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Sagra Musicale Malatestiana 2016: Renaud e Gautier Capuçon

Egregio! Vorrei farti una comunicazione di natura artistica, alla quale mi auguro di cuore che tu possa essere più o meno interessato. Ma non sono sicuro che questo indirizzo sia valido per il periodo estivo. Perciò, posso pregarti per il momento di mandarmi una parola, per dirti poi il resto? Con l’antica stima“, Johannes Brahms al grande violinista Joseph Joachim

Capuçon brothers

Sagra Musicale Malatestiana 2016

 

A Rimini per la Sagra Musicale Malatestiana i fratelli Capuçon, Renaud Capuçon al violino e Gautier Capuçon al violoncello, accompagnati dalla Rotterdam Philharmonic Orchestra diretti da Yannick Nézet-Séguin per il seguente programma:

 

FRANZ JOSEPH HAYDN, Overture da L’ isola disabitata, Hob 28/9

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JOHANNES BRAHMS, Doppio concerto in la minore per violino, violoncello e orchestra op. 102

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JEAN SIBELIUS, Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 43

 

QUANDO:

Martedì 30 agosto 2016, ore 21.00

 

DOVE: Sagra Musicale Malatestiana, Via della Fiera, 23, 47923 Rimini (RN)

 

INTERPRETI:

Renaud Capuçon, violino

Gautier Capuçon, violoncello

Rotterdam Philharmonic Orchestra

Yannick Nézet-Séguin, direttore

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

I° settore al costo di € 42,00

II° settore al costo di € 33,00

III° settore al costo di € 28,00

IV° settore al costo di € 25,00

Giovani al costo di € 15,00 (III° Settore) inferiori ai 25 anni

 

Sagra Musicale Malatestiana 2016: Renaud e Gautier Capuçon

 

oppure, se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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L’opera L’ Isola disabitata è stata composta da Joseph Haydn (1732-1809) su libretto di Pietro Metastasio nel 1779. La prima fu ad Eisenstadt, all’ Esterháza Marionettentheater il 6 dicembre 1779.

L’opera non riscosse un largo consenso, né all’ epoca di Haydn, né ai tempi della sua ripresa moderna avvenuta all’ Opera di Vienna nel 1909.

L’ ouverture è composta nella grande maniera in quattro sezioni, alternando tempi lenti e veloci, e con il suo carattere programmatico anticipa la natura selvatica dell’isola disabitata.

 

 “L’ isola disabitata Ouverture” by F. J. Haydn (Harnoncourt):

Durante un viaggio nelle Indie occidentali, Gernando viene rapito dai pirati, mentre sua moglie Costanza e la sorella minore di quest’ultima, Silvia, vengono abbandonate su un’isola deserta. Gernando riesce a raggiungerle solo tre anni più tardi: sbarca sull’ isola insieme all’ amico Enrico (in qualche manoscritto chiamato Ernesto), del quale si innamora la giovane Silvia. Nonostante le traversie, alla fine l’amore tra le due coppie ha la meglio sul destino crudele.
 
Struttura musicale della Sinfonia: Largo (sol minore). Vivace – flauto, 2 oboi, fagotto, 2 corni, archi

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A colui per il quale è stato scritto

 

Il Concerto per violino e violoncello in la minore, op. 102, detto Doppio Concerto, di Johannes Brahms, prese forma nel 1887 durante il periodo estivo che il compositore trascorreva come d’ abitudine a Thun, la cittadina svizzera sul lago omonimo, come omaggio all’ arte di due amici, il violinista Joseph Joachim e il violoncellista Robert Hausmann.

Brahms doveva scrivere inizialmente un concerto per violoncello proprio per il suo amico Robert Hausmann. Nel 1881 – diversi anni prima della creazione del Concerto – Brahms giunse a una profonda rottura con Joseph Joachim, il violinista con il quale aveva un antico sodalizio artistico e di amicizia, e al quale aveva dedicato, nel 1878, il Concerto per violino op. 77. Testimone delle agitate vicende del matrimonio di Joachim, il compositore si era schierato apertamente a favore della moglie del violinista, suscitando il risentimento di quest’ultimo. Brahms colse quindi l’ occasione per dedicare anche a lui il suo lavoro, in segno di riconciliazione.

