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Teatro della Pergola, Firenze: Alexandros Kapelis (16 Nov.)

Una rarità nella sua generazione, Kapelis suona in modo espressivo ed evocativo. Le sue esplorazioni nella musica, emotive e psicologiche, fanno di lui uno dei più promettenti tra i giovani musicisti classici di ogni nazionalità in attività a New York al momento“, INTERNATIONAL PRESS SERVICE- IPS (New York, USA)

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Alexandros Kapelis presenta il suo acclamato programma “I Miti Greci: La Grecia e la Mitologia Greca nel Repertorio Pianistico.”

 

I Miti Greci: La Mitologia Greca nel Repertorio Pianistico

La vasta ricchezza del mito greco, con le sue superbe esplorazioni filosofiche, ha esercitato un’ influenza inevitabile sui grandi artisti di ogni epoca. Le arti visive e la letteratura sono state le più vulnerabili al fascino, la trascendenza e il carattere universale del mito greco. Allo stesso modo la Lirica, fin dai suoi inizi, è stata marcata dalle sue archetipiche figure eroiche e tragiche. In modo meno evidente, ma ugualmente notevole, la musica “pura” o “assoluta” non è stata immune allo spirito dell’ Antichità Classica, la quale ha pervaso il repertorio pianistico. 
Con opere di Rameau, Clementi, Liszt, Debussy, Kostantinidis e Hadjidakis, questo programma trova la sua prima ispirazione nella Grecia e nella sua mitologia.

Il pianista ALEXANDROS KAPELIS eseguirà il seguente programma: 

 

Muzio Clementi, Sonata in Sol minore, op. 50, n. 3, Didone Abbandonata

Yiannis Konstantinidis, Otto danze delle isole greche

Claude Debussy, Danseuses de Delphes

Claude Debussy, L’ Isle joyeuse

Jean Philippe Rameau, L’ Entretien des Muses

Jean Philippe Rameau, Les Tourbillons

Jean Philippe Rameau, Les Cyclopes

M. Hadjidakis, Per una Piccola Conchiglia Bianca, Op. 1

Franz Liszt, Orfeo

S. Rachmaninoff, da Études-Tableaux, Op. 33 (n.2, n.3, n.6, n.7, n.8)

 

QUANDO: lunedì 16 Novembre 2015, ora 20.30

 

DOVE: Teatro della Pergola
Via della Pergola, 12/32 – 50121 Firenze (FI)

 

INTERPRETI: 

Pianista, ALEXANDROS KAPELIS

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

PLATEA al costo di 31,50 €

PALCO CENTRALE al costo di 26,50 €

PALCHI I° ORDINE al costo di 26,50 €

PALCHI II° ORDINE al costo di 26,50 €

PALCHI III° ORDINE al costo di 26,50 €

GALLERIA al costo di 18,50 €

 

Con Associazione Ma.Ni. è possibile avere i biglietti a prezzo ridotto. Scrivere a mara.grisoni@gmail.com per ricevere informazioni oppure telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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ALEXANDROS KAPELIS

Nato da padre greco e da madre peruviana, Alexandros Kapelis deve la sua formazione al fatto di essere cresciuto nei due paesi. Ha iniziato lo studio del pianoforte a cinque anni, maturandolo con Dimitri Toufexis, Diane Walsh e Julius Levine a New York, e Noretta Conci a Londra.

Kapelis ha inoltre studiato direzione d’orchestra con Bruno Aprea all’ Accademia Internazionale delle Arti a Roma e nei corsi di Gianluigi Gelmetti all’ Accademia Chigiana di Siena. Ha diretto il Giulio Cesare di Händel all’ Ernen Musikdorf Festival in Svizzera e i concerti di Bach e Mozart dalla tastiera.

Si è presentato in recital e come solista in Gran Bretagna, Francia, Italia, Spagna, Svizzera, Malta, Grecia, Cipro e nel Medio Oriente, oltre agli Stati Uniti, Messico e America del sud.

Riconosciuto dall’ International Press Service (IPS) come “uno dei più promettenti giovani musicisti classici attivi oggi a New York“, ha potuto esibirsi in centri importanti tra cui il Lincoln Center e la sede dell’ ONU a New York, il Kennedy Center a Washington, il Chicago Art Institute e il Chicago Cultural Center, la Cadogan Hall e la Stationer’ s Hall a Londra, la Salle Cortot a Parigi, i Musei Capitolini a Roma, il Megaron di Atene. Come solista Kapelis è apparso con l’ Orchestra sinfonica di Praga, la Camerata italica, l’ Orchestra sinfonica di Monterry (Messico), la Filarmónica de Lima (Peru), e l’ Orchestra ton Chromaton (Grecia). 

Ospite durante varie edizioni del Progetto Martha Argerich a Lugano, Kapelis ha collaborato con artisti quali Mischa Maisky, Juri Bashmet, Renaud Capuçon e la grande Martha Argerich. Nelle parole della stessa Argerich, Kapelis “non ha eguali per Rachmaninov, ma suona anche i classici con un gusto stupefacente“.

