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Teatro Fraschini, Pavia: David Garrett, Čajkovskij (24 marzo)

“David Garrett, il ‘violinista del diavolo’…Il suo portamento rock’n’roll si unisce a una tecnica spietata e a una notevole interpretazione”

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Stagione Concerti 2016 – 2017 per il Teatro Fraschini, Pavia

 

David Garrett ha alle spalle una straordinaria carriera lunga più di vent’ anni. Dall’ autunno del 2007, con l’uscita del suo primo CD crossover “Virtuoso”, l’artista ridefinisce progressivamente gli standard nel campo della musica classica e crossover.

La mescolanza di elementi classici, pop, rock e rhythm-and-blues rappresenta per Garrett lo strumento per raggiungere le giovani generazioni, sulle orme dei suoi modelli, da Paganini a Heifetz.

Nell’ ottobre 2013 David Garrett ha fatto il suo debutto come attore realizzando un sogno nell’ interpretare la figura di Niccolò Paganini ne “Il Violinista del Diavolo “con la regia di Bernard Rose. In collaborazione con Franck van der Heijden, Garrett anche composto le musiche per il film, dedicando la sua aria, “Ma Dove Sei”, ad Andrea Bocelli. Nel 2014 ottiene il suo terzo ECHO Classic con il disco Garrett versus Paganini. Nell’autunno 2014 è uscito per la DECCA il nuovo CD con i concerti di Brahms e di Bruch, incisi con la Israel Philharmonic, diretta da Zubin Mehta.

Torna in Italia nel 2016 con l’Orchestra del Teatro Comunale di Genova e con l’Orchestra di Santa Cecilia. Nel 2017 sarà nuovamente con l’Orchestra Nazionale della RAI di Torino e nel 2018 è previsto il ritorno alla Scala di Milano con la direzione di Riccardo Chailly. David Garrett è ambasciatore della Fondazione contro la leucemia di José Carreras:

 

Pёtr Il’ič Čajkovskij, Sinfonia n. 4 in Fa minore op. 36

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Pёtr Il’ič Čajkovskij, Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35

 

QUANDO:

Domenica 24 Marzo 2017, Ore 21.00

 

DOVE: Teatro Fraschini
Corso Str. Nuova, 136
27100 Pavia (PV)

 

INTERPRETI:

David Garrett, Violino

Dennis Russell Davies, Direttore

ORCHESTRA DI BASILEA

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea al costo di 22,00 €

Platea al costo di 22,00 €

Palco Centrale al costo di 22,00 €

Palco Centrale al costo di 22,00 €

Palco Laterale al costo di 22,00 €

Palco Laterale al costo di 22,00 €

Barcaccia al costo di 22,00 €

Galleria IV ord. al costo di 17,60 €

Galleria V ord. – Posto in piedi al costo di 8,80

 

Teatro Fraschini, Pavia: David Garrett, Čajkovskij (24 marzo)

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e consegna dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

 


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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

«Per caso, nella sala di lettura dell’hotel, mi è capitata in mano una copia del quotidiano “Neue Freie Presse”, dove Hanslick tiene la sua rubrica musicale. A proposito del mio Concerto per violino, scrive che, in generale, per quanto conosca le mie opere, esse si distinguono per la loro incoerenza, completa mancanza di gusto, rozzezza e barbarie. Per ciò che riguarda il Concerto per violino il suo inizio non è male, ma più si va avanti, peggio è. Alla fine del primo movimento, egli sostiene, il violino non suona, bensì raglia, stride, ruggisce. Anche l’Andante inizia felicemente, ma ben presto si trasforma nella descrizione di una qualche festa russa selvaggia dove sono tutti ubriachi e hanno volti triviali, disgustosi. “Ascoltando la musica di Čajkovskij mi è venuto in mente che esiste musica puzzolente (stinkende Musik)”. È vero che è una critica curiosa?», Eduard Hanslick, celebre critico tedesco della Neue Freie Presse

 

Il Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 35 è l’unico concerto per violino del compositore russo Pëtr Il’ič Čajkovskij (ultima composizione di rilievo prima di una lunga e sofferta crisi creativa). Nacque alla fine di uno dei periodi più fecondi della creatività di Čajkovskij, quello che aveva visto il compositore concludere, nell’ arco di un triennio, il Concerto per pianoforte in si bemolle minore, il balletto Il lago dei cigni, la Quarta Sinfonia e l’opera Evgenij Onegin.

