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La Verdi: Concerto piano n.4 di Beethoven, Sibelius sinfonia n. 2

La musica costituisce una rivelazione più alta di qualsiasi filosofia“, Ludwig van Beethoven

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15° Concerto della Stagione Sinfonica 2017

 

Dal palco de La Verdi il Direttore Pietari Inkinen con il giovane e brillante pianista Saleem Ashkar. Per l’ occasione verrà eseguito il seguente programma:

 

Ludwig van Beethoven, Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 in Sol maggiore op. 58

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Jean Sibelius, Sinfonia n. 2 in Re maggiore op. 43

 

QUANDO:

Venerdì 7 Aprile 2017, Ore 20.00

Domenica 9 Aprile 2017, Ore 16.00

 

DOVE: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Largo Gustav Mahler
20136 Milano (MI)

 

INTERPRETI:

Pianoforte, Saleem Ashkar

Direttore, Pietari Inkinen

Orchestra sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Settore A al costo di € 36,00
Settore B al costo di € 27,00
Settore C al costo di € 21,00
Settore D al costo di € 16,00

 

SETTORE A Platea dalla fila 4 alla 25; SETTORE B Balconata dalla fila 4 alla 15; SETTORE C Prime 3 file Balconata e logge e SETTORE D Prime 3 file di Platea

 

Con Associazione Ma.Ni. è possibile avere i biglietti a prezzo ridotto. Scrivere a mara.grisoni@gmail.com per ricevere informazioni oppure telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Saleem Ashkar…

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“[…]Un musicista formidabile […] che racchiude in sé calore e passione e lucidità, intensità e vivacità che non fanno altro che rapire chi ascolta[…]”

 

Saleem Ashkar ha debuttato alla Carnegie Hall all’età di ventidue anni e da allora ha collaborato con molte delle più importanti orchestre del mondo, quali i Wiener Philharmoniker, la Israel Philharmonc, la Sinfonica di Chicago, la Filarmonica della Scala, l’Orchestra del Concertgebouw, la Gewandhaus Orchestra di Lipsia, i Berliner Philharmoniker, la London Symphony Orchestra, l’Orchestra Sinfonica della Radio di Berlino, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra Sinfonica della Nuova Zelanda, l’Orchestra Mariinsky e l’Orchestra Sinfonica Nazionale Danese.

Si esibisce regolarmente con direttori del calibro di Zubin Mehta, Daniel Barenboim, Riccardo Muti, Fabio Luisi, Lawrence Foster, Bertrand de Billy, Philip Jordan, Nikolaj Znaider e Ludovic Morlot e, dopo aver debuttato con grande successo con Christoph Eschenbach e la NDR Hamburg Orchestra, dove è stato immediatamente re-invitato, il rinomato direttore d’orchestra lo ha invitato ad eseguire il Concerto di Schumann con l’Orchestra Sinfonica di Dusseldorf nel giugno 2010, in occasione di un concerto speciale per la ricorrenza della nascita di Schumann.

Saleem Ashkar ha tenuto un importante tour con Riccardo Chailly e l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, interpretando il Primo Concerto per pianoforte di Mendelssohn con apparizioni anche ai BBC Proms e al Festival di Lucerna.

Saleem Ashkar si è esibito in concerto con l’Orchestra della Staatskapelle di Berlino e David Afkham, con i Bamberger Symphoniker e Christoph Eschenbach, con la Filarmonica di Copenaghen e Lawrence Foster, con l’Orchestra Gulbenkian di Lisbona in entrambi i concerti di Mendelssohn sotto la direzione di Paul McCreesh, con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e al fianco dell’Orchestra Sinfonica di Melbourne e Diego Matheuz, con i quali ha effettuato un revival del famoso concerto viennese del 1808 in cui Beethoven eseguì il Quarto Concerto per pianoforte e la Fantasia Corale.

Molto attivo anche nel campo dei recital e della musica da camera, Saleem Ashkar appare regolarmente in sale da concerto prestigiose quali il Concertgebouw, la Wigmore Hall, il Mozarteum di Salisburgo, il Musikverein di Vienna, il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, e festival quali Salisburgo con i Wiener Philharmoniker, i BBC Proms con l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, Tivoli con la Israel Philharmonic e Zubin Mehta, Lucerna, Ravinia, Risor, Mentone ed il Festival Pianistico della Ruhr, collaborando con artisti del calibro di Daniel Barenboim, Nikolaj Znaider e Waltraud Meier.

