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Robert Schumann Concerto per Violoncello in La minore op. 129: storia e ascolti

“Concerto per violoncello op. 129, “pezzo sereno””, Schumann in una lettera a Breitkopf & Hàrtel del 3 novembre 1853

Il Concerto per violoncello e orchestra in La minore, op. 129 fu composto da Robert Schumann nell’ ottobre del 1850 (iniziò il 10 ottobre 1850).

Il musicista tuttavia già nel 1849 pensava ad una concerto per violoncello ma lo compose solo dopo essere stato nominato direttore musicale municipale a Düsseldorf. Solo ora, all’età di quarant’anni, egli dunque ottiene un incarico musicale stabile ed autorevole.

Furono quasi quattro anni – dal 1° settembre del 1850 sino alla stagione 1854-’55, quando dovette cedere il posto a Julius Tausch (1827-1895) – di intensa e febbrile attività non solo dal punto di vista creativo, ma anche per quanto riguardava il lavoro direttoriale e organizzativo, teso ad accrescere il prestigio e la fama di questa antica istituzione musicale tedesca. Fu a Düsseldorf che egli scrisse fra l’altro, la Sinfonia in mi bemolle maggiore detta “Renana“, le ouvertures della Fidanzata di Messina, del Giulio Cesare e di Ermanno e Dorotea, i tre Phantasiestücke per pianoforte op. 111, la Messa per coro a 4 voci e orchestra op. 147 e il Requiem op. 148.

Schumann, come suo solito, portò a termine la partitura in tempi molto brevi ma la vita di questa composizione risultò travagliata. Il compositore in gioventù aveva suonato lo strumento ma non poteva essere considerato un violoncellista; sembra che durante la stesura del concerto fosse supportato da un virtuoso dello strumento.

La bozza fu pronta in sei giorni e l ‘intera orchestrazione fu completata dopo altri otto giorni. Sembra che il musicista tenesse molto a questo lavoro, tanto che, secondo una testimonianza della stessa moglie Clara, egli fece delle correzioni a tale composizione qualche anno più tardi, quando già soffriva in maniera acuta dei disturbi mentali che lo avrebbero portato alla follia e alla morte a soli 46 anni.

Il 23 marzo 1851 Christian Reimers suonò il concerto al violoncello con l’ accompagnamento del pianoforte. In vista di una prima esecuzione (ufficiosa) a Düsseldorf nel maggio del 1851, Schumann prese contatto con Robert Emil Bockmühl che ruppe di lì a poco la collaborazione con l’ autore in quanto non soddisfatto delle modifiche che questi apportava.

Solo nel novembre del 1852 l’autore scrive al suo editore comunicandogli che il Concerto è pronto per essere dato alle stampe, cosa che avverrà solo nel febbraio del 1854. Il 27 dello stesso mese Schumann tenterà di suicidarsi gettandosi nel Reno. La prima esecuzione pubblica di cui si abbia notizia avverrà, postuma, il 9 giugno del 1860 nel corso delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario della sua nascita.

Bisognerà aspettare sino al 23 aprile 1860 per avere notizia della prima esecuzione pubblica del concerto.

Il concerto rappresenta il primo ritorno di un compositore al violoncello dopo il Concerto n. 2 per violoncello e orchestra di Franz Joseph Haydn, datato 1783.

Va considerato come uno dei più importanti concerti per violoncello del secolo che vedrà cimentarsi con lo stesso strumento Saint-Saëns, Čajkovskij, Lalo e Dvořák.

ASCOLTA QUI “Robert Schumann Concerto per Violoncello in La minore op. 129” by Robert Schumann (Jacqueline du Pre):

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ASCOLTA QUI “Robert Schumann Concerto per Violoncello in La minore op. 129” by Robert Schumann (Mischa Maisky, Weiner Philharmoniker & Leonard Bernstein):

ASCOLTA QUI “Robert Schumann Concerto per Violoncello in La minore op. 129” by Robert Schumann (Steven Isserlis):

ASCOLTA QUI “Robert Schumann Concerto per Violoncello in La minore op. 129” by Robert Schumann (Mario Brunello, Umberto Benedetti Michelangeli e Orchestra della Rai):

La composizione di Robert Schumann Concerto per Violoncello in La minore op. 129 si articola in tre movimenti senza soluzione di continuità (e senza la tradizionale cadenza del solista) e più che di un concerto per violoncello e orchestra si può dire che si tratti di un concerto per violoncello con accompagnamento di orchestra, in quanto lo strumento solista assurge a ruolo di protagonista affermando le sue prerogative in modo preponderante su un’ orchestra dalle sonorità morbide. 

Il Concerto si articola nei canonici tre movimenti; il primo, Nicht zu schnell (Non troppo allegro), viene introdotto dalle armonie dei legni e dal “pizzicato” degli archi.

Manca la tradizionale cadenza del solista e allora, senza soluzione di continuità, si sfocia nel secondo movimento, Langsam (Adagio); qui una delle pagine più struggenti e romantiche dell’intera produzione schumanniana. Protagonista assoluto è il violoncello solista, il cui canto intenso viene delicatamente sostenuto dall’orchestra e che, in un breve passaggio solistico, porta direttamente all’ultimo movimento, Sehr lebhaft (Molto vivace). L’energia e la vitalità di questa pagina si manifestano subito fin dal tema principale.

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Written by mara

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