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Teatro Massimo 2020 Gabriele Ferro per il Ciclo Beethoven

Ciclo Beethoven nel 250° anniversario della nascita di Beethoven

La musica costituisce una rivelazione più alta di qualsiasi filosofia“, Ludwig van Beethoven

Teatro Massimo 2020 Gabriele Ferro per il Ciclo Beethoven

 

Teatro Massimo di Palermo, Stagione 2020

Teatro Massimo 2020 Gabriele Ferro per il Ciclo Beethoven. Dal palco del Teatro Massimo di Palermo il Direttore Gabriele Ferro, alla guida dell’ Orchestra del Teatro Massimo per un programma interamente dedicato a Ludwig van Beethoven:

 

Ludwig van Beethoven, Sinfonia n. 1 in Do maggiore op. 21

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Ludwig van Beethoven, Sinfonia n. 8 in Fa maggiore op. 93

QUANDO

Martedì 19 Maggio 2020, ore 20.30

DOVE: Fondazione Teatro Massimo
Piazza Verdi

90138 Palermo (PA)

INTERPRETI:

Direttore, Gabriele Ferro

Orchestra del Teatro Massimo

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Settore 1 Intero al costo di € 30,00; Ridotto al costo di € 24,00

Settore 2 Intero al costo di € 25,00; Ridotto al costo di € 20,00

Settore 3 Intero al costo di € 25,00; Ridotto al costo di € 20,00

Settore 4 Intero al costo di € 25,00; Ridotto al costo di € 20,00

Settore 5 Intero al costo di € 20,00; Ridotto al costo di € 16,00

Settore 6 Intero al costo di € 20,00; Ridotto al costo di € 16,00

Settore 7 Intero al costo di € 20,00; Ridotto al costo di € 16,00

Settore 8 Intero al costo di € 15,00

Teatro Massimo 2020 Gabriele Ferro per il Ciclo Beethoven

se non sapete come fare, e se volete, potete rivolgervi anche all’ Associazione MaNi per informazioni su acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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NOTE SUL PROGRAMMA…

Gabriele Ferro…

Gabriele Ferro

Gabriele Ferro, figlio del compositore Pietro Ferro, ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma e si è diplomato in pianoforte e in composizione.

Nel 1970 ha vinto il concorso per giovani direttori d’orchestra della Rai, collaborando da allora con le orchestre della Rai, di Santa Cecilia e della Scala di Milano. Ha riscosso un ampio successo internazionale dirigendo i Wiener Symphoniker, i Bamberg Symphoniker, l’Orchestre de la Suisse Romande, l’Orchestre Philarmonique de Radio France, la BBC Symphony Orchestra, l’Orchestra WDR, la Cleveland Orchestra, e la Gewandhaus di Lipsia. Ha collaborato stabilmente con l’Orchestre National de France.

È stato Direttore stabile dell’Orchestra Sinfonica Siciliana (1979-1997), Direttore principale dell’Orchestra della Rai di Roma (1987-1991) e Direttore artistico dello Stuttgart Staatstheater (1991-1997).

Il suo repertorio spazia dalla musica classica alla contemporanea, nell’ambito della quale ha diretto in prima mondiale opere di Berio, Clementi, Maderna, Stockhausen, Ligeti e Nono.

Dal 1978 si è dedicato al melodramma sia in Europa che negli Stati Uniti, affrontando un repertorio che va dal Settecento al Novecento e collaborando con teatri quali la Fenice di Venezia, l’Opera di Roma, il Comunale di Firenze, la Bastille e lo Châtelet di Parigi, il Ballet du Grand Théâtre di Ginevra, la Bayerische Staatsoper di Monaco, il Covent Garden di Londra, l’Opera di Chicago, la San Francisco Opera, la Los Angeles Opera e l’Opera di Tel Aviv.

Nel 1986 ha partecipato alla tournée del Covent Garden Royal Opera House di Londra in Giappone.

È stato ospite dei maggiori festival internazionali, tra cui le Wiener Festwochen, il Festival di Schwetzingen, il Festival di Pesaro, il Maggio Musicale Fiorentino, Ferrara Musica e la Biennale di Venezia.

Nel 1998 ha ottenuto un grande successo a Vienna con La Cenerentola di Rossini.

Dal 1999 al 2004 è stato Direttore musicale del Teatro San Carlo di Napoli, dove nel 2000 ha inaugurato la stagione lirica con Perséphone e Oedipus Rex di Stravinskij.

Dal 2001 al 2006 è stato Direttore principale del Teatro Massimo di Palermo. Ha diretto nuove produzioni de La Cenerentola a Los Angeles, Anacréon di Cherubini a Venezia, Macbeth a Tel Aviv, Geneviève di Schumann a Vienna, L’elisir d’amore ad Amsterdam e la versione originale di Medea di Cherubini alla Deutsche Oper di Berlino.

Nel 2002/03 ha inaugurato la stagione del Teatro Real di Madrid con Simon Boccanegra, e ha diretto con gran successo l’ Elektra di Strauss a Napoli, ricevendo anche il premio Abbiati.

Nel 2004 ha diretto l’Orchestra Giovanile Italiana in una tournée in Sud America, dove è tornato alla guida dell’Orchestra della Toscana.

