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Prova Aperta per Filarmonica della Scala: Mario Brunello

«Vi concederò il mio lavoro solo se mi prometterete che nessuno – compreso il mio amico Wihan – inserirà qualsiasi alterazione senza la mia conoscenza ed il mio permesso, e non devono esserci cadenze come quelle che Wihan ha inserito nell’ultimo movimento, e che la sua forma rimarrà come io l’ho concepita», Dvořák

Mario Brunello 1

Prova Aperta a favore di Azione Solidale

 

Gestisce e progetta servizi a favore di giovani, disabili e famiglie tramite tre Centri di Aggregazione Giovanile (CAG) e un Centro Diurno Educativo per minori (CDE); essi svolgono un presidio territoriale e sociale sul tema della dispersione scolastica, dell’inclusione sociale, dell’aggregazione e della cittadinanza attiva per circa 400 giovani. I centri lavorano assieme alle figure educative di riferimento, il gruppo genitori e le scuole del territorio, attuando percorsi di sostegno familiare e incontri formativi.

Progetto “Community Media Center Olmi”

Afferisce alla zona Olmi, Baggio e Muggiano, dove ha sede il CAG Olmi all’ interno del quale è stato realizzato un Media Center. Qui è attiva Shareradio, una web radio con laboratori multimediali che è stata accolta dai giovani con entusiasmo e che, da volontari, partecipano alla costruzione del palinsesto. I fondi raccolti con la Prova Aperta renderanno possibile potenziare il Media Center e inaugurare la nuova sala prove e d’incisione gestita dai giovani stessi con postazioni multimediali per il montaggio e l’editing audio/video. L’obiettivo del progetto è di promuovere processi di valorizzazione della creatività e del protagonismo giovanile, con particolare attenzione alle categorie e ai contesti svantaggiati offrendo spazi, attrezzatura e consulenza alla progettazione, produzione, diffusione di materiali multimediali realizzati dai giovani.

La prova prevede il seguente programma: 

 

Antonin Dvořàk, Concerto per violoncello e orchestra op. 104

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Ludwig van Beethoven, Sinfonia n. 5

 

QUANDO:

Domenica 21 Maggio 2017, ore 19.30

 

DOVE: Teatro alla Scala
Via Filodrammatici 2
20121 Milano (MI)

 

INTERPRETI:

Violoncello, Mario Brunello

Direttore, Myung–Whun Chung

Orchestra Filarmonica della Scala

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Palchi grigi al costo di € 22,00

Palchi rosa al costo di € 26,40

Palchi blu al costo di € 19,80

 

Prova Aperta per Filarmonica della Scala: Mario Brunello

 

oppure, se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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Mario Brunello

 

“Non lasciamo la nostra mente alla ruggine”, Mario Brunello

Sacile, 12/04/2006 - Mario Brunello ed Andrea Lucchesini alla Fazioli Concert Hall - Foto Luca d'AgostinoPhocus Agency © 2006

Sacile, 12/04/2006 – Mario Brunello ed Andrea Lucchesini alla Fazioli Concert Hall – Foto Luca d’Agostino Phocus Agency © 2006

Mario Brunello (nato a Castelfranco Veneto, Treviso, nel 1960) è uno dei nomi più significativi dell’ attuale panorama musicale italiano ed internazionale. Inizia la sua attività, come molti musicisti, in orchestra; suona a Venezia nell’ Orchestra della Fenice per poi divenire primo violoncello alla Scala.

Nel 1986 Mario Brunello è il primo violoncellista italiano a vincere il Concorso Čaikovskij di Mosca e da quel momento la carriera prende il volo.

Ha studiato al Conservatorio di Venezia con Adriano Vendramelli e Antonio Janigro e si è esibito nelle maggiori sale da concerto del mondo, diretto da nomi di grande prestigio quali Claudio Abbado (che ripetutamente lo ha voluto con le sue orchestre, quella del Festival di Lucerna e l’ Orchestra Mozart, sia come solista che come direttore), Myung-Whun Chung, Valery Gergiev, Yuri Temirkanov, Carlo Maria Giulini, Eliahu Inbal, Marek Janowski, John Axelrod, Daniele Gatti, Riccardo Muti, Zubin Mehta, Riccardo Chailly, Vladimir Jurowski, Ton Koopman, Antonio Pappano, Manfred Honeck e Seiji Ozawa.

