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La Verdi: Nicola Benedetti per Glazunov (4 e 6 Dicembre)

Al talento innato Nicola Benedetti unisce charme ed eleganza che difficilmente può passare inosservata. Ma la presenza scenica non è fine a se stessa e rivela la sua grande sensibilità artistica…

62° Concerto della Stagione Sinfonica per La Verdi

 

La Verdi propone il seguente programma con protagonisti la Violinista Nicola Benedetti e il Direttore Stanislav Kochanovsky:

 

col seguente programma

Nicola Campogrande, The Expo Variations: Tailandia (commissione de laVerdi)

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Aleksandr Glazunov, Concerto per violino e orchestra in La minore op. 82

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Sergej Rachmaninov, Sinfonia n. 2 in Mi minore op. 27

 

QUANDO:

Venerdì 4 Dicembre 2015, Ore 20.00

Domenica 6 Dicembre 2015, Ore 16.00

 

DOVE: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, Largo Gustav Mahler – 20136 Milano

 

INTERPRETI:

Stanislav Kochanovsky, Direttore

Nicola Benedetti, Violino

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Settore A € 35,00
Settore B € 25,00
Settore C € 20,00
Settore D € 15,00

 

SETTORE A Platea dalla fila 4 alla 25; SETTORE B Balconata dalla fila 4 alla 15; SETTORE C Prime 3 file Balconata e logge e SETTORE D Prime 3 file di Platea

 

Con Associazione Ma.Ni. è possibile avere i biglietti a prezzo ridotto. Scrivere a mara.grisoni@gmail.com per ricevere informazioni oppure telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

“The Expo Variations: Tailandia (commissione de laVerdi)” by Nicola Campogrande:

The Expo Variations” è un ampio ciclo di brani sinfonici che l’ Orchestra Verdi ha commissionato a Nicola Campogrande in occasione dell’ Expo.

Il progetto prevede la composizione di ventiquattro trasformazioni di un tema che, ogni volta, si incrocia con frammenti ed echi dell’ inno nazionale di uno dei paesi ospitati all’ Expo. Per questo le diverse partiture si intitolano “The Expo Variations: Israele“, “The Expo Variations: Argentina“, “The Expo Variations: Russia” e così via.
Come ha spiegato Nicola Campogrande «Le mie ventiquattro partiture sono legate al tema del cibo, con specifici riferimenti agli aspetti legati alle più recenti e affascinanti acquisizioni della nutrigenomica. La scrittura e lo sviluppo delle idee musicali, il loro concatenarsi e procedere, sono infatti collegati ai meccanismi biologici di assorbimento dei nutrienti, ispirandosi in particolare alle nuove conoscenze su come le sostanze contenute nei cibi sono in grado di interagire con i nostri geni sino a modificarne la risposta cellulare. L’ idea è infatti quella di evocare musicalmente un essere umano con caratteristiche universali (una sorta di uomo leonardesco, se si vuole) per poi “nutrirlo” di note, ritmi, armonie e timbri, facendolo crescere e vivere in modo diverso a seconda del cibo (sonoro) che ingerisce. Gli inni nazionali utilizzati nel progetto diventano dunque l’alimento per il tema, che se ne giova per trasformarsi e “diventare adulto” in 24 modi diversi».

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Aleksandr Konstantinovič Glazunov, nato a San Pietroburgo il 10 agosto del 1865 e morto a Parigi il 21 marzo del 1936). Fu allievo di Rimskij-Korsakov, il più moderno componente del Gruppo dei Cinque, ebbe come mecenate ed ammiratore l’ editore Belaev che fondò una casa editrice allo scopo di pubblicare le sue opere e non gli mancò il favore della critica e del pubblico. In patria ebbe l’ appoggio di Milij Balakirev che diresse la sua Prima sinfonia composta quando aveva sedici anni, all’ estero la sua opera fu fatta conoscere da Franz Liszt.

Le sue sinfonie seguono l’esempio di Čajkovskij, sebbene in forma più europea, e costituiscono un importante elemento di transizione fra il grande sinfonista russo e la nuova scuola sinfonica del Novecento sovietico, i cui principali compositori furono direttamente o indirettamente suoi allievi. Generalmente, anche a causa di giudizi dell’ epoca, si considerano come le sinfonie migliori la n. 5 e la n. 6, ma in realtà la fresca e scattante n. 7 e la malinconica e meditativa n. 8 sono senza dubbio le due migliori. E’ proprio il ciclo sinfonico che porta a Glazunov il favore del pubblico assieme al Concerto per Violino e Orchestra (tutto’ oggi eseguito con una certa frequenza).

