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Teodor Currentzis e Alexander Melnikov alla Filarmonica della Scala

«Egli fu l’ammirazione della mia giovinezza, la disperazione della mia maturità, e la consolazione della mia vecchiaia», Rossini su Mozart

Filarmonica della Scala, Stagione 2017 – 2018

 

Orchestra ospite della Stagione è Musica Aeterna, che debutta al Teatro alla Scala lunedì 16 aprile 2018 guidata dal suo Direttore Principale e fondatore Teodor Currentzis. Insieme alla sua orchestra, fondata nel 2004, Currentzis ha recentemente registrato le tre opere di Mozart su libretti di Da Ponte, restituendo un’interpretazione unica per le scelte stilistiche, orientate alla riscoperta dell’autentico linguaggio mozartiano, e per la dedizione degli artisti, che hanno vissuto isolati per quattro anni nella città russa di Perm in una comunità d’artista creata per il progetto. Il pianista russo Alexander Melnikov, altrettanto interessato a uno studio dell’esecuzione in prospettiva storica, debutta con il concerto per pianoforte KV 453 di Mozart. Completano il programma l’Ouverture da Le nozze di Figaro e la Settima sinfonia di Beethoven.

 

Wolfgang Amadeus Mozart, Le nozze di Figaro, ouverture

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Wolfgang Amadeus Mozart, Concerto per pianoforte e orchestra in sol magg. K 453

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Ludwig van Beethoven, Sinfonia n. 7 in la magg. op. 92

 

QUANDO:

Lunedì 16 Aprile 2017, ore 20.00

 

DOVE: TEATRO ALLA SCALA
Via Filodrammatici, 2

20121 Milano (MI)

 

INTERPRETI:

Direttore, Teodor Currentzis

Pianoforte, Alexander Melnikov

Musica Aeterna

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

II ORDINE PALCHI al costo di € 85,00

I ORDINE PALCHI al costo di € 85,00

III ORDINE PALCHI al costo di € 65,00

IV ORDINE PALCHI al costo di € 65,00

I GALLERIA al costo di € 25,00

II GALLERIA al costo di € 15,00

I GALLERIA INGRESSO al costo di € 5,00

II GALLERIA INGRESSO al costo di € 5,00

 

Filarmonica della Scala: Teodor Currentzis e Alexander Melnikov

 

se non sapete come fare e se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Teodor Currentzis…

Teodor Currentzis è Direttore Artistico del Teatro dell’Opera e Balletto di Perm e Direttore Artistico dell’ensemble e del coro Musica Aeterna, entrambi fondati nel 2004, periodo in cui era Direttore Musicale dell’Opera di Stato e dell’Orchestra di Novosibirsk (2004 – 2010).

Musica Aeterna, attualmente orchestra in ‘residenza’ a Perm, è stata la prima orchestra ufficialmente riconosciuta del Teatro dell’Opera e Balletto di Perm.

Nella stagione 2015/16, il tour europeo di MusicAeterna ha incluso una nuova messa in scena dell’Oro del Reno per il Festival Triennale della Ruhr, le opere di Da Ponte in versione da concerto a Dortmund ed un tour con Patricia Kopatchsinkaja che include Berlino, Vienna, Zurigo, Rotterdam. In Russia è stata allestita una Traviata con Bob Wilson e sono stati tenuti concerti a San Pietroburgo e Mosca. Nelle stagioni precedenti MusicAeterna ha debuttato al Festival International d’Art Lyrique di Aix, al Festival di Pasqua di Lucerna, al Festival di Helsinki, al Klara Festival di Bruxelles, al Radialsystem ed alla Philharmonie di Berlino, al Cité de la musique di Parigi, al Festival Internazionale di Baden-Baden, al Musikverein di Vienna ed al Concertgebouw di Amsterdam.

Teodor Currentzis ha inoltre diretto una nuova produzione di Macbeth con l’Opera di Zurigo ed è tornato alla SWR di Baden-Baden.