L’attività in recital di Saleem Ashkar è attualmente concentrata sul ciclo completo delle Sonate di Beethoven che sta portando a compimento al Sage Gateshead, con l’ultimo appuntamento previsto nella primavera del 2016. Eseguirà il ciclo completo anche a Berlino, Praga e Osnabrück nel corso della stagione 2016/17.

Il secondo album, edito da Decca, che contiene entrambi i Concerti di Mendelssohn registrati con Riccardo Chailly e l’Orchestra del Gewandhaus, è uscito nella primavera del 2014 ottenendo un vasto consenso di critica. Il suo primo album, sempre per l’etichetta Decca, include il Primo e Quarto Concerto di Beethoven registrati dal vivo con Ivor Bolton e l’Orchestra NDR di Amburgo.

Saleem Ashkar è ambasciatore del Music Fund (www.musicfund.eu), fondazione che sostiene musicisti e scuole di musica in aree colpite da conflitti e in paesi in via di sviluppo.

 

Video su Saleem Ashkar…

“Beethoven Piano Sonata No 31 in A flat, op. 110 “:

“Beethoven Piano Sonata No 30 in E major op. 109”:

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Pietari Inkinen…

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Direttore Musicale dell’Orchestra Sinfonica della Nuova Zelanda, Pietari Inkinen è tra i principali talenti della nuova generazione di direttori d’orchestra. Grazie alle collaborazioni con le più rinomate orchestre del mondo quali la Gewandhaus di Lipsia, la Bayerische Rundfunk, la WDR di Colonia, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra Nazionale del Belgio, la BBC Filarmonica, la Sinfonica di Cincinnati, la Filarmonica del Giappone, si sta contraddistinguendo sulla scena internazionale.

Ha iniziato a studiare direzione d’orchestra con Jorma Panula a quattordici anni e ha poi proseguito i suoi studi con Leif Segerstam e Atso Almila al Corso di Direzione dell’Accademia Sibelius. Ha in seguito partecipato alle master-class di Neeme Järvi ed è già apparso come Guest Conductor con la Filarmonica di Helsinki, l’Orchestra Sinfonica di Milano G. Verdi, la Sinfonica Scozzese della BBC, la Filarmonica di Hong Kong, la National Arts Center Orchestra di Ottawa, la Sinfonica di Toronto (con Pinchas Zukerman come solista), la Rheinland-Pfalz Philharmonie e l’Orchestra Nazionale Lituana.

Nella stagione 2003/04 Pietari Inkinen è tornato ad esibirsi con la Filarmonica di Helsinki, in seguito ad un debutto di grande successo in cui aveva diretto un programma comprendente la Prima Sinfonia di Walton. E’ inoltre stato invitato a dirigere l’Orchestra Sinfonica della Radio Finlandese, l’Orchestra Sinfonica della Radio di Vienna, la Filarmonica di Rotterdam, la Filarmonica di Oslo, l’Orchestra della Radio Svedese, l’Orchestra Sinfonica della Radio dei Paesi Bassi, la Lahti Symphony, l’Orchestre National de Lille e l’Orchestre de Bretagne, la Bournemouth Symphony, la Filarmonica di Hong Kong, le Orchestre di Melbourne e del Queensland, la Sinfonica della Nuova Zelanda. In seguito ad un debutto italiano di grande successo con l’Orchestra Sinfonica di Milano G. Verdi di Riccardo Chailly, è stato immediatamente re-invitato per la stagione 2004/05. Durante questa stessa stagione avverrà il suo debutto con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestra dell’Arena di Verona e l’Orchestra di Roma e del Lazio.

Pietari Inkinen si esibisce anche come violinista. Ha iniziato gli studi del violino all’età di quattro anni presso l’Istituto Musicale North Kymi, ha proseguito presso l’Accademia Sibelius e, dal 1998, presso l’Accademia Musicale di Colonia dove ha studiato con Zakhar Bron per tre anni. Pietari Inkinen ha vinto il Primo Premio al nono ‘Concorso di Violino di Kuopio’ nel gennaio 2000 e un premio speciale per la miglior esibizione di una nuova composizione finlandese all’ottavo ‘Concorso Internazionale di Violino Jean Sibelius’ nel dicembre 2000.

E’ apparso come solista con molte delle principali orchestre finlandesi tra cui la Sinfonica della Radio Finlandese, la Filarmonica di Helsinki, con la quale ha suonato al concerto per il centenario del Sibelius, la Filarmonica di Tampere, e le Orchestre di Jyväskylä, Kuopio e Vaasa City in aggiunta ad apparizioni con la Sinfonica di Toronto e a collaborazioni con artisti come Itzhak Perlman, Pinchas Zukerman, Ana Chumachenko e Olli Mustonen.

