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Mario Del Monaco: tenore, l’ Otello del ventesimo secolo

Perchè l’ Opera è spettacolo teatrale, oltre che musicale, e la sua bellezza deriva proprio dal mirabile equilibrio dei due elementi. Nè il Regista, nè il Direttore d’Orchestra debbono prevalere l’uno sull’altro, ma la sintesi va trovata proprio nel cantante che realizza in modo unitario due volontà spesso contrapposte“, Mario Del Monaco

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Il tenore Mario Del Monaco nasce a Firenze il 27 luglio 1915 e muore a Mestre, il 16 ottobre 1982 da padre napoletano e madre fiorentina.

Dopo aver studiato inizialmente violino come autodidatta, si rende conto che la sua reale passione è il canto. Frequenta così il Liceo Musicale di Pesaro dove studia con il maestro Arturo Melocchi. Successivamente diviene allievo della scuola di perfezionamento del Teatro dell’ Opera di Roma; qui però il metodo di insegnamento risulta essere inadatto alle sue caratteristiche vocali e gli procura problemi che il suo precedente maestro contribuisce in seguito a risolvere.

Dotato dalla natura di mezzi vocali d’ eccezione, possedeva una voce scura e di rara potenza, tipicamente di tenore drammatico, con inflessioni a tratti quasi baritonali, ma luminosa e facile anche nel registro superiore, potendo sfoggiare Si e Do di rara ricchezza e volume.

È riconosciuto come uno dei maggiori interpreti di Otello del XX secolo e come un inevitabile termine di confronto per tutti gli interpreti successivi. Il suo rimane un personaggio scuro e violento, ricco di drammaticità. Di quest’opera ha lasciato, oltre a numerose registrazioni dal vivo, due incisioni ufficiali: la prima del 1954, al fianco di Renata Tebaldi e Aldo Protti sotto la direzione di Alberto Erede, e quella del 1961, con gli stessi interpreti principali e la direzione di Herbert von Karajan, in cui l’interpretazione appare più varia e sfumata.

Appassionato di pittura e scultura, si diploma anche alla Scuola d’Arte di Pesaro.

Debutta a Cagli nel 1939 in Cavalleria rusticana, mentre il primo successo risale al 31 dicembre 1940 in Madama Butterfly al Teatro Puccini di Milano. Dopo un periodo di attività irregolare a causa della guerra, dal 1945 la carriera decolla: nel 1946 il debutto internazionale a Londra (Tosca e Pagliacci), nel 1947 all’ Opera di Roma (Carmen e Cavalleria rusticana) e nel 1949 quello alla Scala in Andrea Chénier.

Una svolta della carriera è il debutto, nel 1950 al Teatro Colón di Buenos Aires, nell’ Otello verdiano, ruolo a cui lega indissolubilmente il suo nome. Da quel momento gli si aprirono le porte dei più prestigiosi teatri del mondo in spettacoli passati alla storia dell’ opera, collaborando con i più grandi artisti dell’epoca: da ricordare il sodalizio con Renata Tebaldi, sua partner in numerosissime recite, particolarmente di Otello e Andrea Chénier.

Si esibisce più volte anche con Maria Callas, in particolare in storiche rappresentazioni di Aida (Città del Messico 1951) e Norma (La Scala 1955).

Oltre alla frequente presenza alla Scala e negli altri principali teatri italiani (con una particolare affezione per Firenze), appare regolarmente al Metropolitan di New York dal 1950 al 59 ed è il primo cantante italiano del dopoguerra ad esibirsi al Teatro Bol’šoj di Mosca, dove il fanatismo suscitato dalle sue interpretazioni di Carmen e Pagliacci induce le autorità sovietiche a conferirgli l’ Ordine di Lenin, massima onorificenza dello stato (1959).

Interpreta l’ Otello verdiano in 427 recite ed è protagonista di storiche edizioni di Fanciulla del west (Firenze 1954), la già citata Norma alla Scala nel 1955, Ernani (Firenze 1957), Sansone e Dalila (Met 1958), I Troiani (La Scala 1960).

Fra i titoli più eseguiti figura anche Aida.

