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La Titano Sinfonia 1 di Gustav Mahler: analisi, storia e curiosità

“Una sinfonia deve essere come il mondo. Deve contenere tutto”, Gustav Mahler

La Sinfonia n. 1 in Re maggiore di Gustav Mahler, fu composta in un lungo arco di tempo tra il 1888 ed il 1894, quando Mahler aveva poco tempo per la composizione, ed ebbe diverse revisioni perché il compositore rimase a lungo indeciso se dare al lavoro la forma di poema sinfonico o di sinfonia. Al giorno d’ oggi, questo lavoro compositivo mahleriano convenzionalmente è noto come sinfonia, sebbene in realtà possieda tutte le caratteristiche strutturali ed espressive di un poema sinfonico. Il secondo movimento della composizione tra l’altro, Blumine, sta sempre più rientrando nelle esecuzioni, occupando il suo legittimo e spettante secondo posto, proprio per considerare la sinfonia non in quattro, bensì in cinque movimenti.

La prima esecuzione della prima versione della Sinfonia 1 di Gustav Mahler avvenne a Budapest il 21 novembre 1889, quando Mahler era direttore del Teatro dell’Opera di Budapest, e fu presentata come poema sinfonico in cinque movimenti intitolato Symphonische Dichtung in zwei Teilen (Poema Sinfonico in due parti). L’accoglienza del pubblico ungherese non fu molto calorosa ed il compositore decise di apportare delle modifiche che chiarissero meglio il significato del lavoro.

Nelle successive esecuzioni ad Amburgo (1893) e Weimar (1894), la composizione fu intitolata Titan. Eine Tondichtung in Symphonie-form (Il Titano. Poema sinfonico in forma di sinfonia).

Per la versione di Amburgo Mahler decise di aggiungere alla composizione il titolo di Titano (ispirato a Der Titan romanzo di Jean Paul, lo scrittore romantico che era stato fra i prediletti da Schumann), un programma dettagliato per descrivere in modo più chiaro i movimenti ed i titoli per le due parti:

  • Aus den Tagen der Jugend – Blumen-, Frucht- und Dornstücke (Dai giorni della giovinezza – Fiori, frutti e spine)
    • I Frühling und kein Ende (Primavera senza fine) (Sonata d’Aurora).
    • II Blumine
    • III Mit vollen Segeln (A vele spiegate) (Galassia).
  • Commedia Humana
    • IV Gestrandet! Ein Todtenmarsch in “Callots Manier” (Arenato! Una marcia funebre alla maniera di Callot) (Marcia di Soldato).
    • V Dall’Inferno al Paradiso (Sonata di Tramonto).

Dopo altre revisioni, Mahler decise di eliminare il titolo dell’ opera, i titoli che descrivevano i movimenti, ed il secondo movimento originale, l’ Andante, intitolato Blumine. La prima esecuzione di questa ultima revisione della composizione – una Sinfonia in Re maggiore, senza numero – avvenne a Berlino nel 1896, per una durata complessiva di circa 55 minuti.

Riguardo a questa decisione Mahler scrisse nel 1896:

Il titolo, Titano, e il programma hanno una ragione: a quel tempo i miei amici mi indussero a stendere una specie di programma per facilitare la comprensione della sinfonia. Titolo e programma furono quindi pensati in un secondo momento. Se ora li voglio evitare, non è soltanto per il fatto di considerarli insufficienti e alquanto anodini ma anche perché l’esperienza mi ha insegnato che il pubblico dai programmi e dai titoli è indotto in errore. Succede sempre così!“.

Il titolo definitivo di Sinfonia n. 1 apparve in occasione della prima edizione a stampa del 1899.

Sebbene la composizione sia nella sua forma definitiva una “classica” sinfonia in quattro tempi senza programma, le numerose versioni esistenti ed il contenuto musicale testimoniano che la sua ispirazione trae origine sia da fonti extramusicali (fra cui la Natura ed il romanzo Il Titano) sia dal ciclo liederistico Lieder eines fahrenden Gesellen del 1884, i cui temi alimentano la sinfonia.