Fu prima insegnante (dal 1899) e poi direttore (dal 1905) del conservatorio di San Pietroburgo. Dopo il 1918 si adoperò per la ricostruzione del conservatorio. Nel 1928 abbandonò l’ Unione Sovietica per stabilirsi a Parigi.

Come insegnante formò molti musicisti russi tra cui Dmitrij Šostakovič; fu un apprezzato direttore d’ orchestra. Oggi viene considerato un maestro della strumentazione, secondo solo a Rimskij-Korsakov. Compose quasi esclusivamente sinfonie e musiche da balletto, tra le quali capeggia la “Raymonda” in tre atti.

Concerto per violino e orchestra in La minore op. 82” by Aleksandr Glazunov (Hilary Hahn, violin – WDR Sinfonieorchester Köln – Semyon Bychkov, conductor):

Concerto per violino e orchestra in La minore op. 82” by Aleksandr Glazunov (Nathan Milstein, violin – Pittsburgh Symphony Orchestra & William Steinberg, conductor / Live recording. April 1957):

Concerto per violino e orchestra in La minore op. 82” by Aleksandr Glazunov (Jasha Heifetz – Violin, Walter Hendl – RCA Victor Symphony Orchestra 1963):

Concerto per violino e orchestra in La minore op. 82” by Aleksandr Glazunov (Itzhak Perlman, violin & Israel Philharmonic Orchestra – Zubin Mehta, conductor):

Concerto per violino e orchestra in La minore op. 82” by Aleksandr Glazunov (Julia Fischer, violin & Russian National Orchestra – Yakov Kreizberg, conductor):

Concerto per violino e orchestra in La minore op. 82” by Aleksandr Glazunov (Moscow Symphony Orchestra, conductor Kirill Kondrachin, Julian Sitkovetsky – Recorded in 1952):

Concerto per violino e orchestra in La minore op. 82” by Aleksandr Glazunov (David Oistrakh parte 1 of 3):

Concerto per violino e orchestra in La minore op. 82” by Aleksandr Glazunov (David Oistrakh parte 2 of 3):

Concerto per violino e orchestra in La minore op. 82” by Aleksandr Glazunov (David Oistrakh parte 3 of 3):

Concerto per violino e orchestra in La minore op. 82” by Aleksandr Glazunov (Jascha Heifetz, The London Philharmonic Orchestra conducted by John Barbirolli – Recorded on March 28 1934 parte 1 of 3):

Concerto per violino e orchestra in La minore op. 82” by Aleksandr Glazunov (Jascha Heifetz, The London Philharmonic Orchestra conducted by John Barbirolli – Recorded on March 28 1934 parte 2 of 3):

Concerto per violino e orchestra in La minore op. 82” by Aleksandr Glazunov (Jascha Heifetz, The London Philharmonic Orchestra conducted by John Barbirolli – Recorded on March 28 1934 parte 3 of 3):

Il Concerto per violino e orchestra in la minore op. 82, da Alexander Glazunov è una delle sue composizioni più famose. Scritto nel 1904, il concerto è stato dedicato al violinista Leopold Auer che l’ ha eseguito per la prima volta alla Società Musicale Russa a St. Pietroburgo il 15 febbraio 1905. La prima britannica del concerto seguì poco più di un anno dopo sotto la direzione di Sir Henry Wood e con Mischa Elman come solista.

La cadenza principale alla fine del primo movimento è stata composta da Glazunov se stesso ed è considerata una delle parti più difficili del concerto.

