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Teatro dell’ Opera, Firenze: il direttore Karl-Heinz Steffens

Fotoreportage über die Deutsche Staatsphilharmonie Rheinland-Pfalz probt in der Philharmonie Ludwigshafen und im Pfalzbau am 1. Junii 2012

“Le arpe suggellano il Paradiso, promessa di beatitudine e di consolazione” (Gianluigi Mattietti)

Fotoreportage über die Deutsche Staatsphilharmonie Rheinland-Pfalz probt in der Philharmonie Ludwigshafen und im Pfalzbau am 1. Junii 2012

 

Maggio Musicale Fiorentino, Stagione 2016 – 2017

 

Karl-Heinz Steffens torna a dirigere l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino dopo il suo concerto del 4 marzo 2016, che registrò il tutto esaurito della sala e la calorosa acclamazione del pubblico. La serata è aperta da In-Schrift di Wolfgang Rihm: il titolo, che può essere tradotto come “In-Scrizione”, rimanda alla peculiare cura del compositore per la grafologia musicale e lo stile di scrittura sonora. Eseguita per la prima volta nella Basilica di San Marco a Venezia, è stata dedicata dal compositore «allo spirito che pervade questo posto». Concepita come una vasta metafora musicale, i suoni – come cinque tronchi in un caminetto – acquistano gradualmente la presenza e la proprietà di oggetti solidi e fisici.

Nella seconda parte vi è il Requiem tedesco di Johannes Brahms, costituito da passi tratti dall’Antico e dal Nuovo Testamento, selezionati e montati dallo stesso Brahms in maniera del tutto personale, nato forse dalla necessità di esternare in musica la perdita della propria madre nel febbraio del 1865: una pagina sinfonica che contribuì a rendere famoso il compositore tedesco in vita:

 

Wolfgang Rihm, In-Schrift per orchestra

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Johannes Brahms, Ein Deutches Requiem op. 45 per soli, coro e orchestra

 

QUANDO:

Giovedì 18 maggio 2017, ore 20.00

 

DOVE: Opera di Firenze
Piazzale Vittorio Gui, 1
50144 Firenze

 

INTERPRETI:

Direttore, Karl-Heinz Steffens

Maestro del Coro, Lorenzo Fratini

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea I al costo di € 50,00

Platea II al costo di € 40,00

Platea III al costo di € 30,00

Palchi al costo di € 20,00

Galleria al costo di € 15,00

Visibilità limitata al costo di € 10,00

 

Teatro dell’ Opera, Firenze: il direttore Karl-Heinz Steffens

 

Chi parteciperà con Associazione Ma.Ni. potrà avere una riduzione sul prezzo del biglietto. Per informazioni circa l’ acquisto e ritiro dei biglietti potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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Karl-Heinz Steffens…

Fotoreportage über die Deutsche Staatsphilharmonie Rheinland-Pfalz probt in der Philharmonie Ludwigshafen und im Pfalzbau am 1. Junii 2012

Karl-Heinz Steffens ha lasciato nel 2007 la posizione di clarinetto solista della Berlin Philharmonisches Orchester per dedicarsi esclusivamente alla direzione d’orchestra, assumendo il ruolo di direttore musicale ed artistico della Staatskapelle di Halle. 

Nel 2009 ha assunto la posizione di direttore  principale della Deutsche Staatsphilharmonie Rheinland-Pfalz e dalla stagione 2016/17 assumerà anche la posizione di direttore musicale dell’Opera Nazionale Norvegese a Oslo.

Ha diretto i Berliner Philharmoniker, la Philharmonia Orchestra di Londra, la NHK Symphony Orchestra di Tokyo e i Wiener Symphoniker. È ospite regolare dell’Orchestre Philharmonique de Radio France, di Monte-Carlo, di Amsterdam, della Hallé di Manchester e della City of Birmingham Symphonic Orchestra, della Tonhalle di Zurigo e dell’Orchestra Filarmonica di Helsinki. In campo operistico ha debuttato nel 2008 come direttore allo Staatsoper Unter den Linden con Fidelio, cui sono seguite Tosca, La traviata e La sposa venduta.

