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Lugano Musica al LAC: Vladimir Ashkenazy (19 Maggio)

La musica è il vino che ispira nuovi processi generativi, e io sono Bacco che pressa questo vino glorioso per l’umanità e la rende spiritualmente ebbra“, Ludwig van Beethoven

vladimir ashkenazy

Lugano Musica al LAC, Stagione 2015 – 2016

 

Il grande M° Vladimir Ashkenazy, il pianista Jean-Efflam Bavouzet e l’ Orchestra della Svizzera Italiana saranno i protagonisti di un meraviglioso concerto con il seguente programma: 

 

Ludwig van Beethoven, Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 in sol maggiore

… … …

Ludwig van Beethoven, Sinfonia n. 5 in do minore

 

QUANDO: Giovedì 19 Maggio 2016, ore 20.30

 

DOVE: LAC – Sala Teatro
Piazza Bernardino Luini, 6
6900 LUGANO

 

INTERPRETI:

Direttore, Vladimir Ashkenazy

Solista, Jean-Efflam Bavouzet pianoforte

Orchestra della Svizzera italiana

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Categorie 4 al costo di CHF 36,10 (33,29 € circa)

(ESAURITI)

 

Acquisto on line

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

 

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

«il più ammirevole, il più singolare, il più artistico e difficile di tutti quelli che Beethoven ha scritto», in un articolo della Allgemeine Musikalische Zeitung del maggio 1809

 

Il concerto per pianoforte e orchestra n. 4 op. 58 di Ludwig van Beethoven, composto tra il 1805 e il 1806, e pubblicato nel 1808 con la dedica all’ arciduca Rodolfo d’Austria, fu eseguito per la prima volta nel marzo del 1807 presso il palazzo del principe Lobkowitz con lo stesso Beethoven al pianoforte; l’ esecuzione pubblica vera e propria, sempre con l’autore al pianoforte, ebbe luogo il 22 dicembre 1808 al Teatro an der Wien; oltre al Concerto pianistico, il programma presentava infatti la Quinta e la Sesta Sinfonia, la Fantasia op. 80 e alcuni brani della Messa in do maggiore op. 86. Il Concerto in sol maggiore appartiene dunque al periodo centrale della produzione di Beethoven, tra l’Eroica e la Quinta Sinfonia, le Sonate Waldstein e Appassionata, i Quartetti Rasumowsky e la prima versione del Fidelio.

Non si sa dove si trovi il manoscritto originale. La società degli Amici della Musica di Vienna ne possiede una copia riveduta.

 

Claudio Arrau e Leonard Bernstein con la Bavarian Broadcast Symphony Orchestra in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven (Munich, Germany, 17/10/1976):

Daniel Barenboim con i Wiener Philharmoniker in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven (2010):

Krystian Zimerman e Leonard Bernstein con i Wiener Philharmoniker in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven:

Maurizio Pollini e Karl Böhm con i Wiener Philharmoniker in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven:

Vladimir Ashkenazy e Bernard Haitink con la London Philharmonic Orchestra in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven:

Arthur Rubinstein e Antal Dorati con la London Philharmonic Orchestra in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven:

Dino Ciani e Claudio Abbado con l’ Orchestra del Teatro alla Scala di Milano in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven (Milano, Teatro alla Scala, live 12.6.1969):

«Questa poco conosciuta composizione, è in realtà una delle più originali e, in particolare nei due primi movimenti, delle più eccellenti e ricche di spirito di questo Maestro», Rochlitz

Il concerto è formato dai seguenti movimenti:

  1. Allegro moderato
  2. Andante con moto
  3. Rondò: Vivace

Questo concerto spicca fra gli altri beethoveniani per una caratteristica particolare: l’ inizio del I movimento affidato al pianoforte solo. Si tratta della prima volta, nella storia di questo genere, in cui l’incipit, con l’enunciazione del I tema, non è affidato all’orchestra. Questa oltre ad essere una novità all’interno dell’opera del compositore di Bonn è anche l’ultima grande innovazione apportata al genere in epoca classica.

