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Orchestra della Rai, Torino: L. van Beethoven e Anton Bruckner

Chi penetra il senso della mia musica potrà liberarsi dalle miserie in cui si trascinano gli altri uomini“, L. v. Beethoven

herbert-schuch 

Concerto num. 12 della Stagione 2016 – 2017, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

 

Dal palco dell’ Auditorium Rai “A. Toscanini” di Torino l’ Orchestra sinfonica della Rai, il giovane pianista Herbert Schuch e il Direttore Karl-Heinz Steffens proporranno il seguente programma:

 

Ludwig van Beethoven, Concerto n. 3 in do minore op. 37 per pianoforte e orchestra

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Anton Bruckner, Sinfonia n. 7 in mi maggiore

 

QUANDO:

Giovedì 19 Gennaio 2017, ore 20.30

Venerdì 20 Gennaio 2017, ore 20.00

 

DOVE: Auditorium Rai “A. Toscanini”
Via Rossini, 15

10124 Torino (TO)

 

INTERPRETI:

Karl-Heinz Steffens, direttore

Herbert Schuch, pianoforte

ORCHESTRA SINFONICA NAZIONALE DELLA RAI

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

poltrona numerata platea al costo di 32,50 € (comprese spese di prevendita)

poltrona numerata balconata al costo di 30,50 € (comprese spese di prevendita)

poltrona numerata galleria al costo di 28,50 € (comprese spese di prevendita)

 

Orchestra della Rai, Torino: L. van Beethoven e Anton Bruckner

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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Herbert Schuch…

herbert-schuch

La sua stupefacente tecnica è sempre intesa al servizio della compenetrazione intellettuale; questo è anche ampiamente dimostrato dalle sue registrazioni su CD. (Frankfurter Allgemeine Zeitung)

Herbert Schuch è riconosciuto come uno dei musicisti più interessanti della sua generazione, grazie ai suoi raffinati programmi e registrazioni. Nel 2013 ha ricevuto un ECHO Klassik per la sua registrazione del Concerto per Pianoforte di Viktor Ullmann ed il Concerto per pianoforte n. 3 di Beethoven, eseguiti con l’Orchestra Sinfonica WDR diretta da Olari Elts. Nel 2012 Herbert Schuch aveva già ricevuto un ECHO Klassik nella categoria “Registrazione di Musica da Camera dell’anno” per il suo CD contenente I quintetti per pianoforte ed archi di Beethoven e Mozart. Il suo ultimo CD da solista, “Invocation”, contenente musiche di Johann Sebastian Bach, Franz Liszt, Olivier Messiaen, Tristan Murail e Maurice Ravel è stato pubblicato da naïve nel 2014.

Herbert Schuch ha collaborato con orchestre del calibro della London Philharmonic Orchestra, NHK, Camerata Salzburg, Residentie Orkest Den Haag, Bamberger Symphoniker, Dresden Philharmonie e le orchestre sinfoniche delle radio MDR, WDR, NDR Hannover e DR (Danmarks Radio). E’ inoltre ospite regolare dei Festival Kissinger Sommer, Festival Musicale di Rheingau, Festival Pianistico della Ruhr e Salzburger Festspiele. Collabora regolarmente con direttori d’orchestra del calibro di Pierre Boulez, Andrey Boreyko, Douglas Boyd, Lawrence Foster, Eivind Gullberg Jensen, Jakub Hrusa, Jun Märkl, Yannick Nézet-Séguin, Jonathan Nott, Markus Poschner, Michael Sanderling ed Alexander Vedernikov.

Herbert Schuch è dotato di tecnica impeccabile e le sue esibizioni intense prendono forma in uno spettro di tonalità e in un repertorio espressivo apparentemente inesauribili

Nel corso della stagione 2014/15 il Palais des Beaux-Arts di Bruxelles ha presentato Herbert Schuch nella sue serie di concerti ‘portraits’. Per l’occasione, il pianista ha tenuto cinque diversi concerti nel corso della stagione, in differenti formazioni. Allo stesso tempo Herbert Schuch ha continuato a presentare il suo ciclo di sei recital con opere di Franz Schubert e Leoš Janáček in numerose sedi concertistiche tra cui il Mozarteum di Salisburgo.

Herbert Schuch è nato a Timisoara, in Romania, nel 1979. Dopo le prime lezioni di pianoforte nella sua città natale, nel 1988 si è trasferito con la famiglia in Germania, dove vive tutt’ ora. Ha proseguito gli studi musicali con Kurt Hantsch e poi con il Prof. Karl-Heinz Kämmerling al Mozarteum di Salisburgo. Negli ultimi anni Herbert Schuch è stato particolarmente influenzato dai suoi incontri e collaborazioni con Alfred Brendel. Ha catturato l’attenzione internazionale grazie alla vittoria di tre importanti concorsi pianistici nel corso di un solo anno: il Casagrande di Terni, il Concorso Pianistico Internazionale di Londra ed il Concorso Pianistico ‘Beethoven’ di Vienna.