Fu completato agli inizi del 1878 a Clarens, presso Ginevra, con la collaborazione del violinista Iosif Kotek, amico e allievo di Čajkovskij, che aveva dato consigli sull’esecuzione tecnica del concerto e doveva essere anche il primo esecutore, proposto dallo stesso Čajkovskij, ma all’ultimo momento rinunciò a causa delle difficoltà tecniche (ne fu comunque il primo interprete in una esecuzione privata col compositore al pianoforte). Un altro grande concertista, il famoso Leopold Auer, a cui la composizione era stata in un primo momento dedicata, lettane la partitura sentenziò che era ineseguibile e si rifiutò a sua volta di suonarla.

La prima esecuzione avvenne perciò a distanza di tre anni, il 4 dicembre 1881 a Vienna, quando tra mille difficoltà il violinista Adol’f Brodskij accettò di eseguire il concerto. Čajkovskij gli dedicò la partitura. La direzione d’orchestra fu affidata ad Hans Richter. Nell’occasione il concerto fu stroncato sulla Neue Freie Presse dal celebre critico tedesco Eduard Hanslick, la cui visione della musica era quanto mai lontana da quella del compositore russo.

Solo con le successive esecuzioni, a Londra e poi nel resto dell’ Europa il concerto ottenne un completo successo.

 

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Soloist: Itzhak Perlman – Conductor: Eugene Ormandy & Philadelphia Orchestra):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Jascha Heifetz, violinist – John Barbirolli, London Philharmonic _ Recorded March 25, 1937):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (David Oistrakh: violin – Staatskapelle Dresden – Franz Konwitchny: conductor – 1954):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (April 19th, 2013. Janine Jansen – Paavo Järvi conducting the Frankfurt Radio Symphony Orchestra in the Alte Oper Frankfurt):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Frank Peter Zimmermann _ Lorin Maazel – Bavarian Radio Symphony Orchestra):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Rundfunk-Sinfonieorchester Saarbrücken – Myung-Whun Chung, conductor – Kongresshalle Saarbrücken _ February 27, 1988):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Joshua Bell, violin – National Youth Orchestra of the United States of America – Valery Gergiev, conductor _ Live recording. London, Proms 2013):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Julia Fischer, violin _ Orchestre Philharmonique de Radio France & Vasily Petrenko, conductor):

“Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35” by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Maxim Vengerov, violin – London Philharmonic Orchestra e Mstislav Rostropovich, conductor):

Il primo movimento Allegro moderato inizia con una breve cadenza nella quali si propone un tema di entusiasmante freschezza; per poi esporre con naturalezza un nuovo soggetto breve, quasi operistico, ritmicamente concitato. Come bene ha scritto Giorgio Pestelli, «il fatto è che Čajkovskij ha portato il salotto, il femmineo fantasticare dell’Onegin nell’augusta cornice del Concerto, lasciando ai capricciosi disegni ritmici, alle incalzanti terzine, alle virtuosistiche scale, il compito di sostituire lo sviluppo sonatistico e il chiaroscuro di una base contrastante».

La mediana Canzonetta ha un inizio assorto, nel quale il solista si inserisce con un tema “molto espressivo”, un po’ malinconico, un po’ lucente. Il secondo tema è invece drammatico ed energico. Alla ricapitolazione della prima parte segue simmetricamente la conclusione con elementi ripresi dall’introduzione.

Senza interruzione attacca subito il Finale, Allegro vivacissimo. Esso segue la forma circolare del rondò, alternando all’ affermazione della prima idea due temi di stampo popolare. Ma è il solista ora a prendere in mano il gioco da protagonista: suo è l’esordio con una cadenza di straordinario virtuosismo.

 

 

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Mi chiedete se la musica ha un programma definito. In generale, se mi rivolgono questa domanda riguardo a una composizione sinfonica, rispondo di no. E in verità non è una domanda cui sia facile rispondere. Come è mai possibile esprimere quelle sensazioni che proviamo allorché scriviamo un’opera strumentale che non ha in sé alcun soggetto definito? E’ un processo puramente lirico, una confessione musicale dell’anima, ove pullulano tante cose e che secondo la propria essenza si riversa in suoni, appunto come il poeta lirico si effonde in versi

 

La Sinfonia n. 4 in fa minore, op. 36 di Pëtr Il’ič Tchaikovsky viene composta tra dicembre 1876 e gennaio 1878 e presentata a Mosca il 10 febbraio 1878 sotto la direzione di Nikolaj Rubinstein con un “tiepido” riscontro da parte del pubblico.

