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Per Amici della Musica Firenze Andrea Lucchesini Mario Brunello 16 dicembre

Chi non ride mai, non è una persona seria“, F. Chopin

Andrea-Lucchesini

Amici della Musica di Firenze, Stagione 2019 – 2020

 

Per Amici della Musica Firenze Andrea Lucchesini Mario Brunello 16 dicembre. Formatosi alla grande scuola pianistica di Maria Tipo, Andrea Lucchesini s’impone all’attenzione internazionale giovanissimo, con la vittoria del Concorso Internazionale “Dino Ciani” presso il Teatro alla Scala di Milano. Suona da allora in tutto il mondo con orchestre prestigiose ed i più grandi direttori, suscitando l’entusiasmo del pubblico per la combinazione tra solidità di impianto formale nelle sue esecuzioni, estrema cura del suono, raffinatezza timbrica e naturale capacità comunicativa. Il pianista Andrea Lucchesini con il violoncellista Mario Brunello, musicista affascinante dotato di libertà espressiva rara al giorno d’oggi, nel seguente programma:

 

L. JANÀČEK, Pohádka

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F. CHOPIN, Sonata in sol minore op. 65

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R. HAHN, Tre canzoni

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C. FRANCK, Sonata in la maggiore

 

QUANDO

Lunedì 16 Dicembre 2019, ore 21.00

 

DOVE: Teatro Della Pergola
Via della Pergola, 12/32
50121 Firenze (FI)

 

INTERPRETI:

ANDREA LUCCHESINI, pianoforte

MARIO BRUNELLO, violoncello

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Poltrona, Posto palco I ordine e primo settore del Saloncino al costo di € 28,00; ridotto al costo di € 24,00

Posto di palco centrale, II e III ordine e secondo settore del Saloncino al costo di € 23,00; ridotto al costo di € 20,00

Galleria (solo per sala grande) al costo di € 17,00; ridotto al costo di € 15,00

Studenti di conservatorio e scuole di musica (under 30), gruppi scolastici al costo di € 5,00

Studenti di altre scuole e università al costo di € 10,00

 

Per Amici della Musica Firenze Andrea Lucchesini Mario Brunello 16 dicembre

 

oppure se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi anche all’ Associazione MaNi per informazioni su acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Andrea Lucchesini…

Andrea-Lucchesini

Andrea Lucchesini

Nato nel 1965, Andrea Lucchesini ha studiato pianoforte con Maria Tipo. Nel 1983 si è aggiudicato al Teatro alla Scala il primo premio al concorso internazionale “Dino Ciani”. Nel 1994 ha ricevuto il premio “Accademia Chigiana” e nel 1995 il premio della critica “Franco Abbiati”. Dal 2008 è Accademico di Santa Cecilia.

Con programmi che spaziano al periodo classico a quello contemporaneo, è ospite regolare delle più importanti istituzioni musicali e delle maggiori orchestre. Si dedica con passione anche al repertorio cameristico ospite di festival internazionali. Dal 1990 collabora stabilmente con Mario Brunello.

Nel luglio 2001 ha eseguito la nuova Sonata per pianoforte di Luciano Berio in prima mondiale a Zurigo, proseguendo così una felice collaborazione che aveva preso l’ avvio con il Concerto IIEchoing curves” dello stesso autore, eseguito in tutto il mondo e registrato con la London Symphony. La Sonata è stata poi eseguita in Francia, Portogallo, Belgio, Olanda e Inghilterra e a Milano per la nostra Società nel 2002.

L’ interesse per il repertorio novecentesco, oltre che nella scelta dei programmi, è testimoniato da alcune incisioni discografiche – Pierrot Lunaire di Schönberg e Kammerkonzert di Berg – effettuate per la Teldec con la Dresdner Staatskapelle e Giuseppe Sinopoli, e dalla stretta collaborazione con compositori quali Ivan Fedele, Fabio Vacchi e Jörg Widmann. In campo discografico ricordiamo inoltre l’integrale live delle Sonate per pianoforte di Beethoven (Disco del mese di Fonoforum) e l’integrale delle opere per pianoforte solo di Berio che ha meritato numerosi riconoscimenti internazionali. L’ incisione per AVIE degli Improvvisi di Schubert è stata nominata Disco del mese da Musicweb International.

Convinto che la trasmissione del sapere musicale alle giovani generazioni sia un dovere morale, Lucchesini si dedica con passione all’ insegnamento.