Teodor Currentzis e MusicAeterna registrano in esclusiva per Sony e nel corso del 2016 verrà terminate la registrazione di tutte le opere di Mozart/Da Ponte; la prima incisione (Figaro) è stata pubblicata nel gennaio 2014 ed ha vinto un ECHO come Registrazione d’Opera dell’Anno. Così fan tutte è stata pubblicata nel 2015 e il Don Giovanni verrà pubblicata nell’autunno 2016. Altre registrazioni del 2015 sono state: The Sound of Light (una compilation con brani di Rameau) e la Sagra della Primavera.

Con l’obbiettivo di abbinare la sua esperienza e la passione per la musica antica e i compositori contemporanei e moderni, nel 2006 Teodor Currentzis ha fondato il Festival di Arte Moderna Territoria che, nel giro di pochissimo tempo, è diventato il più prestigioso e innovativo tra i festival musicali che ogni anno si svolgono a Mosca.

A partire dal 2005, Teodor Currentzis ha ricevuto diverse volte il prestigioso premio russo teatrale Golden Mask; il più recente è stato nel 2015, anno in cui con il Teatro dell’Opera e del Balletto di Perm ha ricevuto cinque premi per Indian Queen incluso quello di Miglior Direttore d’Opera. Nel 2013 il Teatro ha ricevuto quattro premi, due dei quali come Miglior Direttore d’Opera e Miglior Direttore di Balletto. Tra i premi degli anni precedenti menzioniamo anche quello per ‘esecuzione brillante di un’opera di Prokofiev’ (Cenerentola, 2007) e per “risultati eccezionali di esecuzione” (Le Nozze di Figaro, 2008).

Nato in Grecia, Teodor Currentzis ha fatto della Russia la sua patria agli inizi del 1990, quando ha cominciato a studiare direzione d’orchestra presso il Conservatorio di Stato di San Pietroburgo. Qui ha avuto come insegnante il prof. Ilya Musin, che annovera tra i suoi studenti anche direttori d’orchestra del calibro di Odyseuss Dimitriadis, Valery Gergiev e Semyon Bychkov.

Sito personale: http://dongiovanni.teodor-currentzis.com/

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Alexander Melnikov…

Alexander Melnikov si è diplomato al Conservatorio di Mosca con Lev Naumov. Uno dei momenti più importanti del suo percorso formativo a Mosca è stato l’incontro con Svjatoslav Richter, il quale da lì in poi lo ha regolarmente invitato a vari festival in Russia e Francia.

Ha vinto numerosi premi in concorsi prestigiosi quali l’International Robert Schumann Competition a Zwickau (1989) e il Concours Musical Reine Elisabeth a Bruxelles (1991).

Conosciuto per le sue scelte musicali spesso inconsuete, Alexander Melnikov ha sviluppato sin dal principio della sua carriera un forte interesse per la prassi esecutiva filologica. In questo ambito è stato influenzato dal lavoro compiuto da Andreas Staier e Alexei Lubimov. Si esibisce regolarmente con importanti ensemble quali i Freiburger Barockorchester, il Concerto Köln, l’Akademie für Alte Musik di Berlino e l’Orchestre des Champs-Élysées.

Come solista Alexander Melnikov ha suonato con importanti orchestre tra cui l’Orchestra del Royal Concertgebouw di Amsterdam, la Gewandhaus di Lipsia, la Philadelphia Orchestra, la NDR Sinfonieorchester, la HR-Sinfonieorchester, la Russian National Orchestra, i Münchner Philharmoniker, la Filarmonica di Rotterdam, la BBC Philharmonic e la Sinfonica NHK di Tokyo e con direttori del calibro di Mikhail Pletnev, Teodor Currentzis, Charles Dutoit, Paavo Järvi, Philippe Herreweghe e Valery Gergiev.

Insieme ad Andreas Staier, Alexander Melnikov ha sviluppato un progetto in cui vengono proposti estratti del Clavicembalo Ben Temperato di Bach (eseguiti da Andreas Staier) in un dialogo musicale con i 24 Preludi e Fughe di Shostakovich (eseguiti da Alexander Melnikov). Inoltre, i due artisti hanno recentemente registrato un programma incentrato sulla musica di Schubert scritta per quattro mani, che è stato poi anche presentato in concerto. Collaborazioni in ambito cameristico con artisti del calibro dei violoncellisti Alexander Rudin e Jean-Guihen Queyras e il baritono Georg Nigl costituiscono una parte essenziale della sua attività.

