in , , ,

La Filarmonica Toscanini Jader Bignamini Francesca Dego Maggio 2019

Posso non essere un compositore di prima categoria, ma sono di certo un compositore di seconda categoria di prima classe”, Richard Strauss

Filarmonica Arturo Toscanini di Parma, Stagione 2018 – 2019

 

L’ Orchestra Verdi e la Filarmonica Arturo Toscanini di Parma si uniscono sotto la direzione di Jader Bignamini per un eccezionale concerto sinfonico interamente dedicato alla musica del Novecento di Dmitri Šostakovič e Richard Strauss. Nella loro assoluta diversità e lontananza culturale, le loro voci e i loro stili hanno accolto, con esiti stupefacenti, i molteplici e spesso incompatibili volti della storia e della musica di quel secolo tra realismo e idealismo, tra avanguardia e tradizione.

 

Dmitrij Šostakovič, Concerto per violino e orchestra n. 1 in La minore op. 77

… … …

Richard Strauss, “Eine Alpensinfonie” (Sinfonia delle Alpi) op. 64

 

QUANDO 

Sabato 25 Maggio 2019, ore 20.30

 

DOVE: Auditorium Paganini
Via Toscana, 5/a

43121 Parma (PR)

 

INTERPRETI:

Violino, Francesca Dego

Direttore, Jader Bignamini

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi – Filarmonica Arturo Toscanini

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

I Settore al costo di 30,00 €

II Settore al costo di 25,00 €

 

Filarmonica Arturo Toscanini: Jader Bignamini Francesca Dego

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e consegna dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

… … …

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Jader Bignamini…

Bignamini-jader-M

Scelto nel 1998 dal M° Riccardo Chailly come clarinetto piccolo dell’ Orchestra Sinfonica LaVerdi di Milano, Jader Bignamini inizia il suo percorso all’ interno dell’ Istituzione che lo vedrà passare dalle file dell’ Orchestra al podio, fino ad essere nominato nel 2010 Direttore Assistente e dal 2012 Direttore Associato.

Nato a Crema, dopo gli studi al Conservatorio di Piacenza, inizia giovanissimo a collaborare, anche come solista, con diverse Orchestre e avvia contemporaneamente l’ attività di Direttore con Gruppi da Camera, Orchestre Sinfoniche e di Enti Lirici.

Nell’ autunno 2012 partecipa per il secondo anno consecutivo al Festival MITO con la Messe Solennelle di Berlioz. Prosegue inoltre la sua intensa collaborazione con l’orchestra laVerdi dove dirige, oltre a quello inaugurale, svariati concerti con programmi lirici e sinfonici (Brahms, Cajkovskij, Glinka, Musorgskij, Prokofiev, Ravel, Respighi, Rimsky-Korsakov, Paganini, Piazzolla, Stravinskij, Vivaldi), sia a Milano che nella tournée in Russia (Cajkovskij Hall a Mosca e Glinka Philarmonic Hall a San Pietroburgo), collaborando con solisti quali Karen Gomyo, Francesca Dego, Natasha Korsakova, Kolya Blacher e Lylia Zilberstein.

Seguono i debutti sinfonici in Giappone alla Biwako Hall di Otsu, in Brasile al Teatro Municipal di Sao Paulo, a Palermo con l’Orchestra Sinfonica Siciliana e a Firenze col Maggio Musicale.

Inaugura poi il XXXIX Festival della Valle d’ Itria con Crispino e la Comare, la XX Stagione Sinfonica de laVerdi con un programma verdiano e il Festival Verdi 2013 a Parma con Simon Boccanegra, a seguito del quale gli viene offerto dal Teatro Regio un invito triennale per il Festival.

Tra gli impegni recenti, oltre ai numerosi appuntamenti sinfonici con laVerdi, tra i quali il verdiano Requiem, i Carmina Burana con la Filarmonica del Comunale di Bologna, La bohème al Municipal di Sao Paulo e al Teatro la Fenice di Venezia, L’elisir d’amore ad Ancona, Tosca al Comunale di Bologna, La forza del destino al Festival Verdi di Parma e La bohème al Filarmonico di Verona.

Il 2015 lo ha visto protagonista di felici debutti come Cavalleria rusticana e L’amor brujo al Teatro Filarmonico di Verona, Aida al Teatro dell’Opera di Roma, Madama Butterfly al Teatro la Fenice di Venezia oltre al debutto americano con Rigoletto al Festival di Santa Fe in New Mexico dove tornerà nel 2018 per una nuova produzione di Madama Butterfly.

