in , , ,

Teatro alla Scala: concerto di Natale, Beethoven (22 Dic.)

…Accogliete, anime belle,
lietamente i doni dell’arte.
Quando l’ amore si unisce alla forza
l’uomo è ricompensato dal favore degli dei

FWM-HP-GR

Concerto di Natale 2015 del Teatro alla Scala

22 Dicembre 2015 come il 22 dicembre del 1808:

Il concerto dato da Beethoven il 22 dicembre 1808 fu certamente una delle più grandi Accademie della storia (con quella del 7 maggio 1824). Furono eseguiti in prima assoluta la Quinta e la Sesta sinfonia pastorale, il Concerto per pianoforte n. 4, la Fantasia corale per piano e orchestra, l’ Aria per soprano e orchestra “Ah! Perfido” e due inni dalla Messa in Do maggiore composta per il principe Esterházy nel 1807.

 

Franz Welser-Möst dirigerà il Coro e Orchestra del Teatro alla Scala nel seguente programma:

 

Ludwig van Beethoven, Leonore III Ouverture op. 72 b

… … …

Ludwig van Beethoven, Fantasia in do min. op. 80 per pianoforte, coro e orchestra

… … …

Ludwig van Beethoven, Messa in do magg. op. 86

 

QUANDO: Martedì 22 Dicembre 2015, ore 20.00

 

DOVE: TEATRO ALLA SCALA
Via Filodrammatici, 2
20121 Milano

 

INTERPRETI:

Direttore, Franz Welser-Möst

Maestro del Coro, Bruno Casoni

Pianoforte, Andrea Lucchesini

Soprano, Luba Orgonášová

Mezzosoprano, Gerhild Romberger

Tenore, Christian Elsner

Basso, Wilhelm Schwinghammer

Mezzosoprano, Kristín Sveinsdóttir*

Tenore, Martin Piskorski*

*Solisti dell’accademia alla Scala

Coro e Orchestra del Teatro alla Scala

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Associazione Ma.Ni ha a sua disposizione biglietti nei seguenti settori:

Prima Galleria, Fila: 3, posto: 255 al costo di € 30,00
Prima Galleria, Fila: 3, posto: 256 al costo di € 30,00

Seconda Galleria, Fila: 1, posto: 5 al costo di € 30,00
Seconda Galleria, Fila: 1, posto: 6 al costo di € 30,00

(ESAURITI)

 

Inoltre:

Platea al costo di 180,00 €

Palchi, prima fila (e seconda fila nei palchi centrali) al costo di 180,00 €

Palchi, seconda fila laterale (e terza fila nei palchi centrali) al costo di 150,00 €

Seconda Galleria, prima fila centrale al costo di 103,20 €   (ESAURITI)

Prima Galleria, seconda fila semi-centrale al costo di 74,40 €   (ESAURITI)

Seconda Galleria, prima fila semi-laterale al costo di 74,40 €   (ESAURITI)

 

Acquisto on line

 

oppure, se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

 

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

“Leonore III Ouverture op. 72b” by Ludwig van Beethoven (Otto Klemperer, direttore & Berlin State Opera Orchestra):

“Leonore III Ouverture op. 72b” by Ludwig van Beethoven (The Amnesty International Concert: Leonard Bernstein, direttore & Bavarian Broadcast Symphony Orchestra – 17/10/1976):

“Leonore III Ouverture op. 72b” by Ludwig van Beethoven (Registrazione storica: Hans Knappertsbusch, direttore & Vienna Philharmonic Orchestra – Theater an der Wien, 31.03.1962):

“Leonore III Ouverture op. 72b” by Ludwig van Beethoven (Herbert von Karajan, direttore & Concertgebouw Orkester, Amsterdam – Studio Recording, Amsterdam, 1943):

“Leonore III Ouverture op. 72b” by Ludwig van Beethoven (Claudio Abbado, direttore & Wiener Philharmoniker):

Ancor più celebre è l’ ouverture Leonore, terza delle quattro che Beethoven scrisse per premetterle alla sua opera. Scartata una prima partitura a sé stante, detta poi Leonore n. 1, la Leonore n. 2 venne eseguita con la versione 1805 dell’opera; ma, in vista della revisione del 1806, l’autore sottopose a modifiche anche questa pagina, giungendo al capolavoro della Leonore n. 3, eseguita appunto con la versione 1806.

L’ouverture è in forma sonata, preceduta da una introduzione lenta, si apre con un colpo di timpano, cui segue un lento diminuendo; questo Adagio presenta una delle caratteristiche più fascinose della pagina, quella di non puntare su temi fortemente scanditi e definiti, ma su temi che nascono e finiscono in dissolvenze.

