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Stanislav Khristenko alla Società dei Concerti di Milano

“E’ chiaro che Khristenko sa perfettamente come si racconta una storia; il suo ritmo è maturo e rilassato, le dinamiche sono ampie ed estese, e le dita sono al contempo piene di potenza e sensibilità”, The Washington Post

Società dei Concerti di Milano, 13° Concerto della serie Smeraldo, Stagione 2016 – 2017

 

Il giovane e brillante pianista ucraino Stanislav Khristenko, Primo Premio al Van Cliburn International Piano Competition del 2013, ospite alla Società dei concerti proporrà il seguente programma:

 

S. Rachmaninov, Concerto n. 3 in re min. op. 30 per pf. e orch.

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R. Schumann, Sinfonia n. 4 in re min. op. 120

 

QUANDO:

Mercoledì 14 Giugno 2017, ore 21.00

 

DOVE: Sala Verdi
Conservatorio “G. Verdi”
Via Conservatorio, 12 – Milano (MI)

 

INTERPRETI:

ARI RASILAINEN, Direttore

STANISLAV KHRISTENKO, Pianista

SÜDWESTDEUTSCHE PHILHARMONIE

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Il costo del biglietto intero è di 30,00 €. Ridotto al costo di 25,00 €

 

Società dei Concerti, Milano: il pianista STANISLAV KHRISTENKO

 

Se non sapete come fare per avere i biglietti potete prenotare con Associazione Ma.Ni. scrivendo a mara.grisoni@gmail.com o telefonando al numero +39 327 – 79.68.987.

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Stanislav Khristenko…

 

Il modo di suonare di Stanislav Khristenko ha catturato il pubblico dei quattro continenti sin dalla sua prima apparizione pubblica in un recital come solista, all’età di undici anni. E’ stato definito “un poeta”, “un architetto della forma” (LeSoir), ed è stato acclamato dalla critica di tutto il mondo. L’autorevole Washington Post ha scritto di lui:

è chiaro che Khristenko sa perfettamente come si racconta una storia; il suo ritmo è maturo e rilassato, le dinamiche sono ampie ed estese, e le dita sono al contempo piene di potenza e sensibilità.

Dopo il suo debutto alla Carnegie Hall The New York Concert Review ha scritto

ha l’equilibrio e l’intelligenza di un solista d’esperienza.

Stanislav Khristenko si è esibito come solista con numerose importanti orchestre, quali, tra le altre, l’Orchestra Sinfonica Nazionale del Belgio, la Cleveland Orchestra, la Phoenix Symphony, l’Orchestra da Camera di Hong Kong, i Berliner Musikfreunde Orchestra, la Takamatsu Symphony Orchestra, l’Arkansas Symphony, la Northwest Florida Symphony e l’Orchestra del Conservatorio di Mosca. Tra i recital più importanti che ha tenuto ci sono quello alla Carnegie Hall, alla Schubertsaal di Vienna, alla Phillips Collection di Washington; e le performances con orchestra alla Grosser Hall della Berlin Philharmonie, alla Severance Hall di Cleveland, alla Sala Grande del Conservatorio di Mosca all’Hong Kong City Hall.

Khristenko è stato premiato in alcuni dei principali concorsi internazionali per pianoforte. Nel corso del 2013 si è aggiudicato il Primo Premio al Concorso Internazionale di Cleveland e al Concorso Internazionale Maria Canals, ed è stato tra i premiati al Concorso Internazionale Regina Elisabetta di Bruxelles. Ha inoltre vinto l’Emil Gilels Award della Fondazione Mstislav Rostropovich ed il Russian Performance Art Foundation Award.

Nato in Ucraina, Stanislav Khristenko si è diplomato al Conservatorio Tchaikovsky di Mosca. Nel 2010 ha ricevuto un Artist Diploma dal Cleveland Institute of Music dove si è perfezionato come allievo di Sergei Babayan.