Viene invitato dalle più prestigiose orchestre, tra le quali London Philharmonic, Munich Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Mahler Chamber Orchestra, Orchestre Philharmonique de Radio-France, London Symphony, NHK Symphony di Tokyo, Kioi Sinfonietta, Filarmonica della Scala, Accademia di Santa Cecilia.

È molto attivo in formazioni cameristiche classiche grazie a collaborazioni con solisti come Gidon Kremer, Yuri Bashmet, Martha Argerich, Andrea Lucchesini, Frank Peter Zimmermann, Isabelle Faust, Maurizio Pollini, Valery Afanassiev e l’ Hugo Wolf Quartett.

“Io ho molta ammirazione per i giovani. Il fatto di essere musicista e di avere molti studenti mi ha fatto provare questa sensazione: che i giovani possano trainare tutto quanto, che siano loro in realtà a mandare avanti il mondo.”

Nella sua vita artistica riserva ampio spazio a progetti che coinvolgono forme d’ arte e saperi diversi (teatro, letteratura, filosofia, scienza), integrandoli con il repertorio tradizionale. Partecipa quindi a festival jazz con Vinicio Capossela (con il quale collabora tuttora), Uri Caine e Gian Maria Testa; realizza spettacoli teatrali con Maddalena Crippa e Marco Paolini. Sempre rimanendo in ambito teatrale propone un progetto visionario dedicato a Bach (Pensavo fosse Bach, prodotto da Musicamorfosi). Attraverso nuovi canali di comunicazione cerca di avvicinare il pubblico a un’ idea diversa e multiforme del far musica, creando spettacoli interattivi che nascono in gran parte nello spazio Capannone Antiruggine (a Castelfranco Veneto, sua città natale, si trova questa antica fabbrica dove si lavorava il ferro riadibita a sala da concerto e qui tiene concerti, corsi e masterclass), luogo ideale per la sperimentazione. Perché sperimentare significa “cercare suoni che non appartengono al proprio linguaggio, cercare parole nuove“. Significa esibirsi all’ occorrenza in spazi non destinati alla musica e aprirsi anche a nuove tecnologie.

Ma al di là di tecniche e strumenti – sottolinea Brunello – la musica dovrebbe avvicinarsi al pubblico facendo scendere orchestre e solisti dal piedistallo, ossia riducendo o annullando il dislivello tra platea e palcoscenico: “perché tutti sono allo stesso livello”.

Brunello si presenta sempre più di frequente nella doppia veste di direttore e solista dal 1994, quando fonda l’ Orchestra d’ Archi Italiana, con la quale ha una intensa attività sia in Italia che all’ estero.

Mario Brunello è un musicista dal repertorio molto vasto che spazia dalla musica barocca e Bach (di cui ha inciso tra 1993 e 1994 le sei Sei suites per violoncello solo BWV 1007 – 1012 nell’ Auditorium del Conservatorio di Torino) alla musica contemporanea e ad incursioni, come abbiamo visto, nel jazz.

“Qualsiasi musicista con Bach si sente a casa…Ancor oggi la sua musica ci trasmette il senso di una proporzione naturale. Io faccio sempre l’esempio di una foglia: non possiamo dire che sia simmetrica, ci sono sempre delle piccole differenze eppure l’impressione è di una perfezione che solo la natura riesce a dare. Penso che la musica di Bach si avvicini molto a questa idea”.

È docente presso i corsi estivi di perfezionamento dell’ Accademia Chigiana di Siena ed è Accademico di Santa Cecilia.

Suona un violoncello Giovanni Battista Guadagnini del 1769 appartenuto ad Antonio JanigroBenedetto Mazzacurati e successivamente a Franco Rossi (quest’ ultimo violoncellista del Quartetto Italiano).

