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Teatro Auditorium Manzoni, Bologna: Čajkovskij e Bernstein

Ora sono assorbito dalla composizione di un Concerto per pianoforte e orchestra. Sono ansioso che Rubinstein lo esegua. Il lavoro progredisce lentamente e non riesce bene. Comunque mi attengo alle mie intenzioni e martello al pianoforte quei passaggi che mi escono dalla mente: il risultato è una eccessiva irritabilità…“, Ciaikovski al fratello Anatol in una lettera del 3 settembre 1874

Dmitry Masleev2

SINFONICA TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA, Stagione 2015 – 2016

 

Dal podio dell’ Auditorium Manzoni di Bologna il Maestro Hirofumi Yoshida, Direttore Artistico della Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna, dirigerà il giovanissimo e brillante pianista Dmitry Masleev e l’ Orchestra Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna nel seguente programma: 

 

Pëtr Il’ič Čajkovskij, Concerto per pianoforte e orchestra n.1 in si bemolle minore, op. 23

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Leonard Bernstein, West side story: Symphonic dances

 

QUANDO: Lunedì 6 Giugno 2016, h. 21.00

 

DOVE: Auditorium Teatro Manzoni
Via de’ Monari, 1 – 40121 Bologna

 

INTERPRETI:

Hirofumi Yoshida, Direttore

Dmitry Masleev, Pianoforte

Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea I e II, INTERO Prevendita al costo di € 39,00; INTERO il Giorno Concerto al costo di € 45,00

Platea III e Galleria I, INTERO Prevendita € 31,00; INTERO il Giorno Concerto al costo di € 36,00

Galleria II e Balconata I, INTERO Prevendita € 25,00; INTERO il Giorno Concerto al costo di € 29,00

Balconata II e III (Scarsa visibilità), INTERO Prevendita € 15,00; INTERO il Giorno Concerto al costo di € 17,00

 

Acquista on-line

Teatro Auditorium Manzoni, Bologna: Čajkovskij e Bernstein

 

oppure, se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

 

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

«Nel dicembre 1874 ho scritto un Concerto per pianoforte. Dato che non sono un pianista, avevo bisogno di rivolgermi a un virtuoso, uno specialista, che mi indicasse ciò che fosse faticoso, di difficile esecuzione, privo di effetto e così via. Mi serviva un critico severo, ma allo stesso tempo, ben disposto nei miei confronti. Devo dire chiaramente che una voce interiore protestava contro la scelta di [Nikolaj]
Rubinštejn come giudice. Egli non solo è il primo pianista moscovita, ma è certamente un pianista superiore. Così lo invitai ad ascoltare il Concerto e a fare delle osservazioni a proposito della parte pianistica. Era la vigilia di Natale del 1874, Rubinštejn propose di provare in una delle classi del Conservatorio. Mi presentai con il mio manoscritto e dopo di me giunse Rubinštejn con Hubert. Suonai il primo movimento. Neanche una parola… Armatomi di pazienza, lo suonai fino alla fine. Ancora silenzio. Mi alzai e chiesi: “Ebbene?” Allora dalle labbra di Rubinštejn sgorgò un torrente di parole, dapprima tranquille, poi sempre più simili a un profluvio di Giove tonante. Pareva che il mio Concerto non valesse niente… che la composizione fosse pessima e volgare… Io ero stupefatto e colpito che una persona che aveva scritto già moltissimo e che teneva al Conservatorio un corso di composizione libera, si facesse oggetto di un tal biasimo. Uscii tacendo dalla stanza e andai di sopra. Ben presto riapparve Rubinštejn… Mi ripeté che il mio Concerto è impossibile e, avendomi indicato molti punti in cui erano necessari cambiamenti radicali… se… lo avessi rivisto secondo i suoi desideri, allora mi avrebbe fatto l’onore di eseguirlo… “Non ne rivedrò neppure una nota, – gli risposi – e lo pubblicherò così com’ è!” E così ho fatto», Pëtr Il’ič Čajkovskij in una delle lettere alla sua fedele ammiratrice e sostenitrice Nadežda von Meck, Sanremo 2 febbraio 1878

 

Il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in si bemolle minore, op. 23 di Pëtr Il’ič Čajkovskij fu composto tra il novembre 1874 ed il febbraio 1875.

È uno dei concerti pianistici più eseguiti in tutto il mondo, celebre per la sua grandezza monumentale, ed è il più noto dei tre composti da Čajkovskij.

