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Per Santa Cecilia 2020 Garry Magee: in stagione con Tugan Sokhiev

Introduzione: sottomissione totale davanti al destino o, ciò che è lo stesso, davanti alla predestinazione ineluttabile della provvidenza. Allegro. I: Mormorii, dubbi, accuse a XXX. Il: Non è meglio allora gettarsi a corpo morto nella fede? Il programma è eccellente, ammesso che riesca a realizzarlo“, Pyotr Ilyich Tchaikovsky

Per Santa Cecilia 2020 Garry Magee: in stagione con Tugan Sokhiev

Accademia di Santa Cecilia, Stagione 2019 – 2020

Per Santa Cecilia 2020 Garry Magee: in stagione con Tugan Sokhiev. Un concerto bellissimo per la stagione del Santa Cecilia 2020: il direttore Tugan Sokhiev, impegnato a dirigere l’ Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia, e il baritono Garry Magee per il seguente programma:

 

S. Rachmaninoff, Primavera op. 20

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A. Borodin, Danze Polovesiane

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P.I. Ciajkovskij, Sinfonia n. 5

 

QUANDO

Giovedì 7 Maggio 2020, ore 19.30 – SALA SANTA CECILIA

Venerdì 8 Maggio 2020, ore 20.30 – SALA SANTA CECILIA

Sabato 9 Maggio 2020, ore 18.00 – SALA SANTA CECILIA

DOVE: Auditorium Parco della Musica
Via Pietro De Coubertin, 30

00196 Roma (RM)

 

INTERPRETI:

Tugan Sokhiev, direttore

Garry Magee, baritono

Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea Settore A – B1 Intero al costo di € 52,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 39,00

Galleria Settore B2 Intero al costo di € 42,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 31,50

Galleria Settore B3 Intero al costo di € 34,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 25,50

Galleria Settore C1 Intero al costo di € 30,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 22,50

Galleria Settore C2 Intero al costo di € 28,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 21,00

Galleria Settore C3 Intero al costo di € 19,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 14,50

Per Santa Cecilia 2020 Garry Magee: in stagione con Tugan Sokhiev

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi anche all’ Associazione MaNi per informazioni su acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

Per Santa Cecilia 2020 Garry Magee: in stagione con Tugan Sokhiev

“Voglio mettermi a lavorare alacremente; sento in me un impulso fortissimo di dimostrare non solo agli altri ma a me stesso che la mia capacità di comporre non è esaurita […]. Non so se le ho già scritto che lavoro a una Sinfonia. Dapprincipio procedevo a stento, ma ora sembra che l’illuminazione sia scesa sul mio spirito”
(10 giugno 1888, Pètr Il’ic Cajkovskij alla sua mecenate Nadezda von Meck)

La Quinta sinfonia fu scritta da Čajkovskij nell’ estate del 1888, in un periodo abbastanza sereno della sua vita: la sua fama di compositore era ormai salda e come direttore d’orchestra iniziava a riscuotere successi fuori dai confini della Russia. Anche la sua condizione economica era tranquilla: oltre all’ assegno elargito annualmente dalla sua protettrice Nadežda von Meck, poté contare su un vitalizio assegnatogli dallo zar.

Nel 1888, in una fase di apparente benessere, Čajkovskij pensò a una nuova sinfonia, più che per una reale esigenza espressiva, per dimostrare che come compositore non era ancora finito, e per scacciare i fantasmi che tormentavano la sua psiche instabile.

A maggio iniziò a lavorare alla Quinta sinfonia; il 29 giugno l’opera era interamente abbozzata e a fine agosto anche l’orchestrazione era ultimata. Il 17 novembre Čajkovskij ne diresse la prima esecuzione a San Pietroburgo; l’accoglienza da parte del pubblico fu buona e la Quinta fu presentata a Praga, Amburgo e Londra, nel corso di una nuova tournée.

Il compositore, confrontandola con la Quarta, ebbe a giudicarla, almeno inizialmente, in senso piuttosto negativo; solo in seguito, dopo ripetute esecuzioni, modificò il proprio giudizio, conservando peraltro un’opinione non molto alta del finale.

