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L’ opera COSI’ FAN TUTTE al Teatro di San Carlo novembre-dicembre 2018

“La sua arte interpretativa, la sua attività di svecchiamento di obsoleti canoni esecutivi, che ha influenzato positivamente schiere di giovani direttori, la diffusione della musica d’arte presso platee di giovani, la fondazione di importanti istituzioni musicali, le molteplici iniziative umanitarie, ne hanno fatto uno straordinario rappresentante della cultura italiana nel mondo”

 

Le parole di Shakespeare e la musica di Giuseppe Verdi mi fanno essere grato a questi due geni dell’arte. Nel Macbeth c’è soprattutto la voluttà del soglio, dello scettro. Che scorgiamo nella doppia immagine: di Lady Macbeth e del suo consorte. Ma con questa accortezza: nell’ opera di Verdi tutto è nelle mani, nelle intenzioni della Lady, che ha in pugno Macbeth. A Verdi è sufficiente una piccola, ma grandiosa, arcata musicale per delineare, fin dall’ inizio, i tratti di Macbeth e Banco. E lo fa con un avvio circolare, poche battute bastano per intendere la raffinatezza dell’inseguirsi delle note, come fossero dentro un cerchio. E non è un caso che usi questo tipo di struttura musicale. Negli anni ho realizzato molte edizioni del Macbeth e, ogni volta che torno su quest’opera, mi rendo conto che non si finisce mai di scavare nei suoi personaggi“. Riccardo Muti (da una intervista ad Antonio Gnoli per La Repubblica)

 

IL CAST

COSI’ FAN TUTTE

Opera buffa in due atti
Musica di Wolfgang Amadeus Mozart
Libretto di Lorenzo Da Ponte da Le metamorfosi di Ovidio e da La grotta di Trofonio di Giovanni Battista Casti

Durata: 4 ore circa con intervallo

 

Direttore, Riccardo Muti

Regia, Chiara Muti

Scene, Leila Fteita

Costumi, Alessandro Lai

Luci, Vincent Longuemare

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Interpreti:

Fiordiligi     Maria Bengtsson

Dorabella     Paola Gardina

Guglielmo     Alessio Arduini

Ferrando     Pavel Kolgatin

Despina     Emmanuelle de Negri

Don Alfonso     Marco Filippo Romano

Lady Macbeth     Vittoria Yeo

Macduff     Francesco Meli

Banquo     Riccardo Zanellato

Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo

 Nuova Produzione del Teatro di San Carlo in coproduzione con Wiener Staatsoper

Spettacolo in Italiano con sovratitoli in Italiano e in Inglese

 

QUANDO

Domenica 25 novembre 2018, ore 19.00 – Turno A

Martedì 27 novembre 2018, ore 20.00 – Turno C/D

Giovedì 29 novembre 2018, ore 18.00 – Turno B

Sabato 1 dicembre 2018, ore 19.00 – Fuori Abbonamento

Domenica 2 dicembre 2018, ore 18.00 – Turno F

 

DOVE: Fondazione Teatro di San Carlo
98/F, via San Carlo
80131 Napoli (NA)

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Poltronissima ORO per la Prima di Gala al costo di € 1.200,00; Sabato e Domenica al costo di € 600,00; altre repliche al costo di € 300,00

Poltronissima per la Prima di Gala al costo di € 1.000,00; Sabato e Domenica al costo di € 430,00; altre repliche al costo di € 260,00

Poltrona ORO per la Prima di Gala al costo di € 1.000,00; Sabato e Domenica al costo di € 430,00; altre repliche al costo di € 260,00

Poltrona per la Prima di Gala al costo di € 900,00; Sabato e Domenica al costo di € 400,00; altre repliche al costo di € 240,00

Palco I, II fila centrali parapetto per la Prima di Gala al costo di € 810,00; Sabato e Domenica al costo di € 350,00; altre repliche al costo di € 220,00

Palco I, II fila centrali dietro per la Prima di Gala al costo di € 730,00; Sabato e Domenica al costo di € 300,00; altre repliche al costo di € 200,00