Questo periodo denso di avvenimenti che hanno esiti contrastanti sul suo labile sistema nervoso lo inducono alla stesura di una composizione in cui dare libero sfogo ai suoi sentimenti.

La baronessa von Meck che ha assistito all’ esecuzione, chiede a Tchaikovsky una spiegazione sui contenuti della composizione e questi in una lettera del 17 febbraio gli fornisce un’ interpretazione programmatica che costituisce un documento utile anche se non decisivo, per la comprensione della Sinfonia:

La nostra Sinfonia ha un programma abbastanza definito perché si possa esprimere a parole; a voi sola desidero – e posso – dire il significato dell’opera nell’insieme e nelle singole parti. Voi capirete che tenterò di farlo soltanto per sommi capi. L’introduzione è il germe dell’intera Sinfonia, l’idea principale dalla quale dipende tutto il resto. Il tema di apertura è il Fatum, la forza inesorabile che impedisce alle nostre speranze di felicità di avverarsi; che sta in agguato, gelosamente, per impedire che il nostro benessere e la nostra pace possano diventare piene e senza nubi: una forza che, come la spada di Damocle, pende perpetuamente sul nostro capo e di continuo ci avvelena l’anima. Questa forza è ineluttabile e invincibile. Con il Moderato con anima la disperazione e la tristezza diventano più forti, più cocenti. Non sarebbe più saggio distogliersi dalla realtà e immergersi nel sogno? Oh, gioia! Alfine appare un dolce e tenero sogno. Una fulgida, soave immagine umana aleggia dinanzi a me, mi chiama. Come bello e remoto, ora, appare il primo ineluttabile tema dell’Allegro! A poco a poco il sogno avvolge l’anima. Obliata è la tristezza, la disperazione. Ecco la felicità! Ma no, era .solo un sogno e il Fato ci ridesta. Così la vita è un costante alternarsi di aspra realtà, di sogni evanescenti, di fuggevoli visioni di felicità. Non vi è alcun porto. Si naviga su quel mare finché esso vi sommerge e vi fa affondare nella sua profondità. Questo, approssimativamente, è il programma del primo tempo. Il secondo tempo esprime un’altra fase di sofferenza. E’ la malinconia che ci invade a sera, allorché siamo soli, stanchi del lavoro, e cerchiamo di leggere, ma il libro ci sfugge di mano. I ricordi si affollano in noi. Come sono dolci quelle memorie di giovinezza, ma come è triste che tante cose siano state e siano trascorse per sempre! Si rimpiange il passato, eppure non si vorrebbe ricominciare daccapo la vita, ci si sente troppo stanchi. E’ più piacevole riposare e rivolgere lo sguardo all’indietro, ricordando tante cose. C’erano momenti felici, quando il giovane sangue scorreva caldo e la vita esaudiva ogni nostro desiderio. C’erano anche momenti difficili, perdite irreparabili, ma sono ormai lontani. E’ triste e pur dolce tuffarsi così nel passato. Il terzo tempo non esprime sensazioni definite, è piuttosto una successione di capricciosi arabeschi, quelle immagini inafferrabili che passano nella fantasia quando si è bevuto del vino e si avvertono i primi segni dell’ebbrezza. L’anima non è ne gaia ne triste. Non si pensa a nulla: l’immaginazione ha libero corso e comincia, non si sa perché, a tracciare strani disegni. D’improvviso si presenta allo spirito la visione di contadini un po’ brilli, una breve canzone di strada risuona. Lontano, passa un corteo militare. Le immagini sono assolutamente sconnesse, come quelle che fluttuano nella mente allorché ci si addormenta. Non hanno nulla a che fare con la realtà, sono strane, selvagge, confuse. Il quarto tempo: se veramente non trovi motivo di gioia in te stesso, guardi gli altri. Va’ in mezzo al popolo, vedi come esso sa abbandonarsi alla gioia. Una festa rustica è descritta. Non appena però hai dimenticato te stesso in questa visione della gioia altrui, ecco che il Fato inesorabile riappare a ricordarti di te stesso. Ma gli altri sono indifferenti verso di te; non volgono neppure il capo, non ti guardano neppure, non si accorgono che tu sei solo e triste. Ah, come si divertono! E come sono fortunati di essere governati da sentimenti così semplici e immediati! Dà la colpa a te stesso e non dire che tutto il mondo è triste; esistono gioie semplici e pur forti. Allegrati nella felicità altrui e la vita sarà sopportabile. Questo, cara amica, è tutto ciò che posso dirvi della Sinfonia. Certo, quello che ho detto non è ne chiaro ne compiuto. Ciò deriva dalla intrinseca natura della musica strumentale, che non si presta all’ analisi particolareggiata. Dove le parole cessano, là comincia la music; come diceva Heine». Un post scriptum chiude la lettera: «Proprio ora, mettendo in busta la lettera, l’ho riletta e ho inorridito dinanzi al programma confuso e inesatto che vi mando. E’ la prima volta nella mia vita che ho tentato di trasportare idee e immagini musicali in parole, e non ci sono certo riuscito. Tutto l’inverno passato ho sofferto di una terribile ipocondria: la Sinfonia è un’eco veritiera di quello che provavo. Ma non è più di un’eco. Come riuscire a tradurre ciò in parole chiare e definite? Già ho dimenticato molte cose di quel periodo, ho solamente un ricordo dell’orrore e dell’intensità di ciò che provavo”

