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A Roma Katia e Marielle Labèque con Mozart, Mahler Sinfonia n. 5

«Marielle è la mia vita», «Katia ha un’ intelligenza superiore», «Marielle è una santa», «Katia è un’ organizzatrice di bravura impressionante»

Accademia di Santa Cecilia, Stagione 2016 – 2017

 

Dal podio dell’ Auditorium del Parco della Musica di Roma il Direttore Michael Tilson Thomas dirigerà l’ Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia e le due sorelle Katia e Marielle Labèque nel seguente programma:

 

W. A. Mozart, Concerto per due pianoforti K 365

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G. Mahler, Sinfonia n. 5

 

QUANDO:

Giovedì 25 Maggio 2017, ore 19.30 – SALA SANTA CECILIA ORE

Sabato 27 Maggio 2017, ore 18.00 – SALA SANTA CECILIA ORE

Lunedì 29 Maggio 2017, ore 20.30 – SALA SANTA CECILIA ORE

 

DOVE: Auditorium Parco della Musica
Via Pietro De Coubertin, 30
00196 ROMA (RM)

 

INTERPRETI:

Michael Tilson Thomas, Direttore

Katia e Marielle Labèque, Pianoforti

Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea Settore A – B1 Intero al costo di € 52,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 39,00

Galleria Settore B2 Intero al costo di € 42,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 31,50

Galleria Settore B3 Intero al costo di € 34,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 25,50

Galleria Settore C1 Intero al costo di € 30,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 22,50

Galleria Settore C2 Intero al costo di € 28,00; Ridotto Giovani T1 al costo di € 21,00

Galleria Settore C3 Intero al costo di € 19,00; Ridotto Giovani T1 al costo di 14,50

 

Accademia di Santa Cecilia: Katia e Marielle Labèque

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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Michael Tilson Thomas

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Michael Tilson Thomas nato a Los Angeles il 21 dicembre del 1944 è un direttore d’orchestra, pianista e compositore statunitense. Attualmente è il direttore principale della San Francisco Symphony Orchestra.

Nel 1968 dirige la première nel Berkshire Music Center di Tanglewood a Lenox (Massachusetts) di “Elephant Steps” di Stanley Silverman. Nel 1969 debuttò dirigendo la Boston Symphony Orchestra, sostituendo, a metà concerto, William Steinberg. Ha ricoperto la posizione di assistente direttore a Boston fino al 1974 e realizzato diverse registrazioni con l’orchestra per la Deutsche Grammophon (poi rimasterizzate in CD). E’ stato direttore musicale della Buffalo Philharmonic Orchestra dal 1971 al 1979 e ha realizzato incisioni per la Columbia Records. Nel periodo che va dal 1971 al 1977, ha diretto una serie di concerti dedicati ai giovani con la New York Philharmonic.

Dal 1981 al 1985 è stato direttore ospite principale della Los Angeles Philharmonic Orchestra. Tilson Thomas ha fondato la New World Symphony a Miami nel 1987, la prima orchestra accademica per giovani musicisti il cui scopo è “…preparare giovani estremamente specializzati per ricoprire ruoli di direzione d’orchestra in complessi e orchestre in tutto il mondo.” Tilson Thomas rimase nell’ente, ricoprendo attualmente il ruolo di direttore musicale. Dal 1988 al 1995, è stato direttore principale della London Symphony Orchestra, e dal 1995 ne è divenuto direttore ospite principale. Nel 1995, è diventato direttore musicale della San Francisco Symphony Orchestra.

Tilson Thomas ha diretto una grande varietà di composizioni, ed è un estimatore della musica dei moderni compositori statunitensi, avendo registrato il ciclo completo delle sinfonie di Charles Ives e la prima esecuzione dell’ opera di Steve Reich, The Desert Music (1984). La composizione di Reich, The Four Sections (1987) venne commissionata dalla San Francisco Symphony Orchestra e dedicata a Tilson Thomas. Il pezzo venne eseguito in prima mondiale da Tilson Thomas a San Francisco e poi registrato con la London Symphony Orchestra.