Stanislav Khristenko in “BEETHOVEN. CONCERTO NO.3 – Stanislav Khristenko″:

Stanislav Khristenko in “Rachmaninoff Paganini Rhapsody STANISLAV KHRISTENKO″:

Stanislav Khristenko in “Stanislav Khristenko— 2016 CIPC Opening Ceremony Performance, Part 1″:

Stanislav Khristenko in “Stanislav Khristenko Performing Schumann and Prokofiev (CIPC 2005)″:

Stanislav Khristenko in “Stanislav Khristenko Performing Bartók, Schumann, Liszt (CIPC 2013)″:

Stanislav Khristenko in “Stanislav Khristenko Performing Bach, Beethoven, Chopin (CIPC 2005)″:

Stanislav Khristenko in “STANISLAV KHRISTENKO: Gershwin. Rhapsody in Blue″:

Stanislav Khristenko in “STANISLAV KHRISTENKO: Liszt, Spanish Rhapsody″:

Stanislav Khristenko in “Rachmaninoff Piano Concerto No.3 STANISLAV KHRISTENKO″:

Stanislav Khristenko in “Stanislav Khristenko Performing Bach, Brahms, Beethoven, Chopin, Montsalvatge (CIPC 2013)″:

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ASCOLTI E NOTE DI PROGRAMMA…

 

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Grigory Sokolov, pianist – Yan Pascal Tortelier, conductor – BBC Philharmonic, orchestra _ Royal Albert Hall, London on 27 July 1995, The Proms 1995):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Emil Gilels, State Symphony Orchestra of the USSR, Kirill Kondrashin _ Recorded in Moscow, 1949):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Alexis Weissenberg, piano, Orchestra Sinfonica di Roma della RAI, Georges Prêtre, conductor):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Vladimir Ashkenazy – live 1968):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Vladimir Horowitz):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Pianist: Lazar Berman , Conductor: Claudio Abbado, Ensemble: London Symphony Orchestra – Recorded on: November 1976):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Van Cliburn, piano – Moscow Philharmonic Orchestra – Kirill Kondrashin, conductor _ Live recording, 1958):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Denis Matsuev):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Daniil Trifonov, Myung-Whun Chung):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Martha Argerich (*1941), piano – Riccardo Chailly – Radio-Symphonie-Orchester Berlin):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Yuja Wang):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Olga Kern):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Yefim Bronfman, Conductor: Valery Gergiev, Weiner Philharmoniker – Tokyo, Japan):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Vladimir Horowitz 1951):

“Concerto n.3 in re min. op.30 per pf. e orch.” by S. Rachmaninov (Martha Argerich):

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La Sinfonia n. 4 in Re minore Op. 120 è l’ ultima Sinfonia pubblicata da Robert Schumann.

La composizione di quest’opera iniziò il 30 maggio 1841, immediatamente dopo la sua stessa Si bemolle maggiore Op. 38, e si concluse il 9 ottobre. A differenza della Prima Sinfonia, applauditissima il 31 marzo 1841 a Lipsia, nell’ esecuzione diretta da Mendelssohn, l’ accoglienza tributata alla Sinfonia in re minore il 6 dicembre dello stesso anno, pure al Gewandhaus di Lipsia, sotto la bacchetta di Ferdinand David, fu assai poco calorosa, inducendo l’autore alla

«consapevolezza che le opere scritte con tanta precipitazione abbisognavano di rielaborazioni, specie nell’orchestrazione»,

secondo una lettera alla moglie Clara. Fu così che dopo questa prima esecuzione, Schumann mise da parte le partiture; ci sarebbero voluti ben dodici anni, nonchè altre due sinfonie, perchè Schumann sentisse l’esigenza di riprendere in mano quel lavoro in cui non aveva mai smesso di credere. Lo stimolo prese forma a Düsseldorf, nel 1852, durante il periodo trascorso dal compositore alla direzione della Società corale. Anni difficili, sia sotto il profilo nervoso, sia sotto il profilo professionale.

In realtà la revisione cui Schumann sottopose la Sinfonia in re minore si limitò ad una limatura di certe parti strumentali, specie di fiati, non interferendo affatto nella struttura originaria della composizione, la cui singolarità non risiede tanto nell’ apparente, rapsodico andamento esteriore – a proposito del quale l’autore era stato a lungo incerto se chiamare il lavoro «Sinfonia» o «Symphonische Phantasie» (Fantasia sinfonica) o «Introduzione, Allegro, Romanza, Scherzo e Finale in un solo tempo» – quanto nell’ esemplare organicità dello schema, un esito senza precedenti per Schumann, che pure è stato il teorico della soggettiva liberazione di emozioni e sentimenti in nome della romanticissima esaltazione dell’espressione artistica.

L’ esecuzione della versione rivista, il 3 marzo del 1853 a Düsseldorf, seppe finalmente raccogliere quel consenso che era mancato alla prima presentazione pubblica.