Il concerto venne inizialmente dedicato a Nikolaj Rubinštejn, direttore del Conservatorio di Mosca e pianista virtuoso, con il proposito che lo stesso Rubinštejn lo eseguisse per la prima volta in pubblico. L’ accoglienza di questi fu decisamente negativa: criticò aspramente il concerto ritenendolo “banale, rozzo e mal scritto” oltre che “ineseguibile” probabilmente per l’ uso fortemente percussivo del pianoforte nelle battute iniziali, chiese quindi al compositore una sostanziosa revisione che venisse incontro ai suoi gusti.

La prima esecuzione del concerto avvenne il 25 ottobre del 1875 a Boston con Hans von Bülow al piano e Benjamin Johnson Lang a capo dell’ orchestra. Grato per l’esecuzione Čajkovskij dedicò il concerto al pianista. Questa decisione fu presa dal compositore su suggerimento di Karl Klindworth che allora insegnava al Conservatorio di Mosca ed era molto rispettato da Pëtr Il’ič. Fu lo stesso Klindworth a consegnare il manoscritto ad Hans von Bülow, dal quale il compositore ricevette numerose lettere piene di ammirazione e gratitudine; egli definì l’ opera “originale e nobile!”.

Curiosamente von Bülow eliminò in seguito il concerto dal proprio repertorio, mentre Rubinštejn finì col dirigerne la première moscovita (con Sergej Ivanovič Taneev al piano) e ad eseguirne la parte solistica in numerose occasioni.

Sulla scia del successo statunitense, il concerto fu proposto il mese successivo a S. Pietroburgo, con il pianista russo Gustav Kross ed il direttore ceco Eduard Nápravník ricevendo un’ accoglienza molto tiepida. Questa fu la reazione di Čajkovskij:

«Napravnik ha fatto di tutto per accompagnarlo in modo tale che al posto della musica non ci fosse altro che un’ atroce cacofonia. Il pianista Kross l’ ha interpretato in modo coscienzioso, ma piatto, privo di gusto e di fascino».

Completamente opposta fu, tre settimane dopo, la risposta del pubblico di Mosca, che ascoltò il brano nell’ interpretazione di Sergej Taneev, scelto dallo stesso autore come solista, diretto da Rubinstein (evidentemente tornato sui propri passi). Così Čajkovskij:

«suonò il 21 novembre 1875 meravigliosamente».

Il concerto fu arrangiato da Čajkovskij anche per due pianoforti nel dicembre 1874; fu rivisitato per due volte dal suo autore, nell’ estate del 1879 e poi ancora nel 1888: quest’ultima è la versione divenuta standard ed attualmente eseguita. Sebbene Čajkovskij si fosse rifiutato di apportare all’ opera quelle modifiche che Nikolaj Rubinštejn pretendeva, egli non si risentì quando in seguito il pianista Edward Dannreuther, interprete della prima esecuzione in Inghilterra del 23 marzo 1876, gli inviò una lunga serie di proposte di cambiamenti; cambiamenti che non riguardavano il tessuto musicale bensì la strumentazione. Čajkovskij non solo diede la sua autorizzazione, ma introdusse tutte quelle modifiche che Dannreuther suggeriva nell’ edizione a stampa del Concerto; e altre ancora in una edizione successiva, dopo che ebbe avuto modo di ascoltare l’ opera nella esecuzione di Aleksandr Ziloti. La versione che si ascolta generalmente oggi è, pertanto, quella di Čajkovskij con modifiche di Dannreuther e Siloti.

Il severo e critico Nikolaj Rubinštejn cambiò la sua opinione sul Concerto e lo eseguì il 16 febbraio 1878 a Mosca e poi due volte a Parigi all’ Esposizione Universale. Leggiamo una lettera di Čajkovskij scritta a Clarens alla solita von Meck:

«28 marzo 1878. Ieri ho ricevuto la sua lettera con la notizia del Concerto di Rubinštejn. Sono molto lieto che il mio Concerto Le sia piaciuto. Per quanto riguarda l’esecuzione da parte di Nikolaj Grigor’evič, ero assolutamente sicuro che lo avrebbe suonato magnificamente. In sostanza questo Concerto è davvero scritto per lui e conta sulla sua immensa abilità di virtuoso».