ASCOLTA QUI Sinfonia n. 4 in fa minore, op. 36 by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Claudio Abbado & Chicago Symphony Orchestra):

ASCOLTA QUI Sinfonia n. 4 in fa minore, op. 36 by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Moskow Radio Symphony Orchestra & Vladimir Fedoseyev, direttore – Registrato live all’ Alte Oper Frankfurt, 1991):

ASCOLTA QUI Sinfonia n. 4 in fa minore, op. 36 by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Leningrad Philharmonic Orchestra & Evgeny Mravinsky – Studio recording, Moscow, 8.IV.1957):

ASCOLTA QUI Sinfonia n. 4 in fa minore, op. 36 by Pëtr Il’ič Čajkovskij (Wiener Philharmoniker & Herbert Von Karajan):

La sinfonia si divide in quattro movimenti della durata complessiva di quaranta minuti:

I movimento: l'”andante sostenuto“: “l’ introduzione”, così l’autore si espresse in una lettera inviata alla von Meck per descriverne il programma in essa contenuto, “contiene il germe di tutta una vita, il fato è la forza del destino che ostacola la nostra felicità; è come una spada di Damocle e avvelena senza posa l’anima… Bisogna assoggettarglisi… Non sarebbe meglio abbandonare la realtà e sprofondarsi nei sogni?“. Ma la musica reca solo delle visioni, che scompaiono alla fine e l’anima viene nuovamente sommersa dal mare.

II movimento: l'”andante con moto“, “è la descrizione di quella sensazione melanconica che ci prende quando di sera siamo ormai del tutto soli e stanchi delle fatiche effettuate durante il giorno“.

III movimento (Scherzo pizzicato) – “Il terzo tempo non esprime sensazioni particolari, è un arabesco capriccioso, un’apparizione fugace simile a quelle che colgono la nostra fantasia quando si beve un bicchiere di vino e si sente essere lievissimamente brilli…

IV movimento: il “finale“, così ebbe a dire Tchaikovsky nella sua descrizione alla von Meck: “Quando non trovate in voi la felicità, guardate gli altri, andate in mezzo al popolo, guardate come la gente si diverte, come si concede alla sua gioia! Il quarto tempo è il quadro di una festa popolare… Appena avete dimenticato voi stessa, appare instancabilmente il fato… Ma in fondo la vita è bella…!

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David Garrett…

kinopoisk.ru

David Garrett, nome d’arte di David Christian Bongartz nato il 4 settembre del 1980, è un violinista e compositore tedesco-statunitense.

E’ particolarmente apprezzato come musicista da Zubin Mehta e Daniel Barenboim. Ha alle spalle una straordinaria carriera lunga più di vent’ anni. Dall’ autunno del 2007, con l’uscita del suo primo CD crossover “Virtuoso”, l’artista ridefinisce progressivamente gli standard nel campo della musica classica e crossover.

Nasce ad Aachen da un giurista tedesco e da una prima ballerina americana, inizia a suonare il violino a quattro anni, e già all’ età di dieci anni debutta con gli Hamburger Philharmoniker.