Dal 2008 è il direttore artistico del Concorso Internazionale per Quartetto d’ Archi “Premio Paolo Borciani” di Reggio Emilia.

Ha preso parte, fin dalla prima edizione, alla manifestazione I Suoni delle Dolomiti, che ogni anno porta in quota la musica colta e classica.

I diversi generi artistici si riflettono nell’ ampia discografia che include opere di Vivaldi, Bach, Beethoven, Brahms, Schubert, Franck, Haydn, Chopin, Janáček e Sollima. Deutsche Grammophon ha pubblicato il Triplo Concerto di Beethoven diretto da Claudio Abbado ed EGEA Records ha dedicato all’ artista la collana “Brunello Series” composta da cinque Cd: “Odusia”, odissea musicale nella cultura del Mediterraneo, “Brunello and Vivaldi”, “Violoncello and” per violoncello solo, “Schubert e Lekeu” con Andrea Lucchesini e le Suites di Bach (Premio della Critica 2010). Per la EMI la registrazione live del Concerto di Dvorak con l’ Accademia di Santa Cecilia e Antonio Pappano.

Classica e incursione in altri generi ma un altro elemento è considerato particolarmente importante per Mario Brunello: il silenzio, così caro al violoncellista, quasi più importante del suonoDal silenzio del pensiero emergono parole pesate, mai banali.

“La musica è una lingua, con tutti i suoi dialetti. Che sia ritmica, melodica, intensa, classica o leggera, l’ importante è che sia Musica con la M maiuscola”

Anche per un musicista l’ assenza di suoni può rappresentare ispirazione e vera e propria musica per le orecchie. Mario Brunello con Silenzio racconta che cos’ è questa strana forma, ormai quasi aliena all’ umanità, sovraccaricata e inquinata dai rumori che si fanno spesso moleste presenze.

In Silenzio Mario Brunello racconta  che cosa davvero significhi per lui questa magica parola: “Al violoncellista ovviamente non interessa un silenzio qualunque, ma quello in cui la musica si forma, prende vita e diventa arte. Definisce così come nascono le sue note: all’ interno di una specie di luogo in cui non ci sono, in cui, per l’ appunto domina il silenzio che permette però all’ artista di entrare, di essere segnato. E così nasce la musica. Il suono si sistema in quel silenzio. Ecco allora la ricerca di luoghi dove il silenzio è d’ oro, dove esso prospera e viene rispettato, come una montagna o un deserto. Persino però in un mercato pieno di colori e di casino, il musicista trova il suo silenzio e lo trasforma in qualcosa che potrebbe addirittura diventare Bach. La vita come sempre è linfa vitale per l’ arte, la nutre e la tiene sveglia, attenta, piena“.

 

Mario Brunello “Concerto per Violoncello″ by R. Schumann (Orchestra: Saint Paul Chamber Orchestra, Direttore: Roberto Abbado):

Mario Brunello “Suite II a violoncello solo″ by J.S.Bach (eseguito in una radura erbosa accanto un nevaio e sotto una parete rocciosa tra il Rifugio Tires ed il Rifugio Sassopiatto il giorno 8 luglio 2011):

Mario Brunello & Quartetto Lyskamm “Quintetto in do magg.″ by F. Schubert:

Mario Brunello “Stelutis Alpinis” (trekking musicale organizzato nell’ ambito de “I Suoni delle Dolomiti 2009”. Al termine dell’ultimo concerto Mario Brunello, acclamato dal pubblico, ha eseguito “Stelutis Alpinis” come sua commossa dedica alla montagna):

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Myung-Whun Chung…

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Myung-Whun Chung inizia la sua attività musicale come pianista, debuttando all’età di sette anni, e nel 1974 vince il secondo premio del Concorso Pianistico Čajkovskij di Mosca. Completa gli studi al Mannes College e alla Juilliard School di New York, e nel 1979 diventa assistente di Carlo Maria Giulini alla Los Angeles Philharmonic Orchestra. Due anni dopo, è nominato Direttore associato dell’Orchestra.