Durante la tournée di Čajkovskij negli Stati Uniti nel 1891 il Concerto fu suonato più volte sotto la sua direzione, in particolare il 5 maggio all’ inaugurazione della famosa Carnegie Hall. Infine, anche il programma dell’ ultimo concerto diretto dal compositore, il 16 ottobre 1893, oltre alla prima esecuzione della Sesta Sinfonia “Patetica”, conteneva il Primo Concerto per pianoforte, con la solista Adele Aus der Ohe, la stessa della tournée americana. Čajkovskij si accomiatò dal proprio pubblico proprio con queste due opere. Nel primo e nel terzo movimento Čajkovskij utilizzò due temi popolari ucraini: come spiegò egli stesso in una lettera alla von Meck, scritta nella sua tenuta a Brailov:

«9 maggio 1879. Sono stato in chiesa, al monastero… Ho ascoltato il canto dei “ciechi con le lire”. Il canto si chiama così per lo strumento di accompagnamento, la lira appunto, che non ha nulla in comune con lo strumento antico. È meraviglioso che tutti i cantanti ciechi in Piccola Russia [Ucraina] cantino sempre lo stesso motivo. L’ho parzialmente utilizzato nel primo movimento del mio Concerto per pianoforte» [nell’ episodio Allegro con spirito].

Negli anni ‘80 il celebre pianista russo Lazar’ Berman trovò nella biblioteca del suo maestro Aleksandr Goldenweiser la partitura della prima versione, originale, del Concerto. Dopo averla studiata Berman scoprì che il Concerto non era un’ opera così marcatamente pomposa, festosa e virtuosistica, ma molto lirica. Ad esempio, il primo tema, di solito sospinto in secondo piano dai possenti accordi del pianoforte, risultava invece in tutto il suo sapore nazionale: maestoso, epico, con l’accompagnamento degli stessi accordi del solista ma suonati in arpeggio, come su un antico strumento, il gusli [una sorta di salterio]. In questa versione il Concerto è stato registrato nel 1986 da Lazar’ Berman con l’ Orchestra della Radio di Berlino Ovest diretta da Yuri Temirkanov.

In occasione dei 175 anni dalla nascita di Ciaikovskij e dei 140 anni dalla “prima” del Concerto n. 1, il Museo Ciaikovskij di Klin ha curato la pubblicazione delle partiture originali delle versioni del 1875 e del 1879, quest’ultima basata in particolare su uno spartito utilizzato dall’ autore in persona, nell’ ultima sua apparizione in pubblico del 1893.

 

“Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Daniel Barenboim and Zubin Mehta):

“Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Yuja Wang (piano), Hannu Lintu (conductor), Finnish Radio Symphony Orchestra, Helsinki Music Centre Concert Hall (7 September 2012)):

“Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (anno: 1941, Horowitz, Vladimir (ruolo: Pianista), NBC Symphony Orchestra (ruolo: Orchestra), Toscanini, Arturo (ruolo: Direttore d’orchestra)):

“Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Svjatoslav Teofilovič Richter, pianoforte – Orchestra Sinfonica di Vienna diretta da Herbert von Karajan – 1962):

“Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Pëtr Il’ič Čajkovskij ((Carnegie Hall 1995), Piano Soloist: Evgeny Kissin, Boston Symphony Orchestra, Ozawa Seiji):

“Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Arthur Rubinstein, piano – Boston Symphony Orchestra):

“Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Soloist – Mikhail Pletnev, Moskow Radio Symphony Orchestra
Conductor – Vladimir Fedoseyev, Recorded live at the Alte Oper Frankfurt, 1991):

“Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Conductor: Herbert von Karajan, Berlin Philharmonic Orchestra, Pianist: Evgeny Kissin, Year: 1988):

“Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra in si b maggiore Op. 19” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Martha Argerich, piano – Charles Dutoit, conductor Orchestre de la Suisse Romande 1975):

L’opera, nonostante fosse stata predisposta per un lavoro tipicamente di derivazione occidentale, conserva in buona parte forme e timbri della musica popolare russa cui spesso Čajkovskij fa riferimento.

Il concerto è articolato in tre movimenti:

I movimento: Allegro non troppo e molto maestoso – Allegro con spirito

All’orchestra è affidato l’attacco del tema principale, di grande solennità; il pianoforte accompagna con poderosi ed ampi accordi: una forma decisamente insolita. Successivamente lo strumento solista diviene protagonista mentre l’orchestra si riduce ad un semplice accompagnamento in pizzicato. Il pianoforte non solo presenta il tema, ma al tempo stesso lo amplia con elaborazioni che gradualmente danno vita a figurazioni di estremo virtuosismo, finché l’orchestra riprende nuovamente il tema iniziale. L’intervento del corno fa da tramite tra primo e secondo tema. Il movimento vive di contrasti netti, talvolta addirittura stridenti, che vengono attraversati da esplosive strutture atte ad accrescere l’intensità del discorso musicale.