Nel 2012 ha diretto il Don Giovanni al Teatro alla Scala, cui sono seguite le direzioni di GötterdämmerungCosì fan tutte e Ariadne auf Naxos.

Sito Ufficiale: http://www.karlheinzsteffens.com/

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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

«Io voglio muovere ed essere mosso. Nella musica tutto è patetico […] una cosa è per me irrinunciabile: l’espressione diretta. Io devo, come artista, parlare all’indicativo»
(Wolfgang Rihm)


Wolfgang Rihm 
nato a Karlsruhe il 13 marzo del 1952 è un compositore tedesco.

Rihm completa i suoi studi in composizione nel 1972 alla Hochschule für Musik Karlsruhe, solo due anni prima della première al Festival di Donaueschingen di Morphonie-Sektor IV, uno dei suoi primi e importanti lavori (1974), che lo lanciò nella nuova scena musicale europea di quel periodo.

Le pagine di questi primi lavori, seppur vicine alle avanguardie postbelliche, presentano un carattere connesso alla tradizione sinfonica del passato, tanto ad essere state considerate addirittura “reazionarie” rispetto alle avanguardie stesse (capeggiate da compositori quali Boulez e Stockhausen, con il quale studiò nel 1973). In realtà, la poetica di Rihm è molto personale e prende le distanze, sia della imposizioni delle avanguardie, sia dalle tendenze, tutte nostalgiche, dei reazionari.

Compositore molto prolifico, ha all’attivo centinaia di brani completati, buona parte dei quali devono ancora essere registrati; non considera mai un lavoro come terminato, molto spesso rivedendo anni dopo le sue partiture, apportandovi delle modifiche anche consistenti (un esempio: Ins Offene… (1990); la riscrisse quasi del tutto nel 1992, riutilizzandola, poi, come base per il concerto per pianoforte Sphere (1994), che a sua volta è stato da lui rielaborato per Nachstudie (1994), un lavoro pianistico al quale mise ancora mano nel 2002 per scrivere, prima Nachstudie, Sphäre nach Studie per arpa, 2 contrabbassi, pianoforte e percussioni, poi Sphäre um Sphäre, intesa come una nuova versione di Sphere).

Altri lavori importanti sono i 12 quartetti d’archi, Die Hamletmaschine (1983/86), opera basata su testi di Heiner Müller, Die Eroberung von Mexico (1987/1991), opera basata su testi di Antonin Artaud, l’ oratorio Deus Passus (1999/2000) e, tra i lavori ancora più maturi, Dionysus-Dithyrambs (2010), su testi di Friedrich Nietzsche. Alcuni tra i compositori che hanno influenzato maggiormente il suo stile sono Luigi Nono, Helmut Lachenmann e Morton Feldman.

E’ a capo del dipartimento di musica contemporanea della Hochschule für Musik Karlsruhe (il conservatorio superiore di Karlsruhe); figura di rilievo in molti festival europei, in particolare modo del Festival di Salisburgo e di Lucerna, dov’è stato compositore ospite. 

Nel 2001 è stato insignito del grado di officier dell’ Ordre des Arts et des Lettres.

 

“In-Schrift” by Wolfgang Rihm (Claudio Abbado):

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Ihr habt nun Traurigkeit; aber ich will euch wiedersehen,
und euer Herz soll sich freuen, und eure Freude soll niemand von euch nehmen.
(Vangelo San Giovanni XVI, 22)

Ora siete nella tristezza; ma io vi rivedrò ancora,
e il vostro cuore tornerà gioioso, la vostra gioia nessuno potrà togliervela.
(Vangelo San Giovanni XVI, 22)

 

BrahmsEin deutsches Requiem

 

Ein deutsches Requiem (noto in Italia come Requiem tedesco) è un’opera sacra che appartiene alla prima fase creativa di Johannes Brahms. Completato nel 1868, è un lavoro sinfonico corale polifonico frutto di una lunga gestazione che va dal 1854 al 1868.

Il progetto di un Requiem prese forma in seguito alla morte del carissimo amico e mentore artistico Robert Schumann e soprattutto dopo la perdita della madre, cui il Requiem è dedicato, avvenuta nel febbraio del 1865.

