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Teatro La Fenice, Venezia: Schubert e Bruckner (4 – 5 dic.)

Ho dovuto combattere tutta la vita…“, Jeffrey Tate

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Concerto della Stagione 2015 – 2016

 

Sul podio del Teatro la Fenice di Venezia il Maestro Jeffrey Tate dirigerà l’ Orchestra del Teatro La Fenice nel seguente programma:

Franz Schubert, Sinfonia n. 6 in do maggiore D 589

… … …

Anton Bruckner, Sinfonia n. 2 in do minore WAB 102

 

QUANDO: Venerdì 4 dicembre 2015, h. 20.00; Sabato 5 dicembre 2015, h. 17.00

 

DOVE: Teatro La Fenice
San Marco 1965, 30124 Venezia

 

INTERPRETI:

Jeffrey Tate, Direttore

Orchestra del Teatro La Fenice

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Platea A al costo di 88,00 €

Platea B al costo di 99,00 €

Palco centrale – parapetto al costo di 99,00 € (esaurito per il 4 dicembre)

Palco centrale – dietro al costo di 77,00 €

Palco laterale – parapetto al costo di 82,50 € (esaurito per il 4 dicembre)

Galleria al costo di 60,50 € (esaurito per il 4 dicembre)

Loggione al costo di 60,50 €

 

Acquisto on line
http://www.teatrolafenice.it/

 

oppure, se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

 

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

“Sinfonia n. 6 in do maggiore D 589” by Franz Schubert (The Chamber Orchestra of Europe – Claudio Abbado, conductor / 1° tempo):

“Sinfonia n. 6 in do maggiore D 589” by Franz Schubert (The Chamber Orchestra of Europe – Claudio Abbado, conductor / 2° & 3° tempo):

“Sinfonia n. 6 in do maggiore D 589” by Franz Schubert (The Chamber Orchestra of Europe – Claudio Abbado, conductor / 4° tempo):

“Sinfonia n. 6 in do maggiore D 589” by Franz Schubert (Koninklijk Concertgebouworkest – Eduard van Beinum / Studio recording, Amsterdam, 22-25.V.1957):

“Sinfonia n. 6 in do maggiore D 589” by Franz Schubert (Lorin Maazel – Bavarian Radio Symphony Orchestra):

“Sinfonia n. 6 in do maggiore D 589” by Franz Schubert (Marc Minkowski – Les Musiciens du Louvre):

“Sinfonia n. 6 in do maggiore D 589” by Franz Schubert (Staatskapelle Dresden – Herbert Blomstedt, conductor):

“Sinfonia n. 6 in do maggiore D 589” by Franz Schubert (Sir John Eliot Gardiner – Wiener Philarmoniker):

“Sinfonia n. 6 in do maggiore D 589” by Franz Schubert (Saint Paul Chamber Orchestra – Roberto Abbado):

“Sinfonia n. 6 in do maggiore D 589” by Franz Schubert (Frankfurt Radio Symphony Orchestra – Antonello Manacorda – Alte Oper Frankfurt, 22. Mai 2015):

Delle otto Sinfonie di Franz Schubert giunte in forma completa – laddove il concetto di “completezza” si riferisce non al numero dei movimenti compiuti ma all’ integrità e all’ eseguibilità della loro stesura; dunque fra le complete ha posto anche la celebre “Incompiuta” – solamente le ultime due (appunto l’ “Incompiuta” e la “Grande”) sono opere dell’ autore maturo. 

Le Sinfonie giovanili non furono destinate dall’ autore alla esecuzione pubblica ma furono concepite come saggi scolastici o come materiale per un’ orchestra di dilettanti, in una dimensione di musica “domestica” che sembra incompatibile con una grande ambizione “sinfonica”. Lo stesso Schubert, in una lettera del 1823, mostrava di essere cosciente di non avere ancora raggiunto dei risultati pienamente originali in campo sinfonico e scriveva: «Veramente non ho nulla per grande orchestra che potrei presentare al mondo con la coscienza tranquilla… Devo pregarti di perdonare la mia incapacità di soddisfare la tua richiesta, ma sarebbe dannoso per me presentarmi con qualcosa di mediocre».

La Sesta Sinfonia in do maggiore D 589 – detta “piccola” per distinguerla dalla “grande” Sinfonia nella medesima tonalità, scritta fra l’ ottobre 1817 e il febbraio 1818 ma eseguita solamente dieci anni più tardi, in un concerto commemorativo per la scomparsa dell’autore – costituisce un prezioso momento di crescita e di acquisizione di nuovi modelli stilistici, il primo dei quali dovrà essere riconosciuto nell’ influenza di Rossini.

