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L’ opera L’ ELISIR D’ AMORE al Maggio Musicale Fiorentino Luglio 2019

“L’ ELISIR D’ AMORE, un “Dramma giocoso”…una delle opere più amate del repertorio lirico”

L’elisir d’amore è un’ opera lirica di Gaetano Donizetti, su libretto di Felice Romani. Si compone di due atti, il primo composto da dieci scene e il secondo da nove.

Andò in scena per la prima volta il 12 maggio del 1832 al Teatro della Cannobiana di Milano, che l’aveva commissionata in sostituzione di un’opera che non era stata preparata in tempo da un altro autore.

Romani derivò il libretto dal testo Le Philtre (Il filtro), scritto l’anno prima da Eugène Scribe per il compositore Daniel Auber. Alla prima cantarono Sabina Heinefetter (nel ruolo di Adina), Giuseppe Frezzolini (Dulcamara), Henry Bernard Debadie (Belcore), Giovan Battista Genero (Nemorino) e Marietta Sacchi (Giannetta) diretti da Alessandro Rolla.

Donizetti ebbe a disposizione solo quattordici giorni per consegnare il lavoro, sette dei quali servirono a Romani per adattare il testo di Scribe. Nonostante la gravosissima pressione, riuscì a confezionare quello che sarebbe stato – insieme al Don Pasquale e al Barbiere di Siviglia rossiniano – uno degli esempi più alti dell’opera comica ottocentesca.

Definita in partitura «melodramma giocoso», rientra a pieno titolo nella tradizione dell’opera comica, anche se in essa trova ampio spazio l’elemento patetico, che raggiunge la sua punta più alta nel brano più noto: la romanza cantata dal protagonista Nemorino, Una furtiva lagrima, brano entrato – come del resto l’intera opera – nel cosiddetto repertorio.

Fin dal suo apparire ebbe un grande successo, con trentadue repliche consecutive. A farlo amare da subito dagli appassionati della lirica è in particolare la tipica melodia donizzettiana che anche in questo caso accompagna motivi piacevoli che bene mettono in risalto la vena buffa del compositore bergamasco, capace di trasformare con agilità inventiva la risata in sorriso, sia pure talvolta velato di malinconia (e la già citata aria della furtiva lagrima ne è una limpida testimonianza).

CURIOSITA

La romanza cantata dal protagonista Nemorino, Una furtiva lagrima è stata inclusa – nella versione storica cantata da Enrico Caruso – quale leitmotiv della colonna sonora del film di Woody Allen, Match Point.

 

IL CAST

L’ Elisir d’ amore

di Felice Romani
Musica di Gaetano Donizetti
 

Maestro concertatore e direttore, Fabrizio Maria Carminati

Regia, Pier Francesco Maestrini

Scene, Juan Guillermo Nova

Costumi, Luca Dall’ Alpi

Luci, Bruno Ciulli

Maestro del Coro, Lorenzo Fratini
 
 
Interpreti:

Adina     Laura Giordano

Nemorino     Alessandro Scotto Di Luzio

Belcore     Biagio Pizzuti

Dulcamara     Marco Filippo Romano

Giannetta     Maria Rita Combattelli

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

 

QUANDO

Mercoledì 10 Luglio 2019, ore 20.00

Venerdì 12 Luglio 2019, ore 20.00

Mercoledì 17 Luglio 2019, ore 20.00

Venerdì 19 Luglio 2019, ore 20.00

Martedì 23 Luglio 2019, ore 20.00

Giovedì 25 Luglio 2019, ore 20.00

 

DOVE: Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Piazzale Vittorio Gui, 1
50144 Firenze (FI)

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI DISPONIBILI:

Platea I al costo di € 80,00

Platea II al costo di € 60,00

Platea III al costo di € 50,00

Platea IV al costo di € 40,00

Palchi al costo di € 30,00

Galleria al costo di € 20,00

Visibilità limitata al costo di € 10,00

 

Maggio Musicale Fiorentino: opera L’ ELISIR D’ AMORE

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

… … …

“Una furtiva lagrima
negli occhi suoi spuntò…
quelle festose giovani
invidïar sembrò…
Che più cercando io vo?
M’ama, lo vedo.”

 

  • Adina, ricca e capricciosa fittaiuola (soprano)
  • Nemorino, coltivatore, giovane semplice, innamorato di Adina (tenore)
  • Belcore, sergente di guarnigione nel villaggio (baritono)
  • il dottore Dulcamara, medico ambulante (basso buffo)
  • Giannetta, villanella (soprano)
  • Cori e comparse: villani e villanelle, soldati e suonatori del reggimento, un notaio, due servitori, un moro

L’azione ha luogo in un villaggio dei paesi baschi alla fine del XVIII secolo.

