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Per Amici della Musica di Firenze Seong-Jin Cho per Beethoven Chopin Debussy

SEONG-JIN CHO

VINCITORE DEL 17° CONCORSO PIANISTICO INTERNAZIONALE FRYDERYK CHOPIN

SEONG-JIN CHO

Amici della Musica di Firenze, Stagione 2017 – 2018

 

Un curriculum artistico costellato di grandi successi nonostante i 23 anni: il pianista coreano Seong Jin Cho è entrato a pieno titolo nella galassia dei nuovi grandi talenti della musica vincendo nel 2015 il primo premio al Concorso Chopin di Varsavia. Il programma del recital è un omaggio a Beethoven – con due delle più celebri sonate – e alle atmosfere sognanti e impressionistiche di Debussy. Il culmine del recital è costituito dalle Quattro Ballate di Chopin. Per intensità melodica, per la ricchezza della scrittura armonica, per l’originalità, figurano tra le opere più complete e significative del compositore polacco, che per primo utilizzò il termine Ballata per una composizione musicale. Seong-Jin Cho le esegue senza soluzione di continuità, dando loro un ulteriore significato di ampiezza, quasi fossero un’unica grande opera pianistica. Il concerto prevede il seguente programma: 

 

L. van Beethoven, Sonata in do min. op.13 “Patetica”

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L. van Beethoven, Sonata in mi magg. op. 109

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C. Debussy, Image, Livre II

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F. Chopin, Sonata n. 3 in si minore op. 58

 

QUANDO:

Sabato 17 Marzo 2018, ore 16.00

 

DOVE: Teatro Della Pergola
Via della Pergola, 12/32

50121 Firenze (FI)

 

INTERPRETI:

Pianista, Seong-Jin Cho

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Poltrona, Posto palco I ordine e primo settore del Saloncino al costo di € 25,00; ridotto al costo di € 21,00

Posto di palco centrale, II e III ordine e secondo settore del Saloncino al costo di € 20,00; ridotto al costo di € 17,00

Galleria (solo per sala grande) al costo di € 14,00; ridotto al costo di € 12,00

Studenti di conservatorio e scuole di musica (under 30), gruppi scolastici al costo di € 5,00

Studenti di altre scuole e università al costo di € 10,00

 

Amici della Musica di Firenze: pianista Seong-Jin Cho

 

Se non sapete come fare per avere i biglietti potete prenotare con Associazione Ma.Ni.. scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Seong-jin Cho…

SEONG-JIN CHO - 2

SEONG-JIN ECHO

Seong-jin Cho è balzato all’ attenzione del mondo nell’ ottobre del 2015, quando ha vinto il primo premio al Concorso Chopin di Varsavia. Quattro anni prima, a soli sedici anni, si era classificato terzo al Premio Tchaikovsky di Mosca.

Con il suo sconfinato talento e la sua naturale musicalità, Seong-jin Cho sta intraprendendo una carriera in rapida ascesa e viene considerato uno degli artisti più interessanti della sua generazione.

Nel gennaio 2016, Seong-jin Cho ha firmato un contratto di esclusiva con l’etichetta discografica Deutsche Grammophon.

Nato nel 1994 a Seoul, Seong-jin Cho ha cominciato a studiare pianoforte all’ età di sei anni e si è esibito in pubblico per la prima volta cinque anni dopo. Nel settembre 2008, all’ età di quattordici anni, ha vinto il primo premio alla sesta edizione del Concorso Chopin di Mosca. Nel novembre 2009 si è aggiudicato il primo premio alla settima edizione del Concorso Hamamatsu in Giappone (risultando il vincitore più giovane nella storia del Concorso).

Seong-jin Cho si è esibito al fianco di alcune delle orchestre più prestigiose al mondo, tra cui l’Orchestra del Royal Concertgebouw, la Philharmonia Orchestra, l’Orchestra Mariinskij, i Münchner Philharmoniker, la RSB di Berlino, l’Orchestra Filarmonica di Seoul, la Filarmonica Ceca, la Budapest Festival Orchestra, la Danish National Symphony Orchestra, la Russian National Orchestra, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, la Sinfonica NHK di Tokjo, sotto la direzione di direttori del calibro di Myung-Whun Chung, Lorin Maazel, Marek Janowski, Valery Gergiev e Vladimir Ashkenazy.

