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Leonard Warren, il Met e “La Forza del Destino”

“Ora egli viva… e di mia man poi muoia…”

Leonard-Warren

La memoria del baritono statunitense Leonard Warren, pseudonimo di Leonard Warenoff nato a New York il 21 aprile del 1911, è legata non solo ad alcuni degli spettacoli più acclamati nella storia del New York Metropolitan Opera ma anche ad un tragico evento, la morte.

Nato da famiglia ebrea di origine russa, ha mosso i primi passi nell’ ambito musicale cantando nel coro del Radio City Music Hall, studiando nel contempo con Sidney Dietch. Con un repertorio di cinque arie d’ opera e una selezione di Rigoletto, nel 1938 ha vinto il “Metropolitan Opera Competition of the Air”, che gli ha permesso di recarsi a Milano per ulteriori studi con Giuseppe Païs e Riccardo Picozzi. Qui ha conosciuto la moglie Agathe.

Tornato negli Stati Uniti, ha debuttato al Metropolitan Opera con estratti da La traviata e Pagliacci durante un concerto nel novembre 1938, cui ha fatto seguito, nel gennaio 1939, il ruolo di Paolo Albiani nel Simon Boccanegra, accanto a stelle come Lawrence Tibbett, Ezio Pinza, Giovanni Martinelli e Maria Caniglia.

Warren vantava una voce di notevole volume eccezionalmente estesa nel registro acuto che sapeva modulare fino a sfumature precluse a gran parte dei suoi contemporanei. Nel corso della carriera ha schiarito progressivamente l’ emissione e ha affinato la linea di canto, come testimonia l’ incisione del 1959 de “Il balen del suo sorriso“, cesellata con una delicatezza e dominio del suono forse mai raggiunti in precedenza. La sua linea interpretativa ha conferito grande pathos a Rigoletto, Germont e Simon Boccanegra eccellendo anche nelle classiche figure di “cattivo” del repertorio baritonale come Jago, Scarpia, Tonio e Barnaba, dei quali è riuscito a esprimere la malvagità con un fraseggio che sapeva piegarsi fino al più inquietante sussurro. Importante è anche l’interpretazione di Macbeth.

7431560_111645363031In seguito al declino di Lawrence Tibbett, Warren ha preso il posto come primo baritono del teatro newyorkese, dove si è esibito regolarmente fino alla morte prematura, acclamato soprattutto nei grandi ruoli verdiani: il Conte di Luna ne Il trovatore, Germont ne La traviata, Simon Boccanegra, Renato in Un ballo in maschera, Don Carlo ne La forza del destino, Amonasro in Aida, Jago in Otello e Rigoletto. Interpreta inoltre Escamillo nella Carmen, Valentin nel Faust, Barnaba ne La Gioconda, Tonio nei Pagliacci, Scarpia nella Tosca.

Nel marzo del 1939 è Rangoni in Boris Godunov; nel dicembre 1939 Valentin nel Faust; nel gennaio 1940 l’ Araldo in Lohengrin con Lauritz Melchior e Kirsten Flagstad diretto da Erich Leinsdorf, nel febbraio 1940 Barnaba ne La Gioconda con Zinka Milanov, nel dicembre 1940 Escamillo nella Carmen; nel gennaio 1941 Alfio in Cavalleria rusticana con Stella Roman, in dicembre il Sommo Sacerdote in Samson et Dalila; nel febbraio 1942 Ilo nella prima assoluta di The Island God di Gian Carlo Menotti con Astrid Varnay, in dicembre Enrico in Lucia di Lammermoor con Lily Pons; nel marzo 1943 Tonio nei Pagliacci; nel marzo 1944 Sir John Falstaff; nel febbraio 1946 Iago in Otello diretto da George Szell; nel novembre 1954 Carlo Gérard in Andrea Chénier con Mario Del Monaco, la Milanov e Rosalind Elias diretto da Fausto Cleva; nel dicembre 1955 Scarpia nella Tosca con Renata Tebaldi e Richard Tucker diretto da Dimitri Mitropoulos e nel novembre 1956 Don Carlo in Ernani con Del Monaco e Cesare Siepi.

Complessivamente prese parte a 657 rappresentazioni al Met.

Anche per Leonard Warren, così come il suo successore, Robert Merrill, e in misura minore Sherrill Milnes, e come il suo predecessore, Lawrence Tibbett, la sua casa artistica è stato il Met, anche se ha debuttato in altri paesi: Teatro Colón in Rigoletto nel 1942, Città del Messico in Il Trovatore nel 1948.

L’ attività in Italia si limita al Teatro alla Scala di MilanoRigoletto nel 1953, a fianco di Giuseppe Di Stefano e Rosanna Carteri Otello nel 1954, con Mario Del Monaco e Renata Tebaldi. A Roma ha inciso Aida, La traviata, Tosca e Il trovatore con i complessi del Teatro dell’ Opera, oltre a La forza del destino e La Gioconda con l’ orchestra e il coro dell’ Accademia di Santa Cecilia.

Nel 1958 ha intrapreso una trionfale tournée in Russia; nel 1959 è stato protagonista di un’ acclamata ripresa del Macbeth di Verdi al Metropolitan.

Warren all’ età di 48 anni muore sul palcoscenico del Metropolitan di New York per un’emorragia cerebrale il 4 marzo 1960 dopo aver cantato “Morir tremenda cosa” mentre pronunciava le parole “Ora egli viva… e di mia man poi muoia…” da La forza del destino, opera che già all’ epoca aveva sinistra fama di portajella che da allora non lasciò alcun dubbio in materia.

 

ECCO QUALCHE VIDEO SU LEONARD WARREN…

ASCOLTA QUI Leonard Warren “Di provenza il mar”, from La Traviata by G. Verdi, Met 1957:

ASCOLTA QUI Leonard Warren “Cortigiani, vil razza dannata”, from Rigoletto by G. Verdi, 1950:

ASCOLTA QUI Leonard Warren “Pietà, rispetto, amore”, from Macbeth by G. Verdi, 1959:

ASCOLTA QUI Leonard Warren “Cruda funesta smania”, from Lucia di Lammermoor by G. Donizetti, 1944:

ASCOLTA QUI Leonard Warren “Tutto è deserto……Il balen del suo sorriso”, from Il Trovatore by Giuseppe Verdi, 27 December 1947:

ASCOLTA QUI Leonard Warren “Largo al factotum”, from Il Barbiere di Siviglia by G. Rossini:

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Written by mara

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