Il primo tempo si apre con un Adagio introduttivo da Sinfonia italiana, ma con una maggiore densità di scrittura; le vigorose strappate orchestrali dell’ incipit si stemperano nel dolce movimento di terzine, con intrecci fra fiati e violini che si spengono nel nulla e cedono il passo al successivo Allegretto in forma sonata. Il primo tema, brillante e caratteristico, affidato al flauto, oboe e clarinetto, viene ripreso a piena orchestra; e sono sempre i legni a esporre il secondo tema, scattante e ritmato, sull’ accompagnamento ribattuto degli archi.

Successivamente l’ Andante in fa maggiore con un tema levigato degli archi, scivola poi in una tonalità lontana (la bemolle) secondo una transizione rossiniana. La sezione centrale viene animata da terzine ma la finezza del compositore fa sì che al riapparire della sezione iniziale la melodia levigata incorpori il ritmo di terzine della sezione secondaria, secondo una scrittura più densa che rende più fine e preziosa la ripresa.

Segue un brillante Scherzo con un Trio “Più lento” in cui si intrecciano fiati e archi; un movimento in cui è evidente il riferimento a Beethoven. L’ influenza italiana torna a farsi sentire in modo determinante nell’ Allegro moderato conclusivo, un tempo in forma sonata ma dal carattere di Rondò; caratteristica costante del movimento è la sua propulsione ritmica, basata su insistiti ritmi puntati di accompagnamento, su cui si stagliano scorrevoli corse dei violini, staccati dei fiati, o anche la brillantissima scala puntata per terze, ascendente e discendente, dei flauti e poi dei clarinetti. È la sintesi di stilemi rossinisti e forma classica che porterà, una decina d’ anni più tardi, alla “grande” Sinfonia in do maggiore.

… … …

Sinfonia n. 2 in do minore WAB 102″ by Anton Bruckner (Carlo Maria Giulini – Vienna Symphony Orchestra, (1877 version, ed. L. Nowak)):

Sinfonia n. 2 in do minore WAB 102″ by Anton Bruckner (Bruckner Orchestra Linz – Georg Ludwig Jochum, conductor):

Sinfonia n. 2 in do minore WAB 102″ by Anton Bruckner (Chicago Symphony Orchestra, George Solti conductor):

Sinfonia n. 2 in do minore WAB 102″ by Anton Bruckner (Wiener Symphoniker – Volkmar Andreae/ Radio recording, Vienna, 16.I.1953):

Sinfonia n. 2 in do minore WAB 102″ by Anton Bruckner (George Solti, direttore):

Sinfonia n. 2 in do minore WAB 102″ by Anton Bruckner (Stanislaw Skrowaczewski, Saarbrücken Radio Symphony Orchestra):

Sinfonia n. 2 in do minore WAB 102″ by Anton Bruckner (Toronto Symphony Orchestra – Hermann Scherchen, conductor / 14./15.XII.1965):

Sinfonia n. 2 in do minore WAB 102″ by Anton Bruckner (BRTN Philharmonic Orchestra Brussels – Alexander Rahbari, conductor / (rec: Belgian RTV Concert Hall, 16-18 February 1994)):

Sinfonia n. 2 in do minore WAB 102″ by Anton Bruckner (Riccardo Chailly conducting the Gewandhaus Leipzig Orchestra (Linz – Brucknerfest 2007)):

La Sinfonia n. 2 in do minore di Bruckner (la Quarta contando anche la «scolastica» Sinfonia in fa minore e la Sinfonia n. Zero) ha conosciuto diverse versioni oltre a essere stata respinta dall’ Orchestra dei Filarmonici di Vienna perchè considerata “ineseguibile”. 

Realizzata fra l’ottobre 1871 e il settembre 1872, nel 1875 – 76 fu sottoposta a revisione radicale con l’aiuto di Johann von Herbeck; una terza versione fu ancora apprestata nel 1877 ed è in quest’ultima veste che l’opera viene normalmente eseguita.

Solo oltre quarant’ anni dopo la morte dell’ autore si potè risalire al manoscritto scoprendo che oltre cento battute erano state tagliate per facilitare l’ esecuzione.