 

Andrea Lucchesini “FANTASIE IMPROMPTU OP 66” by Fryderyk Chopin:

Andrea Lucchesini “UNGARISCHE RHAPSODIE NR 6” by F. Liszt:

Andrea Lucchesini “Liszt etude no 3, La Campanella” by F. Liszt:

Andrea Lucchesini “Piano Concerto n. 2 op. 21 – 1° mvt.” by Fryderyk Chopin:

Andrea Lucchesini “Piano Concerto n. 2 op. 21 – 2° & 3° mvt.” by Fryderyk Chopin:

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Mario Brunello

 

“Non lasciamo la nostra mente alla ruggine”, Mario Brunello

Sacile, 12/04/2006 - Mario Brunello ed Andrea Lucchesini alla Fazioli Concert Hall - Foto Luca d'AgostinoPhocus Agency © 2006

Sacile, 12/04/2006 – Mario Brunello ed Andrea Lucchesini alla Fazioli Concert Hall – Foto Luca d’Agostino Phocus Agency © 2006

Mario Brunello (nato a Castelfranco Veneto, Treviso, nel 1960) è uno dei nomi più significativi dell’ attuale panorama musicale italiano ed internazionale. Inizia la sua attività, come molti musicisti, in orchestra; suona a Venezia nell’ Orchestra della Fenice per poi divenire primo violoncello alla Scala.

Nel 1986 Mario Brunello è il primo violoncellista italiano a vincere il Concorso Čaikovskij di Mosca e da quel momento la carriera prende il volo.

Ha studiato al Conservatorio di Venezia con Adriano Vendramelli e Antonio Janigro e si è esibito nelle maggiori sale da concerto del mondo, diretto da nomi di grande prestigio quali Claudio Abbado (che ripetutamente lo ha voluto con le sue orchestre, quella del Festival di Lucerna e l’ Orchestra Mozart, sia come solista che come direttore), Myung-Whun Chung, Valery Gergiev, Yuri Temirkanov, Carlo Maria Giulini, Eliahu Inbal, Marek Janowski, John Axelrod, Daniele Gatti, Riccardo Muti, Zubin Mehta, Riccardo Chailly, Vladimir Jurowski, Ton Koopman, Antonio Pappano, Manfred Honeck e Seiji Ozawa.

Viene invitato dalle più prestigiose orchestre, tra le quali London Philharmonic, Munich Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Mahler Chamber Orchestra, Orchestre Philharmonique de Radio-France, London Symphony, NHK Symphony di Tokyo, Kioi Sinfonietta, Filarmonica della Scala, Accademia di Santa Cecilia.

È molto attivo in formazioni cameristiche classiche grazie a collaborazioni con solisti come Gidon Kremer, Yuri Bashmet, Martha Argerich, Andrea Lucchesini, Frank Peter Zimmermann, Isabelle Faust, Maurizio Pollini, Valery Afanassiev e l’ Hugo Wolf Quartett.

“Io ho molta ammirazione per i giovani. Il fatto di essere musicista e di avere molti studenti mi ha fatto provare questa sensazione: che i giovani possano trainare tutto quanto, che siano loro in realtà a mandare avanti il mondo.”

Nella sua vita artistica riserva ampio spazio a progetti che coinvolgono forme d’ arte e saperi diversi (teatro, letteratura, filosofia, scienza), integrandoli con il repertorio tradizionale. Partecipa quindi a festival jazz con Vinicio Capossela (con il quale collabora tuttora), Uri Caine e Gian Maria Testa; realizza spettacoli teatrali con Maddalena Crippa e Marco Paolini. Sempre rimanendo in ambito teatrale propone un progetto visionario dedicato a Bach (Pensavo fosse Bach, prodotto da Musicamorfosi). Attraverso nuovi canali di comunicazione cerca di avvicinare il pubblico a un’ idea diversa e multiforme del far musica, creando spettacoli interattivi che nascono in gran parte nello spazio Capannone Antiruggine (a Castelfranco Veneto, sua città natale, si trova questa antica fabbrica dove si lavorava il ferro riadibita a sala da concerto e qui tiene concerti, corsi e masterclass), luogo ideale per la sperimentazione. Perché sperimentare significa “cercare suoni che non appartengono al proprio linguaggio, cercare parole nuove“. Significa esibirsi all’ occorrenza in spazi non destinati alla musica e aprirsi anche a nuove tecnologie.

Ma al di là di tecniche e strumenti – sottolinea Brunello – la musica dovrebbe avvicinarsi al pubblico facendo scendere orchestre e solisti dal piedistallo, ossia riducendo o annullando il dislivello tra platea e palcoscenico: “perché tutti sono allo stesso livello”.

Brunello si presenta sempre più di frequente nella doppia veste di direttore e solista dal 1994, quando fonda l’ Orchestra d’ Archi Italiana, con la quale ha una intensa attività sia in Italia che all’ estero.

