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Orchestra della Svizzera italiana: pianista Evgeny Kissin

La musica è il vino che ispira nuovi processi generativi, e io sono Bacco che pressa questo vino glorioso per l’umanità e la rende spiritualmente ebbra“, Ludwig van Beethoven

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OSI al LAC, Stagione 2016 – 2017

 

Il grande M° Vladimir Ashkenazy, il pianista Evgeny Kissin e l’ Orchestra della Svizzera Italiana saranno i protagonisti di un meraviglioso concerto con il seguente programma: 

 

Ludwig van Beethoven, Sinfonia n. 1 in do maggiore

… … …

Ludwig van Beethoven, Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in do minore

 

QUANDO:

Giovedì 1° Dicembre 2016, ore 20.30

 

DOVE: LAC – Sala Teatro
Piazza Bernardino Luini, 6
6900 LUGANO

 

INTERPRETI:

Direttore, Vladimir Ashkenazy

Pianoforte, Evgeny Kissin

Orchestra della Svizzera italiana

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Concerto di gala CORSI

 

Orchestra della Svizzera italiana: pianista Evgeny Kissin

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

 

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

“Sinfonia n. 1 in do maggiore″ by L. v. Beethoven (Sir John Eliot Gardiner – Maltings Concert Hall, 3/1993):

“Sinfonia n. 1 in do maggiore″ by L. v. Beethoven (West Eastern Divan Orchestra, Daniel Barenboim, director – Royal Albert Hall Londra (BBC – Proms 2012)):

“Sinfonia n. 1 in do maggiore″ by L. v. Beethoven (Philharmonia Orchestra e Otto Klemperer – Studio recording, London, 28-29.X.1957):

“Sinfonia n. 1 in do maggiore″ by L. v. Beethoven (Celibidache e MPO – 1989):

“Sinfonia n. 1 in do maggiore″ by L. v. Beethoven (Arturo Toscanini, The NBC Symphony Orchestra – year 1939):

“Sinfonia n. 1 in do maggiore″ by L. v. Beethoven (Georg Solti e Chicago Symphony Orchestra):

“Sinfonia n. 1 in do maggiore″ by L. v. Beethoven (Philharmonia Orchestra e Herbert von Karajan, conductor – London, 21.VI.1953):

“Sinfonia n. 1 in do maggiore″ by L. v. Beethoven (Vienna Philharmonic Orchestra e Christian Thielemann, direttore):

 

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Evgenij Kissin…

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Evgenij Igorevič Kisin, pianista russo naturalizzato britannico, nasce a Mosca il 10 ottobre del 1971 da una famiglia di origine ebrea.

A 6 anni inizia gli studi al rinomato Collegio Musicale Gnessin di Mosca, dove è allievo di Anna Pavlovna Kantor. All’ età di 11 anni, Kissin fa il suo debutto con l’ Uljanovsk Symphony Orchestra e l’ anno seguente si esibisce nel suo primo recital a Mosca.

La sua è una quotidianità tutta dedicata alla musica, allo studio, al pianoforte, alla perfezione. Il suo è un talento eccezionale, per Kissin «Il genio è visto come uno che ha già tutto. Invece il talento non ti lascia in pace, è esigente, pretenzioso; se lo accetti, devi sacrificargli tante cose di una vita normale»

Il talento di Kissin viene acclamato nel 1984, quando incide i due concerti per pianoforte di Fryderyk Chopin con l’ Orchestra Filarmonica di Mosca. Ma è nel 1985 che il mondo lo osanna quando debutta nel Regno Unito, precisamente al “Lichfield Festival”, al fianco dei violinisti Maxim Vengerov e Vadim Repin e al direttore Valerij Gergiev.

Nel memorabile concerto di Capodanno del 1988 Kissin suona il Concerto per Pianoforte e Orchestra No. 1 di Čajkovskij con i Berliner Philharmoniker diretti da Herbert von Karajan.

Nel settembre 1990 fa il suo debutto in Nordamerica con i due Concerti per Pianoforte di Fryderyk Chopin con la New York Philharmonic sotto la direzione di Zubin Mehta. Si esibisce inoltre nel primo Recital pianistico nella centesima stagione della Carnegie Hall.