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“Sinfonia n. 2 in Mi minore op. 27” by Sergej Rachmaninov (Dimitris Mitropoulos (Conductor) – Minnesota Orchestra – Rec.1947):

“Sinfonia n. 2 in Mi minore op. 27” by Sergej Rachmaninov (Vladimir Ashkenazy – Concertgebouw Orchestra – Recording: September 1981,Amsterdam):

“Sinfonia n. 2 in Mi minore op. 27” by Sergej Rachmaninov (Royal Concertgebouw Orchestra – Neeme Järvi, conductor – October 3, 2002 – Grote Zaal, Concertgebouw, Amsterdam):

“Sinfonia n. 2 in Mi minore op. 27” by Sergej Rachmaninov (Yuri Temirkanov – St. Petersburg Philharmonic Orchestra):

“Sinfonia n. 2 in Mi minore op. 27” by Sergej Rachmaninov (Kurt Sanderling (Conductor) – Leningrad Philharmonic Orchestra – Rec.1956):

“Sinfonia n. 2 in Mi minore op. 27” by Sergej Rachmaninov (Radio Filharmonisch Orkest olv. Eivind Gullberg Jensen – 3 oktober Concertgebouw Amsterdam):

“Sinfonia n. 2 in Mi minore op. 27” by Sergej Rachmaninov (Orchestra of the Academy of Santa Cecilia, Rome – Sir Antonio Pappano, conductor – Live recording. London, Proms 2013):

“Sinfonia n. 2 in Mi minore op. 27” by Sergej Rachmaninov (Kirill Kondrashin – Royal Concertgebouw Orchestra):

La composizione della Seconda Sinfonia in mi minore op. 27, avvenuta tra l’ottobre 1906 e il gennaio 1908, segna la fine dell’ apprendistato e l’ inizio della maturità di Sergej Rachmaninov. Terminati gli studi ufficiali e dopo il fallimento della Prima Sinfonia (1897), Rachmaninov, già affermato come pianista, si dedica prevalentemente all’ attività di direttore d’ orchestra e compie numerosi viaggi all’ estero (a Londra, a Bayreuth, a Parigi, in Italia, ossia nei centri principali delle grandi tradizioni musicali europee), accumulando un importante bagaglio di esperienze. Il successivo, più lungo soggiorno a Dresda, con l’ intensa frequentazione dei concerti del Gewandhaus, lo spinge a tentare nuovamente l’ avventura sinfonica. E proprio a Dresda la Seconda Sinfonia viene composta quasi per intero.

«Nessuna casa mi è mai piaciuta quanto questa» – scrive all’ amico Nikita Semyonovic Morozov il 9 novembre, il giorno stesso del trasloco. «La disposizione delle stanze mi aiuta a lavorare. Le stanze da letto sono al piano di sopra, e sotto ci sono il mio studio e la sala da pranzo. Di sotto sono solo e posso vivere come un vero signore».

Eseguita il 26 gennaio 1908 a San Pietroburgo, venne replicata pochi giorni più tardi a Mosca, con confortante accoglienza.

Per la “Muzykalny truzhenik”: «Alcuni giorni fa entrambe le capitali sono state testimoni di un evento raro: a un concerto sinfonico organizzato dalla Società Musicale Russa la comparsa sul palcoscenico di Sergej Vasil’evic Rachmaninoff è stata accolta con sorprendente unanimità. L’applauso, i suoni dell’orchestra, le migliaia di mani protese, tutto questo si è fuso in un unico pensiero: che in Sergej Rachmaninoff abbiamo non solo un artista eminente, ma un uomo che è caro ai nostri cuori».

Il 6 febbraio, quattro giorni dopo la prima moscovita, l’autorevole e severo critico Yuli Engel scrisse sulla “Russkaya khronika”: «Dopo un soggiorno all’estero di un anno e mezzo, Rachmaninoff si presenta di nuovo al pubblico di Mosca come compositore, direttore e pianista. Nonostante abbia solo trentaquattro anni è uno dei personaggi più significativi nel mondo musicale contemporaneo, un degno successore di Cajkovskij […]. Successore e non imitatore, perché ha già una sua propria personalità. Questo è stato confermato molto chiaramente dalla nuova Sinfonia in mi minore. Dopo aver ascoltato con attenzione costante i suoi quattro movimenti, ci si accorge con sorpresa che le lancette dell’orologio sono andate avanti di sessantacinque minuti. Questo può forse risultare eccessivo per il grande pubblico, ma quanto è fresca e quanto è bella». Engel si sofferma in particolare sul secondo movimento: «Questa parte cattura l’ascoltatore con la sua infinita ricchezza di contrasti… Nel suo sviluppo tematico cambia i suoi colori come un camaleonte, e tuttavia rimane trasparente e coerente. Si sente la necessità di affermare che questa sezione della Sinfonia è migliore delle altre, ma se si ripensa agli altri movimenti si comincia a dubitarne».

