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La Verdi: Païdassi (9-11 Ott.), Tchajkovskij, Stravinskij…

Solenne Païdassi si è imposta per lo stile intimo della sua interpretazione e la spontaneità piena di gioia dell’ esecuzione. Ha dimostrato di possedere ricchezza di suono ed ampia gamma di dinamiche, dal delicato piano al pieno e romantico forte

Solenne Païdassi

54° Concerto Stagione Sinfonica per La Verdi

Solenne Païdassi giovane violinista francesenata a Nizza nel 1985, è vincitrice del 1° Premio al Concorso Internazionale Long-Thibaud di Parigi nel 2010.

Ha vinto numerosi premi in Francia e all’ estero, tra i quali il Concorso di Hannover nel 2009, il Concorso di Sion-Valais e il Gyeongnam in Corea. Ha effettuato registrazioni radiofoniche per France Musique, per Deutschlandradio Kultur e per la NDR Kultur. Nel marzo 2012 ha fatto registrazioni radiofoniche per SüdWestRundfunk 2 suonando con la Radio-Sinfonieorchester di Stoccarda; è ospite regolarmente su France Musique Radio.

Suona un violino Lorenzo Storioni del 1779, concessole dalla Deutschen Stiftung Musikleben di Amburgo. Il suo primo CD “Art of the Violin” uscito quest’ anno per l’ etichetta Indesens ha ottenuto un grande successo di critica e si è aggiudicato 4 stelle dalla rivista “Classica”.

Solenne Païdassi ha un’ attività concertistica molto attiva e ha tenuto numerosi recital e concerti in tutto il mondo. Ha suonato alla Tonhalle di Zurigo, alla Carnegie Hall di New York, al Concertgebouw di Amsterdam; ha partecipato a numerosi festival quali l’International Festival of Colmars, il Festival di Radio-France a Montpellier, “La Folle Journée” di Kanazawa in Giappone, il Festival International di Sion nel Vallese, il Tongyeong International Music Festival.

Come solista ha suonato con l’ Orchestra di Radio-France, la Sinfonia Varsovia Orchestra, l’ Orchestre Philharmonique di Montpellier, sotto la direzione di maestri del calibro di Lawrence Foster, Shlomo Mintz, Vladimir Spivakov, Darell Ang.

Dopo il diploma ottenuto presso il Conservatorio di Ginevra, la Royal Academy di Londra ed il Curtis Institute of Music di Philadelphia, Solenne si è perfezionata alla Hochschule für Musik und Theater di Hannover. Solenne Païdassi attualmente risiede ad Hannover. E’ membro attivo dell’ ensemble “Il Gioco col Suono” e beneficia di una borsa di studio “Yehudi Menuhin: Live Music Now”.

Solenne_Paidassi

La Verdi propone quindi il seguente programma con protagonisti la Violinista Solenne Païdassi e il Direttore Stanislav Kochanovsky

 

Nicola Campogrande, The Expo Variations: Germania (commissione de laVerdi)

Pёtr Il’ič Čajkovskij, Sinfonia n. 3 in Re maggiore op. 29 Polacca

Igor Stravinskij, Concerto in Re maggiore per violino e orchestra

Aleksandr Nikolaevič Skrjabin, Sinfonia n. 4 op. 54 Poema dell’ Estasi

 

Quando?

Venerdì 9 Ottobre 2015, Ore 20.00

Domenica 11 Ottobre 2015, Ore 16.00

 

Presso l’ Auditorium di Milano

 

INTERPRETI:

Violino, Solenne Païdassi

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Direttore, Stanislav Kochanovsky

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Settore A € 35,00
Settore B € 25,00
Settore C € 20,00
Settore D € 15,00

 

SETTORE A Platea dalla fila 4 alla 25; SETTORE B Balconata dalla fila 4 alla 15; SETTORE C Prime 3 file Balconata e logge e SETTORE D Prime 3 file di Platea

 

Con Associazione Ma.Ni. è possibile avere i biglietti a prezzo ridotto. Scrivere a mara.grisoni@gmail.com per ricevere informazioni oppure telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

 

“The Expo Variations: Austria (commissione de laVerdi)” by Nicola Campogrande:

The Expo Variations” è un ampio ciclo di brani sinfonici che l’ Orchestra Verdi ha commissionato a Nicola Campogrande in occasione dell’ Expo.
Il progetto prevede la composizione di ventiquattro trasformazioni di un tema che, ogni volta, si incrocia con frammenti ed echi dell’ inno nazionale di uno dei paesi ospitati all’ Expo. Per questo le diverse partiture si intitolano “The Expo Variations: Israele“, “The Expo Variations: Argentina“, “The Expo Variations: Russia” e così via.
Come ha spiegato Nicola Campogrande «Le mie ventiquattro partiture sono legate al tema del cibo, con specifici riferimenti agli aspetti legati alle più recenti e affascinanti acquisizioni della nutrigenomica. La scrittura e lo sviluppo delle idee musicali, il loro concatenarsi e procedere, sono infatti collegati ai meccanismi biologici di assorbimento dei nutrienti, ispirandosi in particolare alle nuove conoscenze su come le sostanze contenute nei cibi sono in grado di interagire con i nostri geni sino a modificarne la risposta cellulare.
L’idea è infatti quella di evocare musicalmente un essere umano con caratteristiche universali (una sorta di uomo leonardesco, se si vuole) per poi “nutrirlo” di note, ritmi, armonie e timbri, facendolo crescere e vivere in modo diverso a seconda del cibo (sonoro) che ingerisce. Gli inni nazionali utilizzati nel progetto diventano dunque l’alimento per il tema, che se ne giova per trasformarsi e “diventare adulto” in 24 modi diversi».

 

“Sinfonia n. 3 in Re maggiore op. 29 Polacca ” by Pёtr Il’ič Čajkovskij (Bernard Haitink e Royal Concertgebouw Orchestra):

La Sinfonia n. 3 in re maggiore, op. 29, Polacca fu composta da Pëtr Il’ič Čajkovskij nel giugno del 1875, e la completò in agosto, a Usovo ospite dell’ amico Vladimir Šilovskij, a cui l’ opera venne dedicata.

Questa sinfonia si distingue nella produzione del compositore per due motivi: è la sola ad essere in modo maggiore (se si esclude l’ incompiuta Sinfonia in mi bemolle maggiore), ed inoltre è l’ unica ad essere composta da cinque movimenti.

L’ opera fu eseguita per la prima volta a Mosca il 7 (19) novembre del 1875, sotto la direzione di Nikolaj Rubinštejn, in occasione del primo concerto della stagione della Società musicale russa. Sembra che si iniziò a chiamare Polacca questa sinfonia in occasione della sua prima esecuzione nel Regno Unito nel 1899, in riferimento ai ritmi di danze polacche presenti nell’ ultimo movimento. Il pubblico occidentale, condizionato dall’ uso che ne aveva fatto Fryderyk Chopin, interpretava questo finale come un simbolo della causa dell’ indipendenza polacca, mentre in realtà nella Russia zarista questa coda musicale, al contrario, era usata per celebrare la dinastia dei Romanov.

Nel 1961 il coreografo George Balanchine utilizzò la terza sinfonia di Čajkovskij per la sezione Diamanti del suo balletto Jewels, come omaggio all’ Impero russo e a Marius Petipa, omettendo il movimento iniziale.

I cinque movimenti della Sinfonia…

_I° movimento, Introduzione e Allegro. Moderato assai (Tempo di marcia funebre). L’ inizio quasi in sordina viene vivacizzato subito dopo dall’ entrata degli ottoni a cui si accompagnano gli archi, quasi a far da marcia funebre al movimento che viene ripresa dall’orchestra. Il tema viene poi affidato ai fiati ed ai legni concludendo con un crescendo orchestrale, l’allegro brillante finale, in un ritorno degli ottoni.

_II° movimento, Alla tedesca. Allegro moderato e semplice. Si tratta di un pezzo leggero, evasivo, conforme a quell’ arte che più in là il maestro farà sua, arricchendola, nei balletti delle sue fiabe. Tecnica mirabile e movimento scorrevole che fa di questo pezzo il migliore in assoluto della sinfonia insieme al successivo terzo movimento.

_III° movimento, Andante elegiaco. Il brano dipinge un quadro prettamente bucolico a rappresentare luoghi conosciuti nei suoi viaggi da Čajkovskij. Pezzo molto amabile, cantabile, in cui l’orchestra e gli archi ne dominano la scena. Chiusura un poco cupa del movimento. Insieme al secondo movimento è indiscutibilmente il più riuscito.