Al Teatro alla Scala di Milano tiene un recital negli anni 1991, 1997 e 2005 e nel 2010 esegue il Concerto n. 2 in fa minore, op. 21 di Fryderyk Chopin.

A Salisburgo esegue nel 2007 e nel 2009 un recital e nel 2010 due recital.

Nel corso della sua carriera ha ricevuto diversi riconoscimenti:

Musical America, Musicista dell’Anno, 1994

Triumph Award, Outstanding Contribution to Russia’s Culture (Youngest Awardee), 1997

Honorary Doctorate of Music dalla “Manhattan School of Music”, New York 2001

Membro onorario della Royal Academy of Music 2005[1]

“Herbert von Karajan Award”, Baden-Baden, Germania (2005)

– Grammy Award for Best Instrumental Soloist Performance (without orchestra), 2006 per Scriabin: Sonata No. 3 & 5 Preludes; Medtner: Sonata Reminiscenza; Stravinsky: 3 Movements from Pétrouchka, Evgeny Kissin, 2005 Sony

Premio Arturo Benedetti Michelangeli, Brescia, Italia 2007. Il suo nome è in un albo d’ oro che annovera i più grandi pianisti, da Vladimir Ashkenazy a Martha Argerich e Radu Lupu. Kissin dice di Michelangeli: «Era, anzi è uno dei miei modelli. Il fatto che suonasse un repertorio limitato e annullasse anche all’ ultimo i concerti non era capriccio, ma totale dedizione alla musica: suonava solo ciò che sapeva di conoscere e di poter trasmettere al pubblico alla perfezione. Tutto ciò che non era perfetto non gli interessava: questo è anche il mio ideale, anche se non voglio disdire all’ ultimo i concerti!»

– Miglior interpretazione solista di musica classica con orchestra (Grammy), 2009 per Prokofiev: Piano Concertos Nos. 2 & 3, Evgeny Kissin, Philharmonia Orchestra, dir. Vladimir Ashkenazy, 2009 EMI

La critica lo considera uno dei quattro, cinque migliori pianisti al mondo; la sua tecnica pianistica gli consente di affrontare pezzi di estrema difficoltà come gli Studi d’ esecuzione trascendentale di Franz Liszt con apparente facilità.

Si esibisce regolarmente in tutta Europa, America e Asia, facendo registrare quasi sempre il tutto esaurito. Ha suonato con maestri illustri come Claudio Abbado, Vladimir Aškenazi, Daniel Barenboim, Sir Colin Davis, Valerij Gergiev, Carlo Maria Giulini, Mariss Jansons, Herbert von Karajan, James Levine, Sir Andrew Davis, Lorin Maazel, Riccardo Muti, Seiji Ozawa, Sir Georg Solti, Evgenij Svetlanov e Jurij Temirkanov. Kissin si è esibito inoltre in musica da camera con Martha Argerich, Gidon Kremer, James Levine, Michail Pletnëv, Miša Maiskis, Thomas Quasthoff, Isaac Stern e molti altri.

Che cosa le manca di più? «Non mi manca nulla. Sacrificarsi non vuol dire perdere qualcosa, significa anzi non perdere niente e usare tutto per scoprire la verità di sé; io spendo il mio tempo per andare a fondo di quello che sono. Con la musica» Kissin.

 

PER CONOSCERE IL PIANISTA…

“8 Chopin Etudes op. 10 & op. 25” by F. Chopin (live in Moscow in 2009):

“Haydn, Beethoven, Schubert, Liszt” (Verbier, 2013):

“Concerto Verbier Festival 2009” (Evgeny Kissin):

“Liszt” (Evgeny Kissin):

“Schubert and Scriabin” (Evgeny Kissin):

“Prelude in G minor” by S. Rachmaninov (Evgeny Kissin at the Proms):

“Etude op 8 no 12” by Scriabin (Evgeny kissin):

“Piano Concerto No. 1, Op 11” by F. Chopin (On 24th December 2011, the Israel Philharmonic Orchestra, one of the best orchestras in the world today, celebrated its 75th Anniversary with a concert conducted by Zubin Mehta in Tel Aviv (Hangar 11)):

“Evgeny Kissin – 2010”:

“Piano Concerto No.1” by Tchaikovsky (Carnegie Hall 1995):

“La Campanella” by Franz Liszt (The Royal Albert Hall, London, August 1997):

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Vladimir Davidovich Ashkenazy…

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Vladimir Davidovich Ashkenazy, pianista e direttore d’orchestra russo naturalizzato islandese,  iniziò i suoi studi all’età di sei anni e, mostrando particolare talento, a otto anni entrò nella Scuola di Musica Principale di Mosca, dove studiò con Anaida Sumbatian. Entrato successivamente nel Conservatorio di Mosca, studiò con il grande pianista Lev Oborin e vi si diplomò.

Nel 1953 suona nella prima esecuzione assoluta nella Bol’shoj Sal del Conservatorio Čajkovskij di Mosca del Concerto n. 3 op. 50 in re maggiore per pianoforte e orchestra di Dmitrij Borisovič Kabalevskij diretto dal compositore.

All’edizione del 1955 del prestigioso Concorso pianistico internazionale Frédéric Chopin di Varsavia arrivò secondo, nonostante a lui fossero andate le preferenze di Arturo Benedetti Michelangeli, giurato del concorso, che per questo motivo abbandonò anzitempo la manifestazione. Nel 1962 condivise con John Ogdon il primo posto al Concorso pianistico internazionale Čajkovskij.

Interprete lucido e dall’impeccabile tecnica virtuosistica, è rinomato per le sue performance di composizioni romantiche e russe. Ha registrato i 24 preludi e fughe di Dmitrij Šostakovič, le sonate di Aleksandr Skrjabin, gli interi lavori per pianoforte di Fryderyk Chopin e Robert Schumann, tutte le sonate di Ludwig van Beethoven, come anche i concerti per pianoforte di Wolfgang Amadeus Mozart, Ludwig van Beethoven, Béla Bartók, Sergej Prokof’ev e Sergej Rachmaninoff. Ha anche suonato e registrato musica da camera.

A metà della sua carriera pianistica, ha iniziato a condurre orchestre. È molto apprezzato per le sue registrazioni di lavori per orchestra di Jean Sibelius, Sergei Rachmaninoff, Sergej Prokof’ev, Dmitrij Šostakovič e Aleksandr Skrjabin.

È stato il principale direttore della Royal Philharmonic Orchestra dal 1987 al 1994 e il principale conduttore della Czech Philharmonic Orchestra dal 1998 al 2003. È diventato direttore musicale della NHK Symphony Orchestra nel 2004.

È Direttore laureato della Philharmonia Orchestra, della Icelandic Symphony Orchestra e Direttore musicale della European Union Youth Orchestra, con la quale lavora regolarmente.

È cittadino islandese e svizzero e abita dal 1978 in Svizzera.

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«Un Concerto per pianoforte che però non spaccio per uno dei miei migliori, come è il caso di un altro [il Concerto in do maggiore] che sarà pubblicato qui da Mollo (per informazione dei critici di Lipsia): infatti i migliori [il Concerto in do minore] me li tengo ancora per me, per il prossimo viaggio che farò, ma non dovrebbe lo stesso vergognarsi di pubblicarlo», L. van Beethoven all’ editore Hoffmeister di Lipsia

Il concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do Minore di Ludwig van Beethoven è stato composto nel 1800, ma fu probabilmente abbozzato già nel 1797 infatti tre abbozzi di questo Concerto sono presenti nella raccolta Kafka del British Museum; due di essi si riferiscono al primo tempo; il terzo, destinato originariamente al Rondò è rimasto inutilizzato.

Il manoscritto originale, conservato nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino, porta la data: Concerto 1800, da L. van Beethoven. Il che vuol dire che nel 1800 la musica doveva esistere già per lo meno nei suoi elementi essenziali, anche se non compiutamente elaborata. I rimaneggiamenti però si protrassero fino al 1802 e non è da escludere che altre modifiche e aggiunte siano state introdotte posteriormente fino al momento della consegna all’editore per la stampa.

Il concerto è formato dai seguenti movimenti:

  1. Allegro con brio
  2. Largo
  3. Rondò: Allegro

La prima assoluta fu al Theater an der Wien il 5 aprile del 1803, con Beethoven stesso al pianoforte e sotto la direzione di Ignaz von Seyfried. L’anno successivo fu eseguito con Beethoven sul podio e Ferdinand Ries come solista.