Reduce del successo americano ha quindi diretto un concerto al Teatro alla Scala di Milano con l’Orchestra LaVerdi per poi inaugurare anche la stagione autunnale in Auditorium a Milano con una serie di concerti sinfonici, la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi e un gala lirico sinfonico al Musikverein di Graz con il soprano Anna Netrebko.

Tra gli impegni del 2016: Francoforte per Oberto, conte di San Bonifacio, in tournée in Korea e Giappone per una serie di concerti con Anna Netrebko, a Tokyo con per una produzione di Andrea Chenier, al Teatro dell’Opera di Roma con un nuovo allestimento di Traviata per poi debuttare al Rossini Opera Festival con il Ciro in Babilonia per la regia di Davide Livermore.

Seguiranno poi Madama Butterfly al Teatro Massimo di Palermo e Manon Lescaut di G. Puccini con Anna Netrebko al Teatro Bolshoi di Mosca e Trovatore a Francoforte.

… … …

NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

“Concerto n. 1 in la minore per violino e orchestra, op. 77” by Dmitrij Šostakovič (Leonidas Kavakos):

“Concerto n. 1 in la minore per violino e orchestra, op. 77” by Dmitrij Šostakovič (Leonid Kogan):

“Concerto n. 1 in la minore per violino e orchestra, op. 77” by Dmitrij Šostakovič (Sergey Khachatryan):

“Concerto n. 1 in la minore per violino e orchestra, op. 77” by Dmitrij Šostakovič (Julian Rachlin):

“Concerto n. 1 in la minore per violino e orchestra, op. 77” by Dmitrij Šostakovič (David Oistrakh):

“Concerto n. 1 in la minore per violino e orchestra, op. 77” by Dmitrij Šostakovič (Viktoria Mullova):

“Concerto n. 1 in la minore per violino e orchestra, op. 77” by Dmitrij Šostakovič (Nicola Benedetti):

“Concerto n. 1 in la minore per violino e orchestra, op. 77” by Dmitrij Šostakovič (Maxim Vengerov):

“Concerto n. 1 in la minore per violino e orchestra, op. 77” by Dmitrij Šostakovič (Vadim Repin):

“Concerto n. 1 in la minore per violino e orchestra, op. 77” by Dmitrij Šostakovič (Hilary Hahn):

… … …

Eine Alpensinfonie (“Sinfonia delle Alpi”), op. 64, è un poema sinfonico composto da Richard Strauss nel 1915 (l’ ultimo scritto dal compositore tedesco), undici anni dopo il completamento del suo immediato predecessore nel genere del poema sinfonico, Sinfonia domestica. Nel 1911 Strauss scrisse di volersi

“torturare con una sinfonia – un lavoro che, quando tutto è detto e fatto, mi diverte ancor meno di inseguire scarafaggi”

Al tempo della composizione della Sinfonia delle Alpi Strauss aveva rivolto la sua attenzione all’ opera ed era diventato ben affermato come uno dei più grandi compositori operistici di quel periodo. Anche se considerata una delle opere meno eseguite di Strauss (per una serie di motivi, tra cui il gran numero di musicisti richiesti), il pezzo è talmente popolare che nel 1981 una registrazione discografica dell’ opera, eseguita dall’ Orchestra Filarmonica di Berlino diretta da Herbert von Karajan è diventata il primo compact disc per utilizzo commerciale.

La première di Eine Alpensinfonie avvenne il 28 ottobre 1915, con Strauss come direttore della Dresden Hofkapelle a Berlino. La performance ha avuto reazioni contrastanti. Alcuni addirittura la chiamarono “musica cinema“. Strauss stesso era felice di come questo pezzo si è rivelato, tuttavia, ed un amico ha scritto nel 1915 che

“è necessario ascoltare la Sinfonia delle Alpi il 5 dicembre. È davvero un buon pezzo!”