Il primo movimento, in tempo Allegro moderato, si apre con un breve motivo ad accordi ribattuti esposto dal pianoforte solo e sviluppato dall’orchestra. Qui Beethoven combina lo schema della doppia esposizione (prima da parte dell’orchestra, poi da questa assieme al solista) con una nuova visione dei rapporti fra solista e orchestra. Beethoven lascia che sia l’orchestra ad esaurire la prima esposizione tematica; successivamente è il solista a sviluppare il secondo tema introdotto questa volta dall’orchestra. La cadenza interamente scritta da Beethoven stesso (che ne compose pure una seconda) è strettamente imparentata col mondo altero dell’ Appassionata.

Tipico  ed unico nel suo genere è il secondo movimento, il breve Andante con moto costituente il secondo tempo, collegato senza interruzione al Finale: una di quelle pagine in cui l’intensità dell’espressione compensa la brevità, “un «contrasto di principi» che raggiunge il massimo dell’efficienza drammatica e della commozione lirica, concludendosi con l’umiliazione del primo (il superbo, espresso dall’ orchestra) di fronte all’ altro che si innalza ed espande sempre più, implorante nel pianoforte: Orfeo che vince le forze oscure del mondo infero“, dice Rielzer, il mito di Orfeo che soggioga le forze dell’ Ade con la bellezza del suo canto.

Nella vivacità del terzo movimento, Rondò, che si innesta all’ ultima nota dell’ Andante con un senso di «liberazione nella leggerezza», si celebra una nuova armonia tra pianoforte e orchestra, con gli strumenti impiegati solisticamente in dialogo fra loro. L’individualità dello strumento solista si affianca ora a quella della compagine orchestrale nell’ espressione di uno stesso stato d’animo, ove il conflitto di sentimenti del secondo tempo è dimenticato.

 … … …

Ecco il destino che bussa alla porta“, Beethoven

 

La quinta sinfonia di Ludwig van Beethoven in Do minore, dedicata al principe Lobkowitz e al conte Rasumovsky, fu composta tra il 1807 e l’inizio del 1808 (I primi abbozzi risalgono in realtà al 1804) e fu eseguita il 22 dicembre 1808 al Theater an der Wien (Vienna) in una fredda e lunga serata musicale che demotivò il pubblico presente. Per avere un’ idea di cosa fosse un concerto all’ epoca di Beethoven può essere interessante considerare che quando fu eseguita per la prima volta, il 22 dicembre di quell’anno al Theater an der Wien di Vienna sotto la direzione dell’autore, la serata comprendeva anche la Sinfonia n. 6, la Fantasia per pianoforte, coro e orchestra op. 80, il Concerto per pianoforte e orchestra in sol minore (il Quarto) e alcuni brani dalla Messa in do maggiore op. 86. A tale proposito è significativo quanto scrisse il compositore Johann Friedrich Reichardt che, ospite del principe Lobkowitz, assistette al concerto: “Vi siamo stati a sedere dalle sei e mezza fino alle dieci e mezza in un freddo polare, e abbiamo imparato che ci si può stufare anche delle cose belle. Il povero Beethoven, che da questo concerto poteva ricavare il primo e unico guadagno di tutta l’annata, aveva avuto difficoltà e contrasti nell’organizzarlo. […] Cantanti e orchestra erano formati da parti molto eterogenee. Non era stato nemmeno possibile ottenere una prova generale di tutti i pezzi, pieni di passi difficilissimi. Ti stupirai di tutto quel che questo fecondissimo genio e instancabile lavoratore ha fatto durante queste quattro ore. Prima una Sinfonia Pastorale o ricordi della vita campestre pieni di vivacissime pitture e di immagini. Questa Sinfonia Pastorale dura assai di più di quanto non duri da noi a Berlino un intero concerto di corte. […] Poi, come sesto pezzo, una lunga scena italiana […] Settimo pezzo: un Gloria, la cui esecuzione è stata purtroppo completamente mancata. Ottavo brano: un nuovo concerto per pianoforte e orchestra di straordinaria difficoltà […]. Nono pezzo: una Sinfonia [la Sinfonia n. 5 op. 67]. Decimo pezzo: un Sanctus […]. Ma al concerto mancava ancora il “gran finale”: la Fantasia per pianoforte, coro e orchestra. Stanchi e assiderati, gli esecutori si smarrirono del tutto“.

