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Michele Mariotti e Arcadi Volodos alla Filarmonica della Scala 27 Maggio 2019

Come uno spericolato trapezista vola sulla tastiera tra scale, arpeggi, ottave con la più grande facilità…” (New York Times)

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Filarmonica della Scala, Stagione 2018 – 2019

 

Il pianista russo Arcadi Volodos è dotato di grande abilità tecnica, tanto da essere definito “il moderno Horowitz”. In questo concerto interpreta il Terzo di Beethoven: il primo pezzo per strumento solista e orchestra che rechi inconfondibili le tracce del genio beethoveniano. Fa il suo ingresso tra i direttori della Filarmonica Michele Mariotti, più volte apprezzato nel repertorio operistico, alle prese con la Seconda Sinfonia di Ives, pioniere della musica moderna americana. 

 

Ludwig van Beethoven, Concerto per pianoforte n. 3 in do min. op. 37

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Charles Ives, Sinfonia n. 2

 

QUANDO

Lunedì 27 Maggio 2019, ore 20.00

 

DOVE: TEATRO ALLA SCALA
Via Filodrammatici, 2
20121 Milano (MI)

 

INTERPRETI:

Direttore, Michele Mariotti

Pianoforte, Arcadi Volodos

Orchestra Filarmonica della Scala

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

II ORDINE PALCHI al costo di € 85,00

I ORDINE PALCHI al costo di € 85,00

III ORDINE PALCHI al costo di € 65,00

IV ORDINE PALCHI al costo di € 65,00

I GALLERIA al costo di € 25,00

II GALLERIA al costo di € 15,00

I GALLERIA INGRESSO al costo di € 5,00

II GALLERIA INGRESSO al costo di  5,00

 

Filarmonica della Scala: Michele Mariotti e Arcadi Volodos

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Michele Mariotti…

Michele Mariotti

Pesarese, nato nel 1979, Michele Mariotti dopo aver concluso gli studi umanistici si è diplomato in composizione al conservatorio Rossini di Pesaro e con il massimo dei voti e la lode in direzione d’orchestra presso l’Accademia Musicale Pescarese sotto la guida di Donato Renzetti.

Nel settembre 2005 ha fatto il suo debutto operistico dirigendo Il Barbiere di Siviglia di Rossini.

Tra il 2006 ed il 2008 ha diretto al Festival di Wexford, al Comunale di Bologna, al Comunale di Ferrara, al Regio di Torino, al Carlo Felice di Genova, al Liceo di Barcelona, al Valli di Reggio Emilia, allo Champs Elysées di Parigi dirigendo Juan Diego Florez e Rolando Villazòn, al Festival di Perelada; concerti con l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, l’Orchestra del Maggio Musicale Formazione, l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali, l’Orchestra Toscanini e al Festival di Santander.

Ha debuttato in Rigoletto a Lima, ripreso Il Barbiere di Siviglia a Las Palmas di Gran Canaria, debuttato I Puritani a Minorca e Nabucco a Reggio Emilia per il Festival Verdi, ripreso Il Barbiere all’ Opera Royal de Wallonie.

Nel Novembre 2007 ha ottenuto un particolare successo aprendo la stagione 2007/2008 del Comunale di Bologna dirigendo Simon Boccanegra replicato anche al Valli di Reggio Emilia.

Il successo di questa produzione si è tradotto nella nomina a Direttore Principale dell’Orchestra del Comunale di Bologna, dove la sua presenza è prevista nei prossimi anni con diversi concerti e opere.

Ha diretto al Comunale di Bologna I Puritani, La Gazza ladra, Idomeneo, Carmen, La Cenerentola, La Traviata, Il Prigioniero, Le Nozze di Figaro, e diversi Concerti Sinfonici. Ha diretto dei concerti con l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali a Milano, con la Filarmonica Toscanini a Piacenza e Parma, con la Filarmonica di Bologna e al Maggio Musicale Fiorentino.

Al Regio di Torino è tornato con Don Pasquale e Norma, allo Sferisterio di Macerata ha debuttato in La Traviata, il debutto americano é stato a Washington ne Il Barbiere di Siviglia, ha diretto Il Barbiere di Siviglia al Teatro Massimo di Palermo, lo Stabat Mater al Comunale di Firenze, ha ripreso il Nabucco al Festival Verdi di Parma, ha diretto a Los Angeles Il Barbiere di Siviglia, a Bilbao L’Italiana in Algeri, a Dresden La gazza ladra, a Tokio con il Comunale di Bologna I Puritani e Carmen, Il trovatore al Festival Verdi di Parma, La Cenerentola a Valencia, alla Scala ha debuttato con Il Barbiere di Siviglia, al Rossini Opera Festival ha aperto la stagione 2011 con Sigismondo chiudendola con lo Stabat Mater e nel 2012 ha diretto Matilde di Shabran, a Napoli ha diretto La Traviata, al Metropolitan di New York ha debuttato con Carmen e ha poi diretto una nuova produzione di Rigoletto.