Palco reale per la Prima di Gala al costo di € 1.200,00; Sabato e Domenica al costo di € 600,00; altre repliche al costo di € 300,00

Palco I, II fila laterali parapetto per la Prima di Gala al costo di € 660,00; Sabato e Domenica al costo di € 300,00; altre repliche al costo di € 180,00

Palco I, II fila laterali dietro per la Prima di Gala al costo di € 600,00; Sabato e Domenica al costo di € 260,00; altre repliche al costo di € 160,00

Palco III, IV fila centrali parapetto per la Prima di Gala al costo di € 550,00; Sabato e Domenica al costo di € 260,00; altre repliche al costo di € 160,00

Palco III, IV fila centrali dietro per la Prima di Gala al costo di € 510,00; Sabato e Domenica al costo di € 230,00; altre repliche al costo di € 140,00

Palco III, IV fila laterali parapetto per la Prima di Gala al costo di € 480,00; Sabato e Domenica al costo di € 160,00; altre repliche al costo di € 140,00

Palco III, IV fila laterali dietro per la Prima di Gala al costo di € 460,00; Sabato e Domenica al costo di € 130,00; altre repliche al costo di € 120,00

Balconata V e VI fila per la Prima di Gala al costo di € 450,00; Sabato e Domenica al costo di € 90,00; altre repliche al costo di € 90,00

Posti Solo Ascolto per la Prima di Gala al costo di € 100,00; Sabato e Domenica al costo di € 50,00; altre repliche al costo di € 50,00

Under30/Over65 (poltrone ultime file) Sabato e Domenica al costo di € 50,00; altre repliche al costo di € 50,00

Under30/Over65 (palchi laterali) Sabato e Domenica al costo di € 35,00; altre repliche al costo di € 35,00

 

Teatro di San Carlo di Napoli: opera Così Fan Tutte con Riccardo Muti

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Riccardo Muti…

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Riccardo Muti è figlio del medico Domenico, nativo di Molfetta, e di Gilda Peli Sellitto, napoletana, nasce a Napoli, dove frequenta il liceo classico Vittorio Emanuele II e studia pianoforte con Vincenzo Vitale, conseguendo il diploma con lode presso il Conservatorio di San Pietro a Majella.

In seguito, dopo aver lasciato la facoltà napoletana di filosofia, si trasferisce a Milano, dove studia composizione con Bruno Bettinelli e direzione d’orchestra con Antonino Votto.

Debutta nel 1967 al Teatro Coccia di Novara vincendo il Premio Cantelli per giovani direttori d’orchestra, violinisti e flautisti. Dal 1968 al 1980 è stato direttore principale e direttore musicale del Maggio Musicale Fiorentino.

Durante il periodo fiorentino di notevole interesse sono state le rappresentazioni del Nabucco di Verdi con la regia di Luca Ronconi, in particolare i costumi del quarto atto riconducibili alle divise dei soldati italiani nel risorgimento nella replica nel Teatro Comunale di Firenze del 1977, il Guglielmo Tell di Rossini nella versione integrale e ancora di Verdi l’Otello con l’inedito finale del terzo atto.

Nel 1969 dirige la prima rappresentazione radiofonica nell’ Auditorium RAI del Foro Italico di Roma di “I puritani” di Vincenzo Bellini con Mirella Freni, Luciano Pavarotti, Sesto Bruscantini e Bonaldo Giaiotti. Nel 1970 dirige la ripresa nel Teatro Comunale di Firenze di “I puritani”.

Al Gran Teatro La Fenice di Venezia dirige un concerto sinfonico con Cristina Deutekom nel 1970, uno nel 1971, Ivan il Terribile di Sergej Sergeevič Prokof’ev nel 1972, un concerto nel 1978, uno nel 1995, il Concerto straordinario a favore della ricostruzione del Teatro nel 1996 ed il concerto Riapre La Fenice – nella Settimana inaugurale il 14 dicembre 2003.

Nel 1971 dirige la prima rappresentazione nel Kleines Festspielhaus di Salisburgo di “Don Pasquale” di Gaetano Donizetti con Rolando Panerai e Fernando Corena.