Dopo aver diretto la mia nuova Sinfonia, due volte a Pietroburgo e una volta a Praga, mi sono persuaso che è mal riuscita. C’è in questa musica qualcosa di sgradevole, una certa diversità di colori, una certa insincerità, un certo artificio. Pur senza rendersene conto, il pubblico lo ha percepito. Ho chiaramente avvertito che i consensi e gli applausi andavano in realtà alle mie composizioni precedenti e che questa Sinfonia non riusciva a piacere: una constatazione che mi procura un cocente dolore e una profonda insoddisfazione di me stesso […]. Ieri ho sfogliato la Quarta, la nostra Sinfonia, che differenza! Com’ essa si colloca su un piano più elevato! È una cosa molto, molto triste!” (2 dicembre, Pètr Il’ic Cajkovskij alla sua mecenate Nadezda von Meck)

“Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64” by Pёtr Il’ič Čajkovskij (Stuttgart Radio Symphony Orchestra e Sergiu Celibidache, conductor – 23.II.1980):

“Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64” by Pёtr Il’ič Čajkovskij (Oslo Philharmonic Orchestra, Mariss Jansons):

“Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64” by Pёtr Il’ič Čajkovskij (Leningrad Philharmonic Orchestra, Yevgeny Mravinsky – Live recording, Leningrad, 29.IV.1973):

“Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64” by Pёtr Il’ič Čajkovskij (Mariss Jansons, Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks – Live-recording:Munchen,Philhamnie im Gasteig,9.October 2009):

“Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64” by Pёtr Il’ič Čajkovskij (Gustav Mahler Jugendorchester, Franz Welser-Möst, Vienna Musikverein (19.9.2009)):

“Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64” by Pёtr Il’ič Čajkovskij (Orchestra Sinfonica Nazionale Della Rai – Dir. Juraj Valčuha):

“Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64” by Pёtr Il’ič Čajkovskij (Philharmonia Orchestra, Studio Recording in London):

“Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64” by Pёtr Il’ič Čajkovskij (Leonard Bernstein):


Introduzione: sottomissione totale davanti al destino o, ciò che è lo stesso, davanti alla predestinazione ineluttabile della provvidenza. Allegro. I: Mormorii, dubbi, accuse a XXX. Il: Non è meglio allora gettarsi a corpo morto nella fede? Il programma è eccellente, ammesso che riesca a realizzarlo

La Sinfonia è composta nei canonici quattro movimenti. Una sorta di tema conduttore lega tutti e quattro i movimenti della composizione. 

In un appunto scritto da Čajkovskij nel periodo della stesura della Quinta, viene definito il significato di questa idea musicale, che esprime

la totale sottomissione davanti al Fato – oppure, il che è lo stesso, agli imperscrutabili disegni della Provvidenza

I Movimento: Andante-Allegro con anima. Il tema principale che viene di volta in volta ripreso nei successivi tre movimenti della composizione, esposto inizialmente dal clarinetto nel registro basso al principio dell’ Andante introduttivo, vuole esprimere, secondo Cajkovskij, «una completa rassegnazione di fronte al destino». E’ proposto come forma sonata, ove il tema principale viene eseguito, in alternanza, con il fagotto e il clarinetto stesso. Durante l’esecuzione di questo primo movimento il tema cambia ma in esso si riflette sempre il tema della melodia iniziale. Dopo una trasformazione completa del tema, qui è viva una passione agreste ed a tratti si sviluppa il lirismo elegiaco, termina il movimento con una leggera carezza; tema smorzato progressivamente dagli archi con l’aiuto del fagotto e dei timpani.

II Movimento: Andante cantabile con alcuna licenza. Il corno apre il movimento introducendone il tema principale, cantando in modo “dolce con molta espressione” una lunga melodia prettamente melodico con una spiccata malinconica sensualità. Risulta essere il tema più riuscito della sinfonia dal punto di vista poetico ove è profuso il miglior lirismo del compositore. E’ un momento maestoso e sereno, che corrisponde forse al “raggio di luce” menzionato da Cajkovskij.

III Movimento: Valse. Allegro moderato. Il movimento più breve della sinfonia. Pagina di eleganza straordinaria e con un tema lirico gioioso, molto sensibile. Ci trasporta inevitabilmente alla perfezione musicale del genere che il maestro ha raggiunto nei valzer composti per i suoi balletti.

IV Movimento: Finale. Andante maestoso-Allegro vivace. Un contrasto abbastanza palese con il tema principale della sinfonia che qui raffigura un tema tutto in allegria, dalla rappresentazione di una festa russa ad un tema maestoso ad uno passionale fino poi quasi ad arrivare a redimersi in un tema da finale patetico che chiude in bellezza tutta la sinfonia. Secondo le parole di Čajkovskij, il tema di questo movimento è la Provvidenza: dunque, rispetto alla propria precedente Quarta sinfonia, l’ansia innanzi al Fato viene trasfigurata dall’intimo calore di un amore mistico.

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Per Santa Cecilia 2020 Garry Magee: in stagione con Tugan Sokhiev

 
 

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Written by mara

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