Clara Schumann definiva questo concerto Versöhnungswerk, «opera di riconciliazione»

La prima ebbe luogo a Colonia il 18 ottobre 1887, al Theater der Stadt, con l’ Orchestra di Gürzenich, sotto la direzione di Brahms stesso, ed avendo come solisti i due dedicatari. Tra il pubblico un ascoltatore d’eccezione, Petr Il’ič Čajkovskij, che tuttavia non se ne mostrò particolarmente colpito.

Questa forma musicale resta rarissima nel XIX° secolo ed il suo pendant è il celebre Triplo concerto di Ludwig van Beethoven.

Il concerto per solisti multipli era abbastanza normale anteriormente, come attestano i vari concerto grosso, le sinfonie concertanti ed i precedenti di Wolfgang Amadeus Mozart.

Il Doppio è non solo l’ultimo Concerto, ma l’ ultima opera sinfonica in assoluto composta da Brahms, posteriore di due anni alla sua quarta ed ultima sinfonia. La scelta della destinazione solistica polistrumentale – desueta per tutto l’ Ottocento – appare singolare, e si riflette in soluzioni stilistiche piuttosto differenti rispetto a quelle dei precedenti lavori sinfonici.

 

“Concerto doppio per violino, violoncello e orchestra in la minore op. 102” by J. Brahms (Renaud Capuçon, violin; Gautier Capuçon, cello – Orchestre Philharmonique de Radio France – Myung-Whun Chung, conductor; London, Proms 2011):

“Concerto doppio per violino, violoncello e orchestra in la minore op. 102” by J. Brahms (Anne-Sophie Mutter, Maximilian Hornung):

“Concerto doppio per violino, violoncello e orchestra in la minore op. 102” by J. Brahms (Jascha Heifetz violon; Gregor Piatigorsky violoncelle; RCA Victor Symphony Orchestra – Alfred Wallenstein _ Enregistré en 1960):

“Concerto doppio per violino, violoncello e orchestra in la minore op. 102” by J. Brahms (Josef Suk, Violin; André Navarra, Violoncello; Czech Philharmonic Orchestra – Karel Ančerl Conductor – Rec. at Dvořák Hall of Rudolfinum, Prague, October 1963):

“Concerto doppio per violino, violoncello e orchestra in la minore op. 102” by J. Brahms (Kremer-Maisky-Bernstein):

“Concerto doppio per violino, violoncello e orchestra in la minore op. 102” by J. Brahms (David Oistrakh, violin; Mstislav Rostropovich, violoncello; Cleveland Orchestra, George Szell, 1970 – 1998 EMI Records):

“Concerto doppio per violino, violoncello e orchestra in la minore op. 102” by J. Brahms (Herbert von Karajan – Berliner Philharmoniker; Violin: Anne-Sophie Mutter; Violoncello: António Meneses):

“Concerto doppio per violino, violoncello e orchestra in la minore op. 102” by J. Brahms (Isaac Stern: violin, Leonard Rose: cello-Philadelphia Orchestra-Eugene Ormandy: conductor):

“Concerto doppio per violino, violoncello e orchestra in la minore op. 102” by J. Brahms (Julia Fischer, violin; Daniel Müller-Schott, cello; Deutsche Radio Philharmonie – Christoph Poppen, conductor):

“Concerto doppio per violino, violoncello e orchestra in la minore op. 102” by J. Brahms (Perlman, Rostropovich):

“Concerto doppio per violino, violoncello e orchestra in la minore op. 102” by J. Brahms (Violin, Isaac Stern (66 years old); Cello, Yo-Yo Ma (31 years old) – Cond : Kazuyoshi AKIYAMA e NHK Symphony Orchestra _ 1986.11.27 Suntory Hall):

«La mia folle, ultima composizione»

 

L’opera è formata da tre movimenti e la sua esecuzione dura circa trenta minuti.

  • Allegro
  • Andante
  • Vivace non troppo

L’ esordio di questo brano è al di fuori della norma: si tratta di una grande cadenza solistica, posta all’inizio anziché alla fine del movimento come avveniva tradizionalmente. Nel primo movimento, l’ Allegro, entra bruscamente con un motto pronunciato da tutta l’orchestra; ma subito si fa strada il violoncello solista, come detto, in un’ampia cadenza che ribalta le nostre aspettative e che presto contagia anche il violino: all’ orchestra non rimane che tenersi in disparte, come spettatrice, finchè non riesce a innestarsi sul dialogo dei due solisti e a imporre nuovamente il motto d’apertura. Successivamente si intromettono di nuovo i due solisti, rubando la scena; d’ora in poi la struttura del brano vedrà un avvicendarsi regolare dell’ orchestra e dei solisti, a blocchi alterni.