Ma fu il successo che di Londra nell’ ambito dei concerti organizzati dalla Philharmonic Society, promossa e diretta da Arthur Nikisch, a convincere Rachmaninov di aver finalmente imboccato la strada giusta: strada che peraltro, in ambito strettamente sinfonico (eccettuati cioè i Concerti per pianoforte e orchestra, almeno due dei quali sono famosissimi, nonché i poemi e le danze per orchestra), non avrà in seguito sbocchi altrettanto significativi.

La Seconda Sinfonia è dunque l’unica composizione priva di pianoforte di Rachmaninov che goda non solo di notorietà ma anche di vero e proprio successo internazionale.

Dedicata a Sergej Taneev, che era stato maestro di Rachmaninoff, la Seconda Sinfonia è stata pubblicata nell’ agosto del 1908 e nel dicembre di quello stesso anno vince i 1000 rubli del Premio Glinka (Skrjabin ottenne il secondo premio, 700 rubli, con il Poema dell’ estasi). Nel 1960 è apparsa l’ edizione critica integrale a cura di C. Kirkor e nel 1967 una nuova edizione della Boosey & Hawkes. Il suo organico prevede: 3 flauti (e ottavino), 2 oboi, corno inglese, 2 clarinetti, clarinetto basso, 2 fagotti, 4 corni, 3 trombe, 3 tromboni, tuba, timpani, piatti e gran cassa, glockenspiel e archi. Tra gli ammiratori della Seconda c’ è stato anche Gustav Mahler («quest’ opera è spontanea e naturale nel suo lirismo»), mentre le generazioni successive di critici hanno espresso talvolta giudizi più severi. Una delle accuse che sono state mosse alla Seconda è quella di essere troppo lunga.

Rachmaninoff ha costruito la Sinfonia in mi minore facendo ricorso a due tratti caratteristici tipici di molte delle sue opere strumentali e sinfoniche di ampio respiro: la forma di tipo ciclico e il celebre tema gregoriano del Dies Irae, da lui utilizzato in moltissime composizioni, che impronta di sé, in maniera più o meno evidente, praticamente tutti i temi della Sinfonia.

L’ ampio primo movimento, Largo. Allegro moderato, prende l’ avvio lentamente da un tema-motto annunciato sommessamente dai violoncelli e dai contrabbassi per gonfiarsi poco alla volta fino a sfociare nell’ Allegro moderato, il cui lungo, malinconico primo tema, esposto dai violini, deriva dal motto d’ apertura. A parte alcuni tagli di poche battute, in questo movimento viene generalmente omessa l’intera ripetizione dell’esposizione.

Dopo questa lunga pagina malinconica e tesa, il secondo movimento, Allegro molto, è un vigoroso Scherzo introdotto imperiosamente dal tema iniziale dei corni, cui risponde una nervosa idea dei violini, stemperata poi dall’ uso del glockenspiel. Dopo un tema “molto cantabile” esposto dai violini (Moderato), esplode il Meno mosso, una fuga aperta da violini secondi e oboi e ripresa subito da violini primi e clarinetti, che si conclude con la ripresa dell’ Allegro molto.

Anche se in ogni movimento sono previsti ampi squarci di lirismo, il terzo tempo, Adagio, è quello maggiormente improntato a un’ intensa cantabilità. Dopo i violini primi, il clarinetto solo espone una lunghissima melodia di struggente poesia, accompagnato dall’ orchestra: i violini primi inizialmente tacciono, i violini secondi formano un sommesso tappeto di terzine, mentre le viole e i violoncelli sono divisi.

Il quarto movimento, Allegro vivace, aperto da un tema derivato da quello del secondo movimento (e quindi dalDies Irae), è una pagina dal ritmo trascinante e incalzante, quasi di saltarello, orchestrata con grande sapienza e inframezzata da ampi squarci lirici e dalla ricomparsa dei temi principali dei movimenti precedenti.

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Stanislav Kochanovsky

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Stanislav Kochanovsky nasce e studia a San Pietroburgo dove si è subito messo in evidenza per il suo inusuale talento diplomandosi precocemente in organo, composizione e direzione (coro e orchestra).