L’autentica novità della Sinfonia in re minore è però di carattere strutturale: lo schema unitario della Quarta cioè non si estrinseca soltanto in una semplice sutura tra i vari tempi, come in parte già era stato realizzato da Beethoven, da Mendelssohn o da Berlioz, ma risulta predeterminato dall’ impiego «di un materiale tematico derivante da un’unica cellula e con l’adozione di una tonalità cioè il re, maggiore o minore, sostanzialmente immutata, salvo l’inizio della Romanza e del Trio», come ha osservato il Young, il quale poi precisa che «nelle prime battute dell’ Introduzione, Schumann ha collocato il nucleo generatore della Sinfonia, facendo derivare dal disegno degli archi sulla quarta corda il tema principale del primo movimento, il soggetto secondario del secondo tempo e, nello Scherzo, il tema del Trio; dal suo rovescio, discende il primo soggetto del secondo movimento, oltre al tema dello Scherzo; da una nota puntata viene dedotto un disegno – presente pure nell’Introduzione – di note puntate, da cui dipendono il soggetto secondario del primo movimento e il tema principale del Finale». 

Gli studi più recenti infine ribadiscono la tesi che il sinfonismo schumanniano è una delle chiavi di volta della creatività orchestrale del XIX secolo, per le influenze suscitate sulle generazioni successive di compositori, da Franck a Bruckner a Mahler ecc., tutti stimolati dall’ anelito di Robert Schumann a rappresentare il mondo dei sentimenti in una forma fantastica e dalla sua lotta per il rinnovamento della musica.

 

“Sinfonia n. 4 in Re minore op. 120” by Robert Schumann (Conductor: Daniel Barenboim, Staatskapelle Berlin):

“Sinfonia n. 4 in Re minore op. 120” by Robert Schumann (New York Philharmonic, Leonard Bernstein – Studio recording, New York, 1960):

“Sinfonia n. 4 in Re minore op. 120” by Robert Schumann (Philharmonia Orchestra – Conductor: Otto Klemperer):

“Sinfonia n. 4 in Re minore op. 120” by Robert Schumann (Wilhelm Furtwängler):

“Sinfonia n. 4 in Re minore op. 120” by Robert Schumann (Vienna Philharmonic Orchestra – Leonard Bernstein, conductor):

“Sinfonia n. 4 in Re minore op. 120” by Robert Schumann (Munich Philharmonic Orchestra – Sergiu Celibidache – Live recording, September 1986):

Sul frontespizio della partitura Schumann indicò che il lavoro consisteva di quattro movimenti: Introduzione, Allegro, Romanza, Scherzo e Finale “in un solo movimento”.

  1. Moderatamente lento, Vivace
  2. Romanza: Moderatamente lento
  3. Scherzo (Vivace), Trio
  4. Lento, Vivace, Più presto

Il materiale tematico della Sinfonia in re minore, nei quattro movimenti che si succedono senza soluzione di continuità, deriva da tre motivi presenti nella lenta introduzione. Dal punto di vista lessicale, Schumann elabora, nei vari episodi della Quarta, tale materiale in modo da sintonizzarlo con l’espressione dei più svariati e contrapposti stati emozionali, trascorrendo dall’inquietudine, intrisa di atmosfere demoniache, dell’ Allegro alla struggente e nostalgica effusione della Romanza, all’ incalzante vitalità dello Scherzo, al clima idilliaco del Trio ed alla trascinante baldanza del Finale: il tutto comunque secondo coordinate di intensificazione espressiva proprie della Romantik.

1. Moderatamente lento, Vivace

L’intero primo movimento si basa sullo sviluppo di una frase tematica esposta nell’Introduzione (Moderatamente lento) da violini secondi, viole e fagotti.

2. Romanza: Moderatamente lento

E invece il discorso si sospende e, come voltando pagina, conduce direttamente in tutt’altro clima espressivo. La parentesi lirica della Romanza è l’altra faccia del mondo poetico di Schumann: quella intima, delicata, tenue.

3. Scherzo (Vivace), Trio

E la corsa riprende, ancora più fremente, nello Scherzo. Anche qui il legame tematico con il primo movimento è evidente: Schumann lavora circolarmente su un materiale monotematico, mostrandocene le metamorfosi e trasformandone il carattere timbrico e ritmico.

4. Lento, Vivace, Più presto

In “pianissimo” attacca in modo inatteso un Lento. Questa nuova “Introduzione”, che riafferma il tratto ciclico della Sinfonia, immette senza soluzione di continuità nel veemente e decisamente liberatorio tripudio del Finale, sempre più incalzante.

Il finale diventa sempre più pressante, dirompente e liberatorio in evidente analogia con quello della quinta sinfonia di Beethoven; ma qui

la luce che squarcia di colpo le nebbie… non scandisce il battere di un destino, addita una meta lontana, all’ infinito.” (Sergio Sablich)

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Written by mara

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