vinto l’ECHO Preis nel 2005.

L’incisione delle Sonate e Partite di Bach ha ottenuto tutto i più importanti premi discografici del 2005 e nel 2007 Ciaikovskij ha ottenuto ancora un ECHO Preis come migliore strumentista dell’anno.

Nata a Monaco di Baviera nel 1983 Julia Fischer ha iniziato o studio del pianoforte a tre anni con la madre, presto passò al violino.

Ha studiato al Conservatorio Leopold Mozart di Augusta per poi diventare allieva di Ana Chumachenco al Conservatorio di Monaco di Baviera.

A soli 11 anni ha vinto il Concorso Internazionale Yehudi Menuhin che l’ha catapultata nel mondo del concertismo.

E tuttavia ha continuato lo studio del pianoforte: nel gennaio 2008 ha debuttato professionalmente come pianista in un concerto alla Alte Oper di Francoforte nel quale ha suonato il Concerto per pianoforte di Grieg con la Junge Deutsche Philharmonie e Matthias Pintscher e il Concerto nr 3 per violino di Saint Saens. Del concerto è stato realizzato un DVD, prodotto da Unitel Classica e pubblicato da DECCA nel 2010.

Sito ufficiale: http://www.juliafischer.com

 

“200 Brani popolari di Julia Fischer”

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Yuri Temirkanov

Yuri Temirkanov-annecy

Nato nel Caucaso, Yuri Temirkanov ha iniziato gli studi di violino e viola alla Scuola per giovani talenti di Leningrado, completandoli al Conservatorio della stessa città insieme a quelli di composizione.

Nel 1966, dopo aver vinto il Concorso Nazionale Sovietico per direttori d’orchestra, è stato invitato da Kirill Kondrašin per una tournée in Europa e Stati Uniti con David Oistrakh e l’ Orchestra Filarmonica di Mosca.

Nel 1988 è stato nominato direttore artistico e direttore principale dell’ Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo: le sue produzioni di Evgenij Onegin e La Dama di picche sono diventate leggendarie nella storia del teatro.

Precedentemente era stato direttore artistico e direttore principale dell’ Orchestra del Teatro dell’ Opera Kirov a Leningrado (ora di nuovo Teatro Mariinskij). È stato dal 2000 al 2006 principale direttore ospite del Teatro Bol’šoj e, dal 2009 al 2012, direttore musicale del Teatro Regio di Parma.

È stato inoltre direttore ospite principale e direttore principale della Royal Philharmonic Orchestra, della Dresdner Philharmonie e dell’ Orchestra Sinfonica della Radio Nazionale Danese.

Ospite fisso negli Stati Uniti, dirige le maggiori orchestre di New York, Philadelphia, Boston, Chicago, Cleveland, San Francisco e Los Angeles. Dal 2000 al 2006 è stato direttore musicale dell’ Orchestra Sinfonica di Baltimora.

Yuri Temirkanov è frequentemente invitato dalle più grandi orchestre d’ Europa, Asia e Stati Uniti e ha avuto il privilegio di essere il primo artista russo al quale è stato permesso di esibirsi negli Stati Uniti dopo la ripresa delle relazioni culturali con l’ Unione Sovietica, alla fine della guerra in Afghanistan nel 1988.

Ha diretto le principali orchestre europee, inclusi i Berliner Philharmoniker, i Wiener Philharmoniker, la Staatskapelle di Dresda, la London Philharmonic Orchestra, la London Symphony Orchestra, la Royal Concertgebouw Orchestra, l’ Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia e quella del Teatro alla Scala.

Le sue numerose registrazioni includono collaborazioni con la Filarmonica di San Pietroburgo, la New York Philharmonic, l’ Orchestra Sinfonica della Radio Nazionale Danese e la Royal Philharmonic Orchestra, con la quale ha inciso tutti i balletti di Stravinskij e le sinfonie di Čajkovskij.

Nel 2014 con la Filarmonica di San Pietroburgo, oltre alle tournée in Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Giappone, Messico e Stati Uniti, si è esibito a Mosca e per la prima volta a Baku al VIII Festival Internazionale Rostropovič.

Per dieci giorni durante il periodo natalizio Temirkanov organizza a San Pietroburgo l’ annuale Festival Invernale, invitando alcuni fra i solisti più grandi e conosciuti del mondo.