Ha diretto il Requiem di Verdi a Mosca e Bologna, Norma, Nabucco, Così fan tutte e Guglielmo Tell a Bologna, Donna del Lago a Londra, Guglielmo Tell a Pesaro, Puritani a Parigi e a New York, Il Barbiere di Siviglia a Chicago e New York.

Ha registrato per la Decca un cd con l’Orchestra e Coro del Comunale di Bologna, con solista Juan Diego Florez ed un altro per la Sony con solista Nino Machaidze.

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Arkadij Volodos…

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“Un genio, un fenomeno…” (San Diego Tribune)

“È prossimo a diventare una leggenda…” (Los Angeles Times)

 

Il pianista russo Arkadij Arkad’evič Volodos’, nato a San Pietroburgo il 24 febbraio 1972, noto per il suo repertorio virtuosistico, è uno dei più grandi interpreti dei brani di Liszt e di Rachmaninov.

Comincia a studiare canto, seguendo le orme dei genitori, anch’essi cantanti, ma più tardi cambierà strada mentre frequenta la scuola Capilla M. Glinka. Anche se comincia a suonare il pianoforte all’età di 8 anni, comincerà a studiare seriamente lo strumento nel 1987 al Conservatorio di San Pietroburgo con Leonid Sintsev. La sua formazione si sviluppa al Conservatorio di Mosca sotto la guida di Galina Egiazarova. Volodos ha anche studiato al Conservatorio di Parigi con Jacques Rouvier. A Madrid, studia alla Escuela Superior de Música Reina Sofía con Dimitri Bashkirow.

Nonostante la breve formazione di studi, Volodos è diventato rapidamente uno dei più importanti pianisti del mondo al punto da essere considerato il moderno Horowitz, con la sua strabiliante abilità tecnica e la sua capacità nei brani notoriamente difficili. Esempio più famoso è il suo arrangiamento del Rondò “Alla turca” di Mozart, dove i movimenti parafrasati richiedono particolare abilità all’ esecutore, che deve esibirsi in una melodia e una contro melodia con la mano destra, accordi larghi e grandi salti con la mano sinistra.

Altra trascrizione famosa è il suo arrangiamento della Polka italiana: un duetto poco famoso scritto da Sergei Rachmaninov; nonostante si richieda, appunto, un duetto, Volodos è in grado di esibirsi perfettamente in entrambe le parti da solo a una notevole velocità ritmica.

È anche conosciuto per aver riportato alle luci la trascrizione di Horowitz della Carmen, opera di Bizet, e le Rapsodie ungheresi n. 2 e n. 15 di Liszt.

Sito personale: https://www.volodos.com/

 

PER CONOSCERE IL PIANISTA…

 

“Volodos In Vienna” (Arkadij Volodos):

“The Turkish March / Rondo Alla Turca” by Volodos/Mozart (Arkadij Volodos):

“Volodos plays Brahms” (Arkadij Volodos):

“Piano Concerto No. 1 in B-flat minor, Op. 23” by Pyotr Ilyich Tchaikovsky (Arcadi Volodos):


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NOTE DI PROGRAMMA E ASCOLTI…

 

«Un Concerto per pianoforte che però non spaccio per uno dei miei migliori, come è il caso di un altro [il Concerto in do maggiore] che sarà pubblicato qui da Mollo (per informazione dei critici di Lipsia): infatti i migliori [il Concerto in do minore] me li tengo ancora per me, per il prossimo viaggio che farò, ma non dovrebbe lo stesso vergognarsi di pubblicarlo», L. van Beethoven all’ editore Hoffmeister di Lipsia

 

Il concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do Minore di Ludwig van Beethoven è stato composto nel 1800, ma fu probabilmente abbozzato già nel 1797 infatti tre abbozzi di questo Concerto sono presenti nella raccolta Kafka del British Museum; due di essi si riferiscono al primo tempo; il terzo, destinato originariamente al Rondò è rimasto inutilizzato.