L’ ambientazione dell’introduzione viene spezzata dal seguente Allegro, dove un tema fortemente ritmato da sincopi insistenti, esposto dagli archi in pianissimo, viene ripetuto da tutta l’ orchestra; i corni portano a un secondo tema lirico e contrastante. Sempre le sincopi del primo tema proseguono per tutto l’ andamento dello sviluppo che viene interrotto per due volte ravvicinate da uno squillo di tromba in lontananza; è lo squillo che, nell’ opera, annuncia l’ arrivo del ministro e dunque l’ improvvisa soluzione della vicenda. Ma è solo una premonizione, perché il tema in sincopi riprende la sua strada (con un episodio del flauto) e giunge così ad affermarsi nuovamente e in modo più definito con l’ inizio della riesposizione. Riascoltiamo quindi la parentesi del secondo tema e gli intrecci ritmici di cui si diceva. Dovrebbe seguire a questo punto la sezione della coda; ma Beethoven preferisce dilazionarla con un nuovo diversivo, il ritorno del tema dell’aria di Florestano già udito nell’introduzione lenta, cui segue l’invocazione sospesa dei legni. È una progressiva impennata dei violini e poi di tutti gli archi a condurre alla coda. La conclusione trionfale indica il percorso dalla prigionia verso la libertà.

… … …

 “Fantasia in do min. op. 80 per pianoforte, coro e orchestra by Ludwig van Beethoven (Kiev Chamber Orchestra – Evgeny Kissin, piano e Claudio Abbado, direttore):

Fantasia in do min. op. 80 per pianoforte, coro e orchestra by Ludwig van Beethoven (Wiener Philharmoniker e Leonard Bernstein, direttore):

Fantasia in do min. op. 80 per pianoforte, coro e orchestra by Ludwig van Beethoven (Daniel Barenboim, direttore e pianoforte):

Fantasia in do min. op. 80 per pianoforte, coro e orchestra by Ludwig van Beethoven (Jan Panenka, piano – Prague Radio Chorus – Milan Malý, chorus master e Václav Smetácek, direttore):

Fantasia in do min. op. 80 per pianoforte, coro e orchestra by Ludwig van Beethoven (Orchestre Philharmonique de Radio France e John Nelson, direttore):

La Fantasia per pianoforte, coro e orchestra in Do minore op. 80 di Ludwig van Beethoven, fu composta nel dicembre 1808 e fu pubblicata nel 1811 con una dedica al re Massimiliano I di Baviera. La parte corale è basata su un poema di Christoph Kuffner (1780-1846). 

La Fantasia corale fu scritta molto rapidamente per la conclusione del concerto che Beethoven presentò il 22 dicembre 1808 al Theater an der Wien e che includeva una serie di opere inedite: la Quinta sinfonia, la Sinfonia Pastorale, il quarto concerto per pianoforte e arie della Messa in do.

Secondo quello che dice lo Czerny, a chiudere il concerto del 22 dicembre 1808 era stata in origine destinata la Quinta Sinfonia (egualmente in prima esecuzione); ma il timore che alla fine di un programma già tanto lungo il pubblico fosse troppo stanco indusse Beethoven a cambiare idea, spostando la sinfonia al principio della seconda parte e mettendo invece in suo luogo, come ultimo pezzo, un’altra opera, di minore impegno e di successo più facile, sulla base del tema della canzone Gegenliebe da lui composta nel 1794-1795 e con partecipazione, oltre che dell’orchestra, del pianoforte e di un coro finale.

La Fantasia non è considerata come uno dei massimi capolavori di Beethoven, ma è interessante poiché ha fatto da laboratorio di prova per il quarto movimento della futura Nona Sinfonia, come attestano:

  • La presenza del coro in un’ opera sinfonica e il suo intervento tardivo
  • L’ analogia evidente tra il tema principale della Fantasia e quello dell’ Inno alla gioia
  • L’ uso del tema e delle variazioni che serviranno a introdurre l’ Inno alla gioia

La Fantasia, quale venne presentata allora al pubblico, era priva dell’attuale introduzione pianistica (Adagio), che fu composta soltanto nella seconda metà dell’anno successivo. In suo luogo Beethoven eseguì probabilmente una improvvisazione.