Questa Sinfonia è detta anche “Sinfonia delle Pause” perchè l’ autore preoccupato dalla necessità di scrivere in maniera “più semplice” in seguito alle critiche suscitate dalla Prima Sinfonia aveva pensato di separare singoli episodi della Seconda Sinfonia con lunghe pause di tutta l’ orchestra. Questo fu un procedimento che il compositore conservò e utilizzò anche in seguito, divenendo una caratteristica della sua scrittura.

Rispetto alla Prima Sinfonia (1865 – 66), per certi aspetti questa Seconda rappresenta un passo indietro. L’ influenza degli ambienti intellettuali viennesi, il timore di agire in contraddizione con lo spirito conservatore che governava gli esponenti della cultura accademica, la preoccupazione di rendere il proprio linguaggio eccessivamente difficile con una scrittura strumentale alla quale gli orchestrali del tempo non erano ancora abituati (l’esecuzione della Prima Sinfonia era risultata pessima proprio per le difficoltà tecniche che gli strumentisti avevano dovuto affrontare) devono aver contribuito a paralizzare lo stile bruckneriano. Si potrebbe dire che con la Seconda Sinfonia Bruckner ha scoperto un nuovo stato di equilibrio.

Nella Seconda Sinfonia è costante la presenza di elementi di derivazione popolare come il secondo tema del primo movimento dove il tema dei secondi violini si riallaccia al tipo dello Jodel dell’Alta Austria, caro anche ad Haydn e a Schubert.

L’ Andante è forse la pagina più interessante della sinfonia. La forma adottata è quella del rondò, il cui impiego diverrà sistematico negli adagi delle ulteriori sinfonie bruckneriane. La particolarità di questo brano è data dalle variazioni tematiche che ne occupano la parte centrale. La condotta strumentale è raffinata e ad un certo punto compare una citazione tematica tratta dal Benedictus della Messa in fa minore (1868), inserita da Bruckner «in ringraziamento per la riacquistata forza creativa».

Lo Scherzo presenta un quadro di natura folkloristica in tutte le sue parti, nelle quali si alternano motivi principali ed ausiliari.

Il Finale è condotto secondo la forma del rondò combinata con quella della sonata, con un primo tema derivato dal primo tema del movimento iniziale; l’ architettura generale della pagina si regge su tre temi e su una citazione; la citazione questa volta è ricavata dall’ Eleison finale della Messa in fa minore.

… … …

Jeffrey Tate

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Jeffrey Tate è uno dei più rinomati e versatili direttori d’ orchestra inglesi della sua generazione.

Affetto da spina bifida e cifosi, studia pianoforte e composizione nel prestigioso Trinity College di Cambridge e si laurea in medicina nel 1969 a Cambridge continuando a coltivare la sua passione per la musica.

Ha iniziato la sua carriera artistica professionale entrando nello staff musicale della Royal Opera Covent Garden nel 1970 come maestro collaboratore al clavicembalo di Georg Solti prima e di Colin Davis, Rudolf Kempe, Carlos Kleiber, John Pritchard e Herbert von Karajan poi. Nel 1976 Pierre Boulez lo vuole come suo assistente a Bayreuth per il Ring del centenario. Nel 1978 l’ esordio con Carmen di Bizet all’ Opera di Göteborg.

È uno dei più rinomati direttori d’ orchestra al mondo della musica di Wagner e Strauss, del repertorio classico e romantico, della musica britannica di fine ‘900 e degli anni 2000 e della musica classica moderna e contemporanea. Ha debuttato in maniera trionfale alla Scala di Milano nel 2000 e da allora è stato regolarmente invitato.

Negli anni ’90 il Maestro Tate ha stabilito dei legami molto stretti con la Berlin Philharmonic, la Berlin Radio Symphony, la London Symphony, la Dresden Philharmonic, la Boston Symphony, la Cleveland Symphony, la Los Angeles Philharmonic, la Minnesota Symphony, la Royal Stockholm Philharmonic, la Danish Radio, il Mozarteum Salzburg, il Maggio Musicale Fiorentino, l’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’ Orchestre de Paris, la Toronto and the Montreal Symphony, la Sydney Symphony e la Yomiuri Nippon Symphony.

Dal 2001 il Maestro Tate è il Direttore Onorario dell’ Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. È stato nominato Direttore principale della Hamburg Symphony Orchestra partendo dalla stagione 2009-2010. Nel 2001, 2002 e 2010 ha vinto il Premio Franco Abbiati (il premio della critica musicale più prestigioso in Italia) per il suo lavoro con l’ Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, per il suo lavoro al Teatro San Carlo di Napoli e per la sua produzione “Götterdämmerung” alla Fenice di Venezia.

 

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Written by mara

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