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La Verdi: John Axelrod e Giuseppe Albanese per George Gershwin

«Mi piace pensare la musica come una scienza emozionale»
(George Gershwin)

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38° Concerto della Stagione Sinfonica 2017

 

Dal palco de La Verdi una serata dedicata al grande compositore americano George Gershwin. La Verdi con protagonista il noto Direttore John Axelrod e il brillante pianista Giuseppe Albanese, propone il seguente programma:

 

George Gershwin, Rapsodia in Blu

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George Gershwin – Robert Russell Bennett, Porgy and Bess: A Symphonc Pictures

 

QUANDO:

Giovedì 15 Dicembre 2016, ore 20.30

Sabato 17 Dicembre 2016, ore 20.00

Domenica 18 Dicembre 2016, ore 16.00

 

DOVE: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, Largo Gustav Mahler – 20136 Milano

 

INTERPRETI:

Pianoforte, Giuseppe Albanese

Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi

Maestro del Coro, Erina Gambarini

Orchestra sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Direttore, John Axelrod

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Settore A al costo di € 35,00
Settore B al costo di € 25,00
Settore C al costo di € 20,00
Settore D al costo di € 15,00

 

SETTORE A Platea dalla fila 4 alla 25; SETTORE B Balconata dalla fila 4 alla 15; SETTORE C Prime 3 file Balconata e logge e SETTORE D Prime 3 file di Platea

 

Con Associazione Ma.Ni. è possibile avere i biglietti a prezzo ridotto. Scrivere a mara.grisoni@gmail.com per ricevere informazioni oppure telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

 


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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

Giuseppe Albanese…

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Tra i più richiesti pianisti della sua generazione, Giuseppe Albanese debutta nel 2014 su etichetta Deutsche Grammophon con un concept album dal titolo “Fantasia”,  con musiche di Beethoven, Schubert e Schumann.

Di recente pubblicazione (novembre 2015) il nuovo album – sempre per Deutsche Grammophon – dal titolo “Après une lecture de Liszt” interamente dedicato al compositore ungherese.

Invitato per recital e concerti con orchestra da autorevoli ribalte internazionali quali – tra gli altri – il Metropolitan Museum, la Rockefeller University e la Steinway Hall di New York; l’Auditorium Amijai di Buenos Aires; il Cenart di Mexico City; la Konzerthaus di Berlino; la Laeisz Halle di Amburgo; la Philharmonie di Essen; il Mozarteum di Salisburgo; St. Martin in the Fields e la Steinway Hall di Londra; la Salle Cortot di Parigi; la Filarmonica di San Pietroburgo; la Filharmonia Narodowa di Varsavia; la Filarmonica Slovena di Lubiana; la Gulbenkian di Lisbona, ha collaborato con direttori di livello internazionale del calibro di Christian Arming, James Conlon, Lawrence Foster, Will Humburg, Dmitri Jurowski, Julian Kovatchev, Alain Lombard, Nicola Luisotti, Othmar Maga, Fabio Mastrangelo, Henrik Nanasi, Anton Nanut, Tomas Netopil, Daniel Oren, George Pehlivanian, Donato Renzetti, Alexander Sladkowsky, Hubert Soudant, Pinchas Steinberg, Michel Tabachnik, Jeffrey Tate, Jurai Valcuha, Jonathan Webb ecc.

Tra i festival, di particolare rilievo gli inviti al Winter Arts Square di Yuri Temirkanov a San Pietroburgo, al Castleton di Lorin Maazel (USA), all’Internazionale di Brescia e Bergamo e al MiTo SettembreMusica, oltre al Mittlefest, il Festival di Colmar, En Blanco y Negro di Mexico City, il Festival di Sintra (Portogallo), il Tongyeong Festival (Corea).

In Italia ha suonato per tutte le più importanti stagioni concertistiche (incluse quelle dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia e della RAI di Torino) e in tutti i più importanti teatri.

Negli ultimi tempi il Mº Albanese si è distinto per essere stato l’unico pianista ad essere invitato a suonare in ben undici delle tredici Fondazioni Liriche italiane: il Petruzzelli di Bari, il Comunale di Bologna, il Teatro Lirico di Cagliari, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, il Carlo Felice di Genova, il Teatro San Carlo di Napoli, il Massimo di Palermo, il Teatro dell’Opera di Roma, il Verdi di Trieste, la Fenice di Venezia, l’Arena di Verona.

Prima di “Fantasia” e “Après une lecture de Liszt”, Albanese ha riscosso singolare successo con il CD monografico con musiche di Debussy pubblicato a gennaio 2012 per il mensile “Amadeus” in occasione dell’anniversario dei 150 anni della nascita del compositore francese. Il suo CD “1900 – Yearbooks of 20th Century Piano, dedicato all’anno solare 1900 e contenente musiche di Skrjabin, Szymanowski, MacDowell e la prima registrazione assoluta delle Variazioni di Bartók è stato recensito come CD del mese dal mensile Suonare News e 5 stelle sia nel giudizio tecnico che artistico dal mensile Amadeus. Le Variazioni di Bartók saranno presto pubblicate da Decca Classics (febbraio 2016).