La Fantasia corale si articola in due parti nettamente distinte. La prima è interamente affidata al pianoforte e si apre con accordi in fortissimo sviluppati in arpeggi sulla tonalità di do minore (la tonalità della Quinta) e proseguiti poi nello stile di una poderosa cadenza; dopo un episodio di transizione in pianissimo il pianoforte preannuncia quasi esitando il tema principale. Gli archi gravi introducono un motivo di marcia. A poco a poco da questo dialogo ispirato allo stile del Quarto Concerto, che il pubblico aveva appena ascoltato, si snoda la melodia completa del tema, prima in minore, poi, definitivamente, in do maggiore, affidata nuovamente al pianoforte. Ha inizio così la vera e propria seconda parte. Essa si basa su una serie di variazioni: le prime cinque affidano il tema a strumenti ogni volta diversi (nell’ordine flauto, oboe, clarinetto con fagotto obbligato, quartetto d’archi e tutti), di modo che l’organico dell’orchestra aumenta fino a raggiungere la piena espansione sinfonica; la sesta, in minore, rilancia il dialogo col pianoforte in una atmosfera tesa, condensata poi in una drammatica catena di trilli del pianoforte che incorniciano la settima variazione. Da qui si prepara l’ entrata delle voci (dapprima due soprani e un contralto, poi due tenori e un basso, infine il coro), cui spetta celebrarla.

Il motivo musicale del Gegenliebe ha una evidente analogia con quello posto a base dell’ultimo tempo della Nona Sinfonia, che è però di altra ampiezza e solennità. Con la Nona la Fantasia ha in comune anche l’ idea madre della partecipazione della voce umana, che interviene alla fine a celebrare uno stato d’animo tripudiante di cui le parole danno la ragione e la musica vuol rendere il carattere emotivo. 

Durante la prima esecuzione della Fantasia ci furono vari intoppi, tanto che Beethoven fu costretto a interrompere l’ orchestra a metà dell’ esecuzione e a ricominciare da capo.

Il manoscritto originale è perduto; una partitura del coro è conservata nella Beethovenhaus.

Schmeichelnd hold und lieblich klingen
Unsers Lebens Harmonien,
Und dem Schönheitssinn entschwingen
Blumen sich, die ewig blühn.
Fried und Freude gleiten freundlich,
Wie der Wellen Wechselspiel.
Was sich drängte rauh und feindlich,
ordnet sich zu Hochgefühl.
Wenn der Töne Zauber walten
Und des Wortes Weihe spricht,
Muß sich Herrliches gestalten,
Nacht und Stürme werden Licht.
Äuß’re Ruhe, inn’re Wonne
Herrschen für den Glücklichen,
Doch der Künste Frühlingssonne
Läßt aus Leiden Licht entstehn.
Großes, das ins Herz gedrungen,
Blüht dann neu und schön empor,
Hat ein Geist sich aufgeschwungen,
Hallt ihm stets ein Geisterchor.
Nehmt denn hin, ihr schönen Seelen,
Froh die Gaben schöner Kunst!
Wenn sich Lieb’ und Kraft vermählen,
Lohnt dem Menschen Götter Gunst.
            Con lusingante dolcezza
risuonano le armonie della nostra vita
e dalla poesia sbocciano fiori sempre verdi.
Pace e letizia scorrono
come il fluire delle onde;
il rancore e l’amarezza
che premevano dentro di noi
lasciano il passo a più nobili sentimenti.
Quando domina la magia dei suoni
e la sacra parola si esprime,
allora il meraviglioso si manifesta,
notte e tempesta diventano luce;
la pace all’intorno e la letizia interiore
regnano per i felici.
Il sole primaverile delle arti
fa scaturire la luce dalla loro unione.
Quanto di grande c’è nei nostri cuori
torna a fiorire più bello,
non appena lo spirito si eleva
un coro celestiale risuona tutt’intorno.
accogliete, anime belle,
lietamente i doni dell’arte.
Quando l’amore si unisce alla forza
l’uomo è ricompensato dal favore degli dei.

… … …

“Messa in do magg. op. 86” by Ludwig van Beethoven (Sir Colin Davis, direttore – Live recording, Amsterdam, 12.I.1986):

“Messa in do magg. op. 86” by Ludwig van Beethoven (Bach-collegium Stuttgart e Helmuth Rilling, direttore):

Mi sia ancora permesso aggiungere che Le consegnerò la Messa pieno di timore, essendo Lei abituato ad ascoltare gli impareggiabili capolavori che il grande Haydn ha composto per Lei

Ludwig van Beethoven scrisse la sua Messa in do maggiore, Op. 86, per soddisfare una commissione da parte del principe Nicola II Esterházy nel 1807. Venne eseguita per la prima volta il 13 settembre 1807 nella Cappella della Reggia di Eisenstadt sotto la direzione dello stesso Beethoven.