Nel 1972 dirige la ripresa nel Teatro Comunale di Firenze di “Un ballo in maschera” di Giuseppe Verdi con Renato Bruson e Rolando Panerai.

Dal 1973 al 1982 è stato direttore principale della Philharmonia Orchestra di Londra succedendo ad Otto Klemperer: con questa orchestra ha effettuato diverse registrazioni sia di opere italiane tra cui Aida di Giuseppe Verdi con Montserrat Caballé e Plácido Domingo, che ad oggi risulta essere uno dei dischi d’opera più venduti al mondo, e il Macbethnel quale riapre tutti i vecchi tagli aggiunti nel corso degli anni da vari direttori, sia lavori sinfonici tra i quali spiccano l’integrale delle sinfonie di Schumann e Čajkovskij.

Dal 1980 al 1992 è stato direttore musicale dell’ Orchestra di Filadelfia, che ha portato in diverse tournée internazionali.

Nel 1979 ne è stato nominato direttore principale, nel 1982 direttore onorario.

Nel 1991 proprio con questa orchestra ha eseguito la Tosca di Giacomo Puccini, primo titolo del compositore toscano diretto dal maestro Muti.

Nel 1995 ha ricoperto il ruolo di Presidente della Giuria nella prima edizione del Concorso Internazionale di Composizione “2 Agosto” a Bologna.

Il 10 dicembre 2014 apre la stagione teatrale del Teatro Giordano di Foggia chiuso per 10 anni per restauri ed ora affidato alla direzione artistica di Michele Placido.

Dal 1986 al 2005 Muti è stato direttore principale dell’ Orchestra del Teatro alla Scala, con la quale l’anno successivo ha ricevuto il premio Viotti d’Oro e che ha portato in tournée in Italia e in Europa.

Oltre alla Scala, Muti ha diretto produzioni operistiche anche a Firenze, Napoli, Filadelfia, Monaco, Vienna, Londra, Liegi e al Festival di Ravenna.

È spesso ospite della Berliner Philharmoniker e della Wiener Philharmoniker.

Nel 1996 Muti ha diretto quest’ultima in occasione della chiusura della settimana del Festival Viennese, in un tour verso l’estremo oriente (Giappone, Corea, Hong Kong) e in Germania oltre che il Concerto di Capodanno di Vienna nel 1993, 1997, 2000 e 2004.

Dirige le prime esecuzioni assolute nella Symphony Hall dell’American Academy of Music di Filadelfia di “Summer Solstice” per orchestra e del Concerto per violino e orchestra di Ezra Laderman nel 1980 e del Concerto per pianoforte e orchestra di Tina Davidson nel 1983.

Nel 1984 dirige la ripresa nel Kleines Festspielhaus di Salisburgo di “Così fan tutte ossia La scuola degli amanti” di Wolfgang Amadeus Mozart con Kathleen Battle e Sesto Bruscantini.

Nel 1987 dirige la prima rappresentazione nella Deutsche Staatsoper di Berlino di “Nabucco” di Giuseppe Verdi con Renato Bruson.

Nel 1990 dirige la ripresa nel Großes Festspielhaus di Salisburgo di “Il dissoluto punito ossia Il Don Giovanni” di W. A. Mozart, con Carol Vaness, Edita Gruberová, Ramey e Furlanetto.

È sposato con Cristina Mazzavillani Muti, direttrice del Ravenna festival e da anni risiede a Ravenna. La coppia ha tre figli: Francesco, Chiara (nota attrice e moglie del pianista francese David Fray) e Domenico.

Grande interprete verdiano e mozartiano, Muti è anche noto per le sue sempre interessanti esecuzioni operistiche di autori come Pergolesi, Gluck, Bellini, Rossini, Puccini e Wagner.

Oltre ai capolavori di Giuseppe Verdi e Wolfgang Amadeus Mozart, alla Scala, Muti ha voluto riportare all’ attenzione del pubblico le opere di Gluck (Alceste, Orfeo ed EuridiceArmide) e quelle di autori del periodo storico neo-classico, quali Lodoïska di Luigi Cherubini e La Vestale di Gaspare Spontini.