Dal 1984 al 1990 è Direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Saarbrüken, dal 1987 al 1992 Direttore Principale Ospite del Teatro Comunale di Firenze, tra il 1989 e il 1994 Direttore Musicale dell’Orchestra dell’ Opéra di Paris-Bastille e (dal 1997 al 2005) Direttore Principale dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma.

Dal 2000 Myung-Whun Chung è Direttore Musicale dell’Orchestre Philharmonique de Radio France.

Myung-Whun Chung ha diretto molte fra le orchestre più prestigiose del mondo; fra queste i Berliner e i Wiener Philharmoniker, il Concertgebouw di Amsterdam, le principali orchestre di Londra e di Parigi, la Filarmonica della Scala, la Bayerische Rundfunk, la Staatskapelle Dresden, le orchestre sinfoniche di Boston e di Chicago, l’Orchestra della Metropolitan Opera di New York, la New York Philharmonic Orchestra e le orchestre di Cleveland e di Philadelphia.

Le numerose registrazioni di Myung-Whun Chung, realizzate per Deutsche Grammophon, hanno ricevuto i riconoscimenti più prestigiosi.

Nel 2008 ha inciso per DG un tributo al suo maestro Olivier Messiaen con la Philharmonique di Radio France. Per il suo operato artistico gli sono stati conferiti il Premio Abbiati e il Premio Toscanini dall’Italia e, nel 1992, la Légion d’Honneur dalla Francia. Nel 1991 è stato nominato Artista dell’anno dal Sindacato professionale della critica drammatica e musicale. Nel 1995 e nel 2002 è stato inoltre insignito del Premio Victoire de la Musique.

Per la Filarmonica della Scala Myung-Whun Chung è uno dei direttori di riferimento; dal 1989, nella sala del Piermarini e in tournée, ha diretto concerti quasi ogni anno con quest’Orchestra. Nel settembre 2006 ha guidato l’Orchestra in un’importante tournée che ha compreso l’apertura di Settembre Musica a Torino, il debutto a Berlino e tappe a Mosca e Varsavia, mentre nel 2008 ha realizzato un ciclo di concerti a Tokyo, Osaka, Seoul, Shanghai e Pechino con la partecipazione del pianista Lang Lang, segnando il debutto della Filarmonica in Cina. L’attività fuori sede con la Filarmonica è proseguita nel 2009 con concerti in diversi paesi europei.

Parallelamente alla sua attività musicale, Myung-Whun Chung è impegnato in iniziative di carattere umanitario e di salvaguardia dell’ambiente. Ambasciatore del Programma delle Nazioni Unite per il Controllo internazionale delle droghe (UNDCP), nel 1995 è stato nominato “Uomo dell’anno” dall’UNESCO e, l’anno successivo, il Governo della Corea gli ha conferito il “Kumkuan”, il più importante riconoscimento in campo culturale, per il suo contributo alla vita musicale coreana.

Attualmente ricopre l’incarico di Ambasciatore Onorario per la Cultura della Corea, il primo nella storia del Governo del suo Paese.

Nell’ aprile 2008 Myung-Whun Chung è stato nominato dall’ UNICEF “Goodwill Ambassador”, come riconoscimento per il suo impegno a favore dell’infanzia.

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NOTE DI PROGRAMMA E ASCOLTI…

 