Nello stesso anno furono portati a termine tre dei sette movimenti in cui si articola la composizione (e precisamente il primo, il secondo e il quarto). Nell’ aprile del 1866 Brahms compose il terzo movimento, e durante l’estate anche il sesto e il settimo.

Un’ esecuzione parziale della partitura, limitata ai primi tre movimenti, avvenne il 1° dicembre 1867, con johannes Herbeck sul podio e il baritono Rudolf Panzer come solista. E fu un disastro. Ciononostante, Karl Reinthaler, maestro di cappella nel duomo di Brema, era così convinto della bellezza di questa composizione che se ne assicurò la prima esecuzione completa, che diresse il 10 aprile del 1868, il giorno del Venerdì santo, nel duomo di Brema (con Julius Stockhausen come solista).

Questa volta il successo fu tale che il Requiem tedesco venne replicato il giorno successivo, e l’eco di questo trionfo contribuì in maniera decisiva a consolidare la fama di Brahms in tutta la Germania e nel resto dell’Europa.

Mancava però ancora il quinto movimento, il brano per soprano solo e coro «Ihr habt nun Traurigkeit», che Brahms compose solo nei mesi successivi e che fu eseguito in forma privata il 17 settembre 1868 a Zurigo (col soprano Ida Suter-Weber e diretto da Friedrich Negar) e fu poi inserito stabilmente all’interno del Requiem.

La versione integrale in sette movimenti fu eseguita per la prima volta al Gewandhaus di Lipsia il 18 febbraio 1969 con Carl Reinecke sul podio, e Emilie Bellingrath-Wagner e Franz Krükl come solisti.

Il Requiem tedesco non è un requiem in senso propriamente liturgico e non ha una diretta relazione con le messe funebri in latino come quelle di Mozart o Verdi. Si tratta infatti di un’opera concepita essenzialmente per le rappresentazioni concertistiche. Ha l’organico tipico del grande oratorio romantico ma non ne ha i caratteri: manca infatti la dimensione del racconto, le arie, i cori, l’ azione drammatica.

E’ piuttosto un lavoro meditativo, privo di contrasti drammatici, un’ opera corale che riflette la concezione protestante della morte, intesa come trapasso a una vita migliore, un lavoro quindi profondamente tedesco, più vicino agli oratori di Bach che alla dimensione spettacolare del Requiem di Berlioz o di quello verdiano.

Questa funzione si rispecchia indirettamente nel testo, che è di forma abbastanza libera. Brahms stesso compose un libretto traendolo dalla Bibbia in tedesco nella versione di Martin Lutero.

Il concetto di fondo portato avanti da Brahms era comunque di natura più filosofica che politica: le persone cui portare aiuto e consolazione non erano i morti, ma i vivi. Il tono di pace e consolazione, peraltro, è chiaramente percepibile sin dalle prime battute dell’opera e rimane tale anche nell’ultimo brano, il quale riecheggia il primo numero e porta a compimento, in maniera quasi ciclica, il lavoro.

I primi tre movimenti si possono raggruppare in una grande descrizione delle miserie della vita terrena e della sua fragilità, e introducono temi come la consolazione per i vivi, la confidenza nella bontà divina, l’attesa della resurrezione. Gli altri quattro movimenti evocano invece la felicità della vita eterna, la redenzione del mondo da parte di Cristo, la consolazione del Paradiso che attende l’uomo dopo le sofferenze dei giorni terreni.

Nel primo movimento, Ziemlich langsam und mit Ausdruck (Moderatamente lento con espressione), mancano i violini e l’ottavino, i clarinetti, le trombe, la tuba e i timpani. Dopo una cupa introduzione il coro intona il celebre frammento del Discorso della Montagna (Matteo 5, 4) – «Selig sind, die da Leid tragen» (Beati coloro che soffrono).