Il manoscritto originale, conservato nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino, porta la data: Concerto 1800, da L. van Beethoven. Il che vuol dire che nel 1800 la musica doveva esistere già per lo meno nei suoi elementi essenziali, anche se non compiutamente elaborata. I rimaneggiamenti però si protrassero fino al 1802 e non è da escludere che altre modifiche e aggiunte siano state introdotte posteriormente fino al momento della consegna all’editore per la stampa.

Il concerto è formato dai seguenti movimenti:

  1. Allegro con brio
  2. Largo
  3. Rondò: Allegro

La prima assoluta fu al Theater an der Wien il 5 aprile del 1803, con Beethoven stesso al pianoforte e sotto la direzione di Ignaz von Seyfried. L’anno successivo fu eseguito con Beethoven sul podio e Ferdinand Ries come solista.

Il terzo è l’ unico concerto a far uso della tonalità minore e rappresenta l’affermarsi, in tutta evidenza, della concezione sinfonica di Beethoven del concerto solistico; due entità sono adesso protagoniste, il pianoforte “e” l’orchestra, non più il pianoforte “accompagnato” dall’orchestra, come nel modello mozartiano.

 

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Piano: Vladimir Ashkenazy – Director: Sir George Solti – Orquesta: Chicago Symphony Orchestra):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Denis Matsuev – Maggio Musicale Fiorentino orchestra & Zubin Mehta):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Pollini / Böhm):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Mitsuko Uchida – The Bavarian Radio Symphony Orchestra & Mariss Jansons):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Piano: Alfred Brendel – Conductor: Claudio Abbado & Lucerne Festival Orchestra):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Arturo Benedetti Michelangeli (piano) – Carlo Maria Giulini (conductor) – Vienna Symphony Orchestra):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Performer: Evgeny Kissin – Orchestra: London Symphony Orchestra – Conductor: Colin Davis – Recorded in 2008):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Kempff – Bernstein – NYP (Live 1966)):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Emil Gilels Piano – The Cleveland Orchestra – George Szell Conductor):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Annie Fischer – Bayerisches Staatsorchester – Ferenc Fricsay – Studio recording, 1950s):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Artur Schnabel – Philharmonia Orchestra – Issay Dobrowen – Studio recording, 30 & 31.V.1947):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (A. Rubinstein, October 29, 1944 – A. Toscanini):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Claudio Arrau, piano – Prague Symphony Orchestra (conducted by Zdeněk Košler) – Live recording at the Smetana Hall in the Municipal House in Prague (May 20, 1967)):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Daniel Barenboim, soloist and conductor – Staatskapelle Berlin):

Il primo movimento si apre con un tema in do minore (ripetuto subito dai legni in sol maggiore) che in diverse tonalità maggiori o minori si ripresenta per tutto il primo tempo. A questo tema se ne affianca un altro, meno incisivo del precedente e più cantabile.

Il tema inizialmente è proposto dal clarinetto, poi viene ripetuto ad alternanza prima dal pianoforte e poi dagli archi accompagnati dai legni. Dopo la proposta dei temi principali da parte dell’intera orchestra, con una serie di scale in do minore melodica entra il pianoforte.

Il pianoforte si afferma con l’autorità di un protagonista; poi proseguirà in opposizione o in concomitanza con la massa strumentale, intensificando ed ampliando la forma tradizionale.

Il secondo movimento è un largo in mi maggiore. Il pianoforte espone il tema principale cui un altro fa seguito suonato dall’intera orchestra. Successivamente esporrà un motivo ricco di arpeggi e scale di terze accompagnato da un’orchestra quasi silenziosa. I due temi iniziali vengono ripetuti con alcune variazioni verso la conclusione del brano. Il movimento si conclude con arpeggi in mi maggiore eseguiti prima dal pianoforte e poi dall’orchestra e con un solenne accordo di tonica dell’orchestra.

Il terzo movimento è un allegro, grazioso, quasi spiritoso; ha, come di consueto, un carattere più leggero. Il pianoforte espone il tema principale in do minore poi ripetuto dall’orchestra e da se stesso, con dovute modifiche, in mi bemolle maggiore, intervallandone le esecuzioni con piccolissime cadenze.

A metà Beethoven inserisce un tema in cui prevale l’uso dei clarinetti, mentre il piano, eccezion fatta per alcuni punti, tace o trilla sul mi bemolle.

Dopo l’ultima delle tre cadenze (usate come intervallo tra i pezzi del movimento), viene eseguita la parte finale. I violini propongono un tema che poi sarà il pianoforte a concludere.

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Written by mara

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