Anche se un po’ controverso, si ritiene generalmente che la prima americana della Sinfonia delle Alpi sia stata eseguita da Ernst Kunwald a capo della Cincinnati Symphony Orchestra il 25 aprile 1916. Kunwald ed alcuni “Cincinnati influenti” avevano avuto grandi dolori per ottenere il brano dalla Germania in guerra e per essere la prima orchestra ad eseguire un lavoro nuovo di Strauss in America. Come risultato, la Sinfonia delle Alpi era stata originariamente prevista per la prima volta a Cincinnati il 4 maggio dello stesso anno. Tuttavia, quando Leopold Stokowski ha improvvisamente annunciato che avrebbe presentato in anteprima il lavoro con la Philadelphia Orchestra il 28 aprile, Kunwald e la Cincinnati Symphony Orchestra iniziarono immediatamente la preparazione del pezzo. Il 25 aprile, l’orchestra era finalmente in grado di provare la Sinfonia delle Alpi fino in fondo ad una prova a Cincinnati e due giorni dopo mandò a dire ai giornali locali di invitare clienti ad una performance del brano, in quello stesso giorno, a mezzogiorno. In definitiva, duemila persone hanno partecipato a questa prima non ufficiale americana del lavoro. Grazie alla loro rapidità nell’organizzazione del concerto, questa prima si è svolta poco più di 24 ore prima dello spettacolo a Philadelphia.

 

“Ein Alpensinfonie op. 64” by Richard Strauss (Filarmonica della Scala; Teatro Alla Scala – Conductor: Giuseppe Sinopoli, Milano, 1999):

“Ein Alpensinfonie op. 64” by Richard Strauss (Staatskapelle Dresden & Rudolf Kempe):

“Ein Alpensinfonie op. 64” by Richard Strauss (Lorin Maazel conducts the Philharmonia Orchestra):

“Ein Alpensinfonie op. 64” by Richard Strauss (San Francisco Symphony & Herbert Blomstedt):

“Ein Alpensinfonie op. 64” by Richard Strauss (Staatskapelle Dresden, Fabio Luisi conductor – Royal Albert Hall London 27.08.2009, BBC PROMS 2009):

“Ein Alpensinfonie op. 64” by Richard Strauss (Orquesta Filarmónica Checa & Vladimir Ashkenazy):

“Ein Alpensinfonie op. 64” by Richard Strauss (Daniel Harding & Filarmonica della Scala):

“Ein Alpensinfonie op. 64” by Richard Strauss (Vienna Philharmonic Orchestra & Bernard Haitink conductor – BBC PROMS 2012, London – Royal Albert Hall):

Grandiosa e spettacolare, ultima composizione per grande orchestra di Richard Strauss, la Sinfonia delle Alpi è un grande affresco sinfonico che descrive una giornata trascorsa in montagna, dalle prime luci dell’alba fino a dopo il tramonto.

L’ influenza viene dall’amore di Strauss per la natura. Da ragazzo, Strauss ha vissuto un’avventura alpina simile a quella descritta nel suo poema sinfonico: lui e un gruppo di alpinisti persero la strada a capo di una montagna, furono coinvolti in una tempesta e si bagnarono lungo la discesa. Strauss amava le montagne, tanto che nel 1908 ha edificato una villa a Garmisch-Partenkirchen, in Baviera, che vantava una vista mozzafiato sulle Alpi. Questo interesse per la natura può anche indicare quelli seguenti per il filosofo Friedrich Nietzsche.

I progetti originali della Sinfonia delle Alpi iniziarono nel 1899. Doveva essere scritto in memoria di un pittore svizzero, Karl Stauffer-Bern, e il lavoro fu originariamente intitolato Künstlertragödie (Tragedia di un artista). Questo cadde sul margine, ma Strauss iniziò un nuovo lavoro di quattro movimenti denominato Die Alpen (Le Alpi), in cui ha usato parti del progetto originale del 1899. Il primo movimento di Die Alpen si è evoluto nel nucleo di Eine Alpensinfonie. Gli abbozzi furono scritti, ma Strauss alla fine lasciò il lavoro incompiuto.

Anni dopo, alla morte del suo buon amico Gustav Mahler nel 1911, Strauss decise di rivisitare il lavoro. Nel suo diario, il giorno dopo aver appreso della morte di Mahler, Strauss scrisse:

La morte di questo aspirante, idealista, energico artista [è] una grave perdita … Mahler, l’ Ebreo, potrebbe raggiungere la quota nel Cristianesimo. Come un vecchio uomo l’ eroe Wagner ritornò in esso sotto l’ influenza di Schopenhauer. È chiaro per me che la nazione tedesca vorrà ottenere una nuova energia creativa solo per liberarsi dal Cristianesimo … Chiamerò la mia sinfonia alpina: Der Antichrist, dato che rappresenta: purificazione morale attraverso una propria forza, liberazione attraverso il lavoro, culto dell’ eterna, splendida natura“.