Già “Premio Venezia” 1997 (assegnato all’ unanimità da una giuria presieduta dal Mº Roman Vlad) e Premio speciale per la miglior esecuzione dell’opera contemporanea al “Busoni” di Bolzano, Albanese vince nel 2003 il primo premio al “Vendome Prize” (presidente di giuria Sir Jeffrey Tate) con finali a Londra e Lisbona: un evento definito da Le Figaro “il concorso più prestigioso del mondo attuale”.

Albanese è laureato in Filosofia col massimo dei voti e la lode (con dignità di stampa della tesi sull’ Estetica di Liszt nelle “Années de Pèlerinage”) ed a soli 25 anni è stato docente a contratto di “Metodologia della comunicazione musicale” presso l’Università di Messina.

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John Axelrod…

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Con il repertorio estremamente vasto, i programmi innovativi e il carismatico stile direttoriale, John Axelrod continua ad imporsi sempre più come uno dei direttori più interessanti del panorama odierno ed è richiesto dalle orchestre di tutto il mondo.

Dopo aver completato con successo la sua carica quinquennale come direttore principale della Luzerner Sinfonie Orchester e direttore musicale del Teatro di Lucerna, la posizione di Direttore Musicale dell’Orchestre National des Pays de la Loire (ONPL) e di Direttore Principale dell’Orchestra Sinfonica di Milano “G. Verdi”, nel novembre 2014 John Axelrod viene nominato Direttore Principale e Direttore Artistico della Real Orquesta Sinfónica de Sevilla (ROSS). Mantiene anche la posizione di Direttore Principale Ospite dell’Orchestra Sinfonica di Milano “G.Verdi”. Sin dal 2001, John Axelrod ha diretto oltre 150 orchestre internazionali, 30 titoli d’opera e 50 prime assolute.

Fra le orchestre con cui collabora regolarmente figurano la Rundfunk-Sinfonieorchester di Berlino, la NDR Symphony di Amburgo, la hr-Sinfonieorchester di Francoforte, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI Torino, il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro San Carlo di Napoli, la Real Orquesta Sinfonica de Sevilla, la OSI di Lugano, la Camerata Salzburg, la ORF Radio Symphony e i Grazer Philharmoniker

La sua attività operistica comprende nuove produzioni del Candide di Bernstein al Théâtre du Châtelet e al Teatro alla Scala, Flight di J.Dove per la Leipzig Oper, Tristano e Isotta ad Angers/Nantes… Per il Festival di Lucerna ha diretto le nuove produzioni di Kaiser von Atlantis, RigolettoRake’s Progress, Don Giovanni, L’opera da tre soldi,Idomeneo. Nel 2014 ha diretto Evgenij Onegin al Teatro San Carlo di Napoli e inaugurato il Festival di Spoleto con il trittico: Erwartung, La Dame de Monte Carlo e La Mort de Cléopâtre.  Ultimamente ha diretto la nuova produzione di Candide per il Maggio Musicale Fiorentino 2015.

Appassionato sostenitore delle nuove generazioni di musicisti, John Axelrod collabora con diverse orchestre giovanili professionali, andando in tournée con la Schleswig Holstein Festival Orchestra al Festival di Salisburgo, l’Orchestra Giovanile Italiana in Italia, l’Accademia della Scala a Muscat, la Nord Deutsche Junge Philharmonie in Germania, la Sinfonia Iuventus in Polonia e la Vienna Jeunesse Orchester in Austria.

John Axelrod incide regolarmente sia il repertorio di tradizione che quello contemporaneo per etichette quali Sony Classical, Warner Classics, Ondine, Universal, Naïve e Nimbus. L’ultimo progetto discografico Brahms Beloved per la Telarc vede l’integrale delle Sinfonie di Brahms, con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, abbinate ai Lieder di Clara Schumann.

Laureato alla Harvard University nel 1988 e formatosi nella tradizione di Bernstein, ha studiato al Conservatorio di San Pietroburgo con Ilya Musin nel 1996, e ha partecipato al programma dell’American Symphony Orchestra League.

Discepolo di Leonard Bernstein, americano, è passato dal rock alla direzione d’orchestra alla Scala e all’Opéra. Innamorato del Belpaese, sogna una collezione di Sassicaia. Intanto, ha ideato un marchio di qualità e una guida dei migliori ristoranti italiani nel mondo.

A 16 anni, quando i compagni di scuola studiavano per l’esamedella patente, John Axelrod era già un prodigio del pianoforte, scelto da Leonard Bernstein come discepolo per «lezioni di musica e di vita», tre ore al giorno per quattro mesi filati. Dopo la laurea a Harvard, la musica classica gli sembrava troppo da secchione e ha optato per una parentesi rock (lavorava per una multinazionale discografica occupandosi di Billy Corgan degli Smashing Pumpkins, Tori Amos e Axl Rose dei Guns N’Roses). Ma a forza di portare fuori a cena rockettari, si è appassionato tanto a vini (e gastronomia) che è diventato sommelier in una delle maggiori vinerie della Napa Valley, la Mondavi. Poi è tornato alla musica classica, prima come assistente di Christoph Eschenbach al Festival di Bayreuth, poi come direttore musicale dell’Opera di Lucerna.