La sua collaborazione con l’etichetta discografica Harmonia Mundi è fiorita anche grazie alla sua partner di recital, la violinista Isabelle Faust, ed è culminata con la vittoria nel 2010 del Gramophone Award e dell’ECHO Klassik per la registrazione delle Sonate di Beethoven. Questo album ha ricevuto anche la nomination ai Grammy.

La loro registrazione più recente è una raccolta con le Sonate di Brahms.

La registrazione dei Preludi e Fughe di Shostakovich ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il BBC Music Magazine Award, lo Choc de Classica e il Jahrespreis der Deutschen Schallplattenkritik; nel 2011, è anche stata nominata dal BBC Music Magazine come uno dei “50 Greatest Recordings of All Time.”

La sua discografia include inoltre opere di Brahms, Rachmaninov, Shostakovich e Scriabin. Insieme a Isabelle Faust, Jean-Guihen Queyras, Pablo Heras-Casado e i Freiburger Barockorchester, Alexander Melnikov ha inciso una trilogia di CD contenente i Trii e il Concerto di Schumann; il secondo album, con il Concerto e il Trio n. 2, è stato pubblicato nel settembre 2015.

Per la stagione 2013/14 Alexander Melnikov è stato Artista – in – Residenza presso il Muziekgebouw di Amsterdam. Stagione iniziata con il suo debutto al BBC Proms con la Filarmonica di Varsavia diretto da Antoni Wit, seguita dai concerti di apertura della stagione della Filarmonica Ceca con Jiří Bělohlávek. Tra gli altri partner musicali della stagione vi sono stati la Mahler Chamber Orchestra, Freiburger Barockorchester, Amsterdam Sinfonietta, Seattle Symphony, Utah Symphony e la New Zealand Symphony. Da solista Melnikov si è esibito presso la Maison Sinfonica di Montreal, la Wigmore Hall di Londra, De Singel di Anversa e il Mozarteum di Salisburgo, nonché in teatri come Osaka, Nagoya e Tokyo.

Nella stagione 2014/15 Alexander Melnikov ha iniziato un sodalizio artistico con la Tapiola Sinfonietta che prevede un impegno per tre stagioni. Oltre ai concerti con la Trondheim Symfoniorkester diretto da Krzysztof Urbanski, NDR Sinfonieorchester diretto da Pablo Heras-Casado e ORF Radio-Symphonieorchester Wien diretto da Teodor Currentzis, ha continuato le sue collaborazioni con la Mahler Chamber Orchestra e la Freiburger Barockorchester. Tra gli altri impegni della stagione recital con Jean-Guihen Queyras in concomitanza con l’uscita della loro registrazione delle sonate di Beethoven, recital in duo negli Stati Uniti e in Europa con Isabelle Faust, così come un tour in trio con entrambi i partner in Germania, Austria, Spagna e Italia. Senza tralasciare gli appuntamenti come solista alla Wigmore Hall di Londra, Muziekgebouw di Amsterdam, Konzerthaus di Berlino, Bunka Kaikan e Ishibashi Memorial Hall di Tokyo.

La stagione 2015/16 ha visto il lancio del programma “The Man with the Many Pianos”, nel quale l’artista suona tre diversi strumenti a seconda dell’epoca di composizione dei brani proposti, e un ciclo Shostakovich con il Cuarteto Casals. Prosegue la collaborazione con la Mahler Chamber Orchestra, i Freiburger Barockorchester e la Tapiola Sinfonietta, orchestre di cui è partner fisso. Ulteriori appuntamenti includono concerti con la Camerata Salzburg e Louis Langrée alla Mozartwoche di Salisburgo, con la Seattle Symphony Orchestra e la Vancouver Symphony Orchestra, così come concerti alla Wigmore Hall di Londra, al Muziekgebouw di Amsterdam, al De Singel di Anversa, all’Opéra di Digione e al Palau de la Música Catalana di Barcellona.