Il progetto risultante del lavoro doveva essere un lavoro in due parti dal titolo Der Antichrist; Eine Alpensinfonie. Dopo tanti anni di composizione intermittente, Strauss cominciò a lavorare al pezzo rapidamente spingendosi fino al punto da notare che ha composto la Sinfonia delle Alpiproprio come una mucca dà latte“. L’ orchestrazione iniziò il 1º novembre 1914 e venne completata dal compositore solo tre mesi più tardi. L’ intero brano venne terminato l’ 8 febbraio 1915.

In riferimento a questo, la sua ultima opera puramente sinfonica, Strauss ha notoriamente commentato alla prova generale per la première della Sinfonia delle Alpi

Finalmente ho imparato a orchestrare!

La partitura è stata dedicata “in profonda gratitudine” al conte Nicolaus Seebach, direttore della Semperoper di Dresda, dove quattro opere di Strauss furono rappresentate a quel tempo.

Analisi del brano

Anche se eseguita come un movimento continuo, Eine Alpensinfonie ha un programma distinto che descrive ogni fase del viaggio alpino in ordine cronologico. La partitura comprende i seguenti titoli di sezione (non numerati in essa):

  • 1. Nacht (Notte)
  • 2. Sonnenaufgang (Alba)
  • 3. Der Anstieg (L’ascesa)
  • 4. Eintritt in den Wald (Ingresso nel bosco)
  • 5. Wanderung neben dem Bache (Passeggiata lungo il ruscello)
  • 6. Am Wasserfall (Alla cascata)
  • 7. Erscheinung (Apparizione)
  • 8. Auf blumigen Wiesen (Sui prati fioriti)
  • 9. Auf der Alm (Sul pascolo alpino)
  • 10. Durch Dickicht und Gestrüpp auf Irrwegen (Tra roveti e boscaglia sui sentieri sbagliati)
  • 11. Auf dem Gletscher (Sul ghiacciaio)
  • 12. Gefahrvolle Augenblicke (Momenti pericolosi)
  • 13. Auf dem Gipfel (Sulla vetta)
  • 14. Vision (Visione)
  • 15. Nebel steigen auf (Sale la nebbia)
  • 16. Die Sonne verdüstert sich allmählich (Il sole si oscura gradualmente)
  • 17. Elegie (Elegia)
  • 18. Stille vor dem Sturm (Calma prima della tempesta)
  • 19. Gewitter und Sturm, Abstieg (Temporale e tempesta, Discesa)
  • 20. Sonnenuntergang (Tramonto)
  • 21. Ausklang (Epilogo)
  • 22. Nacht (Notte)

Eine Alpensinfonie si apre su un unisono di archi, corni, fagotti, clarinetto basso e clarinetti. La “massa opaca” che si crea rappresenta la profonda notte misteriosa sulla montagna. Tromboni e tuba emergono da questo suono solennemente per declamare il tema della montagna, un motivo maestoso che ricorre spesso nelle sezioni successive del pezzo. Quando la notte cede il passo alla luce del sole in Sonnenaufgang (2), si ode una gloriosa scala discendente, che si riallaccia idealmente a quella d’apertura raffigurante la notte.

In termini di forma, la sezione denominata “Der Anstieg” (3) può essere vista come la fine della lenta introduzione dell’Alpensinfonie e l’inizio del vero e proprio Allegro della sinfonia. Questo passaggio si allontana dal buio dell’ apertura; è in Der Anstieg che Strauss presenta due principali motivi musicali che ritorneranno in tutto l’ intero pezzo. Il primo è un tema di marcia pieno di ritmi puntati, tema del viandante, che si presenta negli archi bassi e nell’ arpa, la cui forma suggerisce in realtà l’ atto fisico di salire attraverso l’ uso di grandi salti verso l’ alto. Il secondo tema è un’ acuta e trionfale fanfara suonata dagli ottoni che viene a rappresentare i più duri e pericolosi aspetti della salita. È solo dopo la comparsa di questo secondo motivo di salita che sentiamo i suoni lontani di una battuta di caccia, abilmente rappresentati da Strauss attraverso l’uso di una banda fuori scena di dodici corni, due trombe e due tromboni. Come Norman Del Mar sottolinea, “le fanfare sono interamente non motiviche e né i corni da caccia, né le loro frasi, sono riascoltate in tutto il brano“. L’utilizzo di particolari motivi musicali e strumentazione in questo passaggio rafforza l’idea della distanza creata dal collocamento fuori scena. Questi suoni appartengono ad un gruppo di persone in un cammino completamente diverso.