Questa composizione continuava una tradizione che partiva da Haydn il quale, dopo il suo ritorno dall’ Inghilterra nel 1795, compose una messa all’ anno per la famiglia Esterhàzy per celebrare il compleanno della moglie del principe. 

Il principe non apprezzò la messa, provocando la partenza di un infuriato Beethoven dalla residenza, a causa di quello che Charles Rosen, nel libro The Classical Style, definì il più umiliante fallimento pubblico del compositore. L’ opera fu ritenuta troppo innovativa e poco conforme allo stile dell’ epoca, lontana dalle loro aspettative.

La messa è apprezzata dalla critica, ma è poco eseguita, messa in ombra dall’ altra messa di Beethoven, la Missa Solemnis, Op. 123.

La Messa è composta da cinque parti:

  1. Kyrie
  2. Gloria (Qui tollis – Quoniam)
  3. Credo
  4. Sanctus (Benedictus – Osanna)
  5. Agnus Dei (Dona nobis pacem)

 

KYRIE (soli e coro)
Kyrie eleison.
Christe eleison.
Kyrie eleison.

GLORIA (coro)
Gloria in excelsis Deo, et in terra pax hominibus bonae voluntatis.
Laudamus te, benedicimus te, adoramus te, glorificamus te.

(Tenore e coro)
Gratias agimus tibi propter magnam gloriam tuam.
Domine Deus, Rex coelestis, Deus Pater omnipotens, Domine, Fili Unigenite, Jesu Christe, Domine Deus, Agnus Dei, Filius Patris.

(Soli e coro)
Qui tollis peccata mundi, miserere nobis, suscipe deprecationem nostram.

(Coro)
Qui sedes ad dexteram Patris, miserere nobis.
Quoniam Tu solus sanctus. Tu solus Dominus.
Tu solus altissimus, Jesu Christe. Cum Sancto Spirito, in gloria Dei Patris.

(Soli e coro)
Amen.

CREDO (Coro)
Credo in unum Deum Patrem omnipotentem, factorem coeli et terrae, visibilium omnium et invisibilium: et in unum Dominum Jesum Christum, Fi-lium Dei Unigenitum, et ex Patre natum ante omnia saecula. Deum de Deo, lumen de lumine, Deum veruni de Deo vero, genitura, non factum, consubstantialem Patri, per quem omnia facta sunt; qui propter nos homines et propter nostram salutem descendit de coelis.

(Soli)
Et incarnatus est de Spiritu Sancto, ex Maria Virgine, et homo factus est.

(Soli e coro)
Crucifixus etiam prò nobis sub Pontio Filato passus et sepultus est.
(Basso)
Et resurrexit tertia die, secundum scripturas

(Coro)
et ascendit in coelum, sedet ad dexteram Patris; et iterum venturus est cum gloria, judicare vivos et mortuos, cujus regni non erit finis.

(Soli)
Et in Spiritum Sactum Dominum et vivificantem, qui ex Patre filioque procedit, qui cum Patre et Filio simul adoratur et conglorificatur.

(Coro)
Qui locutus est per Prophetas. Et in urtarti sanctam, catholicam et apostolicam Ecclesiam.
Confiteor unum baptisma, in remissionem peccatorum. Et expecto resurrectionem mortuorum,

(Soli e coro)
et vitam venturi saeculi. Amen.

SANCTUS (Coro)
Sanctus, Sanctus, Sanctus.
Dominus Deus Sabaoth.
Pieni sunt coeli et terra gloria tua.
Hosanna in excelsis.

BENEDICTUS (Soli e coro)
Benedictus qui venit
in nomine Domini.
Hosanna in excelsis.

AGNUS DEI (Soli e coro)
Agnus Dei, qui tollis peccata mundi,
miserere nobis.
Dona nobis pacem!

 … … …

Franz Welser-Möst…

franz-welser-mst-and-the-cleveland-orchestra-1345795315-view-0

La mia filosofia, quando si tratta di far musica, è fare il meno possibile. Nella musica come nella vita, la mia preoccupazione principale consiste nel mettere da parte il mio ego e lasciare che le cose accadano

Franz Leopold Maria Möst (in arte: Welser-Möst) nasce a Linz, Austria, il 16 agosto del 1960 dove inizia a studiare violino e a interessarsi di direzione d’ orchestra.