Inoltre il Maestro ha riportato alla scala dopo vent’ anni sia Parsifal che l’intera tetralogia de L’Anello del Nibelungo di Wagner, ottenendo esiti contrastanti; sempre negli anni 90 ha avuto il merito di riportare alla Scala opere non più eseguite da svariati anni come La Forza del Destino che ha riscosso un trionfale successo nel 1999, la Manon Lescaut di Giacomo Puccini.

Riccardo Muti

Nel 2000 è stato chiamato a dirigere la Wiener Philharmoniker nel noto concerto di apertura del nuovo Millennio nella Großer Musikvereinsaal di Vienna; aveva avuto questo onore già nel 1993 (risultando il più giovane direttore ospite di questa manifestazione, a soli 52 anni) e nel 1997; è stato nuovamente chiamato a questo prestigioso incarico nel cinquantesimo concerto di Capodanno 2004 con musiche di Johann Strauss (padre) e Johann Johann Strauss (figlio).

Nel 2001, il maestro ha ricevuto il “Premio Internazionale Medaglia d’Oro al merito della Cultura Cattolica” dalla Scuola di Cultura Cattolica di Bassano del Grappa.

Ma il 2001 è soprattutto l’anno verdiano e il maestro regala ai milanesi in un’unica stagione Il trovatore, Rigoletto, La traviata, Un ballo in maschera, Macbeth infine l’Otello per il 7 dicembre del 2001 con Plácido Domingo nel ruolo del protagonista, Barbara Frittoli nei panni di Desdemona e Leo Nucci come Jago.

Il 27 gennaio 2001 dirige nella Basilica di San Marco a Milano il coro e l’orchestra del Teatro Alla Scala nella Messa da Requiem di Giuseppe Verdi proprio nel giorno un cui 100 anni prima moriva il compositore. Il concerto con le compagini scaligere sarà eseguito anche per due sere consecutive al Musikverein di Vienna.

Nel 2004 ha creato l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini formata da giovani strumentisti scelti da una commissione internazionale.

Il 16 marzo 2005, l’orchestra e lo staff della Scala hanno votato a larga maggioranza una richiesta di dimissioni di Muti, il quale cancellò un concerto prima della votazione e il 2 aprile diede le dimissioni.

Poco dopo ha ricevuto a Brescia il Premio “Arturo Benedetti Michelangeli”, secondo artista italiano ad averlo ricevuto dopo Maurizio Pollini.

Il 2 marzo 2007 dirige l’Orchestra giovanile Luigi Cherubini in un concerto straordinario (Concerto in La minore per violoncello e orchestra di Schumann e Sinfonia n. 4 “Tragica” in Do minore di Franz Schubert) nella Basilica di San Francesco ad Arezzo di fronte agli affreschi di Piero della Francesca, nell’ ambito del Festival musicale organizzato dall’ Ente Filarmonico Italiano.

Durante la serata viene insignito del premio “Il Filarmonico”, consegnatogli da Lorenzo Arruga.

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Nel febbraio 2008 vince due Grammy Award (Best Classical Album e Best Choral Performance) con l’album Missa Solemnis in Mi di Luigi Cherubini con Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese inciso per la EMI.

Nel maggio 2008 firma un contratto quinquennale per 10 settimane di conduzione l’anno con la Chicago Symphony Orchestra, a partire dal settembre 2010.

Muti dirigerà l’orchestra americana sia nelle tournée nazionali che in quelle internazionali. L’incarico di direttore musicale verrà ufficializzato nel gennaio 2009 con l’esecuzione della Messa da Requiem di Verdi.

L’ultima volta che Muti diresse l’orchestra americana, a conclusione del prestigioso incarico, volle donare alla città di Molfetta la bacchetta rigorosamente in legno, esposta a Palazzo Giovene nella Civica Siloteca del Centro Studi Molfettesi dedicata a Raffaele Cormio.

