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L’Aquila, Auditorium Gen. S. Florio: pianista Krystian Zimerman

Krystian Zimerman, “il Pianista Perfetto

Krystian Zimerman_2 - Copia

Società Aquilana dei Concerti “BONAVENTURA BARATTELLI”, Stagione 2016 – 2017

 

Il grande pianista KRYSTIAN ZIMERMAN, uno dei protagonisti della Stagione 2016 – 2017 per la Società Aquilana dei Concerti “BONAVENTURA BARATTELLI”. La lunga attività artistica di Krystian Zimerman è stata premiata dalla presenza costante di un pubblico che l’ha seguito con passione nel corso di tournée in Europa, Asia e America. Il numero limitato delle sue apparizioni in pubblico e la scelta attenta dei programmi musicali fanno da sempre dei suoi concerti una rara occasione di ascolto. La conoscenza e le innovazioni apportate alla meccanica del suo strumento musicale, iniziate durante gli studi musicali e sviluppate in seguito, hanno accompagnato Zimerman lungo gli anni della sua carriera come pure le registrazioni discografiche, processo di cui si occupa nella sua totalità e che vengono effettuate da oltre trent’ anni in esclusiva con l’etichetta Deutsche Grammophon. 

 

Musiche di F. Schubert e K. Szymanowski

 

QUANDO:

Venerdì 18 Novembre 2016, ore 19.00

 

DOVE: Auditorium Gen. S. Florio Scuola Guardia Di Finanza
Viale Fiamme Gialle
67100 L’Aquila (AQ)

 

INTERPRETI:

Pianista, KRYSTIAN ZIMERMAN

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Prezzo biglietto intero al costo di € 15,00

Prezzo biglietto ridotto al costo di € 10,00

Prezzo biglietto special al costo di € 5,00

 

L’Aquila, Auditorium Gen. S. Florio: pianista Krystian Zimerman

 

Se non sapete come fare per avere i biglietti potete prenotare con Associazione Ma.Ni.. Scrivere a mara.grisoni@gmail.com per ricevere informazioni oppure telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

Krystian Zimerman

KRYSTIAN ZIMERMAN

Krystian Zimerman è fra i più noti e formidabili pianisti della scena concertistica di oggi, ammirato in tutto il mondo per la purezza del suono e l’ eleganza del tocco.

Talento musicale precocissimo, il pianista polacco Krystian Zimerman ha iniziato giovanissimo lo studio del pianoforte sotto la guida del padre. Ha debuttato come bambino prodigio in una trasmissione della televisione polacca a sei anni e a sette ha cominciato a studiare all’ Accademia di Musica di Katowice, dove è stato allievo di Andrzej Jasinski, che è rimasto il suo unico insegnante; si diploma in questa scuola quattordici anni dopo. Ha partecipato a svariati concorsi pianistici internazionali sin da giovanissimo, proponendo un repertorio basato su compositori polacchi e russi.

La vittoria del “Grand Prix” al Concorso Chopin del 1975 gli ha aperto le porte di una brillante carriera internazionale che lo vede protagonista sui palcoscenici di tutto il mondo. Premiato dall’Accademia Chigiana di Siena quale miglior giovane musicista dell’anno (1985) e dalla Fondazione Leonie-Sonning a Copenhagen, nel 2005 ha ricevuto dal Ministro della cultura Renaud Donnedieu de Vabres la Legione d’Onore francese. L’Università di Latowice gli ha conferito il Dottorato Honoris Causa e, recentemente, il Presidente della Polonia gli ha consegnato la “Croce al merito con stella”, la più alta onorificenza riservata a personaggi non legati al corpo militare.

Molo importanti sono stati gli incontri con grandi artisti, sia nel campo della musica da camera (Gidon Kremer, Kyung-Wha Chung, Yehudi Menuhin) che direttori d’orchestra (Bernstein, Karajan, Abbado, Ozawa, Muti, Maazel, Previn, Boulez, Mehta, Haitink, Skrowaczewski, Rattle). Ha avuto anche l’opportunità di conoscere i maestri della generazione precedente: Claudio Arrau, Arturo Benedetti Michelangeli, Arthur Rubinstein, Sviatoslav Richter, che hanno influenzato grandemente sulla sua formazione musicale.

Si è posto il limite di 50 concerti all’anno e ha un’aderenza totale alla sua professione: organizza personalmente la gestione della sua carriera, studia l’acustica delle sale da concerto, le ultimissime tecnologie di registrazione e della costruzione degli strumenti. È inoltre appassionato di psicologia e computer.

Nel 2013, in occasione del 100° anniversario della nascita di Lutoslavski, ha suonato il Concerto per pianoforte, a lui dedicato, con le più importanti orchestre internazionali, fra cui la Philharmonia Orchestra di Londra. Nella stagione in corso ha eseguito le ultime tre Sonate di Beethoven alla Suntory Hall di Tokyo esattamente all’età e nel giorno della morte di Beethoven.