Il secondo movimento, l’ Andante, è forse il momento di maggior equilibrio tra i due protagonisti; dopo brevi e interrogativi incisi dei fiati, violino e violoncello intonano in ottave una ampia melodia cantabile.

Nel terzo movimento, Vivace non troppo conclusivo, torna a manifestarsi una certa preminenza del violoncello, a cui solitamente spettano le proposte, mentre il timbro più femminile del violino interviene in eco. Intorno alla danza dei solisti l’orchestra si raccoglie compatta, a tratti persino brusca. Prima di concludere, un’ultima sezione in cui violino e violoncello svettano sull’ orchestra in piena libertà copre il posto assegnato per tradizione alla cadenza.

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La sinfonia n. 2 in re maggiore (op. 43) di Jean Sibelius è stata composta tra il 1900 e il 1902. La seconda è la più popolare tra le sinfonie di Sibelius ed è quella maggiormente eseguita e registrata.

La composizione è iniziata durante la permanenza del compositore a Rapallo nel 1900, viaggio finanziato dal barone Axel Carpelan, ed è poi proseguita al suo ritorno in Finlandia.

La prima esecuzione, diretta dal compositore stesso, è stata fatta dall’ Orchestra filarmonica di Helsinki l’ 8 marzo 1902.

Dopo la prima, Sibelius ha apportato alcune modifiche all’opera, e la versione definitiva è stata eseguita per la prima volta il 10 novembre 1903 a Stoccolma, diretta da Armas Järnefelt.

L’orchestrazione è migliore rispetto a quella della prima sinfonia, la forma è più matura e la violenza nordica è sostituita da un tocco più classico e luminosamente mediterraneo. La sinfonia contiene belle melodie di carattere eroico e unisce squarci di luminosità classicheggiante con il carattere e i sentimenti propri del romanticismo.

La composizione si sviluppa organicamente da un motivo ascendente di tre note proposto in apertura il quale, dopo essere riapparso sotto varie forme in tutta l’opera, costituendo la base di molto del materiale tematico impiegato, forma il tema drammatico del finale. Sibelius affermava di ammirare la severità dello stile della sinfonia e la profonda coerenza logica dei motivi.

In merito all’origine dei temi impiegati nella sinfonia, si sa che Sibelius ha improvvisato uno dei temi del finale a Ruovesi, nel 1899, in occasione del battesimo di un figlio del pittore Akseli Gallen-Kallela.

Sull’ origine dei temi impiegati nel primo movimento, Karl Fredrik Wasenius, editore della casa Bis, afferma che Sibelius li avrebbe improvvisati nel suo studio, in occasione di un incontro con una giovane musicista (che allora aveva solo sette anni), Irene Eneri, della quale l’editore volle sottoporgli il talento. Suonando una composizione di costei, un Capriccio Orientale, il compositore iniziò ad improvvisare, affermando di

aver trovato ciò che attendeva da settimane

I temi dell’ andante invece sono stati abbozzati da Sibelius durante la sua permanenza a Rapallo, nel febbraio del 1901: nelle sue bozze uno è associato alla figura di Cristo, uno all’ incontro tra Don Giovanni (il protagonista dell’ omonima opera mozartiana) e la morte. Ma la sinfonia è stata completata dopo oltre un anno di lavoro, e in questo arco di tempo tali intenti programmatici sono stati messi da parte.

 

Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 43 by J. Sibelius (Mariss Jansons, Bavarian RSO):

Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 43 by J. Sibelius (Paavo Järvi, Orchestre Paris):

Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 43 by J. Sibelius (Gothenburg Symphony Orchestra, Gustavo Dudamel):

Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 43 by J. Sibelius (Pittsburgh Symphony Orchestra – Lorin Maazel, musical director (1984~1988) – Recording in Heinz Hall, Pittsburgh, September, 16 & 17):

Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 43 by J. Sibelius (Leonard Bernstein, Wiener Philharmoniker):

Movimenti

La sinfonia è strutturata in quattro movimenti.

I. Allegretto

Allegretto – Poco allegro – Tranquillo, ma poco a poco ravvivando il tempo all’allegro – Poco largamente – Tempo I – Poco allegro

Caratteristiche in questo Allegretto iniziale le larghe distese melodiche dei fiati che poi sfociano in uno scherzo vivace e brillante, dove si respira aria del folclore finnico di intonazione pastorale.

