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ORCHESTRA della RAI: Ligeti, Beethoven (5 Marzo)

La musica è il vino che ispira nuovi processi generativi, e io sono Bacco che pressa questo vino glorioso per l’umanità e la rende spiritualmente ebbra“, Ludwig van Beethoven

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Concerto Stagione 2015 – 2016, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Classica per Tutti

 

L’ Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai propone il seguente programma con protagonisti il Pianista Nikolaj Demidenko e il Direttore Juraj Valčuha:

 

Ludwig van Beethoven, Concerto n. 4 in sol maggiore op. 58 per pianoforte e orchestra

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György Ligeti, Concert Românesc

 

QUANDO:

Sabato 5 Marzo 2016, ore 16.00

 

DOVE: Auditorium Rai “A. Toscanini” – via Rossini, 15 – 10124 Torino

 

INTERPRETI:

Juraj Valčuha, direttore
Nikolaj Demidenko, pianoforte
ORCHESTRA SINFONICA NAZIONALE DELLA RAI

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Associazione Ma.Ni. ha a sua disposizione i seguenti biglietti:

Poltrona numerata platea A, B e C al costo di 10,00 € (comprese spese di prevendita)

Poltrona numerata balconata A e B al costo di 10,00 € (comprese spese di prevendita)

Poltrona numerata galleria al costo di 10,00 € (comprese spese di prevendita)

 

Acquisto on line

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e consegna dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

 

 

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Il Concert Românesc di György Ligeti, scritto nel 1951, venne provata una sola volta a Budapest e poi vietata per via di alcuni passaggi nell’ ultimo movimento ritenuti troppo modernisti, tutto il contrario di ciò che allora si richiedeva ai compositori.

Con i suoi temi popolari e i suoi quattro movimenti contrastanti che si alternano senza pause tra di loro è uno di quei lavori che meglio testimoniano della prima fase creativa di Ligeti, quella legata alla lezione di Bartók e Kodály.

Una volta stroncato dalla censura, il Concert Românesc rimase chiuso in un cassetto finché non venne ripescato nel 1971. Oggi, questa brillante opera giovanile si sta guadagnando un posto nel repertorio ligetiano a fianco degli ultimi concerti per strumento.

 

“Concert Românesc by György Ligeti (os Ageles Philharmonic & Esa-Pekka Salonen):

I quattro movimenti di questo concerto per orchestra sono eseguiti senza sosta ma si dividono in due sezioni distinte di due movimenti ciascuno. Ogni sezione è costituita da una melodia lenta.

Violoncello e clarinetti aprirono il primo movimento con una lirica introduzione pastorale; ritmi di danza irrompono in all’inizio del secondo movimento Allegro vivace.

E’ nel terzo movimento che si trovano accenni dello stile maturo di Ligeti. 

Il quarto movimento inizia con fanfare di tromba. I temi di un assolo di violino temi vengono successivamente ripresi dall’ orchestra. Questi temi iniziano a sovrapporsi contrappuntisticamente (ancora una volta, una caratteristica dello stile tardi Ligeti).

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«il più ammirevole, il più singolare, il più artistico e difficile di tutti quelli che Beethoven ha scritto», in un articolo della Allgemeine Musikalische Zeitung del maggio 1809

 

Il concerto per pianoforte e orchestra n. 4 op. 58 di Ludwig van Beethoven, composto tra il 1805 e il 1806, e pubblicato nel 1808 con la dedica all’ arciduca Rodolfo d’Austria, fu eseguito per la prima volta nel marzo del 1807 presso il palazzo del principe Lobkowitz con lo stesso Beethoven al pianoforte; l’ esecuzione pubblica vera e propria, sempre con l’autore al pianoforte, ebbe luogo il 22 dicembre 1808 al Teatro an der Wien; oltre al Concerto pianistico, il programma presentava infatti la Quinta e la Sesta Sinfonia, la Fantasia op. 80 e alcuni brani della Messa in do maggiore op. 86. Il Concerto in sol maggiore appartiene dunque al periodo centrale della produzione di Beethoven, tra l’Eroica e la Quinta Sinfonia, le Sonate Waldstein e Appassionata, i Quartetti Rasumowsky e la prima versione del Fidelio.

Non si sa dove si trovi il manoscritto originale. La società degli Amici della Musica di Vienna ne possiede una copia riveduta.