ATTO PRIMO

Un villaggio nei Paesi Baschi verso la fine del XVIII secolo. Nell’ aia antistante la fattoria della ricca e capricciosa fittavola Adina, i mietitori si stanno riposando dopo il lavoro nei campi. Adina, seduta in disparte, legge la storia di Tristano e Isotta; la osserva perdutamente innamorato Nemorino, un contadino giovane, povero e timido. Su invito dei presenti, Adina legge ad alta voce come Tristano riuscì a far innamorare la bella Isotta con un filtro magico. Improvvisamente si ode un rullo di tamburi: sopraggiunge Belcore, sergente della guarnigione di stanza nel villaggio, alla ricerca di soldati per il suo reggimento; con spavalda sicurezza, egli corteggia Adina proponendole addirittura il matrimonio. Questa, per suo conto, si preoccupa solo di far capire a Nemorino quanto il proprio cuore sia volubile ed incostante. Il suono di una tromba annuncia l’arrivo del dottor Dulcamara, un ciarlatano che enumera a gran voce i propri poteri taumaturgici destando l’interesse degli ingenui contadini. Uno di essi, in particolare, è fortemente attratto dalle promesse di Dulcamara: è proprio Nemorino, che gli chiede se fra le sue miracolose pozioni egli abbia anche il magico elisir d’amore della regina Isotta. Intuitane l’ingenuità, Dulcamara gli rifila una bottiglia di Bordeaux al prezzo di uno zecchino (tutto ciò che Nemorino possiede) avvertendolo però che l’effetto desiderato sopraggiungerà solo ventiquattr’ ore dopo la somministrazione: giusto il tempo necessario al ciarlatano per far fagotto e allontanarsi dal villaggio. Fiducioso nel potere magico appena conquistato, Nemorino inizia a sorseggiarne non piccole dosi, divenendo assai presto euforico e acquistando fiducia e sicurezza, al punto da mostrarsi indifferente ad Adina che, per il nuovo atteggiamento del già sospiroso e romantico spasimante, appare ora piuttosto sconcertata e stizzita. Tale è il desiderio di rivalsa della donna, che su due piedi ella decide di accettare la proposta matrimoniale di Belcore, proponendo che le nozze abbiano luogo la sera stessa (essendo prefissata per l’indomani la partenza del sergente). Nemorino, certo della virtù dell’elisir quanto ben consapevole della necessità di ventiquattr’ore perché abbia effetto, prega Adina di rimandare le nozze d’un giorno; ma quest’ultima lo deride e si avvia con Belcore, mentre lo smanioso Nemorino viene dileggiato da tutti i presenti.

ATTO SECONDO

Mentre nella fattoria fervono i preparativi per le nozze, Dulcamara e Adina intrattengono i presenti cantando una barcarola; giunge il notaio, col contratto nuziale da far sottoscrivere agli sposi, ma Adina dichiara di volerlo firmare solo la sera, in presenza di Nemorino, per celebrare così la propria vendetta. Per parte sua Nemorino è disperato: l’elisir non produce infatti ancora effetto; inoltre, avendo speso tutti i propri averi, egli non è in grado di acquistarne una nuova bottiglia. Sfruttando la situazione, e col non secondario proposito di toglierselo di torno, Belcore gli prospetta l’immediato guadagno di venti scudi arruolandosi come soldato. In verità, per Nemorino le ristrettezze economiche sono già finite, grazie alla ricca eredità lasciatagli da uno zio appena defunto. Egli tuttavia non è ancora al corrente del luttuoso evento familiare, conosciuto invece dalle ragazze del villaggio grazie alla solerte contadina Giannetta: cosicché interpreta l’improvvisa attenzione delle giovani come l’effetto sicuro dell’elisir (fatto che sconcerta non poco lo stesso Dulcamara). Nemmeno Adina è a conoscenza del mutamento di fortuna intervenuto a favore di Nemorino e tradisce il suo affetto verso di lui mostrandosi gelosa; Dulcamara le racconta di aver venduto l’elisir a Nemorino, dal quale ella deduce d’esser riamata. La stessa consapevolezza matura anche in Nemorino che, mentre le ragazze lo corteggiavano, ha creduto di scorgere una lacrima sul viso di Adina. È Adina stessa a riacquistare il contratto di arruolamento da Belcore, e a restituire con questo la libertà a Nemorino; ma sulla via alla felicità, che sembrerebbe ormai spianata, rimane ancora un ostacolo, quello dell’orgoglio. Sulle prime, infatti, Adina appare ancora riluttante e non confessa esplicitamente a Nemorino il proprio amore; è necessaria una scenata del giovane – pronto ad abbandonare tutto e a partir soldato di fronte al frettoloso e puntiglioso congedo di Adina – perché quest’ultima decida finalmente di aprire il proprio cuore. La gioia dei due innamorati è immensa, quanto lo scorno di Belcore. Dal canto suo, Dulcamara celebra con fierezza la straordinaria efficacia dell’elisir mentre, dulcis in fundo, Nemorino apprende d’esser divenuto l’uomo più ricco del villaggio.

ASCOLTA QUI “L’elisir d’amore by Gaetano Donizetti (Adina: Nelly Corradi – Nemorino: Gino Sinimberghi – Belcore: Tito Gobbi – Dulcamara: Italo Tajo; Grande Orchestra RAI e Direttore Giuseppe Morelli _ Film Version, 1947):

ASCOLTA QUI “L’elisir d’amore by Gaetano Donizetti (Ruggero Raimondi, Patricia Ciofi, Antonino Siragusa – 2006)

ASCOLTA QUI “L’elisir d’amore by Gaetano Donizetti (Adina – Laura Giordano; Nemorino – Juan Diego Florez; Dulcamara – Alfonso Antoniozzi; Belcore – Jose Julian Frontal; Giannetta – Lavinia Rodriguez _ Conductor – Riccardo Frizza, Orchestra – Orquesta Filarmonica de Gran Canaria, Chorus – Coro):

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Written by mara

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