Nel 2016 e 2017 con la Philharmonia Orchestra ed Esa-Pekka Salonen, la Filarmonica di San Pietroburgo e Yuri Temirkanov, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Valery Gergiev, la Russian National Orchestra e Mikhail Pletnev, la Tokyo Philharmonic e Myung-Whun Chung, l’Orchestre de Paris e Tomás Netopil. Seong-Jin Cho suonerà in recital al Concertgebouw di Amsterdam, alla Sala Filarmonica di San Pietroburgo, alla London International Piano series, alla Suntory Hall di Tokyo, al Festival di Primavera di Praga, al Klavier Festival Ruhr e alla Carnegie Hall. 

Seong-Jin Cho si è aggiudicato anche il premio della Società Fryderyk Chopin (di 3.000,00 euro) per la migliore interpretazione di una polonaise.

Durante le tre settimane del concorso i pianisti hanno eseguito solo opere di Chopin davanti a una giuria internazionale che comprendeva la grande Martha Argerich, vincitrice del Concorso nel 1965.

Il Concorso Pianistico Internazionale Fryderyk Chopin di Varsavia è una delle più antiche e prestigiose competizioni pianistiche internazionali. Si tiene ogni cinque anni a partire dal 1927 e da allora (con la sola interruzione dovuta alla seconda guerra mondiale)  ogni cinque anni la giuria del concorso, composta da pianisti di fama mondiale, musicisti e famosi esponenti della cultura polacca, si riunisce per ascoltare i pianisti ammessi alla finale e conferire, laddove vi sia un candidato meritevole (per un decennio il primo premio non fu infatti assegnato), l’ambito riconoscimento.

Fu ideato da Jerzy Żurawlew (1887-1980). Nel 1957 è stato uno dei membri fondatori della “Federazione mondiale dei concorsi internazionali di musica” di Ginevra.

Oltre ai sei vincitori, vengono assegnati quattro premi speciali:

  • premio speciale per la miglior esecuzione di una mazurka, assegnato dalla Radio polacca dal 1927;
  • premio speciale per la migliore esecuzione di una polacca, assegnato dalla “Fondazione polacca Chopin” dal 1960;
  • premio speciale per la migliore esecuzione di un concerto, assegnato dai Filarmonici di Varsavia dal 1980;
  • premio speciale per la migliore esecuzione di una sonata, assegnato da Krystian Zimerman.

In conferenza stampa Cho ha confessato di voler partecipare al rinomato concorso fin da quando aveva undici anni. Per lui tutte le fasi del concorso sono state “davvero dure”, tranne il concerto finale con orchestra, nel quale “non era così nervoso.” “Nel primo turno ero fuori controllo”, ha detto. “Non mi ricordo come ho suonato così ho controllato su YouTube.”

 

QUALCHE VIDEO PER CONOSCERE IL GIOVANE PIANISTA…

 

Seong-Jin Cho “Piano Concerto in E minor Op. 11 (final stage of the Chopin Competition 2015)” by Fryderyk Chopin:

Seong-Jin Cho “Polonaise in A flat major Op. 53 (second stage)” by Fryderyk Chopin:

Seong-Jin Cho “Concerto No. 1 in B-flat minor, Op. 23, The Arthur Rubinstein Piano Master Competition (5/2014, Tel Aviv)” by P. I. Tchaikovsky:

Seong-Jin Cho “Piano Concerto No. 3 in D minor, Op. 30 (2011)” by S. Rachmaninoff:

Seong-Jin Cho “Pictures at an Exhibition” by Mussorgsky:

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ASCOLTI DI PROGRAMMAPROGRAMMA…

 

“Sonata in do minore op. 13 “Patetica”” by L. van Beethoven (Edwin Fischer, piano – Studio Recording, October 14-21 1952):

“Sonata in do minore op. 13 “Patetica”” by L. van Beethoven (Richard Goode, 1993):

“Sonata in do minore op. 13 “Patetica”” by L. van Beethoven (Maurizio Pollini – Lucerne 2012):

“Sonata in do minore op. 13 “Patetica”” by L. van Beethoven (Sviatoslav Richter):

“Sonata in do minore op. 13 “Patetica”” by L. van Beethoven (Emil Gilels, piano – Sep 1980):

“Sonata in do minore op. 13 “Patetica”” by L. van Beethoven (Annie Fischer):

“Sonata in do minore op. 13 “Patetica”” by L. van Beethoven (Wilhelm Kempff):

“Sonata in do minore op. 13 “Patetica”” by L. van Beethoven (Krystian Zimerman):

“Sonata in do minore op. 13 “Patetica”” by L. van Beethoven (Daniel Barenboim):

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Le ultime tre Sonate per pianoforte di Beethoven nacquero quasi contemporaneamente tra il 1819 e il 1822 e la loro elaborazione si svolse parallelamente a quella dei due colossi sinfonico-vocali della Nona Sinfonia e della Missa Solemnis. La prima di esse, la Sonata in mi maggiore op. 109 apparve nel novembre 1821 e fu dedicata dal musicista con una lettera affettuosa a Fraulein Maximiliana, figlia diciannovenne di Franz Brentano.