Il primo movimento comincia con un tema saltellante dei legni in tonalità d’impianto su accordi ribattuti degli archi. Il primo accordo, con il frammento ascendente di tre note, costituisce il motivo portante di tutta la composizione, analogamente al ruolo svolto dall’introduzione dei clarinetti nella prima sinfonia. Segue un’alternanza fra i fiati e i corni, e gli studiosi faticano ad identificare chiaramente un secondo tema come lo si aspetterebbe nella forma sonata. Nello sviluppo il tema iniziale, terminante con una quinta discendente, ritorna sotto varie sembianze, in maniera più drammatica. L’elaborazione di questo sviluppo è molto lunga, al punto che costituisce, in contrasto alle regole classiche, la gran parte del primo movimento. Nella ripresa il materiale musicale viene efficacemente sintetizzato. Dopo momenti di carattere più scuro, il movimento si conclude con lo stesso carattere idilliaco dell’inizio.

II. Tempo andante

Tempo andante, ma rubato – Poco allegro – Molto largamente – Andante sostenuto – Andante con moto ed energico – Allegro – Poco largamente – Molto largamente – Andante sostenuto – Andante con moto ed energico – Andante – Pesante

L’ Andante inizia con una lunga sezione di pizzicati dei violoncelli e dei contrabbassi. Il primo tema, quello che era stato concepito come la morte nel castello di Don Giovanni, viene proposto dal fagotto e si sviluppa in un contesto di ansietà crescente. In contrasto vi è il tema associato alla figura del Cristo, molto più celestiale e rassicurante. I due temi si alternano trasformandosi vicendevolmente, con giri complessi di tonalità, come l’episodio in sol bemolle maggiore, quasi a riflettere la lotta fra morte e redenzione, benché la sinfonia non abbia intento programmatico. Poco a poco il melodico secondo tema prende il sopravvento e diventa il protagonista. Il movimento si conclude con due pizzicati.

III. Vivacissimo

Vivacissimo – Lento e soave – Tempo primo – Lento e soave – (attacca)

Il Vivacissimo (uno scherzo) è impetuoso, analogamente a quello della sinfonia che lo precede. Il suo primo tema è vorticoso, affidato ai violini; ad esso si contrappone subito il flauto che propone un tema secondo tema più cantabile anche se comunque ritmico, accompagnato da figurazioni molto vivaci degli archi. Il tempo rallenta arrivando al trio, che inizia con otto struggenti ripetizioni della stessa nota da parte del primo oboe, figurazione che ritorna più volte nelle misure seguenti, e porta ad una grande affermazione della stessa. Lo scherzo si ripete. Si ripete anche il trio, ma in forma abbreviata; da qui si genera un passo mosso e il solito motivo ascendente di tre note funge infine da ponte per l’attacco senza fermata del finale.

IV. Finale: Allegro moderato

Finale: Allegro moderato – Moderato assai – Meno moderato e poco a poco ravvivando il tempo – Tempo I – Largamente e pesante – Poco largamente – Molto largamente

Anche nel finale ritorna il tema iniziale di tre note ascendenti, in tonalità d’impianto, ma in questo caso la replica è affidata non più ai legni, bensì alle trombe. Segue il vero primo tema, affidato a tutti i violini, espansivo, cantabile, solenne. La sua elaborazione porta al secondo tema. Il motivo introdotto dagli oboi è stato scritto da Sibelius in memoria di Elli Järnefelt, sorella di sua moglie, morta suicida. Il tema si espande poco a poco su tutta l’orchestra (quasi – sebbene assai alla lontana – come un lungo crescendo rossiniano) assume un tono maestoso e porta di nuovo agli squilli di trombe che introducono la ripresa del primo tema. Regolarmente e brevemente si ritorna al secondo tema e al suo crescendo. Che però introduce la sezione finale, sorretta vigorosamente dagli archi, con ampi squilli degli ottoni. A detta del musicologo Erkki Salmenhaara, studioso della musica di Sibelius, un particolare effetto viene ottenuto quando il motivo ascendente di tre note raggiunge finalmente, per la prima volta nella sinfonia, la quarta nota. Con questo clima solare e luminoso la sinfonia si conclude positivamente.