A fianco della sua attività concertistica, Herbert Schuch è stato attivo per diverso tempo nell’ organizzazione “Rhapsody in School” fondata da Lars Vogt, con l’intento di portare la musica classica nelle scuole.

Sito Ufficiale: http://www.herbertschuch.com/

 

QUALCHE VIDEO PER CONOSCERE IL PIANISTA…

Herbert Schuch (Ravel’s Gaspard de la nuit “Le Gibet”):

Herbert Schuch (Janacek Piano Sonata):

Herbert Schuch:

Herbert Schuch (Ravel’s Gaspard de la nuit “Ondine”):

Herbert Schuch (Beethoven Piano Concerto no. 5 – Adagio):

Herbert Schuch (Grieg Piano Concerto):

Herbert Schuch (Schubert Wanderer-Fantasie):

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Karl-Heinz Steffens…

Fotoreportage über die Deutsche Staatsphilharmonie Rheinland-Pfalz probt in der Philharmonie Ludwigshafen und im Pfalzbau am 1. Junii 2012
Fotoreportage über die Deutsche Staatsphilharmonie Rheinland-Pfalz probt in der Philharmonie Ludwigshafen und im Pfalzbau am 1. Junii 2012

Karl-Heinz Steffens ha lasciato nel 2007 la posizione di clarinetto solista della Berlin Philharmonisches Orchester per dedicarsi esclusivamente alla direzione d’orchestra, assumendo il ruolo di direttore musicale ed artistico della Staatskapelle di Halle. 

Nel 2009 ha assunto la posizione di direttore  principale della Deutsche Staatsphilharmonie Rheinland-Pfalz e dalla stagione 2016/17 assumerà anche la posizione di direttore musicale dell’Opera Nazionale Norvegese a Oslo.

Ha diretto i Berliner Philharmoniker, la Philharmonia Orchestra di Londra, la NHK Symphony Orchestra di Tokyo e i Wiener Symphoniker. È ospite regolare dell’Orchestre Philharmonique de Radio France, di Monte-Carlo, di Amsterdam, della Hallé di Manchester e della City of Birmingham Symphonic Orchestra, della Tonhalle di Zurigo e dell’Orchestra Filarmonica di Helsinki. In campo operistico ha debuttato nel 2008 come direttore allo Staatsoper Unter den Linden con Fidelio, cui sono seguite Tosca, La traviata e La sposa venduta.

Nel 2012 ha diretto il Don Giovanni al Teatro alla Scala, cui sono seguite le direzioni di GötterdämmerungCosì fan tutte e Ariadne auf Naxos.

Sito Ufficiale: http://www.karlheinzsteffens.com/

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NOTE DI PROGRAMMA e ASCOLTI…

«Un Concerto per pianoforte che però non spaccio per uno dei miei migliori, come è il caso di un altro [il Concerto in do maggiore] che sarà pubblicato qui da Mollo (per informazione dei critici di Lipsia): infatti i migliori [il Concerto in do minore] me li tengo ancora per me, per il prossimo viaggio che farò, ma non dovrebbe lo stesso vergognarsi di pubblicarlo», L. van Beethoven all’ editore Hoffmeister di Lipsia

 

Il concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do Minore di Ludwig van Beethoven è stato composto nel 1800, ma fu probabilmente abbozzato già nel 1797 infatti tre abbozzi di questo Concerto sono presenti nella raccolta Kafka del British Museum; due di essi si riferiscono al primo tempo; il terzo, destinato originariamente al Rondò è rimasto inutilizzato.

Il manoscritto originale, conservato nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino, porta la data: Concerto 1800, da L. van Beethoven. Il che vuol dire che nel 1800 la musica doveva esistere già per lo meno nei suoi elementi essenziali, anche se non compiutamente elaborata. I rimaneggiamenti però si protrassero fino al 1802 e non è da escludere che altre modifiche e aggiunte siano state introdotte posteriormente fino al momento della consegna all’editore per la stampa.

Il concerto è formato dai seguenti movimenti:

  1. Allegro con brio
  2. Largo
  3. Rondò: Allegro

La prima assoluta fu al Theater an der Wien il 5 aprile del 1803, con Beethoven stesso al pianoforte e sotto la direzione di Ignaz von Seyfried. L’anno successivo fu eseguito con Beethoven sul podio e Ferdinand Ries come solista.