In questa si definiscono alcuni elementi del cosiddetto terzo stile di Beethoven: assoluta libertà che trascende i limiti della tradizionale forma di sonata; tendenza ad una rinnovata linearità del discorso per cui l’ armonia da un lato viene costituita spesso come risultante di moti contrappuntistici, mentre dall’ altro si dissolve in un disegno rabescato.

Autografo della prima pagina della sonata Op. 109Autografo della prima pagina della sonata Op. 109

 

Il manoscritto originale è oggi conservato nella Library of Congress di Washington. Abbozzi del primo tempo si trovano nel quaderno della Missa solemnis di cui ai nn. 718-720; del secondo e terzo in un altro quaderno (contenente anche abbozzi per il Credo e il Benedictus della Missa e per alcune Bagattelle del’ opus 119), comunicati dal Nottebohm.

 

“Sonata in mi maggiore op. 109” by L. van Beethoven (Daniel Barenboim):

“Sonata in mi maggiore op. 109” by L. van Beethoven (Maurizio Pollini):

“Sonata in mi maggiore op. 109” by L. van Beethoven (Richard Goode):

“Sonata in mi maggiore op. 109” by L. van Beethoven (Rudolf Serkin: piano -L ive performance, Predes – 1954):


“Sonata in mi maggiore op. 109” by L. van Beethoven (Claudio Arrau):

“Sonata in mi maggiore op. 109” by L. van Beethoven (Sviatoslav Richter – Live recording, Moscow, 22.I.1972):

“Sonata in mi maggiore op. 109” by L. van Beethoven (Artur Schnabel):

“Sonata in mi maggiore op. 109” by L. van Beethoven (Mitsuko Uchida):

“Sonata in mi maggiore op. 109” by L. van Beethoven (Vladimir Ashkenazy, 1974):

“Sonata in mi maggiore op. 109” by L. van Beethoven (Andras Schiff):

“Sonata in mi maggiore op. 109” by L. van Beethoven (Andras Schiff: The Lectures – Beethoven Sonatas, Wigmore Hall from 2004–6):

La sonata n. 30 è suddivisa nei seguenti 3 movimenti:

  1. Vivace ma non troppo
  2. Prestissimo (in Mi minore)
  3. Gesangvoll, mit innigster Empfindung. Andante molto cantabile ed espressivo [Pieno di canto, con il più intimo sentimento]

I primi due tempi sono di proporzioni assai ridotte. Il Vivace ma non troppo apre l’ opera con uno stile apparentemente simile ad un’ improvvisazione musicale; segue il conciso Prestissimo, in forma sonata come il precedente ma dal carattere «spettrale e carico di demoniaca energia», secondo l’ opinione di Walter Riezler.

Il terzo movimento (il cui titolo è in tedesco – come avvenuto nelle precedenti sonate Op. 90 e Op. 101 – è un tema (Andante molto cantabile ed espressivo) con sei variazioni:

  • Variazione I: Molto espressivo;
  • Variazione II: Leggermente;
  • Variazione III: Allegro vivace;
  • Variazione IV: Etwas langsamer als das Thema [Un poco più lento del tema];
  • Variazione V: Allegro ma non troppo;
  • Variazione VI.

All’ ultima variazione segue immediatamente il ritorno del tema iniziale originario, con il quale si conclude la sonata.