Si tratta, in effetti, del lavoro sinfonico di Beethoven che ebbe la gestazione più lunga e travagliata (si pensi che i primi abbozzi nascono quando l’ autore stava ancora lavorando alla Sinfonia n. 3, anche se alcune idee risalgono addirittura a dieci anni prima, mentre la conclusione del lavoro si intreccia con la composizione della Sinfonia n. 6). Il manoscritto è conservato nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino.

 

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (New York Philharmonic Orchestra & Arturo Toscanini, direttore – Telecast March 22, 1952 from Carnegie Hall, New York City), 1° Movimento:

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (New York Philharmonic Orchestra & Arturo Toscanini, direttore – Telecast March 22, 1952 from Carnegie Hall, New York City), 2° Movimento:

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (New York Philharmonic Orchestra & Arturo Toscanini, direttore – Telecast March 22, 1952 from Carnegie Hall, New York City), 3° Movimento:

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (New York Philharmonic Orchestra & Arturo Toscanini, direttore – Telecast March 22, 1952 from Carnegie Hall, New York City), 4° Movimento:

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Claudio Abbado, direttore):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (New York Philharmonic Orchestra & Arturo Toscanini, direttore – Carnegie Hall, New York City – April 9th 1933):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (NBC Symphony Orchestra & Arturo Toscanini, direttore – NBC Studio 8-H, New York City – 1938):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Berlin Philharmonic & Wilhelm Furtwangler, direttore – Live Recording, May 23, 1954):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Wiener Philharmoniker & Otto Klemperer, direttore – Großer Saal, Musikverein, Wien, 26 May 1968):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Münchner Philharmoniker Orchestra & Sergiu Celibidache, direttore):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Columbia Symphony Orchestra & Bruno Walter, direttore):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Wiener Philharmoniker & Carlos Kleiber – 1975):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Berliner Philharmoniker & Herbert von Karajan – 1977):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (West Eastern Divan Orchestra & Daniel Barenboim, direttore – Royal Albert Hall, 23 July 2012):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (NBC Symphony Orchestra & Arturo Toscanini, direttore – 1959):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Orquesta Sinfónica Simón Bolívar de Venezuela & Gustavo Dudamel, direttore – Philharmonie, Paris, 2015):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Wiener Philharmoniker & Leonard Bernstein, direttore):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Philharmonia Orchestra & Herbert von Karajan, direttore – London, 09.-10.XI.1954):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Vienna Philharmonic Orchestra & Christian Thielemann, direttore):

I Movimenti:

Allegro con brio

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Il primo movimento (“Allegro con brio“) è forse la pagina più celebre e drammatica scritta dall’ autore: inizia con il famoso motivo di quattro note che, secondo le parole dello stesso Beethoven, rappresenta “il destino che bussa alla porta“, popolarmente interpretato come l’ inquietudine per la sordità crescente.

Strutturalmente, si tratta di un movimento in forma-sonata, in cui il tema principale deriva integralmente da questo motivo iniziale di quattro note.

Andante con moto

Il secondo movimento (“Andante con moto”) è un andante in La bemolle maggiore, che introduce un clima di distensione, anche se non mancano le reminiscenze ritmiche del motivo iniziale della sinfonia. Le parti più attive di questo movimento sono esposte in Do maggiore; protagonisti sono gli ottoni. Interessante è la strutturazione delle esposizioni delle parti attive del movimento: nella prima esecuzione, violini e viole accompagnano suonando gli accordi di Do maggiore e Sol maggiore, in terzine, con una consequenziale sensazione di lentezza ma di marcia; la seconda esecuzione, sempre di violino e viola, prevede l’ utilizzo di quartine al posto di terzine, dando maggiore movimento alla parte; la terza esecuzione, invece, prevede che i violini e le viole ridiventino coprotagonisti.

Allegro

Il terzo e quarto movimento della sinfonia sono uniti fra loro senza praticamente soluzione di continuità, una scelta musicalmente piuttosto rara.

Il tema principale del terzo movimento (che Beethoven, a differenza del solito, non intitola Scherzo), di nuovo in Do minore, viene esposto in fortissimo e riprende, variandolo, il motivo iniziale del primo movimento. Nella sezione centrale, in tonalità maggiore, violoncelli e contrabbassi suonano all’ unisono in passaggi virtuosistici. A questa sezione segue la ripresa, in cui il tema iniziale è esposto questa volta piano), che sfocia in un ponte modulante che conduce direttamente al Finale (“Allegro“).