 

“14 video su Alexander Melnikov”:

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ASCOLTI DI PROGRAMMA…

 

“Le nozze di Figaro K 492, Ouverture by Wolfgang Amadeus Mozart (Berlin Philharmonic e Wilhelm Furtwängler, conductor – 1933):

“Le nozze di Figaro K 492, Ouverture by Wolfgang Amadeus Mozart (Radio-Symphonie-Orchester Berlin e Ferenc Fricsay – Studio recording, Berlin, 12-22.IX.1960):

“Le nozze di Figaro K 492, Ouverture by Wolfgang Amadeus Mozart (Toscanini e NBC – 1943):

“Le nozze di Figaro K 492, Ouverture by Wolfgang Amadeus Mozart (Orchestra del Teatro La Fenice e Kurt Masur):

“Le nozze di Figaro K 492, Ouverture by Wolfgang Amadeus Mozart (London Philharmonic Orchestra e Georg Solti):

“Le nozze di Figaro K 492, Ouverture by Wolfgang Amadeus Mozart (Berliner Philharmoniker e Claudio Abbado):

“Le nozze di Figaro K 492, Ouverture by Wolfgang Amadeus Mozart (Daniel Barenboim e East-West Divan Orchestra – BBC Proms in 2014):

“Le nozze di Figaro K 492, Ouverture by Wolfgang Amadeus Mozart (Leonard Bernstein – New York Philharmonic Orchestra):

“Le nozze di Figaro K 492, Ouverture by Wolfgang Amadeus Mozart (Muti e Vienna Philharmonic Orchestra):

“Le nozze di Figaro K 492, Ouverture by Wolfgang Amadeus Mozart (Wiener Symphoniker e Fabio Luisi):

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“Concerto per pianoforte e orchestra n. 17 in sol magg. K 453 by Wolfgang Amadeus Mozart (Emanuel Ax):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 17 in sol magg. K 453 by Wolfgang Amadeus Mozart (Denis Matsuev, The Moscow Virtuosi, Vladimir Spivakov):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 17 in sol magg. K 453 by Wolfgang Amadeus Mozart (Arthur Rubinstein, Alfred Wallenstein, RCA Victor Symphony Orchestra):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 17 in sol magg. K 453 by Wolfgang Amadeus Mozart (Maria-João Pires):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 17 in sol magg. K 453 by Wolfgang Amadeus Mozart (Sviatoslav Richter, Moscow Chamber Orchestra, Rudolf Barshai _ Recorded live, April 1968):

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“Concerto per pianoforte e orchestra n. 17 in sol magg. K 453 by Wolfgang Amadeus Mozart (Piotr anderszewski, Orkiestra Sinfonia Varsovia):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 17 in sol magg. K 453 by Wolfgang Amadeus Mozart (Leif Ove Andsnes, The Cleveland Orchestra, Franz Welser-Most):


“Concerto per pianoforte e orchestra n. 17 in sol magg. K 453 by Wolfgang Amadeus Mozart (Murray Perahia, English Chamber Orchestra _ 1980):

“Concerto per pianoforte e orchestra n. 17 in sol magg. K 453 by Wolfgang Amadeus Mozart (Mitsuko Uchida, Jeffrey Tate, English Chamber Orchestra _ 1986):

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«Una delle mie opere migliori», L. van Beethoven

 

La settima sinfonia di Ludwig van Beethoven in La maggiore op. 92 fu composta fra il 1811 e 1812 contemporanea alle musiche di scena per “Le rovine di Atene” e “Re Stefano” di Kotzebue; fra il compimento delle Sinfonie quinta e sesta “Pastorale” e quello della settima passarono circa quattro anni, durante i quali Beethoven compose fra l’altro i due Trii op. 70, il Trio op. 97, la Sonata per pianoforte op. 78 e quella op. 81a (detta L’adieu, l’absence et le retour), il Quartetto op. 74 e quello op. 95, il Quinto Concerto per pianoforte e orchestra, le musiche di scena per la tragedia Egmont di Goethe.