_IV° movimento, Scherzo. Allegro vivo. L’entrata dei fiati dà l’impronta del movimento. Questo scherzo si presenta con qualche leggero pizzicato, ed è molto vivo nella parte conclusiva.

_V° movimento, Finale. Allegro con fuoco (Tempo di polacca). Dopo l’inizio quasi maestoso di tutta l’orchestra, il movimento procede privo di iniziativa, non molto scorrevole e scarno di idee, come del resto è tutta la sinfonia. Brano che assume in finale il tempo di danza alla polacca, con l’allegro con fuoco in cui si fanno sentire i timpani, gli ottoni e l’orchestra.

 

“Concerto in Re maggiore per violino e orchestra” by Igor Stravinskij (David Oistrakh & Moscow Philharmonic Orchestra – Kirill Kondrashin; Registrato a Mosca, 8.02.1963):

“Concerto in Re maggiore per violino e orchestra” by Igor Stravinskij (Itzhak Perlman; Seiji Ozawa: Boston Symphony Orchestra):

La musica è incapace “di esprimere niente altro che se stessa”, Igor’ Fëdorovič Stravinskij da Poetica della musica

Il Concerto per violino in re maggiore è uno dei lavori più equilibrati e maturi della fase neoclassica di Stravinskij. In Memories and Commentaries l’ autore ne ricordava la genesi: “Il Concerto fu commissionato per Samuel Dushkin dal suo patrono, l’ americano Blair Fairchild, che aveva scoperto il talento violinistico di Dushkin fin da quando questi era un bambino e aveva da allora finanziato la sua educazione e la sua carriera. Il direttore della casa editrice Schott, Willy Strecker, amico di vecchia data di Dushkin, mi persuase ad accettare la commissione. I primi due movimenti e parte del terzo furono composti a Nizza, ma la partitura fu completata a La Vironnière, un castello vicino a Voreppe preso in affitto da un avvocato campagnolo che somigliava a Flaubert“.

Siamo agli inizi del 1931 e grazie alla buona collaborazione tra compositore e violinista, il concerto venne scritto così velocemente che già il 23 ottobre fu eseguito a Berlino con Dushkin e l’ Orchestra della Radio diretta dall’ autore. Alla prima era presente anche Paul Hindemith, che lodò il solista ma rimase sdegnato per la prestazione sciatta e approssimativa dell’ orchestra.

Ai movimenti furono attribuiti i seguenti: Toccata, Aria I, Aria II e Capriccio.

 

“Sinfonia n. 4 op. 54 Poema dell’ Estasi” by Aleksandr Nikolaevič Skrjabin (Pierre Boulez with the Chicago Symphony Orchestra):

“Sinfonia n. 4 op. 54 Poema dell’ Estasi” by Aleksandr Nikolaevič Skrjabin (Esa-Pekka Salonen & The Philharmonia Orchestra – 2010 BBC Proms):

Le Poème de l’ extase (Il Poema dell’ estasi), Op. 54, è un poema sinfonico scritto da Aleksandr Skrjabin tra il 1905 ed il 1908, periodo in cui si trovava sotto l’ influenza della società teosofica. Il compositore considerava la musica come la più evoluta delle arti e l’ emozione dell’ estasi la più evoluta delle emozioni umane. Il Poema dell’ estasi amalgama questi principi estetici.

Inizialmente Skrjabin considerò il poema la sua Quarta sinfonia (nonostante non fu pubblicato come tale e la sua struttura non sia analoga alla tradizionale forma sinfonica). Il nome previsto era Poema orgiastico.

Il Poema dell’estasi consiste in un unico movimento in forma sonata, basato su otto motivi. La sua durata è di circa 20 minuti.

La composizione del Poema dell’ estasi venne preceduta da un breve poemetto che Skrjabin fece pubblicare a sue spese nel 1905 e distribuì solo agli amici e ai collaboratori più stretti. I versi del poema innalzano un inno alla forza dell’ animo umano; vi si possono leggere frasi come “e tu sarai un’ onda di gioia e di libertà dal molteplice generata. / O legioni di sentimenti / o pure sensazioni / io creerò / in complessa unità / la sensazione di beatitudine che tutte vi rapisce“. L’ autore però non volle mai che il componimento poetico e quello musicale si integrassero a vicenda.

 

 

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Written by mara

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