Allegro – Presto

Il quarto movimento, in Do maggiore, inizia con toni cupi e drammatici, suonati dai violoncelli e dai contrabbassi. Riprende poi il tema principale del primo movimento, nuovamente esposto in fortissimo dai corni e dai tromboni, perdendo poco a poco i suoi toni drammatici grazie alle sonorità più leggere degli oboi.

Nella Zeitschrift für Musikwissenschaft del febbraio 1934 Io Schering attribuiva a quest’opera il significato di una Sinfonia della riscossa nazionale o della rivoluzione (“Essa dovrebbe trasformarsi in un simbolo che, proprio per noi tedeschi del presente, splende di piena luce meridiana“), interpretandola, con ampiezza di discutibili particolari illustrativi, sulla base dello schema seguente: Primo tempo: Il tiranno e il popolo — Secondo tempo: Preghiera al Cielo perché mandi l’eroe salvatore — terzo tempo: Il popolo si domanda chi sarà questo eroe, i profeti ne preconizzano la prossima venuta. Nel Trio episodio di lotta contro i falsi eroi — Quarto tempo: l’eroe appare nel suo pieno splendore, acclamato dal popolo esultante.

CURIOSITÀ

L’attacco della sinfonia fu anche usato dalle trasmissioni in italiano della famosa Radio Londra durante la Seconda guerra mondiale, in quanto in codice Morse tre punti e una linea formano l’iniziale V di Victory.

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Vladimir Davidovich Ashkenazy…

vladimir-ashkenazy

Vladimir Davidovich Ashkenazy, pianista e direttore d’orchestra russo naturalizzato islandese,  iniziò i suoi studi all’età di sei anni e, mostrando particolare talento, a otto anni entrò nella Scuola di Musica Principale di Mosca, dove studiò con Anaida Sumbatian. Entrato successivamente nel Conservatorio di Mosca, studiò con il grande pianista Lev Oborin e vi si diplomò.

Nel 1953 suona nella prima esecuzione assoluta nella Bol’shoj Sal del Conservatorio Čajkovskij di Mosca del Concerto n. 3 op. 50 in re maggiore per pianoforte e orchestra di Dmitrij Borisovič Kabalevskij diretto dal compositore.

All’edizione del 1955 del prestigioso Concorso pianistico internazionale Frédéric Chopin di Varsavia arrivò secondo, nonostante a lui fossero andate le preferenze di Arturo Benedetti Michelangeli, giurato del concorso, che per questo motivo abbandonò anzitempo la manifestazione. Nel 1962 condivise con John Ogdon il primo posto al Concorso pianistico internazionale Čajkovskij.

Interprete lucido e dall’impeccabile tecnica virtuosistica, è rinomato per le sue performance di composizioni romantiche e russe. Ha registrato i 24 preludi e fughe di Dmitrij Šostakovič, le sonate di Aleksandr Skrjabin, gli interi lavori per pianoforte di Fryderyk Chopin e Robert Schumann, tutte le sonate di Ludwig van Beethoven, come anche i concerti per pianoforte di Wolfgang Amadeus Mozart, Ludwig van Beethoven, Béla Bartók, Sergej Prokof’ev e Sergej Rachmaninoff. Ha anche suonato e registrato musica da camera.

A metà della sua carriera pianistica, ha iniziato a condurre orchestre. È molto apprezzato per le sue registrazioni di lavori per orchestra di Jean Sibelius, Sergei Rachmaninoff, Sergej Prokof’ev, Dmitrij Šostakovič e Aleksandr Skrjabin.

È stato il principale direttore della Royal Philharmonic Orchestra dal 1987 al 1994 e il principale conduttore della Czech Philharmonic Orchestra dal 1998 al 2003. È diventato direttore musicale della NHK Symphony Orchestra nel 2004.

È Direttore laureato della Philharmonia Orchestra, della Icelandic Symphony Orchestra e Direttore musicale della European Union Youth Orchestra, con la quale lavora regolarmente.

È cittadino islandese e svizzero e abita dal 1978 in Svizzera.

 

 

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Written by mara

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