 

Claudio Arrau e Leonard Bernstein con la Bavarian Broadcast Symphony Orchestra in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven (Munich, Germany, 17/10/1976):

Daniel Barenboim con i Wiener Philharmoniker in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven (2010):

Krystian Zimerman e Leonard Bernstein con i Wiener Philharmoniker in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven:

Maurizio Pollini e Karl Böhm con i Wiener Philharmoniker in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven:

Vladimir Ashkenazy e Bernard Haitink con la London Philharmonic Orchestra in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven:

Arthur Rubinstein e Antal Dorati con la London Philharmonic Orchestra in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven:

Dino Ciani e Claudio Abbado con l’ Orchestra del Teatro alla Scala di Milano in “Piano Concerto No. 4 in G major, Op. 58″ by L. v. Beethoven (Milano, Teatro alla Scala, live 12.6.1969):

«Questa poco conosciuta composizione, è in realtà una delle più originali e, in particolare nei due primi movimenti, delle più eccellenti e ricche di spirito di questo Maestro», Rochlitz

Il concerto è formato dai seguenti movimenti:

  1. Allegro moderato
  2. Andante con moto
  3. Rondò: Vivace

Questo concerto spicca fra gli altri beethoveniani per una caratteristica particolare: l’ inizio del I movimento affidato al pianoforte solo. Si tratta della prima volta, nella storia di questo genere, in cui l’incipit, con l’enunciazione del I tema, non è affidato all’orchestra. Questa oltre ad essere una novità all’interno dell’opera del compositore di Bonn è anche l’ultima grande innovazione apportata al genere in epoca classica.

Il primo movimento, in tempo Allegro moderato, si apre con un breve motivo ad accordi ribattuti esposto dal pianoforte solo e sviluppato dall’orchestra. Qui Beethoven combina lo schema della doppia esposizione (prima da parte dell’orchestra, poi da questa assieme al solista) con una nuova visione dei rapporti fra solista e orchestra. Beethoven lascia che sia l’orchestra ad esaurire la prima esposizione tematica; successivamente è il solista a sviluppare il secondo tema introdotto questa volta dall’orchestra. La cadenza interamente scritta da Beethoven stesso (che ne compose pure una seconda) è strettamente imparentata col mondo altero dell’ Appassionata.

Tipico  ed unico nel suo genere è il secondo movimento, il breve Andante con moto costituente il secondo tempo, collegato senza interruzione al Finale: una di quelle pagine in cui l’intensità dell’espressione compensa la brevità, “un «contrasto di principi» che raggiunge il massimo dell’efficienza drammatica e della commozione lirica, concludendosi con l’umiliazione del primo (il superbo, espresso dall’orchestra) di fronte all’altro che si innalza ed espande sempre più, implorante nel pianoforte: Orfeo che vince le forze oscure del mondo infero“, dice Rielzer, il mito di Orfeo che soggioga le forze dell’ Ade con la bellezza del suo canto.

Nella vivacità del terzo movimento, Rondò, che si innesta all’ultima nota dell’ Andante con un senso di «liberazione nella leggerezza», si celebra una nuova armonia tra pianoforte e orchestra, con gli strumenti impiegati solisticamente in dialogo fra loro. L’individualità dello strumento solista si affianca ora a quella della compagine orchestrale nell’espressione di uno stesso stato d’animo, ove il conflitto di sentimenti del secondo tempo è dimenticato.

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Juraj Valčuha

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Juraj Valčuha è Direttore principale dell’ Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai dal 2009.

Nato nel 1976 a Bratislava vi studia composizione e direzione e prosegue gli studi a San Pietroburgo con Ilya Musin e a Parigi.

Nel 2006 debutta con l’ Orchestre National de France e al Comunale di Bologna con La bohème. Viene regolarmente invitato dalle maggiori compagini internazionali quali i Münchner Philharmoniker, la Philharmonia di Londra, la Filarmonica di Oslo, la DSO di Berlino, la Gewandhaus di Lipsia, l’Orchestra della Radio Svedese, la Staatskapelle di Dresda, la Pittsburgh Symphony,  la Los Angeles Philharmonic, la National Symphony di Washington, la Filarmonica di Berlino, l´Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam, la Boston Symphony. Ha diretto una nuova produzione di Bohème alla Fenice e l’Orchestra del Maggio Musicale e dell’Accademia di Santa Cecilia. Con l´OSN Rai ha effettuato una tournée al Musikverein di Vienna, alla Philharmonie di Berlino e nella stagione di Abu Dhabi Classics.