Il terzo è l’ unico concerto a far uso della tonalità minore e rappresenta l’affermarsi, in tutta evidenza, della concezione sinfonica di Beethoven del concerto solistico; due entità sono adesso protagoniste, il pianoforte “e” l’orchestra, non più il pianoforte “accompagnato” dall’orchestra, come nel modello mozartiano.

 

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Krystian Zimerman, piano – Vienna Philharmonic Orchestra e Leonard Bernstein, conductor):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Piano: Vladimir Ashkenazy – Director: Sir George Solti – Orquesta: Chicago Symphony Orchestra):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Murray Perahia piano – Neville Marriner conducts Academy of St Martin in the Fields):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Denis Matsuev – Maggio Musicale Fiorentino orchestra & Zubin Mehta):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Pollini / Böhm):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Mitsuko Uchida – The Bavarian Radio Symphony Orchestra & Mariss Jansons):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Piano: Alfred Brendel – Conductor: Claudio Abbado & Lucerne Festival Orchestra):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Arturo Benedetti Michelangeli (piano) – Carlo Maria Giulini (conductor) – Vienna Symphony Orchestra):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Performer: Evgeny Kissin – Orchestra: London Symphony Orchestra – Conductor: Colin Davis – Recorded in 2008.):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Kempff – Bernstein – NYP (Live 1966)):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Emil Gilels Piano – The Cleveland Orchestra – George Szell Conductor):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Annie Fischer – Bayerisches Staatsorchester – Ferenc Fricsay – Studio recording, 1950s):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Artur Schnabel – Philharmonia Orchestra – Issay Dobrowen – Studio recording, 30 & 31.V.1947):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (A. Rubinstein, October 29, 1944 – A. Toscanini):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Claudio Arrau, piano – Prague Symphony Orchestra (conducted by Zdeněk Košler) – Live recording at the Smetana Hall in the Municipal House in Prague (May 20, 1967)):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37” by Ludwig van Beethoven (Daniel Barenboim, soloist and conductor – Staatskapelle Berlin):

Il primo movimento si apre con un tema in do minore (ripetuto subito dai legni in sol maggiore) che in diverse tonalità maggiori o minori si ripresenta per tutto il primo tempo. A questo tema se ne affianca un altro, meno incisivo del precedente e più cantabile.

Il tema inizialmente è proposto dal clarinetto, poi viene ripetuto ad alternanza prima dal pianoforte e poi dagli archi accompagnati dai legni. Dopo la proposta dei temi principali da parte dell’intera orchestra, con una serie di scale in do minore melodica entra il pianoforte.

Il pianoforte si afferma con l’autorità di un protagonista; poi proseguirà in opposizione o in concomitanza con la massa strumentale, intensificando ed ampliando la forma tradizionale.

Il secondo movimento è un largo in mi maggiore. Il pianoforte espone il tema principale cui un altro fa seguito suonato dall’intera orchestra. Successivamente esporrà un motivo ricco di arpeggi e scale di terze accompagnato da un’orchestra quasi silenziosa. I due temi iniziali vengono ripetuti con alcune variazioni verso la conclusione del brano. Il movimento si conclude con arpeggi in mi maggiore eseguiti prima dal pianoforte e poi dall’orchestra e con un solenne accordo di tonica dell’orchestra.

Il terzo movimento è un allegro, grazioso, quasi spiritoso; ha, come di consueto, un carattere più leggero. Il pianoforte espone il tema principale in do minore poi ripetuto dall’orchestra e da se stesso, con dovute modifiche, in mi bemolle maggiore, intervallandone le esecuzioni con piccolissime cadenze.

A metà Beethoven inserisce un tema in cui prevale l’uso dei clarinetti, mentre il piano, eccezion fatta per alcuni punti, tace o trilla sul mi bemolle.

Dopo l’ultima delle tre cadenze (usate come intervallo tra i pezzi del movimento), viene eseguita la parte finale. I violini propongono un tema che poi sarà il pianoforte a concludere.

 

 

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Written by mara

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