Nel 2007 ha diretto l’Orchestra Giovanile Italiana in due tournée: quella estiva, che ha toccato fra le altre, piazze come Berlino e Turku, e quella autunnale che lo ha visto protagonista a La Scala di Milano, al Festival Sinopoli di Taormina e all’Accademia Filarmonica Romana. Ha inoltre trionfato con il Flauto Magico di W. A. Mozart al Grand Théâtre di Ginevra.

Su invito di Piero Farulli è docente di direzione d’orchestra alla Scuola di Musica di Fiesole.

Ha inciso per Sony, Emi, Erato e Deutsche Grammophone.

È accademico di Santa Cecilia.

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NOTE E ASCOLTI DI PROGRAMMA…

«Non fu accompagnata dall’entusiasmo che distingue le opere che ottengono il consenso universale; in breve, come dicono gli italiani, non fece furore», Allgemeine musikalische Zeitung

Unica tra le nove sinfonie a non avere una dedica, l’ Ottava nacque in un periodo particolarmente intenso della vita del compositore. Ludwig van Beethoven cominciò a lavorare alla Sinfonia n. 8 in Fa maggiore op. 93 nel 1811 e, dopo numerosi rimaneggiamenti, arrivò a completarla nell’estate del 1812. Una realizzazione a tempo di record per le abitudini del maestro.

Dopo una prima esecuzione privata, avvenuta nell’ aprile 1813 presso la residenza dell’arciduca Rodolfo, l’ Ottava Sinfonia fu eseguita  con successo sotto la direzione dell’autore il 27 febbraio 1814 in un concerto il cui programma prevedeva la ripresa della Settima Sinfonia e La vittoria di Wellington, detta anche La Battaglia di Vittoria.

Il manoscritto originale si trova alla Deutsche Staatsbibliothek di Berlino.

“Sinfonia n. 8 in Fa maggiore op. 93 (1812)” by Ludwig van Beethoven (The West-Eastern Divan Orchestra & Daniel Barenboim at the BBC PROMS – 2012 – Royal Albert Hall – LONDON):

“Sinfonia n. 8 in Fa maggiore op. 93 (1812)” by Ludwig van Beethoven (Herbert von Karajan & Berliner Philharmoniker Orchestra):

“Sinfonia n. 8 in Fa maggiore op. 93 (1812)” by Ludwig van Beethoven (Concertgebouw Orchestra, Amsterdam):

“Sinfonia n. 8 in Fa maggiore op. 93 (1812)” by Ludwig van Beethoven (Philharmonia Orchestra & Otto Klemperer – Studio recording, London, 29 & 30.X.1957):

L’ottava sinfonia è la più breve e più atipica delle composizioni sinfoniche di Beethoven. Di carattere brillante e spirituale, essa segna un ritorno inatteso ad una forma decisamente classica. Tuttavia, salvo l’aspetto formale della composizione, per esempio il ritorno del minuetto come terzo movimento o la breve durata della composizione nel suo insieme (in tutto 26 minuti circa), la sinfonia n. 8 rimane indubbiamente un’opera della maturità artistica del compositore per la cura del lavoro strumentale ed il sapiente sviluppo del gioco armonico.

Il primo movimento, Allegretto vivace e con brio, è vitale e luminoso, in forma-sonata, e si apre con un tema cordiale e accattivante al quale si contrappone un secondo tema ripetitivo piuttosto lungo e melodico. Autentico protagonista dello sviluppo è il primo tema che passa nei vari strumenti in uno stile di conversazione che finisce per coinvolgere quasi tutte le famiglie orchestrali e si distingue per la raffinata scrittura contrappuntistica di alcuni passi.

Il secondo movimentoAllegretto scherzando, oltre a richiamare i Finali haydniani, è un’elegante burla che ha per oggetto l’ambiente musicale vicino al compositore e in particolar modo Johann Nepomuk Mälzel, inventore del metronomo, per il quale Beethoven avrebbe scritto, secondo quanto affermato da Schindler, nella primavera del 1812 un canone a 4 voci Ta, ta, ta, caro Mälzel, addio, vessillo del tempo, grande metronomo. Beethoven avrebbe poi trasferito questo tema nella sinfonia, ma la notizia, riportata da Schindler, è poco attendibile in quanto la scomparsa dell’autografo del canone non permette di stabilire se esso sia stato scritto nel 1812 o più tardi, dal momento che proprio quelle parole pronunciate da Beethoven risalirebbero al 1816.

Il terzo movimento è un Minuetto, che, secondo la Tellenbach, corrisponderebbe a un preciso omaggio a Josephine Brunswick, in quanto riporta lo stesso titolo del terzo movimento della Sonata op. 31 n. 3, composta nel 1802 e, come l’Ottava sinfonia, senza dedica, ma inviata in dono alla donna.

Richiami ad Haydn sono presenti nel Finale, Allegro vivace, dove, come è stato notato da Vincent D’Indy, appare un tema ungherese che, sempre a giudizio della Tellenbach, costituirebbe un ennesimo omaggio alla Brunswick.

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Teatro Massimo 2020 Gabriele Ferro per il Ciclo Beethoven

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Written by mara

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