Ecco il destino che bussa alla porta“, Beethoven

 
La quinta sinfonia di Ludwig van Beethoven in Do minore, dedicata al principe Lobkowitz e al conte Rasumovsky, fu composta tra il 1807 e l’inizio del 1808 (I primi abbozzi risalgono in realtà al 1804) e fu eseguita il 22 dicembre 1808 al Theater an der Wien (Vienna) in una fredda e lunga serata musicale che demotivò il pubblico presente. Per avere un’ idea di cosa fosse un concerto all’ epoca di Beethoven può essere interessante considerare che quando fu eseguita per la prima volta, il 22 dicembre di quell’anno al Theater an der Wien di Vienna sotto la direzione dell’autore, la serata comprendeva anche la Sinfonia n. 6, la Fantasia per pianoforte, coro e orchestra op. 80, il Concerto per pianoforte e orchestra in sol minore (il Quarto) e alcuni brani dalla Messa in do maggiore op. 86. A tale proposito è significativo quanto scrisse il compositore Johann Friedrich Reichardt che, ospite del principe Lobkowitz, assistette al concerto: “Vi siamo stati a sedere dalle sei e mezza fino alle dieci e mezza in un freddo polare, e abbiamo imparato che ci si può stufare anche delle cose belle. Il povero Beethoven, che da questo concerto poteva ricavare il primo e unico guadagno di tutta l’annata, aveva avuto difficoltà e contrasti nell’organizzarlo. […] Cantanti e orchestra erano formati da parti molto eterogenee. Non era stato nemmeno possibile ottenere una prova generale di tutti i pezzi, pieni di passi difficilissimi. Ti stupirai di tutto quel che questo fecondissimo genio e instancabile lavoratore ha fatto durante queste quattro ore. Prima una Sinfonia Pastorale o ricordi della vita campestre pieni di vivacissime pitture e di immagini. Questa Sinfonia Pastorale dura assai di più di quanto non duri da noi a Berlino un intero concerto di corte. […] Poi, come sesto pezzo, una lunga scena italiana […] Settimo pezzo: un Gloria, la cui esecuzione è stata purtroppo completamente mancata. Ottavo brano: un nuovo concerto per pianoforte e orchestra di straordinaria difficoltà […]. Nono pezzo: una Sinfonia [la Sinfonia n. 5 op. 67]. Decimo pezzo: un Sanctus […]. Ma al concerto mancava ancora il “gran finale”: la Fantasia per pianoforte, coro e orchestra. Stanchi e assiderati, gli esecutori si smarrirono del tutto“.

Si tratta, in effetti, del lavoro sinfonico di Beethoven che ebbe la gestazione più lunga e travagliata (si pensi che i primi abbozzi nascono quando l’ autore stava ancora lavorando alla Sinfonia n. 3, anche se alcune idee risalgono addirittura a dieci anni prima, mentre la conclusione del lavoro si intreccia con la composizione della Sinfonia n. 6). Il manoscritto è conservato nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino.

 

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Berlin Philharmonic & Wilhelm Furtwangler, direttore – Live Recording, May 23, 1954):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Münchner Philharmoniker Orchestra & Sergiu Celibidache, direttore):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Columbia Symphony Orchestra & Bruno Walter, direttore):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Wiener Philharmoniker & Carlos Kleiber – 1975):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Berliner Philharmoniker & Herbert von Karajan – 1977):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (West Eastern Divan Orchestra & Daniel Barenboim, direttore – Royal Albert Hall, 23 July 2012):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (NBC Symphony Orchestra & Arturo Toscanini, direttore – 1959):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Orquesta Sinfónica Simón Bolívar de Venezuela & Gustavo Dudamel, direttore – Philharmonie, Paris, 2015):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Wiener Philharmoniker & Leonard Bernstein, direttore):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Philharmonia Orchestra & Herbert von Karajan, direttore – London, 09.-10.XI.1954):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do min. op. 67″ by L. van Beethoven (Vienna Philharmonic Orchestra & Christian Thielemann, direttore):

I Movimenti:

Allegro con brio

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Il primo movimento (“Allegro con brio“) è forse la pagina più celebre e drammatica scritta dall’ autore: inizia con il famoso motivo di quattro note che, secondo le parole dello stesso Beethoven, rappresenta “il destino che bussa alla porta“, popolarmente interpretato come l’ inquietudine per la sordità crescente.

Strutturalmente, si tratta di un movimento in forma-sonata, in cui il tema principale deriva integralmente da questo motivo iniziale di quattro note.