Tra il 1809 e l’inizio della composizione della nuova sinfonia, Beethoven aveva portato a termine il Concerto per pianoforte n. 5, l’ultimo, (1809), le musiche per l’Egmont di Goethe completate intorno al 1810, il Quartetto in fa minore op. 95, dello stesso anno.

La scrittura della Sinfonia n. 7 iniziò a Teplitz, una città termale in Boemia dove Beethoven seguiva una cura nel 1811, sperando recuperare ivi il suo udito. La prima esecuzione, organizzata da Malzel (l’ inventore del metronomo e di cento altri congegni d’orologeria musicale e affini), ebbe luogo l’8 dicembre del 1813 nella sala grande dell’ Università di Vienna in una serata a beneficio dei soldati austriaci e bavaresi feriti nella battaglia di Hanau dell’ottobre precedente (dato lo scopo patriottico, i migliori strumentisti allora presenti a Vienna vollero far parte dell’orchestra, che era diretta dall’autore): il concerto comprendeva anche due Marce di Dussek e di Pleyel e, dello stesso Beethoven, la Sinfonia “a programma” La battaglia di Vittoria, scritta per celebrare la vittoria di Wellington contro i francesi. Già da quella prima esecuzione, il secondo movimento della Settima, il celebre Allegretto, ottenne un successo strepitoso e se ne dovette dare il bis, circostanza che poi si sarebbe ripetuta in tutte le frequenti esecuzioni dell’opera ancora vivo Beethoven.

Con la Settima Sinfonia in la maggiore è l’idea di armonia, di «gioia», che conquista Beethoven. Dopo gli impeti bellicosi della Quinta l’uomo pare raggiungere una nuova compiuta consapevolezza nei riguardi dell’universo, quasi una presa di coscienza nel senso di una rinnovata e ideale sintonia di fronte alle sue leggi eterne.

 

Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92 by Ludwig van Beethoven (London Symphony Orchestra & Karl Böhm – Live recording, Salzburg, 10.VIII.1977):

Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92 by Ludwig van Beethoven (Carlos Kleiber, 1976):

Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92 by Ludwig van Beethoven (Riccardo Chailly):

Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92 by Ludwig van Beethoven (The Cleveland Orchestra & George Szell – Studio recording, Cleveland):

Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92 by Ludwig van Beethoven (Berliner Philharmoniker & Wilhelm Furtwängler – Live recording, Berlin, 31.X.1943):

Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92 by Ludwig van Beethoven (Royal Concertgebouw Orchestra & Iván Fischer – Het Concertgebouw Amsterdam, 9 & 10 January 2014):


Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92” by Ludwig van Beethoven (West-Eastern Divan Orchestra & Daniel Barenboim, director desde el Royal Albert Hall de Londres (BBC Proms 2012)):

Richard Wagner in L’opera d’arte dell’avvenire così descrisse questa sinfonia:

«Una deliziosa esuberanza della gioia che ci trascina con bacchica onnipotenza attraverso tutti gli spazi della natura, attraverso tutti i fiumi e mari della vita, sempre giubilando e con la perfetta coscienza del terreno sul quale ci inoltriamo al ritmo audace di questa umana danza celeste. La sinfonia è l’apoteosi della danza: è la danza nella sua suprema essenza, la più beata attuazione del movimento del corpo quasi idealmente concentrato nei suoni. Beethoven nelle sue opere ha portato nella musica il corpo, attuando la fusione tra corpo e mente.»

Che la danza ed il ritmo penetrino in ogni settore della composizione è del tutto vero; il ritmo ne diviene categoria generatrice: dà forma ad incisi ed idee, innerva e vivifica la melodia, trasforma plasticamente i temi. Ma anche accelera i cambi armonici, concentra o disperde i motivi tra le varie fasce timbriche, sostiene e sospinge vigorosamente le dinamiche in espansione.

La settima sinfonia dura trentotto minuti circa ed è composta da quattro movimenti, di cui il ritmo è l’elemento generatore.

