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Per le Settimane Musicali Gustav Mahler 2019 Emanuel Tjeknavorian

Concerto par clemenza pour Clement primo violino e direttore del teatro di Vienna

Settimane Musicali Gustav Mahler 2019

 

Il Direttore Niklas Benjamin Hoffmann alla guida dell’ Orchestra Haydn di Bolzano e Trento e del giovane e brillante violinista Emanuel Tjeknavorian per il seguente programma:

 

Ludwig van Beethoven, Concerto in Re maggiore per violino e orchestra op. 61

… … …

Felix Mendelssohn Bartholdy, Sinfonia n. 1 in do minore op. 11

 

QUANDO

Sabato 27 Luglio 2019, ore 18.00

 

DOVE: Sala Gustav Mahler – Grand Hotel Dobbiaco
Via Dolomiti, 31

39034 Dobbiaco (BZ)

 

INTERPRETI:

Emanuel Tjeknavorian, violino

Niklas Benjamin Hoffmann, direttore

Orchestra Haydn di Bolzano e Trento

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Biglietto intero al costo di € 30,00

Biglietti ridotto per bambini <15, persone 65+ e studenti al costo di € 20,00

 

Settimane Musicali Gustav Mahler 2019 Emanuel Tjeknavorian

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

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NOTE DI PROGRAMMA E ASCOLTI…

 

Il Concerto per violino e orchestra in Re maggiore, op. 61 (il cui manoscritto originale è conservato nella Nationalbibliothek di Vienna) è stato composto da Ludwig van Beethoven nel 1806 in un lasso di tempo assai breve – come sembra confermare lo stato piuttosto disordinato ed incompleto dell’ autografo – e in un periodo particolarmente fertile: tra la Quinta e la Sesta Sinfonia, praticamente in contemporanea con il Quarto Concerto per pianoforte e i tre Quartetti dell’ op. 59.

Il concerto, dedicato a Stephan von Breuning, un amico d’ infanzia del compositore, fu composto durante uno dei periodi più fertili della produzione musicale beethoveniana. In realtà la vera ragione alla base della composizione del concerto fu la presenza a Vienna del violinista e direttore d’ orchestra francese Franz Joseph Clement (Beethoven nutriva in lui la massima ammirazione) che lo eseguì per la prima volta al Theater an der Wien di Vienna il 23 dicembre 1806.

L’ esecuzione non ebbe il successo che Beethoven si aspettava, anche perché Clement nel bel mezzo del concerto, appena dopo il primo movimento, pare abbia sospeso il concerto iniziando a suonare delle variazioni proprie sulla prima parte del concerto riducendo la pagina a mero pretesto per mettere in bella mostra le sue innegabili doti virtuosistiche, interrompendone di continuo l’ esecuzione per improvvisare con il violino alla rovescia. Assai apprezzato all’ epoca, il virtuosismo funambolico di Clement finì però col far passare in secondo piano le qualità artistiche del Concerto di Beethoven. Quella prima esecuzione fu quindi giudicata negativamente dalla critica e dal pubblico presente; scriveva la Zeitung für Theater dell’ 8 gennaio 1807: “È opinione unanime fra gli intenditori che [il Concerto] non manchi di bellezze, ma che nell’ insieme appaia del tutto frammentario e che le infinite ripetizioni di passaggi banali possano facilmente ingenerare monotonia“, mentre il critico della “Allgemeine Musikalische Zeitung” scrisse testualmente: “Il Concerto manca di coerenza […], è un ammasso disordinato di idee […], un frastuono continuo prodotto da qualche strumento isolato“.

La causa principale di questo misconoscimento deve essere individuata principalmente nell’ essere il Concerto op. 61 una composizione poco alla moda. L’ affermazione, presso il “nuovo” pubblico borghese, del gusto “Biedemeier” aveva favorito la diffusione di un tipo di concerto in cui il contenuto puramente musicale e il ruolo dell’ orchestra erano ridotti al minimo e l’ interesse era concentrato unicamente sull’ esibizione delle doti di “bravura” del virtuoso.

In seguito l’ opera venne totalmente abbandonata dal compositore, che non volle neanche apportare nessuna modifica. Fu una successiva esecuzione postuma a dare al concerto il suo successo. Come qualche anno prima era stato riscoperto Johann Sebastian Bach con un’ esecuzione della Passione secondo Matteo, fu riscoperto anche questo concerto, nel 1844, da parte di Felix Mendelssohn, nell’ esecuzione del virtuoso del violino Joseph Joachim; lo stesso Joachim affermò che si trattava del “concerto dei concerti” ma soprattutto, come ha scritto giustamente Alfred Einstein, permise al concerto violinistico di diventare finalmente tale, sganciandolo dalle tipiche atmosfere della serenata di cui erano pervasi anche i lavori mozartiani.