Accoglienza

In Finlandia la popolarità della sinfonia è legata al sentimento nazionalista che viene percepito nella stessa. Il primo e l’ultimo movimento, con il loro eroismo, il loro ottimismo ed il grandioso finale hanno toccato il pubblico finlandese, che vi leggeva un messaggio patriottico per l’indipendenza della Finlandia (l’opera è stata composta nel periodo dell’invasione russa), tanto da farla conoscere come Sinfonia della liberazione, affermando la fama di Sibelius quale compositore nazionale finlandese.

Sibelius è l’unico compositore finlandese che abbia avuto una enorme risonanza internazionale, anche se la sua arte è legata profondamente alla letteratura e alla storia del suo paese.

La sinfonia ha riscosso grande successo anche fuori dalla Finlandia. Il direttore finlandese George Schnéevoight associò un programma di argomento patriottico ai movimenti: il primo ritrarrebbe la vita pastorale della Finlandia, il secondo la brutalità dell’occupazione straniera, il terzo l’oppressione dello spirito patriottico e il quarto la speranza gloriosa per la liberazione dalla tirannia.

Registrazioni

La prima registrazione è stata incisa da Robert Kajanus con la London Symphony Orchestra, per la casa discografica HMV, nel maggio 1930.

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Renaud e Gautier Capuçon…

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RENAUD CAPUÇON

Nato a Chambéry nel 1976, Renaud Capuçon ha iniziato a quattordici anni i suoi studi presso il Conservatorio Nazionale Superiore di Musica di Parigi, vincendo numerosi premi. Si trasferisce poi a Berlino per studiare con Thomas Brandis e Isaac Stern ricevendo il premio dell’Accademia delle Arti di Berlino.

Nel 1997 è stato invitato da Claudio Abbado a diventare primo violino della Gustav Mahler Jugendorchester, che ha guidato per tre estati, lavorando con direttori quali Pierre Boulez, Seiji Ozawa, Daniel Barenboim, Franz Welser-Moest e Claudio Abbado.

Da quel momento Capuçon si è affermato come solista al più alto livello.

Ha suonato con la Filarmonica di Berlino sotto la guida di Haitink e Robertson, con la Boston Symphony diretto da Dohnanyi, con l’Orchestre de Paris e Christoph Eschenbach e l’Orchestra Simon Bolivar con la direzione di Gustave Dudamel. Gli impegni recenti includono concerti con la London Symphony Orchestra con Daniel Harding, City of Birmingham Symphony con M…

GAUTIER CAPUÇON

Gautier Capuçon, nato a Chambéry nel 1981, ha iniziato lo studio del violoncello a 5 anni con Annie Cochet-Zakine, Philippe Muller e a Vienna con Heinrich Schiff .

Nel 1998 ha vinto il 1. Premio dell’Académie Internationale de Musique Maurice Ravel di Saint-Jean-de-Luz, nel 1999 il 2. Premio al Concorso Internazionale di Violoncello di Christchurch in Nuova Zelanda (in finale ha suonato il Concerto di Dvorak) e il 1. Gran Premio del Concorso Internazionale André Navarra a Toulouse.

Nel 2001 è stato nominato “New Talent of the Year al Victoires de la Musique e nel 2004 riceve il” Echo Preis “della televisione tedesca e il” Borletti-Buitoni Trust Award. 
Questi premi gli hanno aperto le porte delle sale da concerto di Germania, Inghilterra, Austria e Francia.

Come solista ha suonato con prestigiose orchestre, tra cui l’Orchestre de Paris e Christoph Eschenbach, Orchestre National de France e Tugan Sokhiev, Philharmonique de Radio France, Ensemble Orchestral de Paris, Orchestre di Bor

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YANNICK NÉZET-SÉGUIN…

yannickjpg Nasce nel 1965 a Montréal e studia pianoforte, direzione d’orchestra, composizione e musica da camera al Conservatoire de musique du Québec.

Prosegue quindi la sua formazione prima al Westminster Choir College di Princeton, in New Jersey, dove studia direzione corale e poi al fianco di Carlo Maria Giulini.

Nominato nel 2000 Direttore Principale e Artistico dell’Orchestre Métropolitain di Montréal, è regolarmente invitato da istituzioni musicali quali Teatro alla Scala di Milano, Festival di Salisburgo, Carnegie Hall e Metropolitan Opera di New York, di cui con Otello inaugura la stagione 2015-2016.

Direttore Principale Ospite della London Philharmonic Orchestra dal 2008 al 2014, è Direttore Musicale della Rotterdams Philharmonisch dal 2008 e della Philadelphia Orchestra dal 2012.

 

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Written by mara

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