I Movimento – Poco sostenuto

Il Poco sostenuto introduttivo si richiama alle ultime Sinfonie di Haydn, alla K. 543 di Mozart, alle Sinfonie n. 1, 2 e 4 dello stesso Beethoven. Questa introduzione è la più lunga che Beethoven abbia mai composto, e che possiede una sua forma ben definita, non ha tono di improvvisazione.

La poetica del gioco è un altro elemento costante e ricorrente. Nella Ripresa, ad esempio, dopo che il primo motivo è tornato regolarmente, interviene una significativa variante: al culmine del crescendo c’è un repentino cedimento con fermata su corona, sospensione e risoluzione evitata; ma il tema non si è dileguato, semplicemente riappare del tutto trasformato e filtrato in una luce serena e leggiadra. Si tratta solo di un esempio dell’arte della variazione che, costantemente, affiora da queste pagine beethoveniane.

II Movimento – Allegretto

Il movimento, in forma ternaria, è aperto e chiuso da un accordo in la minore. Il contrasto violento di colore è un invito a voltar pagina, a passare ad altro, senza il quale non sarebbe stato possibile cogliere con la stessa immediatezza il cambio di temperie emotiva. Un tema fioco e sommesso è esposto nel registro grave dagli archi. Passa ai violini secondi, mentre gli si sovrappone un tenue controcanto di viole e di violoncelli. Quando sale ai violini primi e secondi è una linea ancora triste, ma limpida e trasparente. Infine si estende al tutti compatto in un vibrante fortissimo. Da misterioso qual era, il tema è ora divenuto un solenne canto di preghiera.

La parte centrale è una parentesi tranquilla e disimpegnata. Vede i fiati dialogare serenamente in ameni scambi e giochi d’eco e lascia presto il posto alla Ripresa della prima sezione. Qui il tema iniziale si ripresenta già diversamente rispetto alla prima sezione in un sordo pizzicato ai bassi, mentre il controcanto risuona ai fiati ed i violini realizzano cesellate figure in arpeggiato. Tuttavia si presagisce che qualcosa ancora deve cambiare: l’armonia, infatti, ancorata ad un lungo pedale di tonica, si fa increspata nell’insistito ritmare al basso, cosa che induce ad un diffuso senso di inquietudine. Beethoven rivela la sua spiccata vocazione teatrale e decide di produrre tensione all’interno dei gruppi strumentali: si apre cosi uno splendido fugato sul tema iniziale (il cui controsoggetto è la variazione del controcanto) che via via viene notevolmente esteso ed amplificato.

III Movimento – Presto

L’irruzione del Presto rinnova il vitalismo del primo movimento. Beethoven ricorre qui ad un uso massiccio della ripetizione: può interessare incisi o singoli frammenti, così come diramarsi alle strutture portanti ed influenzare la grande forma. Già il tema di apertura, scattante e brioso, è costruito sul principio di iterazione ritmico-melodica. Ma anche il meccanismo di elaborazione tecnica che il materiale subisce poco dopo, l’imitazione, è pure una forma particolare di ripetizione, così come la riproposta del tema principale alla coppia oboe-flauto e la sua amplificazione all’intero organico.

È il momento più danzante della sinfonia; qui l’accelerazione ritmica riprende il sopravvento. Il Presto si conclude ogni volta su una nota, un La, che resta tenuto e immobile per tutta la durata del Trio; accorgimento, come ha notato l’orecchio finissimo di Fedele d’Amico, «che finisce col costringerci a guardare il Trio, per così dire, dal punto di vista del Presto»; in altre parole, quel La tenuto non disperde l’energia ritmica ma la trattiene e la prepara a una nuova corsa.

IV Movimento – Allegro con brio

Il finale, Allegro con brio, il cui tema principale Beethoven aveva già usato nella trascrizione di un canto popolare irlandese, riassume e porta a conclusione tutti quegli aspetti trascinanti, bacchici, messi in luce da Wagner: «Con una danza agreste ungherese [Beethovenj invitò al ballo la natura; chi mai potesse vederla danzare crederebbe di vedere materializzarsi di fronte ai suoi occhi un nuovo pianeta in un immenso movimento a vortice».

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Written by mara

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