Il terzo è l’ unico concerto a far uso della tonalità minore e rappresenta l’affermarsi, in tutta evidenza, della concezione sinfonica di Beethoven del concerto solistico; due entità sono adesso protagoniste, il pianoforte “e” l’orchestra, non più il pianoforte “accompagnato” dall’orchestra, come nel modello mozartiano.

 

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Krystian Zimerman, piano – Vienna Philharmonic Orchestra e Leonard Bernstein, conductor):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Piano: Vladimir Ashkenazy – Director: Sir George Solti – Orquesta: Chicago Symphony Orchestra):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Murray Perahia piano – Neville Marriner conducts Academy of St Martin in the Fields):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Denis Matsuev – Maggio Musicale Fiorentino orchestra & Zubin Mehta):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Pollini / Böhm):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Mitsuko Uchida – The Bavarian Radio Symphony Orchestra & Mariss Jansons):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Piano: Alfred Brendel – Conductor: Claudio Abbado & Lucerne Festival Orchestra):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Arturo Benedetti Michelangeli (piano) – Carlo Maria Giulini (conductor) – Vienna Symphony Orchestra):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Performer: Evgeny Kissin – Orchestra: London Symphony Orchestra
Conductor: Colin Davis – Recorded in 2008.):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Kempff – Bernstein – NYP (Live 1966)):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Emil Gilels Piano – The Cleveland Orchestra – George Szell Conductor):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Annie Fischer – Bayerisches Staatsorchester – Ferenc Fricsay – Studio recording, 1950s):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Artur Schnabel – Philharmonia Orchestra – Issay Dobrowen – Studio recording, 30 & 31.V.1947):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (A. Rubinstein, October 29, 1944 – A. Toscanini):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Claudio Arrau, piano – Prague Symphony Orchestra (conducted by Zdeněk Košler) – Live recording at the Smetana Hall in the Municipal House in Prague (May 20, 1967)):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Daniel Barenboim, soloist and conductor – Staatskapelle Berlin):

Il primo movimento si apre con un tema in do minore (ripetuto subito dai legni in sol maggiore) che in diverse tonalità maggiori o minori si ripresenta per tutto il primo tempo. A questo tema se ne affianca un altro, meno incisivo del precedente e più cantabile.

Il tema inizialmente è proposto dal clarinetto, poi viene ripetuto ad alternanza prima dal pianoforte e poi dagli archi accompagnati dai legni. Dopo la proposta dei temi principali da parte dell’intera orchestra, con una serie di scale in do minore melodica entra il pianoforte.

Il pianoforte si afferma con l’autorità di un protagonista; poi proseguirà in opposizione o in concomitanza con la massa strumentale, intensificando ed ampliando la forma tradizionale.

Il secondo movimento è un largo in mi maggiore. Il pianoforte espone il tema principale cui un altro fa seguito suonato dall’intera orchestra. Successivamente esporrà un motivo ricco di arpeggi e scale di terze accompagnato da un’orchestra quasi silenziosa. I due temi iniziali vengono ripetuti con alcune variazioni verso la conclusione del brano. Il movimento si conclude con arpeggi in mi maggiore eseguiti prima dal pianoforte e poi dall’orchestra e con un solenne accordo di tonica dell’orchestra.

Il terzo movimento è un allegro, grazioso, quasi spiritoso; ha, come di consueto, un carattere più leggero. Il pianoforte espone il tema principale in do minore poi ripetuto dall’orchestra e da se stesso, con dovute modifiche, in mi bemolle maggiore, intervallandone le esecuzioni con piccolissime cadenze.

A metà Beethoven inserisce un tema in cui prevale l’uso dei clarinetti, mentre il piano, eccezion fatta per alcuni punti, tace o trilla sul mi bemolle.

Dopo l’ultima delle tre cadenze (usate come intervallo tra i pezzi del movimento), viene eseguita la parte finale. I violini propongono un tema che poi sarà il pianoforte a concludere.

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“Sinfonia n. 7 in mi maggiore” by Anton Bruckner (Lucerne Festival Orchestra – Claudio Abbado):

“Sinfonia n. 7 in mi maggiore” by Anton Bruckner (Münchner Philharmoniker conducted by Sergiu Celibidache – Live Suntory Hall, Tokyo 18 October 1990):

“Sinfonia n. 7 in mi maggiore” by Anton Bruckner (New York Philharmonic, Dec. 9, 2011):

“Sinfonia n. 7 in mi maggiore” by Anton Bruckner (Karajan e Wiener Philharmoniker):

“Sinfonia n. 7 in mi maggiore” by Anton Bruckner (Thielemann e Muenchner Philharmoniker):

“Sinfonia n. 7 in mi maggiore” by Anton Bruckner (Philharmonia Orchestra e Otto Klemperer – Studio recording, London, 1-5.XI.1960):

 

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Written by mara

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