Per 15 anni ha diretto l’ Art in the Square Festival. Segue inoltre intensamente i progetti della Temirkanov International Foundation for Cultural Initiatives per gli studenti di San Pietroburgo.

In Russia ha ricevuto molti premi importanti; nel 2003 Vladimir Putin gli ha conferito la Medaglia del Presidente. Accademico Onorario di Santa Cecilia, ha ricevuto in Italia il Premio Abbiati come miglior direttore nel 2002 e nel 2007 e la nomina a “Direttore dell’ anno” nel 2003.

Nel 2012 è stato insignito dell’ Ordine della Stella d’ Italia nel grado di Commendatore dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

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NOTE DI PROGRAMMA E ASCOLTI…

 

Il Concerto per violino op. 77 è oggi universalmente considerato come una delle composizioni più riuscite di Johannes Brahms e rappresenta uno dei concerti per violino più importanti nella storia della musica e nel repertorio per violino.

I requisiti tecnici per gli assolo sono formidabili, con uso generoso di rapidi passaggi di scala e variazioni ritmiche.

Brahms intendeva coinvolgere Joseph Joachim, amico fraterno fin dalla prima gioventù, grande autorità nel campo violinistico. Una fitta serie di documenti (lettere, biglietti, annotazioni, osservazioni, ecc.) testimonia lo scambio di opinioni fra i due musicisti.

In molti di questi testi Brahms con atteggiamento leggero ed autoironico recita la parte del discepolo che consulta il maestro.

Le rispettive posizioni professionali, unite all’ amicizia personale, resero la collaborazione molto proficua. Tutte le sue principali composizioni per violino (questo concerto, il Concerto Doppio per violino e violoncello e le tre Sonate) furono tutte scritte per l’ amico e consigliere, Joseph Joachim.

Il Concerto per violino fu concepito nel corso dell’ estate del 1878 a Pörtschach am Wörther See, un villaggio della Carinzia nel quale Brahms soggiornava spesso.

Fu quello il luogo nel quale furono composte anche la Seconda Sinfonia e della Sonata per violino op. 78.

Brahms, non essendo un violinista, era preoccupato della difficoltà della resa strumentale di ciò che stava componendo.

Prima di proseguire nel lavoro mandò a Joachim, che comunque era anche un compositore, la parte solistica del primo movimento. In una lettera del 21 agosto 1878 Brahms annuncia la composizione:

“Amico caro, (…) vorrei mandarti un certo numero di passaggi per violino (…) Mi chiedo se non sei tanto sprofondato in Mozart e forse in te stesso, da poter trovare di un’ora per guardarli.”

Il giorno seguente Brahms manda a Joachim una sezione del primo movimento copiata in bella e commenta:

“Mi è sufficiente che tu dica una parola o che ne scriva qualcuna sopra la parte: difficile, scomodo, impossibile, eccetera.”

Joachim rispose immediatamente esprimendo entusiasmo e stupore per alcuni passi che definisce “violinisticamente molto originali“.

Non riesce però ad esprimere un giudizio in merito alla idoneità del pezzo ad un concerto pubblico, riservandosi di vedere l’ opera intera. Diverse altre persone interpellate da Brahms avevano avuto modo di ascoltare il nuovo pezzo ed erano rimaste piuttosto scettiche, perché lo ritenevano virtualmente al di là delle possibilità dei violinisti mortali.

Chiaramente Brahms cercava il parere del grande tecnico, specialista del violino, ma ambiva ad una solidarietà più ampia e profonda per affrontare il terreno della tradizione culminata nel Concerto per violino di Beethoven.

Scambi di corrispondenza non cessarono fino alla prima pubblica (Lipsia, 1º gennaio 1879), eseguita da Joachim stesso, a cui Brahms dedicò il concerto, con l’ Orchestra del Gewandhaus sotto la direzione dello stesso Brahms.

Diverse modifiche furono fatte dalla prima, fino alla pubblicazione dell’ opera da parte di Fritz Simrock, avvenuta sempre nello stesso anno.

