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Suite Shéhérazade di Korsakov op. 35: analisi, storia, curiosità, ascolti

Il sultano Shahriar, convinto della falsità e della infedeltà femminili, giura di uccidere tutte le proprie mogli dopo la prima notte di nozze. Ma Shéhérazade riesce a salvarsi intrattenendo il suo signore con affascinanti novelle, raccontate una dopo l’altra per mille e una notte. Il sultano, spinto dalla curiosità, rimanda di giorno in giorno l’esecuzione della moglie e finisce in ultimo per rinunziare definitivamente al suo proposito sanguinario

Suite Shéhérazade di Korsakov

Shahrazād, op. 35 (in russo Шехерезада) è una suite sinfonica composta da Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov nel 1888. Ispirato alle Mille e una notte, a volte conosciute come Le notti arabe, questo lavoro orchestrale unisce due caratteristiche peculiari della musica di Rimskij Korsakov: combina un’orchestrazione sgargiante ad un particolare interesse per l’oriente e per l’esotico. È considerata una delle opere più popolari del compositore.

Durante l’inverno del 1887, mentre stava lavorando al completamento dell’ opera di Aleksandr Borodin Il principe Igor’, Rimskij-Korsakov decise di comporre un brano orchestrale basato sul libro Le mille e una notte, formato da episodi fra loro non collegati.

La Suite Shéhérazade di Korsakov op. 35 fu terminata tra il 4 e il 7 agosto 1888: ne risultò una suite sinfonica in quattro movimenti che formano un tema unitario.

L’intento del compositore era di creare l’atmosfera dei racconti fantastici di ambientazione orientale. Inizialmente, Rimskij-Korsakov diede ai movimenti della suite le denominazioni Preludio, Ballata, Adagio e Finale.

Tuttavia, dopo aver valutato l’opinione di Anatolij Ljadov ed altri, optò per dei titoli programmatici, mantenendoli però vaghi, in modo che non potessero essere associati a specifici racconti. 

La prima esecuzione dell’ opera ebbe luogo il 28 ottobre 1888, e fu diretta dal compositore stesso.

ASCOLTA QUI “Shéhérazade” by Nikolaj Rimskij-Korsakov (Sergei Levitin, solo violin – Mariinsky Theatre Orchestra e Valery Gergiev, direttore – December 3, 1998 / Niigata-City Performing Arts Center (Ryutopia)):


ASCOLTA QUI “Shéhérazade” by Nikolaj Rimskij-Korsakov (Hans Kalafusz, violin – Radio-Sinfonieorchester Stuttgart e Sergiu Celibidache, direttore – Recorded live at the Studio Villa Berg, Süddeutscher Rundfunk, Stuttgart, November 1982):


 

Tutto ciò che desidero è che l’ascoltatore apprezzi la mia opera come musica sinfonica e porti con sé l’impressione che essa è senza dubbio una meravigliosa favola orientale piena di numerose e differenti immagini fiabesche. Tutte le storie che vi si narrano sono evocate da un’unica persona, Shéhérazade, che intrattiene con esse il suo austero marito”

Musicalmente Shéhérazade e il sultano si identificano con due temi che sono presentati subito all’inizio (Largo e maestoso) e che ritornano più volte con funzione di veri e propri motivi conduttori: soprattutto quello di Shéhérazade, che ha fra l’ altro il compito di legare un episodio all’altro.

Se il sultano è raffigurato da pesanti e minacciosi accordi di trombone, tuba, corni, legni e archi, il canto di Shéhérazade gli si contrappone con una struggente melodia affidata al violino solo e contrappuntata dall’arpa, dapprima tremante e incerta, poi sempre più sicura di sé e ariosamente distesa. Ed è con la forza di questa melodia che Shéhérazade a poco a poco avrà la meglio sulla terribile severità del sultano.

Il primo movimento della Suite Shéhérazade di Korsakov op. 35 è intitolato Il mare e la nave di Sinbad. Le battute iniziali presentano la cupa e severa figura del sultano Schahriar (Largo e maestoso), cui segue il sinuoso motivo orientaleggiante del violino solo, che personifica Shéhérazade(Lento).

La scena si apre ora sulla sterminata e maestosa distesa del mare (Allegro non troppo): Sinbad naviga arditamente sulle onde ora placide ora agitate, mentre risuonano ancora i temi del sultano e di Shéhérazade.

La seconda parte (Lento, Andantino) della Suite Shéhérazade di Korsakov op. 35 rievoca La storia del principe Kalender (il kalender è un prete maomettano mendicante e nomade). Il motivo di Shéhérazade, suonato dal violino solo sull’ accompagnamento dall’ arpa, introduce il tema principale del movimento: è il fagotto che presta la sua voce al kalender.

La scena brilla di colori orientali, ora delicati e raffinati, ora violenti e barbarici, tra preziosi ceselli dei legni, avvolgenti frasi degli archi, squilli minacciosi degli ottoni.

Nella terza parte (Andantino quasi allegretto, Pochissimo più mosso) della Suite Shéhérazade di Korsakov op. 35 Shéhérazade narra la fiaba de Il giovane principe e la giovane principessa. La suadente e vibrante melodia dei violini dà voce al principe, alternandosi al delicato e sensuale motivo del clarinetto, che raffigura la principessa.

La voce imperiosa del sultano ci ricorda la sua decisione di uccidere la moglie, ma Shéhérazade riprende la sua narrazione e col suo tema introduce il quarto movimento, il più variegato della Suite, nei tempi Allegro molto, Allegro molto e frenetico, Vivo, Allegro non troppo e maestoso. Inizia con l’ animata e colorata Festa a Bagdad, in cui ritornano vari temi uditi negli episodi precedenti.

Una serie di crescendo accentuano l’ esaltazione della folla, ma improvvisamente si volta pagina e ritorna Il mare, su cui però la nave di Sinbad non naviga più serenamente, spinta a gonfie vele dal vento dello spirito d’ avventura, ma è in balia di onde spaventose e di venti implacabili.

In lontananza appare un altissimo scoglio sormontato da un guerriero di bronzo: la nave, col suo equipaggio sgomento, è sospinta sempre più velocemente da una forza misteriosa contro la roccia e vi s’ infrange col cupo fragore d’ un colpo di tam-tam (Il naufragio).

Il violino e l’ arpa fanno riascoltare il tema di Shéhérazade, cui la voce del sultano si unisce con accenti finalmente dolci e amorevoli.

Componendo Shéhérazade non intendevo orientare l’ascoltatore dalla parte dove si era diretta la mia fantasia. Volevo semplicemente che avesse, se la mia musica sinfonica gli piaceva, la sensazione di un racconto orientale, non soltanto di quattro pezzi suonati l’uno dopo l’altro su temi comuni. Per tutti noi, infatti, il nome “Mille e una notte” evoca l’Oriente […] Questa composizione e altre conclusero un periodo in cui la mia orchestrazione aveva raggiunto un grado notevole di virtuosismo e di sonorità chiara, senza influenze wagneriane“.

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Suite Shéhérazade di Korsakov op. 35: analisi, storia, curiosità, ascolti

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Written by mara

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