Mario Brunello è un musicista dal repertorio molto vasto che spazia dalla musica barocca e Bach (di cui ha inciso tra 1993 e 1994 le sei Sei suites per violoncello solo BWV 1007 – 1012 nell’ Auditorium del Conservatorio di Torino) alla musica contemporanea e ad incursioni, come abbiamo visto, nel jazz.

“Qualsiasi musicista con Bach si sente a casa…Ancor oggi la sua musica ci trasmette il senso di una proporzione naturale. Io faccio sempre l’esempio di una foglia: non possiamo dire che sia simmetrica, ci sono sempre delle piccole differenze eppure l’impressione è di una perfezione che solo la natura riesce a dare. Penso che la musica di Bach si avvicini molto a questa idea”.

È docente presso i corsi estivi di perfezionamento dell’ Accademia Chigiana di Siena ed è Accademico di Santa Cecilia.

Suona un violoncello Giovanni Battista Guadagnini del 1769 appartenuto ad Antonio JanigroBenedetto Mazzacurati e successivamente a Franco Rossi (quest’ ultimo violoncellista del Quartetto Italiano).

Dal 2008 è il direttore artistico del Concorso Internazionale per Quartetto d’ Archi “Premio Paolo Borciani” di Reggio Emilia.

Ha preso parte, fin dalla prima edizione, alla manifestazione I Suoni delle Dolomiti, che ogni anno porta in quota la musica colta e classica.

I diversi generi artistici si riflettono nell’ ampia discografia che include opere di Vivaldi, Bach, Beethoven, Brahms, Schubert, Franck, Haydn, Chopin, Janáček e Sollima. Deutsche Grammophon ha pubblicato il Triplo Concerto di Beethoven diretto da Claudio Abbado ed EGEA Records ha dedicato all’ artista la collana “Brunello Series” composta da cinque Cd: “Odusia”, odissea musicale nella cultura del Mediterraneo, “Brunello and Vivaldi”, “Violoncello and” per violoncello solo, “Schubert e Lekeu” con Andrea Lucchesini e le Suites di Bach (Premio della Critica 2010). Per la EMI la registrazione live del Concerto di Dvorak con l’ Accademia di Santa Cecilia e Antonio Pappano.

Classica e incursione in altri generi ma un altro elemento è considerato particolarmente importante per Mario Brunello: il silenzio, così caro al violoncellista, quasi più importante del suonoDal silenzio del pensiero emergono parole pesate, mai banali.

“La musica è una lingua, con tutti i suoi dialetti. Che sia ritmica, melodica, intensa, classica o leggera, l’ importante è che sia Musica con la M maiuscola”

Anche per un musicista l’ assenza di suoni può rappresentare ispirazione e vera e propria musica per le orecchie. Mario Brunello con Silenzio racconta che cos’ è questa strana forma, ormai quasi aliena all’ umanità, sovraccaricata e inquinata dai rumori che si fanno spesso moleste presenze.

In Silenzio Mario Brunello racconta  che cosa davvero significhi per lui questa magica parola: “Al violoncellista ovviamente non interessa un silenzio qualunque, ma quello in cui la musica si forma, prende vita e diventa arte. Definisce così come nascono le sue note: all’ interno di una specie di luogo in cui non ci sono, in cui, per l’ appunto domina il silenzio che permette però all’ artista di entrare, di essere segnato. E così nasce la musica. Il suono si sistema in quel silenzio. Ecco allora la ricerca di luoghi dove il silenzio è d’ oro, dove esso prospera e viene rispettato, come una montagna o un deserto. Persino però in un mercato pieno di colori e di casino, il musicista trova il suo silenzio e lo trasforma in qualcosa che potrebbe addirittura diventare Bach. La vita come sempre è linfa vitale per l’ arte, la nutre e la tiene sveglia, attenta, piena“.

Sito personale: http://www.antiruggine.eu/

 

Mario Brunello “Concerto per Violoncello″ by R. Schumann (Orchestra: Saint Paul Chamber Orchestra, Direttore: Roberto Abbado):

Mario Brunello “Suite II a violoncello solo″ by J.S.Bach (eseguito in una radura erbosa accanto un nevaio e sotto una parete rocciosa tra il Rifugio Tires ed il Rifugio Sassopiatto il giorno 8 luglio 2011):

Mario Brunello & Quartetto Lyskamm “Quintetto in do magg.″ by F. Schubert:

Mario Brunello “Stelutis Alpinis” (trekking musicale organizzato nell’ ambito de “I Suoni delle Dolomiti 2009”. Al termine dell’ultimo concerto Mario Brunello, acclamato dal pubblico, ha eseguito “Stelutis Alpinis” come sua commossa dedica alla montagna):

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Written by mara

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