Analisi del Primo movimento

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Il Primo movimento della sonata ha come metro due quarti (con alcune parti in tre quarti) nella tonalità di base di mi maggiore. L’ indicazione agogica (o tempo) indicata è “Vivace, ma non troppo” e “Adagio espressivo” in alcune zone centrali del movimento. La struttura formale può essere interpretata come quella di una semplice forma-sonata con le tre classiche parti: Esposizione (misure 1-16) – Sviluppo (misure 17-54) – Ripresa (misure 54-67) con Coda finale (misure 67-102). In realtà la forma di questo primo tempo ha dato luogo ad un certo dibattito tra i vari commentatori musicali. Innanzitutto il movimento è molto breve (non più di 4 minuti) per poter sviluppare compiutamente e con un certo approfondimento la struttura della forma-sonata (Charles Rosen lo definisce “estremamenete compresso”); ma soprattutto è difficile stabilire quale sia il secondo tema. Wilhelm von Lenz (Riga, 1808 – Pietroburgo, 1883), uno dei primi studiosi della musica di Beethoven, dà un giudizio non molto favorevole: “È molto se questo primo pezzo con i due Adagi può passare per un preambolo di un’ improvvisazione”. Per alcuni l’ Adagio espressivo è considerato come secondo tema; mentre per altri, in realtà, non vi è una vera e propria seconda idea. Anche se in questo primo tempo è evidente il collegamento alla “forma-sonata”, della quale si possono individuare le seguenti sezioni: un primo tema, un contrasto (l’ Adagio espressivo), lo sviluppo e ripresa, tuttavia è innegabile che queste parti sono “l’ espressione di uno stato d’animo che non si piega alle volute limitazioni formali”.

Analisi del Secondo movimento

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Il Secondo movimento della sonata ha come metro sei ottavi nella tonalità di base di mi minore. L’ indicazione agogica (o tempo) indicata è “Prestissimo”. La struttura formale è quella di uno scherzo in forma-sonata. Si tratta di “Prestissimo vivace e impetuoso dal carattere chiaramente beethoveniano”.

Analisi del Terzo movimento

Il Terzo movimento della sonata ha come metro tre quarti nella tonalità di base di mi maggiore. L’ indicazione agogica (o tempo) indicata è “Andante molto cantabile ed espressivo”. La struttura formale è quella di un tema con sei variazioni.

Tema

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Il Tema consiste in una melodia in due periodi (ripetuti) di otto battute ciascuno. La melodia del tema “è d’una chiarezza lirica assolutamente lineare e semplicissima“. Il primo periodo (da misura 1 a misura 8) è caratterizzato da un elegante moto contrario (la mano destra procede in discesa, mentre la mano sinistra in salita) le cui voci s’ incontrano sul primo tempo della quarta battuta (nella seconda parte l’ incontro è nella settima battuta). 

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Dopo la ripetizione del primo periodo segue il secondo periodo (da misura 9 a misura 16). Questo secondo periodo è caratterizzato da un movimento per terze parallele sia nel basso che nelle voci superiori. 

Prima variazione

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La Prima variazione (misure 17 – 35) mantiene lo stesso carattere generale del tema. Il metro è tre quarti e l’ indicazione agogica (o tempo) è “Molto espressivo”. Il primo periodo viene trasformato in una lenta melodia, quasi una mazurca, con poche complicazioni armoniche. L’ inizio è contrassegnato da un’ appoggiatura (che si presenta tre volte) con un salto ascendente di ottava sulla dominante (SI).

Seconda variazione

La ‘Seconda variazione” (misure 36 – 67) sempre in tre quarti e con l’ indicazione agogica (o tempo) “Leggermente” può essere chiamata “doppia” (Wilhelm von Lenz) in quanto le ripetizioni dei due periodi sono variate diversamente dalla prima esposizione. E quindi in realtà si hanno quattro periodi. 

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Il primo periodo (misure 36 – 43) è un “tema danzante” impostato su una serie di accordi spezzati di semicrome che seguono il tema abbastanza da vicino; l’armonia modula dalla tonica alla dominante.

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La ripetizione del primo periodo (misure 44 – 51), in realtà è il secondo periodo, presenta un nuovo tema diviso in due frase (o semifrasi) di 4 misure. La prima frase è una variazione imperniata sull’ intervallo di terza maggiore discendente dell’inizio del tema. La seconda frase riprende il “tema danzante” ma con accordi più ricchi di note e una figurazione lievemente diversa. [batt. 44-49]

La ripetizione (misure 52 – 67) dei due periodi iniziali (ossia il terzo e quarto periodo) è simmetrica ma con una diversa e più complessa armonia: il terzo periodo inizia alla dominante, mentre il quarto (il “canto di crome”) inizia a misura 60 (prima frase) con un pedale di re naturale che suggerisce un’ armonia di si minore. 

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Terza variazione

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La “Terza variazione” (misure 69 – 100) è in due quarti e con l’ indicazione agogica (o tempo) è “Allegro vivace“. Si tratta di una invenzione a due voci in contrappunto doppio (invertibile). I quattro periodi sono divisi a loro volta in due frasi di 4 battute ognuno.