Nel dicembre 1941 è Mario Cavaradossi nella ripresa nel Teatro Regio di Parma di Tosca (opera). Al Teatro La Fenice di Venezia nel dicembre 1943 debutta come Rodolfo ne La bohème con Mafalda Favero; il 25 aprile 1945 è Riccardo in Un ballo in maschera, in maggio Pinkerton in Madama Butterfly con Toti Dal Monte ed in luglio Enzo Grimaldo ne La Gioconda con Gina Cigna e Cloe Elmo. Nel settembre 1945 è Mario Cavaradossi nella ripresa nel Teatro Donizetti di Bergamo di Tosca ed in dicembre Calaf nella ripresa nel Teatro Regio di Parma di “Turandot”.

Nel 1946 è Radames in Aida all’ Arena di Verona e vi fu il debutto internazionale a Londra (Tosca e Pagliacci); nel 1947 al Teatro dell’ Opera di Roma (Don José nella ripresa di Carmen diretto da Vincenzo Bellezza, Pinkerton in Madama Butterfly, Mario Cavaradossi in Tosca diretto da Bellezza e Cavalleria rusticana), nelle Terme di Caracalla (Radames nella ripresa di “Aida” diretto da Gabriele Santini) e nel 1949 quello alla Scala in Andrea Chénier.

Ancora a Venezia nel 1948 è Don Josè in Carmen con Giulietta Simionato diretto da Tullio Serafin.

Mario Del Monaco-Otello 1957

Nel 1949 è Il cavaliere Des Grieux in Manon Lescaut con Clara Petrella al Teatro Verdi (Trieste). Nel febbraio 1950 è Radames nella prima rappresentazione di Aida con Renata Tebaldi, Fedora Barbieri e Cesare Siepi alla Scala; debuttano insieme negli Stati Uniti in settembre sempre in Aida al San Francisco Opera con Italo Tajo diretti da Fausto Cleva. Ancora a San Francisco in ottobre dello stesso anno è Andrea Chénier con Licia Albanese e Chevalier Des Grieux in Manon Lescaut. 

Nel 1951 in gennaio alla Scala è Andrea Chénier nella prima con Taddei e Maria Caniglia diretto da Victor de Sabata, in luglio è Radames in Aida all’ Arena di Verona ed al Met in novembre è Radames in Aida ed in dicembre Turiddu in Cavalleria rusticana diretto da Alberto Erede. Nel 1952 al Met è Edgardo in Lucia di Lammermoor con Lily Pons e Renato Capecchi ed Otello (Verdi) con Leonard Warren, Manrico ne Il trovatore con Robert Merrill, Don José in Carmen, Don Alvaro ne La forza del destino ed Enzo ne La Gioconda, a San Francisco è Luigi ne Il tabarro, Manrico ne Il trovatore, Faust nel Mefistofele  con Bidu Sayão, Canio in Pagliacci e Mario Cavaradossi in Tosca e Cavaradossi in Tosca con Tito Gobbi alla Terme di Caracalla.

Nello stesso anno interpreta il tenore Stagno in Melodie immortali diretto da Giacomo Gentilomo.

Nel 1953 al Met è Canio in Pagliacci, al Festival lirico areniano è Radames in Aida con la Callas diretto da Serafin ed alla Scala Giuseppe Hagenbach di Sölden ne La Wally il 7 dicembre per l’apertura della stagione con la Tebaldi, Giorgio Tozzi e Renata Scotto diretto da Carlo Maria Giulini. Nello stesso anno interpreta Francesco Tamagno in Giuseppe Verdi (film 1953).

Nel 1954 alla Scala è Otello con la Tebaldi, all’ Arena di Verona è Radames in Aida con la Simionato diretto da Fausto Cleva ed al Met Andrea Chénier con Rosalind Elias. Nello stesso anno partecipa a Guai ai vinti (film 1954). Nel 1955 alla Scala è Andrea Chénier nella prima con Maria Meneghini Callas e Pollione in Norma (opera) il 7 dicembre per l’ apertura della stagione con la Callas e la Simionato, all’Arena di Verona è Don José in Carmen con la Simionato e nel Teatro Comunale di Firenze è “Otello” con la Tebaldi. Nello stesso anno è Silvani nel film La donna più bella del mondo.