Sempre nel 2008, a dicembre, intraprenderà una nuova collaborazione con un teatro d’opera italiano: dirigerà infatti l’Otello di Giuseppe Verdi al Teatro dell’Opera di Roma, dove non ha mai diretto uno spettacolo operistico, nella produzione andata già in scena al Festival di Salisburgo 2008; dopo l’Otello il maestro è atteso con Ifigenia in Aulide (Gluck) nel marzo del 2009 e l’ Idomeneo di Mozart 2010.

Il 13 febbraio 2011, in qualità di direttore della Chicago Symphony Orchestra, ha vinto 2 Grammy Award nelle categorie Best Classical AlbumBest Choral Performance per la registrazione del Requiem (Verdi) con Barbara Frittoli. 

Dirige Macbeth nell’agosto 2011 al Festival di Salisburgo ed in novembre/dicembre al Teatro dell’Opera di Roma.

Nel 2012 in gennaio dirige il Requiem (Verdi) all’Opéra-Comédie di Montpellier, in marzo/aprile I due Figaro al Teatro Real di Madrid, in maggio/giugno Attila al Teatro dell’Opera, in luglio Sancta Susanna di Paul Hindemith al Teatro Dante Alighieri, in agosto/settembre I due Figaro al Teatro Colón ed in novembre Simon Boccanegra a Roma ripreso in video dalla Rai.

Nel 2013 dirige I due Foscari ed un concerto a Roma, Don Pasquale a Madrid, Nabucco a Ravenna, Roma e Salisburgo ed Ernani a Roma.

Nel 2014 dirige Manon Lescaut con Anna Jur’evna Netrebko a Roma, il Requiem (Verdi) con Francesco Meli al Teatro Real e con Daniela Barcellona e Riccardo Zanellato al Ravenna Festival ed al Festival Ljubljana e Simon Boccanegra e Nabucco con Sonia Ganassi al Tokyo Bunka Kaikan nella trasferta del Teatro dell’Opera.

Dirige l’ Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, che ha fondato nel 2004 e che ha sede a Piacenza e Ravenna.

Dal 2010 è music director della Chicago Symphony Orchestra, con la quale ha rinnovato il contratto fino all’ estate del 2020.

Il 30 marzo 1996 ha ricevuto una laurea honoris causa in musicologia dall’ Università degli Studi di Pavia.

Il 3 marzo 2007 la Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo dell’Università degli Studi di Siena gli conferisce una laurea honoris causa in Letteratura e Spettacolo, consegnatagli dal Rettore Silvano Focardi.

Secondo quanto ricorda la delibera della Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo, “la sua arte interpretativa, la sua attività di svecchiamento di obsoleti canoni esecutivi, che ha influenzato positivamente schiere di giovani direttori, la diffusione della musica d’arte presso platee di giovani, la fondazione di importanti istituzioni musicali, le molteplici iniziative umanitarie, ne hanno fatto uno straordinario rappresentante della cultura italiana nel mondo“.

 

“Symphony No. 3 Eroica” by L. van Beethoven (Philadelphia Orchestra):


“Intervista al Maestro RICCARDO MUTI (Firenze, 13/05/1978)” (41° Maggio Musicale Fiorentino):


“Symphony No. 9” by L. van Beethoven (Chicago Symphony Orchestra):

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«È la fede delle femmine come l’ Araba fenice: che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa!», (Don Alfonso)

Locandina della prima rappresentazione

 

Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti (K 588) è un’opera buffa in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart.

È la terza e ultima delle tre opere italiane “buffe” scritte dal compositore salisburghese su libretto di Lorenzo da Ponte (da Le metamorfosi di Ovidio e da La grotta di Trofonio di Giovanni Battista Casti). Fu commissionata dall’imperatore Giuseppe II d’Asburgo-Lorena in seguito alle felici riprese viennesi (1788-1789) di Le nozze di Figaro e Don Giovanni. La prima rappresentazione ebbe luogo al Burgtheater di Vienna il 26 gennaio 1790, con Adriana Ferraresi Del Bene e Francesco Benucci diretta dal compositore.