Quarta variazione

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La ‘Quarta variazione” (misure 101 – 120) in nove ottavi e con l’ indicazione agogica (o tempo) “Un poco meno andante, cioè un poco più adagio, come il tema” è una trama a quattro voci.

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La seconda parte è un dialogo che alla fine, dopo un ingrossamento della sonorità, vede il ritorno del tema iniziale di questa variazione.

Quinta variazione

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La Quinta variazione” (misure 121 – 128) è in quattro quarti e con l’ indicazione agogica (o tempo) “Allegro ma non troppo”. Per la prima volta, in questa variazione, non si rispettano i quattro periodi del tema (cioè i due periodi ripetuti), ma se ne aggiunge un quinto (misure 153 – 160). La struttura è quella di una fuga a tre voci; il tema (soggetto) inizia con una terza maggiore discendente, mentre il controsoggetto è la forma inversa (ascendente) del tema. 

Il secondo periodo (misure 129 – 136) può essere considerato una specie di risposta con un nuovo controsoggetto.

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Il terzo periodo (misure 137 – 144) è “informato dal rivolto della forma inversa del soggetto – una sesta (minore) discendente anziché una terza (maggiore) discendente”. Le ultime due battute di questo periodo presentano “uno scontro violento di anticipazioni” accentuato dall’impiego delle zone estreme della tastiera.

Gli ultimi due periodi, uno in forte e l’altro in piano, con nuovi controsoggetti al basso, “costituiscono un passaggio di transizione fra questa variazione e la sesta dove Beethoven giunge ad esplorare regioni del tutto ignote non soltanto al pianoforte, ma anche all’immaginazione musicale”.

Sesta variazione e ritorno del tema

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La Sesta variazione della sonata ha come metro tre quarti (nove ottavi subito dopo) nella tonalità di base di mi maggiore. L’ indicazione agogica (o tempo) indicata è “Tempo primo del Tema”. Il tema appare in una forma abbellita prima al contralto e poi al soprano sempre armonizzato dal basso.

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L’ elemento di maggior spicco di quest’ ultima variazione è il trillo sulla dominante (SI). Questo viene preparato da dodici misure precedenti dove delle note ribattute sul si accelerano in figurazioni sempre più brevi: semiminime, crome, terzine di crome, sestine di semicrome, trillo misurato di biscrome e quindi il trillo vero e proprio a misura 172.

Il trillo per brevi momenti slitta alla tonica (battuta 168 e battuta 175) per poi tornare subito sulla dominante (trentatré battute su trentacinque). 

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A misura 185 il trillo dalla parte del basso profondo passa a quella di contralto; il tema risuona frantumato in tempo sincopato (delle crome isolate sui tempi deboli della battuta), mentre la mano sinistra esegue una serie di scale discendenti di biscrome.

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Le ultime quattro battute (misure 192 – 195) di questa fase sono anche le ultime della variazione prima del ritorno del tema. In queste il continuo arpeggio ascendente delle biscrome (un ostinato basato sulla tonica) con le note dell’ armonia di settima di dominante sovrapposte al pedale di dominante espresso dal trillo “sembra presagire le sonorità del gamelan imitate da Debussy nelle sue composizioni per pianoforte del periodo di mezzo”.

A misura 196 riappare il tema. Questo ritorno “pare plachi, con la semplicità serena della melodia generatrice, il vagare anelante del pensiero“.

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“Images, prima serie per pianoforte, L 105 & Images, seconda serie per pianoforte, L 120” by Claude Debussy (Arturo Benedetti Michelangeli):

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“Sonata n. 3 in si minore op. 58” by Fryderyk Chopin (Eliso Virsaladze):

“Sonata n. 3 in si minore op. 58” by Fryderyk Chopin (Krystian Zimerman):

“Sonata n. 3 in si minore op. 58” by Fryderyk Chopin (Mitsuko Uchida):

“Sonata n. 3 in si minore op. 58” by Fryderyk Chopin (Evgeny Kissin):

“Sonata n. 3 in si minore op. 58” by Fryderyk Chopin (Ivo Pogorelich):

“Sonata n. 3 in si minore op. 58” by Fryderyk Chopin (Martha Argerich):

“Sonata n. 3 in si minore op. 58” by Fryderyk Chopin (Maria João Pires):

“Sonata n. 3 in si minore op. 58” by Fryderyk Chopin (Leif Ove Andsnes):

“Sonata n. 3 in si minore op. 58” by Fryderyk Chopin (Emil Gilels):

“Sonata n. 3 in si minore op. 58” by Fryderyk Chopin (Emil Gilels):

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Written by mara

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