Nel 1956 a Bilbao è Otello con Régine Crespin, debutta all’ Opera di Chicago come Dick Johnson (alias Ramerrez) ne La fanciulla del West diretto da Dimitri Mitropoulos e poi Andrea Chénier ed al Met è Pollione in Norma al debutto della Callas a New York ed Ernani.

Nel 1957 alla Scala è Dick Johnson nella prima di La fanciulla del West con Fiorenza Cossotto e Lohengrin) nella prima, a Venezia Canio in Pagliacci con Piero Cappuccilli in Piazza San Marco, debutta al Wiener Staatsoper in Otello con Leonie Rysanek diretto da Herbert von Karajan ed a Chicago è Otello con la Tebaldi, Canio in Pagliacci con Cornell MacNeil ed Andrea Chénier con la Tebaldi.

Nel 1958 a Vienna è Don José in Carmen con Walter Berry ed al Met è Samson in Samson et Dalila e Pinkerton in Madama Butterfly con Antonietta Stella.

Fino al 1959 canta in 143 rappresentazioni del Metropolitan.

Nel 1959 alla Scala è Don José in Carmen con la Simionato e la Scotto, Paolo il Bello nella prima di Francesca da Rimini (Zandonai) con Magda Olivero ed Otello il 7 dicembre nella serata di gala per l’apertura della stagione ed a San Francisco è Otello con Gabriella Tucci.

Nel 1960 alla Scala è Andrea Chénier nella prima con Bastianini, la Tebaldi e la Cossotto ed Enea nella prima di Les Troyens con la Cossotto, la Simionato ed Adriana Lazzarini, per La Fenice Otello nel Cortile di Palazzo Ducale (Venezia), nel Teatro San Carlo di Napoli Don José nella ripresa di “Carmen” e nel Théâtre de l’ Opéra di Parigi Samson nella ripresa di “Samson et Dalila”. Nel 1961 alla Scala è Sansone nella prima di Sansone e Dalila con la Simionato.

Nel 1962 a Venezia è Radames in Aida ed al Royal Opera House, Covent Garden di Londra è Otello con Raina Kabaivanska diretto da Georg Solti.

Nel 1963 alla Scala è Don Josè nella prima di Carmen con la Simionato e Mirella Freni, è Sansone in Sansone e Dalila a Roma con la Simionato ed a Bilbao dove interpreta anche Don Josè in Carmen.

Nel 1964 un grave incidente automobilistico lo costringe a interrompere l’ attività, che riprendee comunque entro la fine di quell’anno, per proseguire poi fino agli anni settanta.

Nel 1966 a Venezia è Pollione in Norma ed Otello.

Nel 1967 a Bilbao è Otello e Loris Ipanov in Fedora ed a Venezia Ernani.

Nel 1971 a Venezia è Don Josè in Carmen con Renato Bruson, Giorgio Zancanaro, la Cossotto e Maria Chiara e nel PalaRuffini di Torino Canio-Pagliaccio nella prima rappresentazione di “Pagliacci”.

Nel 1973 a Vienna è Canio in Pagliacci.

Lascia le scene con Tosca ad Amburgo nel febbraio del 1976.

Nel 1978 appare ancora nel film di Dino Risi Primo amore, con Ugo Tognazzi e Ornella Muti. Vive gli ultimi anni nella sua villa di Lancenigo presso Treviso, dedicandosi all’ insegnamento fino alla morte, avvenuta nel reparto di nefrologia dell’ospedale Umberto I di Mestre per un infarto, dopo un lungo periodo di dialisi renale.

La municipalità di Treviso gli ha dedicato il Teatro Comunale e un monumento nella centrale Piazza della Borsa.

È considerato, insieme a Giuseppe Di Stefano, il più popolare tenore italiano degli anni cinquanta e sessanta. Le sue spoglie riposano nel cimitero centrale di Pesaro, avvolte nelle vesti di Otello da lui stesso disegnate; il monumento sepolcrale è opera dello scultore Giò Pomodoro.

Otello

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Written by mara

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