ANALISI DELL’ OPERA

L’architettura di questo dramma giocoso è edificata su un divertente gioco di simmetrie. Le due coppie originarie (Fiordiligi e Guglielmo, Dorabella e Ferrando) sono perfettamente speculari: al binomio soprano-baritono si oppone quello di mezzosoprano-tenore. A questo incrocio, lo scambio di coppie insito nella scommessa sembra portare ordine (al soprano si abbina perfettamente il tenore, mentre al mezzosoprano il baritono). A queste geometrie non sono estranei nemmeno i rimanenti personaggi (Don Alfonso e Despina) i quali, seppure non partecipino ai giochi amorosi, sono attivi spettatori e incitano i protagonisti alle nuove unioni, nonché ad una filosofia di vita meno rigorosa. Da notare come molti allestimenti registici abbiano altrettanto giocato sulle simmetrie e sulle specularità dell’opera.

Un’ ulteriore osservazione va fatta in merito al rapporto tra musica e libretto: sulle geometriche simmetrie del libretto di Lorenzo Da Ponte, attratto dal carattere giocoso dell’aneddoto, la musica mozartiana si ammanta di caratteri elegiaci, quasi tragici, e l’ironia del tardo-Mozart si trasforma in rassegnazione. Il personaggio di Fiordiligi è un vero esempio: già dall’aria “Come scoglio” si evince il suo carattere spigoloso, la sua virtù superiore a quella della spensierata sorella, e perfino il cedimento alla corte del travestito Ferrando si ammanta di toni disperati. Non da meno è l’aria “Un’aura amorosa” di Ferrando, il quale si presta alla scommessa del cinico amico nella speranza di celebrare, alla fine, la sua vittoria nella dolce compagnia della sua amata.

Da non dimenticare sono anche i toni mesti e i violini appena pizzicati del saluto “Soave sia il vento”, nonché l’addio che lo precede: le due dame sono convinte di non rivedere tanto presto i due fidanzati, crogiolandosi nel proprio dolore. Sembra, insomma, che la musica assuma un tono “agrodolce”.

Sul versante letterario, difficile è rinvenire nelle fonti anteriori il tema qui dominante dello “scambio di coppia”. Si ritiene unico antecedente di Così fan tutte (e della filosofia di Don Alfonso) l’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto: nel canto XXVIII si legge di due amici che, appresa l’infedeltà delle loro donne, decidono di partire per sfogarsi in nuove esperienze amorose. Il viaggio-studio però rivela l’amara verità: anche le altre donne non sono più caste.

Insomma: così fan tutte! Quivi si rinvengono inoltre i nomi di Fiordiligi, Doralice, Fiordispina, Guglielmo e Don Alfonso. Evidente è l’analogia tra la nostra Fiordiligi (che minaccia di morire sul campo di battaglia insieme al suo amato, per non compromettersi) e quella ariostesca, che muore come simbolo di estrema fedeltà. Una situazione analoga allo scambio di coppie di Così fan tutte si rinviene nell’opera di Antonio Salieri La grotta di Trofonio.

Le protagoniste, Ofelia e Dori, scelgono i propri futuri mariti sulla base di profili caratteriali che sono opposti alle rispettive attitudini di vita: una scelta dettata dalla ragione e non dal cuore. Solo alla fine, si rivedranno delle proprie scelte e si ricomporranno con i rispettivi mariti sulla base delle giuste affinità caratteriali. Anche se qui lo scambio non riguarda i fidanzati ma i rispettivi caratteri, è evidente che il tema aveva solleticato la fantasia di Mozart e di Lorenzo da Ponte.

 

“Così fan tutte by Wolfgang Amadeus Mozart (Jonas Kaufmann rarity .Mozart: Cosi fan tutte Piccolo teatro di Milano 1998):

“Così fan tutte by Wolfgang Amadeus Mozart (Karl Böhm, della Casa, Ludwig, Dermota, Kunz):

“Così fan tutte by Wolfgang Amadeus Mozart (Janowitz, Ludwig, Alva, Prey (Böhm)):

“Così fan tutte by Wolfgang Amadeus Mozart (Academy of St Martin in the Fields, Neville Marriner):

“Così fan tutte by Wolfgang Amadeus Mozart (ABBADO, Mahler Chamber Orchestra _ Ferrara 2000):

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Written by mara

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