Ha sviluppato un analogo approccio nei confronti della registrazione discografica. In 30 anni di collaborazione con Deutsche Grammophon, ha inciso numerosi dischi che hanno meritato importanti premi. Nel 1999 ha registrato i Concerti di Chopin con un’orchestra costituita appositamente per questo progetto, la Polish Festival Orchestra, con la quale ha fatto una lunga tournée in Europa e America per commemorare il 150° anniversario della morte di Chopin. La più recente incisione è dedicata alla musica da camera della  compositrice polacca Grazyna Bacewicz, in occasione del 100° anniversario della nascita. Tra le esecuzioni storiche ricordiamo quella con i Wiener Philharmoniker il 10 febbraio 1985, la sua interpretazione del Concerto di Schumann sotto la direzione di Herbert von Karajan, e i Concerti n. 3, 4 e 5 di Beethoven nel 1989 con Leonard Bernstein.

 

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

Nel settembre del 1828, poche settimane prima di morire, Schubert ultimò tre poderose Sonate (D 958 – D 960) con le quali forse sperava di entrare finalmente nel circuito editoriale. La Sonata in do minore D. 958, la Sonata in la maggiore D. 959 e la Sonata in si bemolle maggiore D. 960, sono accomunate dalle ampie dimensioni, dalla struttura in quattro movimenti, dalla totale rinuncia a ogni tratto esteriore e magniloquente in favore di un frequente ricorso a toni liederistici, dall’ intenso sfruttamento del registro medio-grave della tastiera, dalla completa emancipazione dal modello beethoveniano.

Queste ultime tra sonate composte da Schubert sono tra le massime opere di tutta la letteratura pianistica e non è esagerato dire che sono gli ultimi grandi capolavori nel genere della Sonata per pianoforte, se si considera che quelle di Schumann, Chopin e Liszt difficilmente possono essere considerate Sonate nel senso classico del termine e che quelle di Brahms sono opere giovanili.

 

ASCOLTA QUI Maurizio Pollini “Sonata in la maggiore D 959” by F. Schubert:

ASCOLTA QUI Alfred Brendel “Sonata in la maggiore D 959” by F. Schubert:

ASCOLTA QUI Rudolf Serkin “Sonata in la maggiore D 959” by F. Schubert (1966):

ASCOLTA QUI Andras Schiff “Sonata in la maggiore D 959” by F. Schubert:

ASCOLTA QUI Wilhelm Kempff “Sonata in la maggiore D 959” by F. Schubert:

ASCOLTA QUI Sviatoslav Richter “Sonata in la maggiore D 959” by F. Schubert (Prague, 1972):

La Sonata in la maggiore è un’opera di altezza sublime. Il primo tema afferma con energia la tonalità di la maggiore; il secondo tema è una melodia lirica dal carattere nobile e sereno. La sezione successiva si distacca nettamente dalla tradizione, perché, invece di sviluppare i temi precedentemente enunciati, si basa su un nuovo tema lirico. Quando questo tema si dissolve all’acuto, un movimentato crescendo prepara la regolare ripresa dell’esposizione fino alla coda.

Nell’ Andantino, in fa diesis minore, l ‘inizio è spoglio e dolente, su un ritmo di barcarola.

Con lo Scherzo, in la maggiore, si torna a uno spensierato clima viennese pervaso dallo spirito delle danze popolari austriache e caratterizzato da vivaci staccato. Dopo la brillantezza della prima parte, quella centrale – un Trio in tempo Un poco più lento – è più tranquilla ed è giocata sui continui incroci delle mani.

L’ Allegretto, sempre in la maggiore, è nella forma di rondò. Come ha scoperto Charles Rosen, questa pagina è stata costruita esattamente sul calco dell’ultimo tempo dell’op. 31 n. 1 di Beethoven: ciò dimostra, una volta di più, che Schubert non era interessato a sperimentazioni formali e che lo schema classico era perfettamente calzante ai suoi scopi.

Nel suo tema iniziale Alfred Einstein ha sentito una “felicità perfetta” e ha riconosciuto una forte affinità con la melodia di Im Frühling (In primavera), un Lied del 1826: “In silenzio sto sul declivio del colle, il cielo è così luminoso“.

… … …

Era come se la musica non avesse bisogno di suoni materiali, come se le melodie, simili a visioni, si rivelassero a orecchie spiritualizzate“, Ferdinand Hiller, grande virtuoso del pianoforte, amico di Chopin, Mendelssohn e Liszt

 

Nella Vienna di Beethoven, Schubert fatica ad affermarsi, se non parzialmente come autore di Lieder, e le sue Sonate per pianoforte vanno incontro a un clamoroso insuccesso editoriale: durante la sua breve vita (muore nel 1828 a soli 31 anni) riesce a pubblicarne solamente tre, mentre Beethoven ne scrive trentadue e le pubblica tutte.

Quando nella primavera del 1825 propone la Sonata in la minore D. 845 all’ editore Hüther, questi gli offre di pubblicarla al “prezzo più basso possibile” perché opera di un “principiante”; in realtà quel “principiante” ha scritto già circa ottocento composizioni pubblicandone una quarantina, ma in effetti non lo conosce quasi nessuno.