Sito personale: http://www.kapelis.com/

 

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

“Sonata in Sol minore, op. 50, n. 3, Didone Abbandonata” by Muzio Clementi (ALEXANDROS KAPELIS, terzo tempo):

La Sonata in sol minore op. 50 n. 3, scritta da Muzio Clementi nel 1821 e ispirata alla storia amorosa di Didone del quarto libro dell’ Eneide virgiliana, testimonia la presenza di una sensibilità ormai vicina all’ estetica romantica e smentisce lo stereotipo di Clementi come di un compositore scarsamente espressivo e freddamente tecnico.

Dopo una introduzione meditativa la Sonata acquista intensità di sentimento, espressa con nobiltà di accenti di intima inquietudine. Nell’ Adagio si coglie una cantabilità particolarmente adatta al timbro pianistico, su un piano melodico ben legato e coerente, mentre nell’ Allegro finale il musicista esplora una drammaticità concitata e accesa.

 

“Otto danze delle isole greche” by Yiannis Konstantinidis (ALEXANDROS KAPELIS, pianist – Live at the Kennedy Center. March 24, 2007):

Nato nel 1903 nella città turca di Smirne (oggi Izmir), abitata allora in larga maggioranza da una popolazione di lingua e cultura greca, Yannis Constantinidis è morto ad Atene nel 1984. Nel 1922, al termine del conflitto greco-turco in seguito al quale la comunità greca fu costretta ad abbandonare la città, Constantinidis si trasferì in Germania, e tra il 1922 e il 1926 studiò a Dresda e Berlino, avendo tra i propri insegnanti anche Kurt Weill. Tornato in patria, si stabilì ad Atene dove visse per il resto della sua vita componendo musica leggera sotto pseudonimo.

Le Otto danze delle isole greche scritte nel 1954, sono forse la sua composizione più celebre. Si tratta di 8 brevi pezzi basati su melodie raccolte nelle isole dell’arcipelago greco, armonizzate con sensibilità impressionistica e con una scrittura pianistica di grande finezza e ricchissima di sfumature.

 

INTRODUCENDO I PRELUDI…

I Préludes di Claude Debussy, sono ventiquattro brani suddivisi in due Libri che corrispondono per un verso a una praticità commerciale dell’ editore Durand, per un altro alla semplice successione cronologica della composizione, portata a termine rispettivamente nel 1910 per quel che riguarda il Prémier Livre e nel 1913 per il Deuxième Livre. Il tono intimista, le sonorità delicate e l’essenzialità quasi del tutto priva di decorazioni mostrano come l’autore li avesse concepiti per un uso privato, non concertistico. E nonostante l’ impianto dei due libri segua una disposizione resa classica a partire dall’esempio bachiano, i ventiquattro pezzi non seguono alcuno schema tonale, né sono ordinati secondo esplicite regole di simmetria. Il senso di unità che traspare dalla loro successione dipende piuttosto da una coerenza poetica profonda, dalla loro spontanea adesione a un pensiero che se usa ancora il principio della variazione lo fa per decomporre, non per costruire, per sospendere l’idea del tempo, non per organizzarla. Tutta la musica di Debussy ha in questo senso un aspetto preludiante e tutta, di conseguenza, può essere letta alla luce delle suggestioni che possiamo trarre dai due libri di brani pianistici effettivamente indicati con quel titolo.

“Danseuses de Delphes” by Claude Debussy (ALEXANDROS KAPELIS, pianist – Live at the Kennedy Center. March 24, 2007):

(… Danseuses de Delphe) (Danzatrici di Delfo). Breve pezzo, vero preludio: una specie di lenta danza processionale, ispirata, si dice, alle figure di un vaso greco. Nettamente accentuato il carattere tonale.

 

“L’ Isle joyeuse” by Claude Debussy (ALEXANDROS KAPELIS, pianist – Live at the Kennedy Center. March 24, 2007):

Pubblicata nel 1904, senza dedica, la composizione “L’ Isle joyeuse” di Claude Debussy fu eseguita per la prima volta il 18 febbraio 1905 alla Société Nationale da Ricardo Vines. Su un abbozzo della partitura scrive: “Le battute qui allegate appartengono a madame Bardac – p.m. [piccola mia] – che me le dettò un martedì dell’ agosto 1904”. Anche se termina l’ opera nell’ agosto 1904, Debussy l’ aveva tuttavia cominciata nel 1903, prima del suo idilliaco soggiorno estivo. In una lettera all’ organista Désiré Walter, Debussy paragona L’ Isle joyeuse a L’ imbarco per l’isola di Citera di Watteau, precisando nondimeno che essa racchiude “una minore malinconia“: “Vi s’incontrano maschere della commedia italiana, giovani donne che cantano e danzano, mentre il tutto si conclude nella gloria del sole al tramonto“.