Suona un violino Carlo Bergonzi (1732 circa) di proprietà della Fondazione Gyllenberg.

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NOTE DI PROGRAMMA E ASCOLTI…

 

«il più ammirevole, il più singolare, il più artistico e difficile di tutti quelli che Beethoven ha scritto», in un articolo della Allgemeine Musikalische Zeitung del maggio 1809

 

Il concerto per pianoforte e orchestra n. 4 op. 58 di Ludwig van Beethoven, composto tra il 1805 e il 1806, e pubblicato nel 1808 con la dedica all’ arciduca Rodolfo d’Austria, fu eseguito per la prima volta nel marzo del 1807 presso il palazzo del principe Lobkowitz con lo stesso Beethoven al pianoforte; l’ esecuzione pubblica vera e propria, sempre con l’autore al pianoforte, ebbe luogo il 22 dicembre 1808 al Teatro an der Wien; oltre al Concerto pianistico, il programma presentava infatti la Quinta e la Sesta Sinfonia, la Fantasia op. 80 e alcuni brani della Messa in do maggiore op. 86. Il Concerto in sol maggiore appartiene dunque al periodo centrale della produzione di Beethoven, tra l’Eroica e la Quinta Sinfonia, le Sonate Waldstein e Appassionata, i Quartetti Rasumowsky e la prima versione del Fidelio.

Non si sa dove si trovi il manoscritto originale. La società degli Amici della Musica di Vienna ne possiede una copia riveduta.

 

Claudio Arrau e Leonard Bernstein con la Bavarian Broadcast Symphony Orchestra in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven (Munich, Germany, 17/10/1976):

Daniel Barenboim con i Wiener Philharmoniker in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven (2010):

Krystian Zimerman e Leonard Bernstein con i Wiener Philharmoniker in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven:

Maurizio Pollini e Karl Böhm con i Wiener Philharmoniker in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven:

Vladimir Ashkenazy e Bernard Haitink con la London Philharmonic Orchestra in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven:

Arthur Rubinstein e Antal Dorati con la London Philharmonic Orchestra in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven:

Dino Ciani e Claudio Abbado con l’ Orchestra del Teatro alla Scala di Milano in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven (Milano, Teatro alla Scala, live 12.6.1969):

«Questa poco conosciuta composizione, è in realtà una delle più originali e, in particolare nei due primi movimenti, delle più eccellenti e ricche di spirito di questo Maestro», Rochlitz

Il concerto è formato dai seguenti movimenti:

  1. Allegro moderato
  2. Andante con moto
  3. Rondò: Vivace

Questo concerto spicca fra gli altri beethoveniani per una caratteristica particolare: l’ inizio del I movimento affidato al pianoforte solo. Si tratta della prima volta, nella storia di questo genere, in cui l’incipit, con l’enunciazione del I tema, non è affidato all’orchestra. Questa oltre ad essere una novità all’interno dell’opera del compositore di Bonn è anche l’ultima grande innovazione apportata al genere in epoca classica.

Il primo movimento, in tempo Allegro moderato, si apre con un breve motivo ad accordi ribattuti esposto dal pianoforte solo e sviluppato dall’orchestra. Qui Beethoven combina lo schema della doppia esposizione (prima da parte dell’orchestra, poi da questa assieme al solista) con una nuova visione dei rapporti fra solista e orchestra. Beethoven lascia che sia l’orchestra ad esaurire la prima esposizione tematica; successivamente è il solista a sviluppare il secondo tema introdotto questa volta dall’orchestra. La cadenza interamente scritta da Beethoven stesso (che ne compose pure una seconda) è strettamente imparentata col mondo altero dell’ Appassionata.

Tipico  ed unico nel suo genere è il secondo movimento, il breve Andante con moto costituente il secondo tempo, collegato senza interruzione al Finale: una di quelle pagine in cui l’intensità dell’espressione compensa la brevità, “un «contrasto di principi» che raggiunge il massimo dell’efficienza drammatica e della commozione lirica, concludendosi con l’umiliazione del primo (il superbo, espresso dall’orchestra) di fronte all’altro che si innalza ed espande sempre più, implorante nel pianoforte: Orfeo che vince le forze oscure del mondo infero“, dice Rielzer, il mito di Orfeo che soggioga le forze dell’ Ade con la bellezza del suo canto.

Nella vivacità del terzo movimento, Rondò, che si innesta all’ultima nota dell’ Andante con un senso di «liberazione nella leggerezza», si celebra una nuova armonia tra pianoforte e orchestra, con gli strumenti impiegati solisticamente in dialogo fra loro. L’individualità dello strumento solista si affianca ora a quella della compagine orchestrale nell’espressione di uno stesso stato d’animo, ove il conflitto di sentimenti del secondo tempo è dimenticato.