Entrando nel bosco (4) c’è un brusco cambiamento della struttura e dello stato d’animo; i “toni strumentali s’ incupiscono come il fitto fogliame che oscura la luce del sole“. Un nuovo tema sinuoso è presentato dai corni e i tromboni seguiti da una versione più rilassata del tema di marcia. Richiami di uccelli si odono nei legni più alti e un quartetto d’archi solista conduce la transizione verso la prossima sezione musicale.

La parte seguente del pezzo può essere interpretata come un grande sviluppo, come la sezione che comprende diverse fasi della salita. In Wanderung neben dem Bache (5) c’è un senso crescente di energia, il passaggio lascia il posto a scale figurative a cascata nei legni e negli archi e segna l’ inizio della sezione che si svolge Am Wasserfall (6). La brillante, scintillante scrittura strumentale in questo passaggio lo rende uno dei più “vivamente specifici” momenti all’ interno dell’ Alpensinfonie. La sezione successiva Auf blumigen Wiesen (8) fa ampio uso di orchestrale pittorialismo: il prato è suggerito da un contesto delicato di accordi di violini, il tema di marcia si sente dolcemente nei violoncelli e punti isolati di colore (brevi note nei legni, arpa e pizzicato delle viole, che rappresentano piccoli fiori alpini) punteggiano il paesaggio. Nella sezione seguente, che si svolge Auf der Alm (9), l’ uso di campanacci, richiami di uccelli, un motivo di jodel, e anche il belare delle pecore (rappresentato attraverso il flatterzunge di oboe e clarinetto in mi bemolle) crea una forte immagine visiva e uditiva. Quando gli alpinisti vanno avanti l’ andatura si fa un po’ più difficile, tuttavia, e in Gefahrvolle Augenblicke (12) l’idea di insicurezza e di pericolo è abilmente suggerito dalla frammentarietà della struttura e l’utilizzo del secondo tema di salita appuntito.

Improvvisamente ci troviamo Auf dem Gipfel (13) quando quattro tromboni presentano un tema conosciuto come “il motivo del picco“, la cui forma ricorda la famosa apertura di Also sprach Zarathustra. Questo passaggio è il fulcro della partitura e dopo che un oboe solista balbetta una melodia esitante la sezione si trasforma gradualmente con una successione di temi sentiti in precedenza, che infine culminano in quello che Del Mar chiama il “tanto atteso culmine emotivo della sinfonia”: una ricapitolazione del tema del sole, ora gloriosamente proclamato in Do maggiore.

Con un’ interruzione improvvisa il pezzo viene spinto verso la sezione successiva, intitolata Vision (14). In questo passaggio si riprendono a poco a poco molti dei temi musicali principali della sinfonia. È in questa porzione del pezzo che l’ organo entra per la prima volta, aggiungendo ancor più profondità alle già enormi forze d’ esecuzione di Strauss. Con la declamazione del motivo della montagna Del Mar ritiene che “il senso di appagamento è completo, la ripresa è iniziata, e la struttura della sinfonia ha, in modo simile a Bruckner, trovato il suo culmine logico“.

Subito dopo questo apice musicale, tuttavia, vi è un brusco spostamento di umore e carattere nella sezione intitolata Nebel steigen auf (15). Questa atmosfera di tensione e ansia continua a crescere per le prossime due sezioni (Die Sonne verdüstert sich allmählich (16) e Elegie (17)). Nel momento in cui il pezzo raggiunge Stille vor dem Sturm (18) un rullo di tamburi inquietante, tentativi falliti di ricreare il motivo balbettante dell’ oboe sentito in precedenza sulla vetta, le gocce di pioggia isolate (brevi note nei legni più alti e nel pizzicato dei violini), lampi di fulmini (nell’ ottavino), l’ uso di una macchina di vento, e suggerimenti delle tenebre (attraverso l’ uso di una scala discendente che ricorda l’apertura della “Notte”) portano il pezzo in tutta la furia della tempesta.

Gewitter und Sturm, Abstieg (19) segna l’ inizio dell’ ultima fase del viaggio descritto nell’ Alpensinfonie. È in questo passaggio che Strauss prevede il massimo della strumentazione in tutto il pezzo, compreso l’ uso di una macchina del tuono (Donnermaschine) e il pesante uso dell’ organo. In esecuzioni moderne questi suoni possono essere eseguiti con effetti sonori sintetizzati per creare un effetto ancora più tremendo.