Il secondo movimento – «Denn alles Fleisch, es ist wie Gras» (Poiché tutta la carne è come l’erba) – è una strana marcia funebre. Brahms mescola frammenti di testo diversi (I Lettera di Pietro 1, 24, 25; Lettera di Giacomo 5, 7; Isaia 35,10) e crea due ampie sezióni musicali contrastanti. Dopo la ripresa del tema iniziale, che emerge prima in pianissimo, poi viene scandito infortissimo, come l’incombere di un destino implacabile, e una breve transizione (Un poco sostenuto), il movimento si conclude con un ampio fugato (Allegro non troppo) – «Die Erlöseten des Herrn werden wieder kommen, und gen Zion» (I redenti dal Signore ritorneranno e andranno verso Sion con giubilo).

Il terzo movimento «Herr, lehre doch mich» (Fammi sapere, o Signore) è basato sul Salmo 39 e sul Libro della Sapienza (3, 1) e può essere letto come un grande preludio seguito da una fuga: nella prima parte, un Andante moderato, fa il suo ingresso il baritono solista; la struttura è di tipo responsoriale dove ogni versetto declamato dal solista viene ripreso dal coro; la sezione centrale («Ach, wie gar nichts») è sottolineata dallo sfogo lirico del solista cui risponde il drammatico richiamo del coro – «Nun, Herr, wes soll ieri mich trösten?» (Ora signore cosa posso sperare?); il movimento si conclude con una grandiosa fuga – «Der Gerechten Seelen sind in Gottes Hand» (Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio).

Il quarto movimento è nuovamente affidato al solo coro – «Wie lieblich sind deine Wohnungen» (Quanto sono amabili le tue dimore: Salmo 84) – in un tempo moderatamente mosso (Mässig bewegt): è il centro luminoso del Requiem tedesco, un canto di gioia e di lode, caratterizzato dai soprani e da un’orchestrazione trasparente e leggera.

Il quinto movimento – «Ihr habt nun Traurigkeit» (Anche voi ora siete tristi) – è una grande aria per soprano e coro che ricorda le arie delle Passioni bachiane: un’aria dall’espressione estatica, accompagnata da morbidi arabeschi, basata sul commiato di Gesù ai suoi apostoli durante l’ultima cena (Giovanni 16, 22), che si alterna con altri versetti della Bibbia intonati dal coro (Siracide 51, 35; Isaia 66, 13).

Il sesto movimento (Andante) «Denn wir haben hier keine bleibende Statt» (Poiché qui siamo privi di una stabile dimora) ha una struttura musicale articolata e drammatica, che distribuisce i diversi passi biblici (Lettera agli Ebrei 13, 14; Lettera ai Corinzi 15, 51-55; Apocalisse 4, 11) sul tema della speranza della Redenzione, in otto diversi episodi.

Culmine drammatico è l’episodio Vivace che richiama il giorno del giudizio – «Denn es wird die Posaune schallen, unddieToten werden auferstehen unverweslich» (Suonerà, infatti, la tromba, e i morti risorgeranno incorrotti). Il progressivo accumulo della tensione sfocia ancora una volta in una grande fuga conclusiva a due soggetti.

Il movimento finale – «Selig sind die Toten» – è una pagina solenne (Feierlich) e chiude anche concettualmente la parabola che va dal «Beato chi vive nel dolore», al «Beato chi muore nel Signore» («Selig sind die Toten, die in dem Herrn sterben»), sulla base di un frammento dell’Apocalisse (14, 13).

Il movimento si conclude con una citazione del motivo del primo movimento («Selig sind») e della coda dello stesso, nove battute nelle quali ricompaiono le arpe che suggellano il finale paradisiaco, promessa di beatitudine e di consolazione.

 

ECCO QUALCHE VIDEO…

“Ein deutsches Requiem op. 45” by Johannes Brahms (Danmarks Radio SymfoniOrkestret, Herbert Blomstedt – Sopran: Camilla Tilling e Baryton: Peter Mattei):

“Ein deutsches Requiem op. 45” by Johannes Brahms (Elisabeth Schwarzkopf: soprano e Dietrich Fischer-Dieskau: baritone – Philharmonia Chorus, Philharmonia Orchestra e Otto Klemperer):

“Ein deutsches Requiem op. 45” by Johannes Brahms (WDR Sinfonieorchester Köln – Kölner Philharmonie, Semyon Bychkov):

 

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Written by mara

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