 

ASCOLTA QUI “Concerto per violino e orchestra op. 77 by J. Brahms (dal CD “Jascha Heifetz, le violon diabolique”):


ASCOLTA QUI “Concerto per violino e orchestra op. 77” by J. Brahms (Anne-Sophie Mutter, violino – Berliner Philharmoniker & Herbert von Karajan, direttore):

ASCOLTA QUI “Concerto per violino e orchestra op. 77” by J. Brahms (David Oistrakh, violino – Orchestre National de la Radiodiffusion Française & Otto Klemperer, direttore – Studio recording, Paris, 17-19.VI.1960):

I movimenti in cui si articola il Concerto per violino sono:

Allegro ma non troppo
Adagio
Allegro giocoso

Il Concerto, almeno dapprincipio, fu accolto piuttosto freddamente dal pubblico, deludendo le speranze del compositore. In parte ciò è probabilmente dovuto al fatto che molti fra i contemporanei si aspettavano un mezzo convenzionale per mettere in mostra le capacità virtuosistiche del violino.

Brahms però aveva obiettivi musicali più elevati. Simili aspettative da parte del pubblico avevano generato accoglienze negative per concerti per archi di altri grandi compositori (come per il “Concerto per violino” di Ludwig van Beethoven o per l’ “Harold in Italia” di Hector Berlioz).

Alle prime esecuzioni il Concerto apparve sicuramente piuttosto difficile sia a causa dell’ ampiezza della sua concezione, sia per il linguaggio rigoroso adottato.

La tradizionale contrapposizione tra solista e orchestra, solitamente dominata dal virtuosismo del solo, è ignorata dall’ autore, che invece ricerca l’ equilibrio fra solista e orchestra, anticipando così la concezione che adotterà anche nel secondo concerto per pianoforte.

Pablo de Sarasate si rifiutò di suonare il concerto non per la difficoltà, “Pensate che me ne possa stare lì con il mio violino in mano – chiese retoricamente – a sentire l’ oboe che suona l’unica melodia nell’ intero pezzo?”

Nonostante capiti purtroppo spesso che i manoscritti di capolavori musicali svaniscano nel corso della storia, il manoscritto originale del Concerto per violino di Brahms è fortunatamente in mani note e sicure.

Il violinista Fritz Kreisler lo ha infatti acquistato e nel 1948 lo ha affidato alla Library of Congress negli USA, dove è tuttora custodito.

Brahms_Violin_concerto_beginning

Inizio del concerto per violino di Brahms

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“Sinfonia n. 9 “dal Nuovo Mondo”” by A. Dvořák (Rafael Kubelik):


“Sinfonia n. 9 “dal Nuovo Mondo”” by A. Dvořák (Eugene Ormandy e Philadelphia Orchestra):


“Sinfonia n. 9 “dal Nuovo Mondo”” by A. Dvořák (Columbia Symphony Orchestra e Bruno Walter):


“Sinfonia n. 9 “dal Nuovo Mondo”” by A. Dvořák (The Cleveland Orchestra e George Szell):

“Sinfonia n. 9 “dal Nuovo Mondo”” by A. Dvořák (Philharmonia Orchestra e Otto Klemperer):

“Sinfonia n. 9 “dal Nuovo Mondo”” by A. Dvořák (Leonard Bernstein e Israel Philharmonic Orchestra):

“Sinfonia n. 9 “dal Nuovo Mondo”” by A. Dvořák (Erich Kleiber Conductor e Berlin State Opera Orchestra, 1929):

“Sinfonia n. 9 “dal Nuovo Mondo”” by A. Dvořák (Lorin Maazel e New York Philharmonic, 2004):

“Sinfonia n. 9 “dal Nuovo Mondo”” by A. Dvořák (New York Philharmonic e Leonard Bernstein):

“Sinfonia n. 9 “dal Nuovo Mondo”” by A. Dvořák (Mariss Jansons e Bavarian Radio Symphony Orchestra):

“Sinfonia n. 9 “dal Nuovo Mondo”” by A. Dvořák (Karajan BPO (1964)):

“Sinfonia n. 9 “dal Nuovo Mondo”” by A. Dvořák (Paavo Järvi e Royal Philharmonic Orchestra):

“Sinfonia n. 9 “dal Nuovo Mondo”” by A. Dvořák (Celibidache e Münchner Philharmoniker, 1991):

“Sinfonia n. 9 “dal Nuovo Mondo”” by A. Dvořák (Wiener Philharmoniker e Herbert von Karajan):

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Written by mara

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