«La passione per il cibo italiano mi è letteralmente caduta sulla testa da bambino» sorride Axelrod. «Ero con papà e mamma da Antonio’s Flying Pizza, a Houston, e la pizza volò davvero: la pasta sfuggì dalle mani del pizzaiolo e m’incappucciò. Sono cittadino onorario da quel giorno». Anche se la consacrazione arrivò più tardi, da adulto, a Venezia: «Convinsi un gondoliere a darmi lezioni. Mi portò a Dorsoduro, all’officina delle gondole, e cominciò il corso intensivo, prima con un simulatore, poi con la gondola vera. Mi prestò camicia, cappello e sciarpa, e da John diventai Giovanni. Turisti giapponesi, tedeschi: cantavo ‘O Sole Mio, loro filmavano».

Dopo 15 anni di vagabondaggio con la bacchetta nella valigia, Axelrod è diventato amico di tanti grandi chef (Nobu Matsuhisa, Joachim Splichal, Wolfgang Puck) e ha aggiunto il titolo di gourmet a quello di sommelier. I suoi vini italiani preferiti? Brunello di Montalcino e Amarone, Barolo e Barbaresco, e Nero d’Avola. Sogna una «collezione verticale» di Sassicaia. «Certi vini, come il Côte du Rhône, sono dei classici, ma in generale il vino francese, con le eccezioni di Château Margaux e Latour, resta per me in secondo piano. Emergenti come lo Shiraz australiano o certi Cabernet cileni competono con le tecniche francesi, ma il gusto italiano non si replica altrove. Tra i vini americani? Ci sono Zinfandel rossi davvero vincenti; ma il mio preferito è il Cabernet Caymus Special Selection. Ottimi il Cabernet Reserve Mondavi e il Pinot Noir Russian River Valley. Una chicca? Il Pinot Noir Navarro».

L’idea della guida ai ristoranti italiani nel mondo è nata «testando» centinaia di ristoranti: «Una volta invece del sugo di pomodoro cercarono di rifilarmi del ketchup. È complicato e costoso, all’estero, avere accesso agli ingredienti giusti: se prendono scorciatoie, non è più cucina italiana». I gusti di Axelrod sono semplici: «I tagliolini al nero di seppia dell’ Harry’s Bar; la cotoletta alla milanese. Le costolette d’agnello di San Gimignano. E la pizza napoletana. Un piatto di prosciutto di San Daniele e una burrata fresca mi emozioneranno sempre». I migliori tra i ristoranti che vantano il bollino «Autentico italiano»? Classico a Lipsia, Fausto a Budapest, Da Marco a Houston. E a un gourmet texano non si può non chiedere un parere sul miglior barbecue del mondo: «Goode Company BBQ a Houston». Dei colleghi direttori Axelrod parla senza tabù: «Mi piace Gustavo Dudamel, un esempio di impegno e gioia di fare musica. Valery Gergiev è un trascinatore. Come soprano a Angela Gheorghiu preferisco la voce pura di Anna Netrebko. Mezzosoprano? Magdalena Kozena meglio di Elina Garanca. I tenori? Jonas Kaufmann ha meno ego di Roberto Alagna». Il sogno? «Diventare direttore della Boston Symphony, che mia mamma ascoltava sempre alla radio. Sono felice di essere un mammone. Italiano anche in quello…»

 

ALCUNI VIDEO SU Giuseppe Albanese

“Nocturne” by C. Debussy:

“Suite bergamasque: Passepied” by C. Debussy:

“Second Piano Concerto in C minor Op. 18” by S. Rachmaninoff:

“Pour le Piano: Sarabande” by C. Debussy:

“Suite bergamasque Prélude” by C. Debussy:

“Nocturne Op. 62 No. 1” by F. Chopin (New York, Metropolitan Museum of Art):

 

ALCUNI VIDEO SUL PROGRAMMA PROPOSTO…

“Rapsodia in Blu” by George Gershwin (Boston Pops Orchestra, Conductor: Arthur Fiedler):

“Rapsodia in Blu” by George Gershwin (Rhapsody in Blue – Fantasia 2000):

“Rapsodia in Blu” by George Gershwin (Lang Lang, piano):

“Rapsodia in Blu” by George Gershwin (Conductor: Barry Wordsworth, Orchestra: Royal Philharmonic Orchestra, Piano: Christopher O’Riley):

“Rapsodia in Blu” by George Gershwin (Leonard Bernstein conducts the New York Philharmonic and plays piano at the Royal Albert Hall in 1976):

“Rapsodia in Blu” by George Gershwin (Gershwin plays Gershwin):

 

“Porgy and Bess: A Symphonc Pictures” by George Gershwin – Robert Russell Bennett (Pittsburgh Symphony Orchestra e Fritz Reiner, direttore):

 

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Written by mara

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