II movimento: Andantino semplice – Prestissimo – Tempo I

La musica ritorna dolce, il ritmo del primo movimento scompare, le note sul pianoforte vengono accarezzate da motivi rapidi e allo stesso tempo con forme arabesche; è un’interpretazione, quella data da Čajkovskij al movimento, tutta slava. Anche qui compaiono i ricordi di quella musica russa presi da alcune canzoni ucraine.

Nel secondo movimento, come ricordava il fratello Modest, il compositore usa un tema francese che i due fratelli spesso canticchiavano da piccoli.

L’ inizio è un pensiero in forma di Lied eseguito dal flauto, che il pianoforte riprende mutandolo alla terza nota con enfatico slancio. È solo una minuscola sfumatura, che però lascia trasparire il carattere d’improvvisazione insito nella struttura del movimento. Con sempre nuove variazioni tematiche Čajkovskij muta il carattere degli sviluppi, sostenuti ed incorniciati da mutevoli figurazioni di accompagnamento.

III movimento: Allegro con fuoco

Il terzo movimento attacca senza cesure con veementi movenze di danza. Dopo una breve introduzione orchestrale il pianoforte fa proprio il ritmo danzante e conduce al controtema, che fiorisce negli archi ed è manifestamente imparentato col tema introduttivo. Nel Finale Čajkovskij inserisce un’altra canzone ucraina “Esci esci, Ivan’ku”.

CURIOSITÀ

Tra i molti celebrati interpreti di questo concerto sta Vladimir Horowitz, che con esso debuttò trionfalmente negli Stati Uniti alla Carnegie Hall, coadiuvato alla direzione d’orchestra dal suocero Arturo Toscanini. Altri interpreti di grande rilievo sono Svjatoslav Richter (nelle sue incisioni con Mravinskij e Karajan), Van Cliburn, Martha Argerich ed Emil Gilels.

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su Leonard Bernstein
Il più grande pianista tra i direttori, il più grande direttore tra i compositori, il più grande compositore tra i pianisti…un genio universale
(Artur Rubinstein)

 

West Side Story è un musical scritto da Jerome Robbins (regia e coreografia), Arthur Laurents (libretto), Leonard Bernstein (musiche) e Stephen Sondheim (testi) su soggetto ideato da Robbins al quale contribuirono poi con modifiche e suggerimenti anche gli altri autori. West Side Story debuttò al Winter Garden Theater di Broadway (New York) il 26 settembre 1957 e fu replicato 732 volte prima di partire per una tournée che ebbe molto successo.

Nel Regno Unito lo spettacolo dopo la première al Manchester Opera House venne rappresentato al Her Majesty’ s Theatre di Londra il 12 dicembre 1958 con George Chakiris raggiungendo 1038 recite fino al 1961.

Nel 1961 la United Artists ne realizzò una versione cinematografica per la regia di Jerome Robbins e Robert Wise che debuttò nelle sale il 18 ottobre. Il film vinse dieci Academy Awards cinematografici, tra i quali quello per il miglior film. Mai un film musicale aveva ricevuto così tanti riconoscimenti.

La storia è un rifacimento della tragedia di William Shakespeare Romeo e Giulietta. Il tema tragico, la musica sofisticata e le istanze sociali rappresentate segnarono il linguaggio musicale del teatro in inglese che in precedenza si era dedicato, tranne rare eccezioni, a temi leggeri. West Side Story è ancora oggi rappresentato con una certa frequenza da teatri minori e, occasionalmente, da compagnie anche importanti.

Le musiche, scritte da Bernstein, sono molto popolari. Tra le canzoni si ricordano “Something’s Coming,” “Maria,” “America,” “Somewhere,” “Tonight,” “Gee, Officer Krupke,” “I Feel Pretty,” “One Hand, One Heart,” e “Cool”.

Nel 1981 va in scena nello Sferisterio di Macerata per la coreografia di Robbins con Josie de Guzman, Ken Marshall, Debbie Allen, Sammy Smith, Jake Turner ed Arch Johnson per il Broadway theatre.