Quando gli alpinisti inzuppati velocemente ritornano sui propri passi giù per la montagna e passano attraverso una scena familiare una dopo l’ altra, molte delle idee musicali introdotte in precedenza nel pezzo si odono ancora una volta, ma questa volta in ordine inverso, ad un ritmo molto veloce e in combinazione con la furia della tempesta.

Alla fine, comunque, la tempesta musicale comincia a placarsi. La pesante pioggia battente è sostituita ancora una volta da gocce isolate nei legni e nelle corde pizzicate, il tema della montagna è proclamato dagli ottoni e il pezzo viene gradualmente introdotto in un bel Sonnenuntergang (20). È qui che alcuni ritengono cominciare la “coda” della sinfonia. Piuttosto che presentare un nuovo materiale musicale, queste ultime tre sezioni sono piene di “nostalgia malinconica” per i bei momenti passati in precedenza nel pezzo.

In Sonnenuntergang il tema del sole è dato da un lento ed ampio trattamento, fino a raggiungere il culmine radioso che muore in Ausklang  (21). Questa sezione, distinta per essere suonata “in estasi dolce”, in parallelo alla sezione precedente Vision, ma con carattere molto più morbido e più pacifico. Alla fine in Ausklang (22) si torna all’ oscurità e al mistero. Gli ottoni emergono dal suono per proclamare profondamente il tema della montagna un’ ultima volta, è quasi come se “i contorni giganti della massa nobile possono semplicemente essere individuati nel buio” (Del Mar). Nelle ultime poche battute i violini suonano una lenta e struggente variazione sul tema di marcia che termina con un finale e morente glissando all’ultima nota.

Strauss ha scritto Eine Alpensinfonie per la seguente grande orchestra:

  • Legni: 4 flauti (III. e IV. anche ottavini), 3 oboi (III. anche corno inglese), heckelphone, clarinetto in Mib, 2 clarinetti in Sib, clarinetto basso (anche clarinetto in Do), 4 fagotti (IV. anche controfagotto)
  • Ottoni: 8 corni (V., VI., VII. e VIII. anche tube wagneriane), 4 trombe, 4 tromboni (due tenori, uno basso e uno contrabbasso in fa), 2 tube, 12 corni dietro la scena, 2 trombe dietro la scena, 2 tromboni dietro la scena
  • Percussioni: timpani (2 esecutori), tamburo, grancassa, piatti, triangolo, glockenspiel, tam-tam, campanacci, eolifono, macchina del tuono
  • Tastiere: celesta, organo
  • Archi: 2 arpe, 18 violini I, 16 violini II, 12 viole, 10 violoncelli, 8 contrabbassi

Strauss ha inoltre suggerito che le arpe ed alcuni legni dovrebbero essere raddoppiati, se possibile, e ha indicato che il numero stabilito di archi dovrebbe essere considerato come minimo.

L’ uso dell’ Aerophon di Samuel (Strauss ha probabilmente frainteso il nome – è stato originariamente chiamato Aerophor) è prescritto nella lista di strumentazione. Questo dispositivo, inventato dal flautista belga Bernhard Samuel nel 1912 per aiutare gli strumenti a fiato nel sostenere note lunghe senza interruzione, era una pompa a piede con un tubo d’ aria che si estende alla bocca dell’ esecutore. I moderni oboisti, clarinettisti (e alcuni fagottisti) utilizzano la tecnica della cosiddetta respirazione circolare, per cui è possibile inalare attraverso il naso per sostenere il suono accoppiando la pressione di soffiaggio in bocca. Questa tecnica è in realtà vecchia di secoli e la sua ubiquità è probabilmente la ragione per cui l’Aerophor non ha preso piede – in realtà non era necessario.

… … …

 

Alcune foto inserite sono state scaricate da Internet e ritenute di pubblico dominio in assenza di specifiche indicazioni in merito. Preghiamo quindi, qualora i soggetti o gli Autori (riconosciuti tali) fossero contrari alla pubblicazione, di segnalarlo all’ indirizzo mara.grisoni@gmail.com, provvederemo alla rimozione delle immagini o alla segnalazione dell’ Autore.

Written by mara

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Al Teatro Massimo di Palermo Jader Bignamini per Brahms 30 maggio

Al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste CARMEN di Bizet Giugno 2019