Nella stagione 2012/2013 ha debuttato con la New York Philharmonic, la Filarmonica della Scala e la San Francisco Symphony. Ha ritrovato i  Münchner Philharmoniker, l’Orchestre de Paris, le Orchestre del Comunale di Bologna e di Firenze, la National Symphony di Washington e la Philharmonia di Londra.

Nella stagione 2013/2014 ha effettuato una tournée con l’OSN Rai al Festival Enescu di Bucarest, a Verona e a Rimini e con l’Orchestra dell´Accademia di Santa Cecilia al Festival di Bratislava. Sono seguiti concerti con i Münchner Philharmoniker, la Philharmonia di Londra, la Pittsburgh Symphony, le Orchestre delle Radio NDR di Amburgo, WDR di Colonia, della Radio Svedese di Stoccolma e della NHK a Tokyo.

In Italia ha diretto le Orchestre del Comunale di Bologna e di Firenze (Madama Butterfly), e nell’edizione 2014 del Maggio Musicale Fiorentino ha diretto una nuova produzione de L’amore delle tre melarance di Prokof’ev.

Nella stagione 2014/2015 ha effettuato una tournée con l´OSN Rai che tocca Monaco, Colonia, Zurigo, Basilea e Düsseldorf. Quindi le produzioni di Turandot al San Carlo di Napoli e di Jenůfa al Comunale di Bologna oltre ai concerti con le orchestre sinfoniche di San Francisco, Pittsburgh, Washington, Los Angeles, della Konzerthaus di Berlino, con i Wiener Symphoniker, l’ Accademia di Santa Cecilia e l’Orchestre National de France.

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Nikolaj Demidenko…

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Russo di nascita e per formazione musicale, Nikolai Demidenko è uno dei pianisti più ricercati in tutto il mondo. Nel 1990 si trasferisce in Gran Bretagna dove, nel 1995, ottiene la cittadinanza inglese. Nikolai Demidenko è apparso spesso in recital a Londra: si ricordano le Great Performers Series alla Barbican Concert Hall, le International Piano Series al South Bank Center e, nell’aprile 2008, le London Pianoforte Series alla Wigmore Hall. Celebre per le sue acclamate interpretazioni dei maggiori concerti russi per pianoforte, tra i quali quelli di Prokof’ev, Rachmaninoff e Čajkovskij, ha peraltro un repertorio che include Bach, Clementi, Mendelssohn, Scarlatti, Mozart.

Ha suonato con molti direttori e orchestre in tutto il mondo e mantiene un rapporto costante con la Filarmonica di San Pietroburgo e Yuri Temirkanov; porta avanti, inoltre, una fertile collaborazione con molti artisti e complessi musicali russi che vivono a Londra: Leonid Gorokhov, Hermitage String Trio, Dmitrij Alexeev.

La sua particolare affinità con le opere di Chopin lo ha portato a Varsavia per esibirsi al Chopin & His Europe Festival nell’agosto del 2008.

Altre sue apparizioni, sempre in occasione di festival, lo hanno condotto ad Aldeburgh, Dubrovnik, Eilat, New York e Oslo. Ha collaborato con la Philharmonia Orchestra, l’Hallé Orchestra e la Sinfonia Lahti, un tour del Regno Unito e dell’Irlanda con l’Orchestra Sinfonica di Praga e, in Spagna, con l’Orchestra Nazionale Bordeaux-Aquitaine.

Ha registrato album con musiche di Medtner (vincendo un Gramophone Award), Skrjabin, Cˇajkovskij, Bach, Busoni, Chopin, Clementi, Liszt, Musorgskij, Prokof’ev, Rachmaninoff, Schubert e Schumann e i Concerti di Chopin, così come tutti i Concerti di Prokof’ev con l’Orchestra Filarmonica di Londra condotta da Alexander Lazarev; ha inciso inoltre la Sonata Hammerklavier di Beethoven, una collezione di Sonate di Scarlatti e, recentemente, un cd con musiche di Chopin che ha ricevuto il Schallplattenpreis per la critica. Nell’ autunno del 2008 è stato pubblicato un nuovo cd, comprendente la sua prima registrazione dei Ventiquattro Preludi di Chopin.

 

 

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Written by mara

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