Nel 1984 Bernstein decise di ri-registrare il musical, dirigendo una sua composizione in prima persona per la prima volta. Nota come una “versione operistica” di West Side Story, vide la partecipazione di Kiri Te Kanawa nel ruolo di Maria, José Carreras in quello di Tony, Tatiana Troyanos come Anita, Kurt Ollman come Riff mentreMarilyn Horne canta “Somewhere” nel ruolo di un personaggio secondario (“Anybody”). Questa versione ha vinto un Grammy Award nel 1985.

Per il Teatro Verdi di Trieste va in scena nel 1995 ed al Ravenna Festival nel 2002 al Pala De André.

 

ASCOLTA QUI “West Side Story Suite” by Leonard Bernstein (Gustavo Dudamel, direttore – Simón Bolívar Youth Orchestra of Venezuela, 2007 BBC Proms):

ASCOLTA QUI “West Side Story Suite” by Leonard Bernstein (Leonard Bernstein, direttore – Israel Philharmonic Orchestra, The Symphony Hall, Osaka, 1985):

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Dmitry Masleev…

Dmitry Masleev Tchaikovsky Competition

Vero trionfatore alla XV edizione del Premio Tchaikovsky 2015, grazie alla vittoria del primo premio e della medaglia d’oro, Dmitry Masleev è stato la più significativa scoperta del prestigioso concorso musicale. Sia il pubblico sia la critica sono stati concordi con la decisione finale della giuria, come raramente accade in occasione di concorsi di questo livello.

Descrivendo l’ indole creativa del giovane pianista, i critici musicali ne hanno evidenziato l’accuratezza del suono, la tecnica e il senso della forma impeccabili (Neva News), la padronanza di tutte le tecniche pianistiche (Rossiyskaja Kurortnaja Gazeta), la brillantezza, il lirismo, la sicurezza e la spontaneità del suo approccio (Kommersant), tutte caratteristiche riassunte nel verdetto finale della giuria: “Probabilmente mai in passato si è stati in grado di eleggere un vincitore in modo così accurato e giusto” (Neva News).

Diplomato al Conservatorio di Mosca (nella classe del Professor Mikhail Petukhov), Dmitry Masleev, tutt’ora studente, era già stato vincitore di diversi concorsi internazionali, tra i quali spicca il “Premio Chopin” nel 2011, il cui primo premio gli è valso un pianoforte Grancoda in regalo e un tour di concerti in Italia. L’artista si è già esibito in diverse città in Russia, Francia, Romania e Germania. Nel prossimo futuro i suoi progetti prevedono un tour in Giappone e concerti in sale concertistiche prestigiose a New York, Stoccolma e al Festival Gergiev di Rotterdam sotto la direzione del Maestro stesso.

Durante la stagione 2014/2015 Dmitry Masleev ha studiato alla “International Piano Academy Lake Como” in Italia.

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Hirofumi Yoshida…

hirofumi-yoshida

Nato a Hokkaido, in Giappone, nel 1968 e cresciuto a Funabashi, Hirofumi Yoshida si laurea al Tokyo College of Music, specializzandosi in direzione d’orchestra, pianoforte, contrabbasso e musicologia.

Dal 1994 al 1995 Yoshida si trasferisce a Vienna e ottiene il diploma di Master presso l’ Universität für Musik und darstellende Kunst Wien (Università per la musica e le arti interpretative di Vienna). Nel 1996 ottiene il Master di perfezionamento musicale presso il Conservatorio di Chigiana, a Siena, con  Yuri Temirkanov e Myung-Whun Chung. Nell’ agosto del medesimo anno frequenta il corso per direzione d’orchestra a Lugano, indetto dall’ Associazione Master Players, risultando vincitore della XIX edizione del corso.

Nel 1999 Yoshida viene selezionato come tirocinante nell’ ambito del programma di studi all’ estero per artisti emergenti dell’Agenzia per gli Affari Culturali e svolge i propri studi a Monaco di Baviera e a Mannheim in Germania e a Malmö in Svezia.

Nel 2001 Hirofumi Yoshida passa le selezioni preliminari come candidato asiatico al Concorso Internazionale per Direttori d’Orchestra “Maazel/Vilar”. Nel 2002 è il primo direttore d’orchestra ad essere insignito del “Gotoh Memorial Award”, riconoscimento conferito ai giovani talenti più promettenti in ambito artistico in Giappone. Questa gratificazione lo spinge a proseguire i propri studi a Roma.

Nel 2003 riceve un finanziamento dalla Fondazione “Rohm Music Foundation” in qualità di “special researcher” per sovvenzionare le proprie attività artistiche all’ estero.