Thomas è altresì noto per le esecuzioni delle opere di Gustav Mahler, e sin dalla morte di Leonard Bernstein viene considerato il principale interprete mondiale delle opere di Aaron Copland. Tilson Thomas ha inciso il ciclo completo delle nove sinfonie di Gustav Mahler con la San Francisco Symphony. Queste registrazioni sono state effettuate con il sistema ad alta risoluzione Super Audio CD sulla etichetta discografica dell’orchestra. In particolare, l’opera è stata premiata nel 2010 con un Grammy Award come “Miglior album di musica classica”.

All’ Opera di Santa Fe (Nuovo Messico) nel 1979 dirige Lulu (opera).

All’ Opera di Chicago nella stagione 1986/1987 dirige La bohème con Renato Capecchi.

A Salisburgo dirige nel 1988 un concerto con la London Symphony Orchestra, nel 1990 due concerti e nel 1991 il Requiem (Mozart) con Barbara Hendricks.

Nel 1992 ha diretto un concerto al Teatro alla Scala di Milano con Anne-Sophie Mutter e la London Symphony Orchestra.

Sito Ufficiale: http://michaeltilsonthomas.com/

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Katia e Marielle Labèque…

“Vladimir Jurowski, più medium che direttore, ricava impeccabilmente magnifiche, languide sonorità” The Times

 

Katia e Marielle Labeque sono famose in tutto il mondo per la straordinaria perfezione tecnica e musicale.

Già in tenera età Hanno dimostrato con determinazione l’ambizione di raggiungere le vette musicali e ben presto hanno conquistato la fama internazionale con l’incisione della Rapsodia in Blue di Gershwin (uno dei primi dischi d’oro della musica classica).

Da allora sono protagoniste di una carriera straordinaria con concerti in tutto il mondo. Ospiti regolari delle orchestre più prestigiose, hanno suonato, fra l’altro, con i Berliner Philharmoniker, l’Orchestra Sinfonica della Bayerischer Rundfunk, le Orchestre Sinfoniche di Boston, Chicago e Cleveland, la Gewandhausorchester di Lipsia, la London Symphony Orchestra e La London Philharmonic Orchestra, la Los Angeles Philharmonic, la Philadelphia Orchestra, la Staatskapelle di Dresda, i Wiener Philharmoniker e l’Orchestra Filarmonica della Scala.

Fra i direttori con cui hanno collaborato si annoverano Semyon Bychkov, Sir Colin Davis, Gustavo Dudamel, Charles Dutoit, Sir John Eliot Gardiner, Migue Harth-Bedoya, Kristjan e Paavo Jarvi, Zubin Mehta, Seiji Ozawa, Antonio Pappano, Georges Pretre, Sir Simon Ratte, Esa-Pekka Salonen, Leonard Slatkin e Michael Tilson-Thomas.

Katia e Marielle Labèque suonano spesso anche con complessi di musica barocca fra cui The English Baroque Soloists con Sir John Eliot Gardiner, il Giardino Armonico con Giovanni Antonini, Musica Antica con Reinhard Goebel e i Venice Baroque con Andrea Marcon. Recente la tournée con Age of Enlightenment e Sir Simon Rattle.

Hanno inoltre avuto il previlegio di lavorare con molti importanti compositori fra cui Luis Andriessen, Luciano Berio, Pierre Boulez, Philip Glass, Osvaldo Golijov, Gyorgy Ligeti e Olivier Messiaen.

Presenti sui palcoscenici delle sale da concerto e Festival del mondo Katia e Marielle Labèque hanno suonato, fra l’altro, al Muskverein di Vienna, alla Musikhalle di Amburgo, alla Philharmonie di Monaco di Baviera, alla Carnegie Hall, alla Royal Festival Hall di Londra, alla Scala, alla Philharmonie di Berlino e ai Festival di Blossom, Hollywood Bowl, Lucerna, Ludwigsburg, Mostly Mozart, BBC Proms, Ravinia, Ruhr, Tanglewood e Salisburgo.

Più di 33.000 persone erano presenti al concerto della Waldbuehne di Berlino, diretto da Sir Simon Rattle con i Berliner Philhrmoniker, disponibile ora su DVD Medici.