 

ASCOLTA QUI “Titano Sinfonia 1 di G. Mahler” (Recorded live at the Lucerne Festival, Summer 2009, Concert Hall of the KKL Luzern, August 2009 – Lucerne Festival Orchestra e Claudio Abbado, direttore):

ASCOLTA QUI “Titano Sinfonia 1 di G. Mahler” (Orquesta Sinfónica de Galicia e Lorin Maazel, direttore – Festival Mozart Coruña 2012):

ASCOLTA QUI “Titano Sinfonia 1 di G. Mahler” (Orchestra del Teatro La Fenice diretta da Diego Matheuz – Teatro La Fenice – stagione 2010-2011 ‘Nel segno di Mahler’):

 

Il primo movimento della Sinfonia 1 di Gustav Mahler si apre con una introduzione lenta Langsam caratterizzata da una sonorità misteriosa che allude alla Natura che si risveglia: Wie ein Naturlaut (Come un suono di natura).”La musica di Mahler sembra rivelare qualcosa di un mondo “altro”, evocando una condizione statica, sospesa, fuori dal tempo, non ancora segnata dalla soggettività, e individuando uno spazio acustico aperto in molteplici direzioni, dove le immagini che prendono forma sul lunghissimo pedale di la appaiono frammentarie, liberamente dispersive e sembrano provenire da diverse parti“. (Petazzi) Il richiamo alla natura ed ai suoi suoni prosegue anche nell’ avvio della esposizione Im Anfang seher gemächlich – Immer seher gemächlich (All’inizio molto tranquillo – Sempre molto tranquillo). L’ intero movimento rispetta abbastanza fedelmente le regole della forma sonata classica.

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Il secondo movimento della Sinfonia 1 di Gustav Mahler, Blumine, è un delicato e penetrante Lied in forma tripartita, che segue lo schema di un’arietta a tre sezioni, di sviluppo non particolarmente elaborato, ma ornamentata da un fluente controcanto degli archi che fungono da accompagnamento alla linea melodica principale intonata dalla tromba solista in mezzopiano. Melodia e controcanto oscillano in microscopici e languidi momenti di timidezza espressiva, senza preoccuparsi di ulteriori elaborazioni tematiche, per poi spegnersi lentamente su di un lungo pianissimo in decrescendo, costituito da un’unica nota tenuta del registro acuto dei primi violini.

Il terzo movimento Kräftig bewegt, doch nicht zu schnell (Vigorosamente mosso, ma non troppo presto) è uno scherzo.

Il quarto movimento Feierlich und gemessen, ohne zu schleppen (Solenne e misurato, senza trascinare) è sicuramente il più conosciuto fra i quattro della sinfonia. Si presenta come una grottesca parodia di una marcia funebre, una marcia nella forma di un canone avviata da un contrabbasso solo sul tema in tonalità minore di Fra Martino. Nelle versioni precedenti il movimento era descritto come una marcia funebre alla maniera di Callot, che allude a Il funerale del cacciatore, fiaba molto nota fra i fanciulli dell’ Impero Austroungarico della fine dell’ Ottocento che narra del corteo funebre di un cacciatore al quale partecipano gli animali della foresta.

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Terzo movimento: Tema di 8 battute Fra Martino al contrabbasso

Mahler stesso la descrive nel programma di Budapest: “Gli animali del bosco accompagnano alla tomba la bara del cacciatore morto: le lepri portano lo stendardo, davanti c’è un gruppo di musicanti boemi con i quali suonano gatti, rospi, cornacchie ecc. e cervi, caprioli, volpi, e altri animali del bosco, alati o a quattro zampe, seguono il corteo in atteggiamenti farseschi“. I timpani pulsano nel silenzio: su quel rintocco si profila, lugubre e spettrale, un canone sulla melodia della canzone popolare Fra Martino campanaro, trasposta in tonalità minore. Come scrive Bruno Walter, “siamo condotti in un inferno che non ha forse l’eguale nella letteratura sinfonica“.

Il quinto movimento della Sinfonia 1 di Gustav Mahler, Stürmisch bewegt – Energisch (Tempestosamente agitato), rompe il clima creato dal movimento precedente con una introduzione violenta e drammatica (Mahler lo definì “il grido di un cuore ferito“), condotta da ottoni e percussioni in fortissimo, che conduce alla parte seguente, di nuovo in forma sonata. Dopo la sezione introduttiva tumultuosa e dissonante, l’energico primo tema: dopo una lunga lotta s’inabissa e scompare in una serie d’interventi d’intensità decrescente degli ottoni, mentre emerge un secondo tema struggente, dal respiro melodico straordinariamente ampio. Questi diversi temi si mescolano con altre reminiscenze tematiche del primo movimento, fino a un climax orchestrale, che riconduce infine il re maggiore. Mahler ha dichiarato: “L’ accordo di re maggiore deve risuonare come se fosse caduto dal cielo, come se venisse da un altro mondo!

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