 

Concerto per violino e orchestra in re maggiore” by Ludwig van Beethoven (David Oistrakh, violino – Kirill Kondrashin dirige la Moscow Philharmonic Orchestra):

Concerto per violino e orchestra in re maggiore” by Ludwig van Beethoven (David Oistrakh, violino – André Cluytens dirige l’ Orchestre National de la Radiodiffusion Française – Studio recording, Paris, 8 & 10.XI.1958):

Concerto per violino e orchestra in re maggiore” by Ludwig van Beethoven (Jascha Heifetz, violino – Serge Koussevitzky dirige la Hollywood Bowl Orchestra – 02.IX.1950):

Concerto per violino e orchestra in re maggiore” by Ludwig van Beethoven (Isaac Stern, violino – Claudio Abbado dirige l’ Orchestre National de France):

Concerto per violino e orchestra in re maggiore” by Ludwig van Beethoven (Arthur Grumiaux, violino – Antal Dorati dirige l’ Orchestre National de l’ORTF – Salle Pleyel, Paris, 1965):

Concerto per violino e orchestra in re maggiore” by Ludwig van Beethoven (Isaac Stern, violino – Josef Krip dirige l’ Orchestre National de la Radiodiffusion Française – Festival de Montreux, 18.09.1958):

Concerto per violino e orchestra in re maggiore” by Ludwig van Beethoven (Henryk Szeryng, violino – Hans Zehnder dirige la Rundfunk Sinfonieorchester Saarbrücken):

Concerto per violino e orchestra in re maggiore” by Ludwig van Beethoven (Anne-Sophie Mutter, violino – Seiji Ozawa dirige la Berlin Philharmonic Orchesta):

Concerto per violino e orchestra in re maggiore” by Ludwig van Beethoven (Uto Ughi, violino – Luis A. García Navarro dirige l’ Orquesta Sinfónica de RTVE – Teatro Monumental de Madrid, 22 de mayo de 1998):

Concerto per violino e orchestra in re maggiore” by Ludwig van Beethoven (Leonidas Kavakos, violino – Semyon Bychkov dirige la NDR Sinfonieorchester):

Concerto per violino e orchestra in re maggiore” by Ludwig van Beethoven (Maxim Vengerov, violino – Marek Pijarowski dirige la Poznań Philharmonic Orchestra – 14th International Henryk Wieniawski Violin Competition, Poznań, 23 October 2011):

Il concerto è composto da tre movimenti:

  1. Allegro ma non troppo
  2. Larghetto
  3. Rondò: Allegro

Il secondo e il terzo movimento sono collegati direttamente tra di loro senza alcuna interruzione.

Questa composizione (che dura più di quarantacinque minuti) divenne nel giro di vent’ anni il paradigma indispensabile sul quale formarono i loro concerti violinistici Felix Mendelssohn-Bartholdy, Robert Schumann, Johannes Brahms e Pëtr Il’ĭc Čajkovskij. L’ “Allegro ma non troppo” che apre il concerto (e che rappresenta oltre della metà dell’ intera durata della composizione) ha raggiunto le vette immortali grazie a una straordinaria melodia che lo anima e che s’ innalza sopra il pulsare delle quattro note del timpano, un autentico battito del cuore che ricompare per ben settanta volte nel corso dell’ intero primo tempo.

Anche il tempo successivo, il “Larghetto“, privilegia le linee tenui già presenti nel primo tempo. Gli archi espongono una frase dal sapore liederistico sulla quale sorge il canto del violino su cui s’ innesta un richiamo dei corni (che sarà assai caro a Brahms). Il tema enunciato dal violino viene poi sviluppato in sei variazioni che si concludono con una brevissima cadenza, con funzione d’ introduzione, del terzo tempo, il “Rondo” finale, che risente delle atmosfere bucoliche e campestri di cui ne è ricca la coeva Sesta sinfonia. 

Il concerto rappresenta una delle pagine più alte del genio musicale del grande compositore, sia per la sua intrinseca bellezza, sia per i dialoghi, di carattere intimo, che vengono via via sviluppati tra il violino solista e l’ orchestra nel corso dei tre movimenti. Per il suo particolare fascino e la sua grande brillantezza, questo concerto figura nel repertorio dei maggiori violinisti del mondo.

Il Concerto per violino, infatti, è una delle opere più amate di Beethoven e più ammirate dai pubblici di tutto il mondo. Alla generale preferenza contribuisce non poco il fascino che esercita il lirismo del violino, le espansioni cantabili, le suggestioni dei passi virtuosistici, che con nessuno strumento tanto impressionano quanto con il violino (non per nulla il violino è lo strumento preferito dal demonio).

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“Sinfonia n. 1 in Do minore op. 11” by Felix Mendelssohn (Orchestra “Alessandro Scarlatti” di Napoli della RAI diretta da Franco Caracciolo _ Registrazione del 19 febbraio 1968):

“Sinfonia n. 1 in Do minore op. 11” by Felix Mendelssohn (New Philharmonia Orchestra, Wolfgang Sawallisch _ Studio recording, London, 1967):

“Sinfonia n. 1 in Do minore op. 11” by Felix Mendelssohn (Europa Galante, Biondi):

“Sinfonia n. 1 in Do minore op. 11” by Felix Mendelssohn (hr-Sinfonieorchester (Frankfurt Radio Symphony Orchestra), Paavo Järvi):

“Sinfonia n. 1 in Do minore op. 11” by Felix Mendelssohn (New Philharmonia Orchestra, Wolfgang Sawallisch):

“Sinfonia n. 1 in Do minore op. 11” by Felix Mendelssohn (The London Symphony Orchestra, Claudio Abbado):

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Written by mara

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