Per la loro personale etichetta KLM RECORDINGS hanno appena pubblicato “SISTERS” con una selezione di musiche appartenenti alle loro vite personali e professionali.

Nel maggio 2015 STAR-CROSS’D LOVERS, è stata presentata una composizione di David Chalmin, nella nuova Philharmonie di Parigi.

La composizione originale per chitarra elettrica e batteria si basa del dramma Romeo e Giulietta di Shakespeare e accompagna la coreografia per 7 danzatori creata del famoso break-dancer Yaman Okur.

Sempre in maggio Katia e Marielle Labèque hanno fatto , a Los Angeles, la prima esecuzione mondiale del Concerto che Philip Glass ha composto per loro, direttore Gustavo Dudamel. Concerto che poi hanno suonato, nel corso della Stagione 2015/16 con importanti orchestre europee e americane.

La stagione 2015/16 si è conclusa con il clamoroso successo del Concerto di Poulenc, eseguito nel parco di Schoenbrunn a Vienna, Orchestra dei Wiener Philharmoniker diretta da Semyon Bychkov.

Nell’ estate 2016 l’etichetta Kml ha raggiunto la storica etichetta discografica Deutsche Grammophon. E’ uscita una riedizione di 2 cd del loro Album Minimalist Dream House i con la prima incisione del loro progetto “ Love stories”.

Il loro nuovo cd con Deutsche Gramophon dedicato a Stravinsky” Sagra della primavera e Debussy “ Epigrafi Antichi” è stato pubblicato nel Novembre 2016.

Sito personale: http://www.labeque.com/

 

“200 Video su Katia e Marielle Labèque”:

 

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NOTE DI PROGRAMMA E ASCOLTI…

 

“Concerto per due pianoforti K 365” by W. A. Mozart (Camerata Salzburg):

“Concerto per due pianoforti K 365” by W. A. Mozart (Alfred Brendel – Imogen Cooper, Neville Marriner, the Academy of St. Martin-in-the-Fields):

“Concerto per due pianoforti K 365” by W. A. Mozart (Tito e Bruno Aprea – Celibidache – Orc. Rai di Roma (1968)):

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Mahler

“Comincio ora a scrivere le prime note della Quinta. Non ho in mente altro che questo: mettere giù la musica che nasce in me. Non devo cercarla, inseguirla, è qui, si agita nel mio animo, eccola che arriva”, Gustav Mahler

 

La Sinfonia n. 5 in Do# minore di Gustav Mahler venne eseguita per la prima volta in un concerto a Colonia il 18 ottobre 1904 sotto la direzione d’orchestra dello stesso autore, che raccolse un successo di stima. Poco dopo venne presentata a Praga e a Berlino con esiti contrastanti e tali da indurre il musicista a rivedere la partitura e a pubblicarla in altre due versioni, alle quali va aggiunta quella stampata nel 1964 da Peters a Vienna nella edizione curata da Erwin Ratz per conto della «Internationale Gustav Mahler Gesellschaft».

I primi abbozzi della Quinta risalivano al 1901. Un anno importante per Mahler, sia nella sfera privata (per l’incontro con Alma Schindler, sua futura moglie) che in quella professionale (con i primi promettenti successi come direttore dell’Opera di Vienna). Il grosso della composizione era nato nel 1902, durante il soggiorno estivo nella villa di Meiernigg. Ma anche dopo il completamento della partitura, terminata nei primi mesi del 1903, e la prima esecuzione, avvenuta a Colonia il 19 ottobre 1904, Mahler aveva continuato a rivedere questa Sinfonia “molto, molto complessa”, soprattutto per la strumentazione, fino all’ultimo. L’8 febbraio 1911, pochi mesi prima della morte, scrisse all’amico Georg Göhler:

«Ho finito la Quinta: in pratica ho dovuto re-istrumentarla da capo. E’ incomprensibile come abbia potuto allora sbagliarmi del tutto così da principiante. Evidentemente la routine acquisita nelle prime quattro Sinfonie qui mi aveva del tutto abbandonato: poiché uno stile completamente nuovo esigeva una tecnica nuova».