Musica “all’ aperto” come la rivoluzionaria dans Grenade dell’ anno precedente, l’ Isle joyeuse è pero di concezione, di struttura e di scrittura strumentale più tradizionali. Si tratta, fatto raro in Debussy, di un pezzo da concerto calcolato in vista del rapporto con il pubblico di una grande sala. Sono evidenti i simbolismi dell’ acqua (nel primo tema) e dell’ isola dell’ amore (nel secondo tema, il valzer lento) ma la scrittura è saldamente ancorata alla tradizione virtuosistica postlisztiana ed è di effetto brillantissimo nella sua sapiente mescolanza di dinamiche contrastanti. Raramente il musicista si abbandona a un’ espressione così esuberante e a colori così vividi come quelli de L’ Isle joyeuse, intimamente associata alla propria passione amorosa.

 

INTRODUCENDO JEAN-PHILIPPE RAMEAU…

Per gioire pienamente degli effetti della musica, bisogna essere in un puro abbandono di sé stessi“, (J. P. Rameau, da Observations sur notre instinct pour la musique et sur son principe)

“L’ Entretien des Muses” by Jean Philippe Rameau (ALEXANDROS KAPELIS, pianist – Live at the Kennedy Center. March 24, 2007):

 

“Les Tourbillons” by Jean Philippe Rameau (Grigory Sokolov, pianist – live in Berlin, 05/06/13):

 

“Les Cyclopes” by Jean Philippe Rameau (Grigory Sokolov, pianist – live in Berlin, 05/06/13):

Les Cyclopes è uno squisito spaccato musicale sul fantastico mondo dei Ciclopi, alma di ispirazione per musicisti e poeti.

 

INTRODUCENDO FRANZ LISZT…

“Orfeo” by Franz Liszt (POEMA SINFONICO: Bernard Haitink & London Philharmonic):

Orpheus è uno dei quattro poemi sinfonici di Liszt composti su uomini del passato dal genio creativo, eroici o leggendari (gli altri tre poemi sono Tasso. Lamento e trionfo, Prometheus e Mazeppa). Nella prefazione Liszt descrive un vaso etrusco riproducente Orpheus, ed esalta l’ azione di civilizzazione sull’ umanità.

In esso il musicista riprende il tema dell’ antico mito tramandatoci dalla Grecia e impersonato da Orfeo, il poeta per eccellenza, travolto dalle ferree leggi della natura, ma pur sempre proteso verso l’ ideale, che è Euridice, destinata ad essere inghiottita dal dolore e dal male.

 

“Prometeo” by Franz Liszt (POEMA SINFONICO: Bernard Haitink & London Philharmonic):

Prometeo (originariamente Prometheus) è il titolo di un poema sinfonico di Franz Liszt, composto tra il 1850 e il 1855. Fu eseguito per la prima volta nel 24 agosto 1850, dopo i grandi affreschi sinfonici Tasso, Lamento e Trionfo e Les Préludes, e precedette la scrittura di Mazeppa

Era stato concepito per celebrare a Weimar l’ inaugurazione di una statua dedicata ai cent’ anni dalla nascita di Johann Gottfried Herder. Herder era stato Soprintendente generale della chiesa luterana nel granducato dal 1776 al 1788, e autore di un Prometeo liberato la cui rappresentazione musicale in forma di cantata era stata affidata a Liszt.

La partitura, composta in forma di abbozzi da unire successivamente, fu orchestrata da Joachim Raff, come era già avvenuto per Ce qu’on entend sur la montagne, poichè l’ autore non confidava totalmente nelle sue capacità di orchestratore.

Ma tra il 1852 e il 1854 Liszt rimise mano alla partitura preparandone una versione dell’ ouverture che denominò con il nuovo termine di poema sinfonico. Nel 10 ottobre 1855 l’ autore ne diresse l’ esecuzione a Braunschweig.

È in questa forma che il Prometeo fu inviato alla Breitkopf & Härtel a Lipsia per la pubblicazione a stampa dopo le ultime correzioni a mano di Liszt, nel maggio del 1856.

INTRODUCENDO RACHMANINOFF…

Perché, durante tutta la mia vita, la scontentezza di me stesso mi ha sempre tolto la calma?“, Sergei Vasil’evic Rachmaninov, in una lettera del 1922

“Études-Tableaux, Op. 33 n. 2” by S. Rachmaninoff (Alexandros Kapelis live at the Kennedy Center. March 24, 2007):

“Études-Tableaux, Op. 33 n. 3” by S. Rachmaninoff (Alexandros Kapelis live at the Kennedy Center. March 24, 2007):

“Études-Tableaux, Op. 33 n. 6” by S. Rachmaninoff (Vladimir Ashkenazy):

“Études-Tableaux, Op. 33 n. 7” by S. Rachmaninoff (Alexandros Kapelis live at the Kennedy Center. March 24, 2007):

“Études-Tableaux, Op. 33 n. 8” by S. Rachmaninoff (Alexandros Kapelis live at the Kennedy Center. March 24, 2007):

 

 

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Written by mara

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