Nel 2005 si classifica al terzo posto al I Concorso Lirico Internazionale d’Orchestra in memoriam Bela Bartok a Cluj – Napoca, in Romania. Nello stesso anno debutta con l’ Orchestra Sinfonica della Transilvania e la MAV Symphony Orchestra di Budapest. Sempre nel 2005, il Maestro Yoshida debutta in Italia dirigendo Cavalleria rusticana e Rigoletto in collaborazione con l’organico dell’ ensemble del Teatro dell’Opera di Roma.

Nell’ aprile del 2006 Hirofumi Yoshida dirige la Serata Nijinsky – Balanchin al Teatro Verdi di Trieste con l’accompagnamento del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, sotto l’eccellente guida di Carla Fracci.

Nel 2007 è impegnato in Pagliacci alle Terme di Caracalla, durante la stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma. Lo spettacolo ottiene un’ampia copertura mediatica, essendo la prima opera nei 130 anni di storia del Teatro ad essere eseguita da un direttore d’orchestra giapponese.

Nel 2008 il Maestro Yoshida è il primo direttore d’orchestra giapponese a dirigere Aida al Teatro dell’Opera del Cairo, in Egitto. Visto l’enorme successo riscosso, il Teatro ha nuovamente invitato il Maestro nel 2009, questa volta per dirigere Madama Butterfly.

Nella stagione del 2008, il Maestro dirige La traviata a Parigi, Le Nozze di Figaro in Giappone e Don Carlos a Hong Kong. Nel 2009 dirige L’Elisir d’Amore con l’orchestra del Teatro San Carlo di Napoli. Sempre nello stesso anno, dirige l’orchestra del Teatro Massimo di Palermo e Turandot con l’orchestra del Teatro Marrucino a Chieti.

Nel gennaio 2010 il Maestro Yoshida assume la carica di Direttore Musicale del Teatro Sociale di Mantova. Durante la stagione 2010 si esibisce con il capolavoro di Verdi Rigoletto al Teatro Sociale di Mantova, al Teatro Donizetti di Bergamo, al Teatro del Giglio di Lucca e al Teatro Marialisa de Carolis di Sassari. Nella stessa stagione debutta anche al Festival Puccini di Torre del Lago con Turandot. È il primo direttore d’orchestra giapponese che in tale rassegna dirige un’opera pucciniana. È in questa occasione che Yoshida è onorato di ricevere le congratulazioni da parte di Simonetta Puccini, nipote del grande Maestro. Nel 2010 Yoshida debutta anche al Latvian National Opera, a Riga, con La traviata.

Nel 2011 partecipa al “Japan Festival” di Novara, organizzato dalle Autorità italiane in collaborazione con l’Ambasciata Giapponese, dove dirige presso il Teatro Carlo Coccia Madama Butterfly e il Requiem di Mozart, in memoria delle vittime di Fukushima. Nel luglio dello stesso anno dirige l’orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova.

Nel 2012 il Teatro Vittorio Emanuele II di Messina invita il Maestro Yoshida a dirigere La Rondine di Puccini. Nello stesso anno Yoshida dirige La sonnambula con la prestigiosa orchestra del Teatro Lirico di Cagliari.

Nel luglio 2013 il Teatro Comunale di Bologna, in occasione dei suoi 250 anni, invita il Maestro Yoshida a dirigere Il maestro di musica e Il Don Chisciotte, due intermezzi composti da Padre Martini. Pochi mesi dopo, in ottobre, il Maestro ha diretto la stessa produzione in occasione del Kyoto Opera Festival, rassegna che gode dell’appoggio del Governo giapponese e di cui il Maestro è Direttore Artistico. Una delle recite del Festival si tiene presso il tempio Kiyomizu di Kyoto, patrimonio mondiale dell’umanità, che ospita l’Opera per la prima volta nei suoi 1400 anni di storia. Sempre nel 2013, il Maestro viene insignito del Premio Internazionale “Enrico Caruso”, conferito ai cittadini stranieri che hanno prestato un grande contributo alla promozione dell’Opera in Italia.

Nel 2014 Hirofumi Yoshida è nominato Direttore Artistico della Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna (FTCB). Nel concerto di esordio ha diretto il Concerto per violino di Brahms con Baiba Skride come solista e la Sinfonia n. 41 Jupiter di Mozart. Inoltre, attualmente il Maestro Yoshida ricopre il ruolo di professore associato della Toho College of Music.

 

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Written by mara

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