L’organico strumentale di questa sinfonia, che supera la durata di un’ora, è molto denso e corposo e comprende quattro flauti, tre oboi, tre clarinetti, due fagotti, ottavino, corno inglese, clarinetto basso, controfagotto, sei corni, quattro trombe, tre tromboni, un basso tuba, quattro timpani, grancassa, piatti, tamburo, glockenspiel, tam-tam, nacchere, arpa e una massa estesa di archi, che dovrebbero figurare «in möglichst zahlreicher Besetzung», cioè nella formazione più numerosa possibile.

Per questa vastità di impianto e di costruzione, oltre che per la varietà e ricchezza di immaginazione e di idee musicali, la Quinta è un’opera poderosa e massiccia che si inserisce nella grande tradizione sinfonica tedesca.

A chi periodicamente ripete il luogo comune che rimprovera a Mahler proprio l’eccessiva lunghezza delle sue sinfonie, Theodor W. Adorno ha risposto osservando come la dilatazione del tempo costituisca un carattere essenziale della musica:

«Se i contemporanei di Beethoven probabilmente rabbrividivano di fronte alla veemente concentrazione nel tempo delle sue sinfonie come rabbrividivano davanti alle prime ferrovie […], chi è sopravvissuto a Mahler di mezzo secolo rabbrividisce davanti a lui come gli habitués dei viaggi aerei rabbrividiscono alla prospettiva di un viaggio in mare. Perché la durata mahleriana ricorda loro che essi stessi hanno perduto ogni durata, e forse temono addirittura di non vivere più: e allora allontanano questo pericolo con la superiorità dell’uomo importante che assicura di non aver tempo, mettendo in piazza così l’abiezione della sua stessa verità ».

Questa opera sinfonica consta di cinque movimenti divisi in tre parti: i primi due movimenti costituiscono la Parte I, il lungo scherzo centrale è la Parte II, mentre alla Parte III appartengono i due ultimi movimenti.

La prima parte è costituita dai primi due movimenti, fra loro tematicamente legati. Il primo movimento è una marcia funebre e il secondo movimento è in un tempo agitato e verso la fine presenta un luminoso tema che tornerà nel finale della Sinfonia. La seconda parte è costituita per intero da un vastissimo Scherzo.

L’ ultima parte della Sinfonia si apre con il famoso Adagietto forse la pagina più nota di Mahler, utilizzato poi da Luchino Visconti per la colonna sonora del film Morte a Venezia: 103 battute affidate solo agli archi e ad un’ arpa. Questa pagina detiene forse un record fra tutti i brani di musica classica: quello della maggiore differenza di durata che è possibile riscontrare fra le varie esecuzioni. Infatti, molti direttori affrontano (metronomo alla mano, più correttamente) questo Adagietto facendolo durare circa otto minuti, ma è possibile ascoltarne esecuzioni incredibilmente dilatate, come quelle di Hermann Scherchen e Bernard Haitink, che sfiorano addirittura i quattordici minuti.

«In questa Sinfonia, una violenta battaglia ha contrapposto l’Ego di mio marito con l’Universo. Qui il suo “Io” si è rafforzato, non si lamenta più per le tragedie del mondo e per le proprie sventure, non piange più su se stesso. Qui Gustav si prende la rivincita», Alma Schindler, moglie di Mahler

Adagietto_Mahler

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Claudio Abbado, direttore & Lucerne Festival Orchestra, 2004):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Wiener Philharmoniker & Claudio Abbado, direttore – Live Recording in Salzburg Festival, 1980):


ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Lorin Maazel & Vienna Philharmonic Orchestra):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Gustav Mahler – Symphony No. 5 in C Sharp Minor, 1901-02; Herbert von Karajan, direttore – BPO, 1973):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Valery Gergiev, direttore & World Orchestra for Peace – BBC Proms 2010):


ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Direttore, Paavo Jarvi – Frankfurt Radio Symphony Orchestra – 11th, Jun, 2012. Korean Art Centre Concert Hall,Seoul Korea):


ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (Simón Bolívar Symphony Orchestra & Gustavo Dudamel, direttore):

ASCOLTA QUI “Sinfonia n. 5 in do diesis minore” by G. MAHLER (London Symphony Orchestra & Myung-Whun Chung, direttore – Mar 7, 2006; Muza Kawasaki Symphony Hall):


I movimenti sono quindi:

Parte I
I Trauermarsch: In gemessenem Schritt. Streng. Wie ein Kondukt (Marcia funebre. A passo misurato, severamente, come un corteo funebre). La fanfara della tromba in si bemolle è una delle ultime evocazioni nell’ opera mahleriana, del mondo caro alla sua infanzia: i richiami lontani della caserma e le sfilate della marcia militare davanti alla casa dei suoi genitori. La stessa fanfara tornerà nuovamente come una specie di ritornello per legare i diversi episodi della marcia.

II Stürmisch bewegt, mit größter Vehemenz (Tempestosamente mosso, con la massima veemenza). Come dichiara Mahler stesso, questo Allegro in forma sonata, è il primo vero movimento della sinfonia.

Parte II
III Scherzo. Kräftig, nicht zu schnell (Scherzo. Vigoroso, non troppo veloce). Nessuna transizione addolcisce il contrasto tra la disperazione dell’Allegro ed il felice buonumore che regna lungo tutto lo Scherzo. La cosa più notevole non è nelle proporzioni gigantesche ma nell’ elaborazione tematica molto complessa. 

Parte III
IV Adagietto. Sehr langsam (Adagietto. Molto lento). Dopo una tale esplosione di gioia di vivere sarebbe stato inconcepibile terminare la sinfonia in modo tragico e più ancora piazzare dopo lo Scherzo un altro movimento dello stesso carattere. Bisognava dunque creare un contrasto. Questa è la ragion d’essere del delizioso Adagietto, un momento di dolcissima intimità e di conforto (una semplice romanza senza parole) affidato agli archi accompagnati da un discreto tappeto sonoro dell’arpa, in un’atmosfera quasi indefinita, eterea, fluttuante, che lo stesso Mahler ha definito “musica delle Sfere”. E’ il momento del raccoglimento e dell’oblio dalle cose del mondo. Coloro che giudicano la grazia di questa nuova fantasticheria troppo facile e la sua attrattiva troppo immediata dovrebbero esaminare la partitura e vedere con quale sottigliezza, quale raffinatezza e quale amore ogni misura è stata finemente cesellata.

V Rondo-Finale. Allegro (Rondo-Finale. Allegro, Allegro giocoso, Brioso). L’introduzione è affidata ai legni che espongono ognuno un proprio tema. I differenti motivi sono una serie di fugati ispirati a Mahler dai compositori classici viennesi. Il primo soggetto di questo movimento deriva direttamente dal finale della Seconda Sinfonia di Beethoven. Il successivo fugato è apparentato al tema secondario dello Scherzo. Il tema del Wunderhorn Lied del 1986 Lob des hohen Verstandes (Elogio dell’intelligenza superiore) nutre poi un episodio “grazioso” che dura solo qualche battuta e sfocia in una ripresa del primo soggetto, sempre preceduto dal suo divertimento. L’intermezzo successivo combina diversi motivi che abbiamo già sentito con un nuovo delizioso giro degli archi in cui riconosciamo che tutto ciò è una semplice metamorfosi dell’ Adagietto qui ripreso quasi completamente. Dopo un accelerando improvviso gli ottoni ripropongono un corale che assomiglia molto a quello del secondo movimento che conduce a un grandioso crescendo il quale, come ha scritto Bruno Walter,

«suggella tutta la Quinta, fatta di musica appassionata, selvaggia, piena di pathos, briosa, solenne, delicata e piena di tutte le sensazioni dell’anima umana».

Ora simbolizza la vittoria definitiva delle forze della vita sull’ angoscia, sul dolore e sulla morte.

“Se non fossi così come sono, non dovrei scrivere le mie sinfonie”, Gustav Mahler

 

 

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Written by mara

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