A tredici anni è l’artista più giovane a firmare un contratto esclusivo con la casa discografica Deutsche Grammophon. Nel 1999, all’apice della carriera, decide di staccarsi dalla vita di violinista classico e si trasferisce a New York, per consolidare le proprie capacità musicali anche dal punto di vista teorico e per perfezionare ulteriormente la tecnica. Si iscrive ai corsi di composizione e musicologia presso la prestigiosa Juilliard School, dove diventa allievo di Itzhak Perlman. La particolare predilezione di David Garrett per la composizione viene premiata nel 2003 con la vittoria del concorso di composizione della Juilliard School con una fuga nello stile di Johann Sebastian Bach. Con questo brano pone le basi per i suoi poi leggendari arrangiamenti.

La mescolanza di elementi classici, pop, rock e rhythm-and-blues rappresenta per Garrett lo strumento per raggiungere le giovani generazioni, sulle orme dei suoi modelli, da Paganini a Heifetz.

Grandissimo il successo in tutto il mondo del suo CD “Virtuoso”.  La serie di proprie composizioni e rivisitazioni di brani di musica classica – dalla virtuosa “Paganini Rhapsody” basata sul XXIV capriccio di Paganini fino all’intenso classico del rock “Nothing Else Matters” dei Metallica – sbalordì il mondo musicale. Sostenitori e critici accesero un dialogo sui diversi generi di musica, dove il tema della comunicazione musicale tornò nuovamente al centro dell’interesse.

Il riconoscimento per l’artista fu il premio ECHO Klassic 2008 nella categoria “classica senza frontiere”.  David Garrett è stato anche negli USA per mesi al primo posto delle classifiche nelle categorie musica classica e crossover.
Con l’album “Classic Romance”, uscito nel novembre 2009 insieme alla Deutsche Symphonie Orchester di Berlino e Andrew Litton, è tornato nuovamente alla musica classica.

Nel 2011, accanto al successo del tour “Rock Symphonies”, David Garrett si è esibito al festival di Verbier,  al “Kissinger Sommer” e il Festival Enescu di Bucarest, al Concertgebouw di Amsterdam e ha suonato  con orchestre come i Wiener Symphoniker, l’Orchestra Filarmonica Nazionale di Russia e la Museumsorchester di Francoforte.

Con l’album “Legacy”, uscito nel novembre 2011 per la DECCA, Garrett realizza il sogno della sua vita: accanto al concerto per violino di Beethoven che Garrett definisce come “l’apogeo del repertorio per violino”, sono contenuti nel CD anche brani scelti di Fritz Kreisler.

“Legacy” ha riscontrato subito uno straordinario successo, è stato al primo posto nella classifica degli album classici più venduti  sia in Inghilterra sia in Germania

Nel 2012 una lunga tournée di recital lo ha portato ad esibirsi alla Filarmonica di Berlino, Monaco e Colonia, così come all’ Alte Oper di Francoforte e al Gewandhaus di Lipsia con la Sonata a Kreutzer di Beethoven e opere di Kreisler.

Nel 2013 David Garrett ha suonato in tour in Germania e in Svizzera con l’orchestra del Festival Strings di Lucerna diretta da Adrian Prabava, con i concerti per violino di Johannes Brahms e Max Bruch, con la Sinfonieorchester Basel, diretto da Dennis Russell Davies e con l’Orchestra Filarmonica di Amburgo diretta da Cornelius Meister.

Nell’ ottobre 2013 David Garrett ha fatto il suo debutto come attore realizzando un sogno nell’interpretare la figura di Niccolò Paganini ne “Il Violinista del Diavolo “con la regia di Bernard Rose. In collaborazione con Franck van der Heijden, Garrett anche composto le musiche per il film, dedicando la sua aria, “Ma Dove Sei”, ad Andrea Bocelli.

Nel 2014 ottiene il suo terzo ECHO Classic con il disco Garrett versus Paganini.

Nell’ autunno 2014 è uscito per la DECCA il nuovo CD con i concerti di Brahms e di Bruch, incisi con la Israel Philharmonic, diretta da Zubin Mehta.

Torna in Italia nel 2016 con l’Orchestra del Teatro Comunale di Genova e con l’ Orchestra di santa Cecilia. Nel 2017 sarà nuovamente con l’Orchestra Nazionale della RAI di Torino e nel 2018 è previsto il ritorno alla Scala di Milano con la direzione di Riccardo Chailly.

David Garrett è ambasciatore della Fondazione contro la leucemia di José Carreras.

David Garrett suona il violino Stradivari “A. Busch” del 1716.

 

 

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Written by mara

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