Segnalato da direttori quali Mikhail Jurowsky, Yuri Simonov ed Eric Klas, al suo debutto sul podio è stato subito salutato dalla stampa come uno delle promesse più interessanti della nuova scena musicale russa: “E’ un talento naturale e un musicista intelligente, con una grande padronanza della tecnica e un profondo senso del suono e dello stile” ha scritto Colin Metters; “Considero Stanislav Kochanovsky uno fra i più brillanti e promettenti giovani direttori oggi in Russia” ha scritto Victor Yampolsky.

Tra il 2010 e il 2015 Stanislav Kochanovsky è stato Direttore Principale dell’ Orchestra Filarmonica di Kislovodsk (città della Russia europea, situata alle pendici del Caucaso, che ha dato i natali allo scrittore Aleksandr Solženicyn).

Con questa orchestra ha diretto oltre 50 programmi sinfonici e 6 produzioni liriche. Contemporaneamente, il giovane direttore ha avviato un’ intensa collaborazione con il Mikhailovsky Theatre di San Pietroburgo dove. Come direttore ospite Stanislav Kochanovsky ha bruciato le tappe debuttando in tutte le più importanti orchestre e teatri del suo paese: tra questi ricordiamo il l’ Orchestra del Mariinsky, l’ Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, l’ Orchestra Sinfonica Svetlanov, l’ Orchestra Filarmonica di Mosca, l’ Orchestra Filarmonica Nazionale Russa, l’ Orchestra dell’ Hermitage. Nel 2013 ha fatto il suo debutto allo “Stars of the White Nights Festival” con la Mariinsky Orchestra, dove è stato nuovamente invitato nel 2015.

Negli ultimi anni, parallelamente alle sue attività in Russia, la carriera internazionale si è andata sviluppando con i primi importanti debutti presso la hr-Sinfonieorchester di Francoforte, la Finnish Radio Symphony, gli Hamburger Symphoniker, la Filarmonica Toscanini, la Israel Symphony, l’ Orchestra della Radio Svizzera di Lugano.

Nel 2014 fa un sensazionale debutto con l’  Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia: «Stanislav Kochanovsky è stata una vera rivelazione. Un giovane direttore destinato ad essere uno dei protagonisti della vita musicale del prossimo futuro. Ha mostrato una duttilità e un talento uniti ad una capacità di galvanizzare e tenere l’orchestra che ricordano i più grandi » dice M.Suozzo su RAI Radio3.

Nello stesso anno fa il suo debutto operistico al Mariinsky Theatre dirigendo Boris Godunov. Il Teatro lo invita nuovamente nel 2015 a dirigere Tosca e la Nona Sinfonia di Beethoven. Inoltre ha collaborato con l’Orchestre National de Lyon, la OSI di Lugano, la Noord Nederlands Orchestra, debuttare al Mannheim Nationaltheater (Cavalleria Rusticana e I Pagliacci) e un tour con l’ Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi al Teatro La Fenice di Venezia.

Fra i solisti con cui collabora ricordiamo, fra gli altri, Denis Matsuev, Viktoria Mullova, Vadim Gluzman, Anna Netrebko, Olga Borodina, Evgenij Nikitin.

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Nicola Benedetti

La violinista britannica Nicola Benedetti è nata a West Kilbride (nel Ayrshire Settentrionale, Scozia) il 19 luglio del 1987 da padre italiano (di Barga, in provincia di Lucca) e madre scozzese. Comincia a suonare il violino a quattro anni. A otto anni era già leader della National Children’s Orchestra of Great Britain. Dopo aver conseguito con successo gli anni di studio musicale alla Wellington School di Ayr, nel settembre 1997 si trasferisce a Surrey, in Inghilterra, dove prosegue gli studi sotto Yehudi Menuhin e Natalya Boyarskaya alla prestigiosa Yehudi Menuhin School.

Ha vinto l’ edizione 2002 del talent show United Kingdom’s Brilliant Prodigy Competition. Dal 2003 si è esibita più volte con la London Symphony Orchestra, collaborando anche con con la Detroit Symphony Orchestra, San Francisco Symphony, Chicago Symphony, New York Philharmonic, Toronto e Vancouver symphony, Cincinnati Symphony; poi ancora con la Royal Scottish National Orchestra, Royal Philharmonic, BBC Symphony Orchestra, Netherlands Radio, Danish Radio, MDR Leipzig, Singapore Symphony e Hong Kong Philharmonic Orchestra.

Suona lo Stradivari “Gariel” del 1717 messo a disposizione da Jonathan Moulds.

 

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Written by mara

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