Il 19 novembre 1978, esattamente centocinquant’anni dopo la morte di Franz Schubert, stava andando con alcuni amici a suonare il Quintetto La trota a Steyr, dov’ era stato composto, quando la loro macchina ebbe un grave incidente. Il diciottenne Franz si fratturò tre vertebre e non fu più in grado di tenere in mano un violino. A causa dell’ incidente stradale, Welser-Möst interrompe gli studi di violino e si concentra sulla direzione. Viene adottato, prima artisticamente quindi anche legalmente (sebbene i suoi genitori siano viventi), dal barone Andreas von Bennigsen di Liechtenstein, che lo pone sotto la propria ala protettrice, diventandone il manager artistico. Infatti Franz, per un certo periodo, si presenta come Franz von Bennigsen. Sarà il barone a suggerirgli di assumere il nome d’ arte “Welser-Möst“, in omaggio alla città di Wels dove era cresciuto.

Il mio scopo principale è servire la musica studiandola nel modo giusto. In quanto a eseguirla, cerco di mettere in disparte il mio ego e di lasciare che le cose vadano a modo loro

Il suo lancio nella massima divisione avvenne nel settembre 1990 quando la London Philharmonic lo scelse, preferendolo a Mehta e ad altri candidati di lusso, come direttore musicale stabile al South Bank Centre. Gli fu data un’ autorità senza precedenti sulla scelta dei programmi e il diritto incontestato di scritturare e licenziare gli strumentisti. “Abbiamo scoperto un talento colossale con doti musicali e politiche”, disse il manager dell’orchestra, John Wiilan, “e intendiamo lasciarlo fare. Quando comincerà a rendersi conto di ciò che può fare, sarà travolgente“.

Dal 2010 al 2014 è stato Direttore musicale generale della Wiener Staatsoper.

Attualmente è il Direttore musicale della Cleveland Orchestra dal 2002, con contratto sino al 2018.

Ha diretto il Concerto di Capodanno di Vienna nel 2011 e nel 2013.

… … …

Andrea Lucchesini

Lucchesini-13

Nato nel 1965, Andrea Lucchesini ha studiato pianoforte con Maria Tipo. Nel 1983 si è aggiudicato al Teatro alla Scala il primo premio al concorso internazionale “Dino Ciani”. Nel 1994 ha ricevuto il premio “Accademia Chigiana” e nel 1995 il premio della critica “Franco Abbiati”. Dal 2008 è Accademico di Santa Cecilia.

Con programmi che spaziano al periodo classico a quello contemporaneo, è ospite regolare delle più importanti istituzioni musicali e delle maggiori orchestre. Si dedica con passione anche al repertorio cameristico ospite di festival internazionali. Dal 1990 collabora stabilmente con Mario Brunello.

Nel luglio 2001 ha eseguito la nuova Sonata per pianoforte di Luciano Berio in prima mondiale a Zurigo, proseguendo così una felice collaborazione che aveva preso l’ avvio con il Concerto IIEchoing curves” dello stesso autore, eseguito in tutto il mondo e registrato con la London Symphony. La Sonata è stata poi eseguita in Francia, Portogallo, Belgio, Olanda e Inghilterra e a Milano per la nostra Società nel 2002.

L’ interesse per il repertorio novecentesco, oltre che nella scelta dei programmi, è testimoniato da alcune incisioni discografiche – Pierrot Lunaire di Schönberg e Kammerkonzert di Berg – effettuate per la Teldec con la Dresdner Staatskapelle e Giuseppe Sinopoli, e dalla stretta collaborazione con compositori quali Ivan Fedele, Fabio Vacchi e Jörg Widmann. In campo discografico ricordiamo inoltre l’integrale live delle Sonate per pianoforte di Beethoven (Disco del mese di Fonoforum) e l’integrale delle opere per pianoforte solo di Berio che ha meritato numerosi riconoscimenti internazionali. L’ incisione per AVIE degli Improvvisi di Schubert è stata nominata Disco del mese da Musicweb International.

Convinto che la trasmissione del sapere musicale alle giovani generazioni sia un dovere morale, Lucchesini si dedica con passione all’ insegnamento.

 

Alcune foto inserite sono state scaricate da Internet e ritenute di pubblico dominio in assenza di specifiche indicazioni in merito. Preghiamo quindi, qualora i soggetti o gli Autori (riconosciuti tali) fossero contrari alla pubblicazione, di segnalarlo all’ indirizzo mara.grisoni@gmail.com, provvederemo alla rimozione delle immagini o alla segnalazione dell’ Autore.

Written by mara

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Società dei Concerti, Milano: Isabelle van Keulen (18 nov.)

Teatro della Pergola, Firenze: Alexandros Kapelis (16 Nov.)