Nel settembre del 1828, due mesi prima della morte, Schubert porta a termine tre grandi Sonate per pianoforte: la Sonata in do minore D. 958, la Sonata in la maggiore D. 959 e la Sonata in si bemolle maggiore D. 960, accomunate dalle ampie dimensioni, dalla struttura in quattro movimenti, da un frequente ricorso a toni liederistici, dall’ intenso sfruttamento del registro medio-grave della tastiera.

La Sonata in si bemolle maggiore D. 960 viene terminata il 26 settembre del 1828 ed eseguita in pubblico per la prima volta già il giorno dopo, nel corso di una straordinaria serata musicale in casa del dottor Ignaz Menz in cui Schubert probabilmente esegue per gli amici anche le altre due Sonate gemelle e accompagna il barone von Schönstein in alcuni Lieder tratti dalla Winterreise. Cinque giorni dopo, scrive all’ editore Probst per offrirgli le sue opere più recenti: “Ho composto, tra l’ altro, tre Sonate per pianoforte solo, che mi piacerebbe dedicare a Hummel. Ho pure composto alcune canzoni su testi di Heine di Amburgo, che qui sono piaciute in modo straordinario, ed infine un Quintetto per due violini, una viola e due violoncelli. Ho già eseguito le Sonate in alcuni posti, ricevendo molti applausi, ma il Quintetto sarà provato solo prossimamente. Se qualcuna di queste composizioni Le conviene me lo faccia sapere“. Evidentemente nessuno di quei lavori conviene a Probst, così come in quello stesso periodo all’ editore Schott di Magonza non convengono né il Quintetto in do maggiore, né i 4 Impromptus D. 935, giudicati “troppo difficili per essere delle bagatelle”. Le parole con cui si conclude la lettera di Schott dimostrano che l’ esperto editore riconosce il talento di Schubert ma individua perfettamente i motivi che in quel momento non rendono vendibile la sua musica: “Se le capita di comporre qualcosa di meno difficile e nello stesso tempo brillante, possibilmente in una tonalità più facile, la prego vivamente di volermela inviare senz’ altro“.

 

Mentre in genere egli chiede tanto allo strumento, qui rinuncia volontariamente ad ogni novità brillante ed arriva ad una semplicità di invenzione ben più grande: altrove egli intreccia nuovi legami di episodio in episodio, qui invece distende e dipana alcune idee musicali generali. Così la composizione scorre mormorando di pagina in pagina, sempre lirica, senza mai pensiero per ciò che verrà, come se non dovesse mai arrivare alla fine, interrotta soltanto qua e là da fremiti più violenti che tuttavia si spengono rapidamente“, Robert Schumann a proposito della Sonata in si bemolle maggiore sulla Neue Zeitschrift für Musik

 

“Sonata in si bem. magg. D 960” I° Mov., Molto moderato by Franz Schubert (Rudolf Buchbinder):

Il primo tempo della Sonata in si bemolle maggiore (Molto moderato) si apre con un dolcissimo tema interrotto per un attimo da un cupo trillo nel registro grave, che tornerà nel corso del movimento. Il secondo tema viene esposto a sorpresa in fa diesis minore la prima volta, e in si minore nella ripresa; lo sviluppo si apre nella tonalità di do diesis minore che sarà poi la tonalità d’ impianto del secondo movimento.

 

“Sonata in si bem. magg. D 960” II° Mov., Andante sostenuto by Franz Schubert (Rudolf Buchbinder):

L’ Andante sostenuto è attraversato dalla stessa atmosfera di sogno in cui si è aperto il primo movimento e come quello è una pagina “di sconvolgente bellezza che sfida ogni descrizione” (Harry Halbreich). 

 

“Sonata in si bem. magg. D 960” III° Mov., Scherzo (Allegro vivace con delicatezza) – Trio by Franz Schubert (Rudolf Buchbinder):

 

“Sonata in si bem. magg. D 960” IV° Mov., Allegro ma non troppo by Franz Schubert (Rudolf Buchbinder):

Segue un breve e leggero Scherzo (Allegro vivace con delicatezza) in si bemolle maggiore. La stessa spensieratezza anima anche l’ Allegro ma non troppo conclusivo, un sereno rondò in cui uno degli episodi intermedi cita quasi letteralmente il motivo di tarantella dell’ ultimo tempo della Sonata in do minore D. 958.

 

“Sonata in si bem. magg. D 960”by Franz Schubert (Claudio Arrau):

“Sonata in si bem. magg. D 960”by Franz Schubert (Mitsuko Uchida, piano 1997):

“Sonata in si bem. magg. D 960”by Franz Schubert (Maurizio Pollini, 1987):

“Sonata in si bem. magg. D 960”by Franz Schubert (Alfred Brendel):

“Sonata in si bem. magg. D 960”by Franz Schubert (Sviatoslav Richter, Prague, 1972):

Era come se la musica non avesse bisogno di suoni materiali, come se le melodie, simili a visioni, si rivelassero a orecchie spiritualizzate“, Ferdinand Hiller, sul modo di suonare di Schubert

 

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Written by mara

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