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La sinfonia n. 2 in re maggiore (op. 43) di Jean Sibelius è stata composta tra il 1900 e il 1902. La seconda è la più popolare tra le sinfonie di Sibelius ed è quella maggiormente eseguita e registrata.

La composizione è iniziata durante la permanenza del compositore a Rapallo nel 1900, viaggio finanziato dal barone Axel Carpelan, ed è poi proseguita al suo ritorno in Finlandia.

La prima esecuzione, diretta dal compositore stesso, è stata fatta dall’ Orchestra filarmonica di Helsinki l’ 8 marzo 1902.

Dopo la prima, Sibelius ha apportato alcune modifiche all’opera, e la versione definitiva è stata eseguita per la prima volta il 10 novembre 1903 a Stoccolma, diretta da Armas Järnefelt.

L’orchestrazione è migliore rispetto a quella della prima sinfonia, la forma è più matura e la violenza nordica è sostituita da un tocco più classico e luminosamente mediterraneo. La sinfonia contiene belle melodie di carattere eroico e unisce squarci di luminosità classicheggiante con il carattere e i sentimenti propri del romanticismo.

La composizione si sviluppa organicamente da un motivo ascendente di tre note proposto in apertura il quale, dopo essere riapparso sotto varie forme in tutta l’opera, costituendo la base di molto del materiale tematico impiegato, forma il tema drammatico del finale. Sibelius affermava di ammirare la severità dello stile della sinfonia e la profonda coerenza logica dei motivi.

In merito all’origine dei temi impiegati nella sinfonia, si sa che Sibelius ha improvvisato uno dei temi del finale a Ruovesi, nel 1899, in occasione del battesimo di un figlio del pittore Akseli Gallen-Kallela.

Sull’ origine dei temi impiegati nel primo movimento, Karl Fredrik Wasenius, editore della casa Bis, afferma che Sibelius li avrebbe improvvisati nel suo studio, in occasione di un incontro con una giovane musicista (che allora aveva solo sette anni), Irene Eneri, della quale l’editore volle sottoporgli il talento. Suonando una composizione di costei, un Capriccio Orientale, il compositore iniziò ad improvvisare, affermando di

aver trovato ciò che attendeva da settimane

I temi dell’ andante invece sono stati abbozzati da Sibelius durante la sua permanenza a Rapallo, nel febbraio del 1901: nelle sue bozze uno è associato alla figura di Cristo, uno all’ incontro tra Don Giovanni (il protagonista dell’ omonima opera mozartiana) e la morte. Ma la sinfonia è stata completata dopo oltre un anno di lavoro, e in questo arco di tempo tali intenti programmatici sono stati messi da parte.

 

Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 43 by J. Sibelius (Mariss Jansons, Bavarian RSO):

Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 43 by J. Sibelius (Paavo Järvi, Orchestre Paris):

Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 43 by J. Sibelius (Gothenburg Symphony Orchestra, Gustavo Dudamel):

Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 43 by J. Sibelius (Pittsburgh Symphony Orchestra – Lorin Maazel, musical director (1984~1988) – Recording in Heinz Hall, Pittsburgh, September, 16 & 17):

Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 43 by J. Sibelius (Leonard Bernstein, Wiener Philharmoniker):

Movimenti

La sinfonia è strutturata in quattro movimenti.

I. Allegretto

Allegretto – Poco allegro – Tranquillo, ma poco a poco ravvivando il tempo all’allegro – Poco largamente – Tempo I – Poco allegro

Caratteristiche in questo Allegretto iniziale le larghe distese melodiche dei fiati che poi sfociano in uno scherzo vivace e brillante, dove si respira aria del folclore finnico di intonazione pastorale.

Il primo movimento comincia con un tema saltellante dei legni in tonalità d’impianto su accordi ribattuti degli archi. Il primo accordo, con il frammento ascendente di tre note, costituisce il motivo portante di tutta la composizione, analogamente al ruolo svolto dall’introduzione dei clarinetti nella prima sinfonia. Segue un’alternanza fra i fiati e i corni, e gli studiosi faticano ad identificare chiaramente un secondo tema come lo si aspetterebbe nella forma sonata. Nello sviluppo il tema iniziale, terminante con una quinta discendente, ritorna sotto varie sembianze, in maniera più drammatica. L’elaborazione di questo sviluppo è molto lunga, al punto che costituisce, in contrasto alle regole classiche, la gran parte del primo movimento. Nella ripresa il materiale musicale viene efficacemente sintetizzato. Dopo momenti di carattere più scuro, il movimento si conclude con lo stesso carattere idilliaco dell’inizio.