Andante con moto

Il secondo movimento (“Andante con moto”) è un andante in La bemolle maggiore, che introduce un clima di distensione, anche se non mancano le reminiscenze ritmiche del motivo iniziale della sinfonia. Le parti più attive di questo movimento sono esposte in Do maggiore; protagonisti sono gli ottoni. Interessante è la strutturazione delle esposizioni delle parti attive del movimento: nella prima esecuzione, violini e viole accompagnano suonando gli accordi di Do maggiore e Sol maggiore, in terzine, con una consequenziale sensazione di lentezza ma di marcia; la seconda esecuzione, sempre di violino e viola, prevede l’ utilizzo di quartine al posto di terzine, dando maggiore movimento alla parte; la terza esecuzione, invece, prevede che i violini e le viole ridiventino coprotagonisti.

Allegro

Il terzo e quarto movimento della sinfonia sono uniti fra loro senza praticamente soluzione di continuità, una scelta musicalmente piuttosto rara.

Il tema principale del terzo movimento (che Beethoven, a differenza del solito, non intitola Scherzo), di nuovo in Do minore, viene esposto in fortissimo e riprende, variandolo, il motivo iniziale del primo movimento. Nella sezione centrale, in tonalità maggiore, violoncelli e contrabbassi suonano all’ unisono in passaggi virtuosistici. A questa sezione segue la ripresa, in cui il tema iniziale è esposto questa volta piano), che sfocia in un ponte modulante che conduce direttamente al Finale (“Allegro“).

Allegro – Presto

Il quarto movimento, in Do maggiore, inizia con toni cupi e drammatici, suonati dai violoncelli e dai contrabbassi. Riprende poi il tema principale del primo movimento, nuovamente esposto in fortissimo dai corni e dai tromboni, perdendo poco a poco i suoi toni drammatici grazie alle sonorità più leggere degli oboi.

Nella Zeitschrift für Musikwissenschaft del febbraio 1934 Io Schering attribuiva a quest’opera il significato di una Sinfonia della riscossa nazionale o della rivoluzione (“Essa dovrebbe trasformarsi in un simbolo che, proprio per noi tedeschi del presente, splende di piena luce meridiana“), interpretandola, con ampiezza di discutibili particolari illustrativi, sulla base dello schema seguente: Primo tempo: Il tiranno e il popolo — Secondo tempo: Preghiera al Cielo perché mandi l’eroe salvatore — terzo tempo: Il popolo si domanda chi sarà questo eroe, i profeti ne preconizzano la prossima venuta. Nel Trio episodio di lotta contro i falsi eroi — Quarto tempo: l’eroe appare nel suo pieno splendore, acclamato dal popolo esultante.

CURIOSITA’

L’attacco della sinfonia fu anche usato dalle trasmissioni in italiano della famosa Radio Londra durante la Seconda guerra mondiale, in quanto in codice Morse tre punti e una linea formano l’iniziale V di Victory.

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ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra op. 104” by Antonin Dvořàk (Mischa Maisky):

ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra op. 104” by Antonin Dvořàk (Jacqueline du Pré):

ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra op. 104” by Antonin Dvořàk (Pierre Fournier):

ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra op. 104” by Antonin Dvořàk (Mstislav Rostropovich):

ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra op. 104” by Antonin Dvořàk (Leonard Rose):

ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra op. 104” by Antonin Dvořàk (xxxxx):

ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra op. 104” by Antonin Dvořàk (Gautier Capuçon):

ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra op. 104” by Antonin Dvořàk (Yo-Yo Ma):

ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra op. 104” by Antonin Dvořàk (Emanuel Feuermann):

ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra op. 104” by Antonin Dvořàk (Jacqueline du Pré):

ASCOLTA QUI “Concerto per violoncello e orchestra op. 104” by Antonin Dvořàk (Steven Isserlis):

 

Alcune foto inserite sono state scaricate da Internet e ritenute di pubblico dominio in assenza di specifiche indicazioni in merito. Preghiamo quindi, qualora i soggetti o gli Autori (riconosciuti tali) fossero contrari alla pubblicazione, di segnalarlo all’ indirizzo mara.grisoni@gmail.com, provvederemo alla rimozione delle immagini o alla segnalazione dell’ Autore.

Written by mara

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