II. Tempo andante

Tempo andante, ma rubato – Poco allegro – Molto largamente – Andante sostenuto – Andante con moto ed energico – Allegro – Poco largamente – Molto largamente – Andante sostenuto – Andante con moto ed energico – Andante – Pesante

L’ Andante inizia con una lunga sezione di pizzicati dei violoncelli e dei contrabbassi. Il primo tema, quello che era stato concepito come la morte nel castello di Don Giovanni, viene proposto dal fagotto e si sviluppa in un contesto di ansietà crescente. In contrasto vi è il tema associato alla figura del Cristo, molto più celestiale e rassicurante. I due temi si alternano trasformandosi vicendevolmente, con giri complessi di tonalità, come l’episodio in sol bemolle maggiore, quasi a riflettere la lotta fra morte e redenzione, benché la sinfonia non abbia intento programmatico. Poco a poco il melodico secondo tema prende il sopravvento e diventa il protagonista. Il movimento si conclude con due pizzicati.

III. Vivacissimo

Vivacissimo – Lento e soave – Tempo primo – Lento e soave – (attacca)

Il Vivacissimo (uno scherzo) è impetuoso, analogamente a quello della sinfonia che lo precede. Il suo primo tema è vorticoso, affidato ai violini; ad esso si contrappone subito il flauto che propone un tema secondo tema più cantabile anche se comunque ritmico, accompagnato da figurazioni molto vivaci degli archi. Il tempo rallenta arrivando al trio, che inizia con otto struggenti ripetizioni della stessa nota da parte del primo oboe, figurazione che ritorna più volte nelle misure seguenti, e porta ad una grande affermazione della stessa. Lo scherzo si ripete. Si ripete anche il trio, ma in forma abbreviata; da qui si genera un passo mosso e il solito motivo ascendente di tre note funge infine da ponte per l’attacco senza fermata del finale.

IV. Finale: Allegro moderato

Finale: Allegro moderato – Moderato assai – Meno moderato e poco a poco ravvivando il tempo – Tempo I – Largamente e pesante – Poco largamente – Molto largamente

Anche nel finale ritorna il tema iniziale di tre note ascendenti, in tonalità d’impianto, ma in questo caso la replica è affidata non più ai legni, bensì alle trombe. Segue il vero primo tema, affidato a tutti i violini, espansivo, cantabile, solenne. La sua elaborazione porta al secondo tema. Il motivo introdotto dagli oboi è stato scritto da Sibelius in memoria di Elli Järnefelt, sorella di sua moglie, morta suicida. Il tema si espande poco a poco su tutta l’orchestra (quasi – sebbene assai alla lontana – come un lungo crescendo rossiniano) assume un tono maestoso e porta di nuovo agli squilli di trombe che introducono la ripresa del primo tema. Regolarmente e brevemente si ritorna al secondo tema e al suo crescendo. Che però introduce la sezione finale, sorretta vigorosamente dagli archi, con ampi squilli degli ottoni. A detta del musicologo Erkki Salmenhaara, studioso della musica di Sibelius, un particolare effetto viene ottenuto quando il motivo ascendente di tre note raggiunge finalmente, per la prima volta nella sinfonia, la quarta nota. Con questo clima solare e luminoso la sinfonia si conclude positivamente.

Accoglienza

In Finlandia la popolarità della sinfonia è legata al sentimento nazionalista che viene percepito nella stessa. Il primo e l’ultimo movimento, con il loro eroismo, il loro ottimismo ed il grandioso finale hanno toccato il pubblico finlandese, che vi leggeva un messaggio patriottico per l’indipendenza della Finlandia (l’opera è stata composta nel periodo dell’invasione russa), tanto da farla conoscere come Sinfonia della liberazione, affermando la fama di Sibelius quale compositore nazionale finlandese.

Sibelius è l’unico compositore finlandese che abbia avuto una enorme risonanza internazionale, anche se la sua arte è legata profondamente alla letteratura e alla storia del suo paese.

La sinfonia ha riscosso grande successo anche fuori dalla Finlandia. Il direttore finlandese George Schnéevoight associò un programma di argomento patriottico ai movimenti: il primo ritrarrebbe la vita pastorale della Finlandia, il secondo la brutalità dell’occupazione straniera, il terzo l’oppressione dello spirito patriottico e il quarto la speranza gloriosa per la liberazione dalla tirannia.

Registrazioni

La prima registrazione è stata incisa da Robert Kajanus con la London Symphony Orchestra, per la casa discografica HMV, nel maggio 1930.

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Written by mara

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