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Vladimir Horowitz: “The Last Romantic”

Vladimir Samojlovič Horovic o Horowitz è stato un pianista e compositore russo di origine ucraina.

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Nasce a Kiev il 1º ottobre 1903 da una famiglia ebraica e muore a New York il 5 novembre 1989. In realtà solo poco tempo fa è stato definitivamente confermato il luogo di nascita grazie al certificato che attesta la sua venuta al mondo a Kiev (alcune fonti lo hanno identificato con Berdyčiv).

Anche la sua data di nascita ha subito “modifiche” nel corso del tempo: solo nel 1987 lo stesso pianista confessa al suo biografo che nel 1925 aveva dovuto ringiovanirsi di un anno (falsificando l’atto di nascita) per rinviare l’ imminente servizio militare e potersi così recare a Berlino per una tournée e per studiare con Schnabel.

Fin da piccolo mostra precocissime doti musicali; dopo il suo ingresso in conservatorio, suona alla sola età di 11 anni per Alexander Scriabin e si diploma a soli 16 anni suonando il Terzo Concerto di Sergej Rachmaninov. Lo stesso Horowitz amava raccontare che i membri della commissione si alzarono in piedi per rendergli omaggio alla fine dell’esame.

Nel 1920 suona il primo concerto nell’ Ivan Franko Gosudartsvennoj Akademicjeskij Ukrainskij Teatr di Kiev. Questo segna l’inizio di una carriera eccezionale, che lo porta a suonare nelle più prestigiose sale del mondo: Carnegie Hall, La Scala e il Musikverein, con i migliori direttori d’orchestra (tra cui Toscanini, Ormándy-Blau e Mehta).

Debutta nel 1928 a New York con il Primo Concerto di Pëtr Il’ič Čajkovskij, sotto la direzione di Thomas Beecham. Il concerto è riuscito a suscitare una straordinaria impressione: questo l’ episodio che ha contribuito a far nascere la leggenda-Horowitz.

Nel 1932 Horowitz è ormai uno dei musicisti classici più famosi e meglio pagati del mondo; nello stesso anno esegue alla Carnegie Hall di New York il concerto “Imperatore” di Beethoven sotto la direzione di Toscanini. Da qui l’ inizio di una stretta collaborazione tra i due musicisti. Nel 1933 Horowitz sposa la figlia di Toscanini, Wanda.

Nel 1936 il pianista interrompe l’attività concertistica per tre anni a causa di una flebite: convinto di essere malato di appendicite si fa operare ma l’ intervento chirurgico non ha buon esito.

Una seconda interruzione si verifica nel 1953 dove Horowitz, a causa di gravi problemi di natura fisica e psicologica, insoddisfatto delle sue scelte artistiche e preso di mira da parte della critica, si ritira dalle scene, stavolta per ben dodici anni. Durante questo periodo si dedica allo studio e all’insegnamento e registra diversi dischi. Il ritorno all’attività concertistica avviene il 9 maggio 1965, alla Carnegie Hall.

A partire dalla metà degli anni settanta, purtroppo, Horowitz attraversa un periodo di declino fisico e artistico, dovuto all’abuso di psicofarmaci. Le sue esecuzioni diventano via via meno precise, focalizzate più sul singolo particolare che sulla tenuta dell’insieme. La crisi raggiunge il suo acme durante la tournée del 1983. Proprio in occasione di queste esibizioni il pianista, salito sul palcoscenico in condizioni di semi torpore e confusione mentale, tocca il punto più basso della sua carriera.

Nel 1985, dopo due anni di riposo, nuovamente in salute e rinato artisticamente, Horowitz dimostra di aver recuperato il proprio talento. La sua prima apparizione post-ritiro non è sul palco ma nel documentario Vladimir Horowitz: the Last Romantic.

Gli ultimi anni della sua vita sono caratterizzati da un’intensa attività concertistica e discografica, sempre accompagnata da un notevole successo di pubblico. Molti critici hanno sostenuto che l’ attività successiva al 1985 è stata senz’altro superiore a quella delle stagioni precedenti, e forse la migliore della sua intera carriera. Fra i concerti tenuti nel 1985, si ricordano quelli dati al Teatro alla Scala.

Nel 1986 Horowitz torna nell’ Unione sovietica esibendosi a Mosca e a Leningrado. Nel nuovo clima di dialogo tra URSS e USA, questi concerti vengono visti come eventi ricchi di significato politico: dal concerto di Mosca, in onda in diretta internazionale, è stato ricavato un compact disc intitolato Horowitz in Moscow che ha raggiunto l’ apice delle classifica Billboard riservata alla musica classica per oltre un anno (il filmato di questo eccezionale evento è oggi disponibile in DVD ).

In seguito il pianista torna in Giappone per riscattarsi dalla disastrosa tournée del 1983 con alcuni straordinari concerti.

Nello stesso anno riceve dal presidente Ronald Reagan la Presidential Medal of Freedom, la più alta onorificenza statunitense conferita ai civili. La sua ultima tournée si svolge in Europa nella primavera del 1987 (dal concerto tenuto al Musikverein fu tratto il filmato Horowitz in Vienna, rilasciato nel 1991).

Esegue l’ ultimo concerto ad Amburgo il 21 giugno 1987, ma continua a registrare sino alla morte, avvenuta il 5 novembre 1989 per un infarto.

E’ stato tumulato nella tomba dei Toscanini nel Cimitero Monumentale di Milano.

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Il repertorio e lo stile pianistico

Horowitz è ritenuto da tutti critici uno dei più grandi virtuosi del pianoforte che siano mai esistiti. La sua tecnica è e rimane inimitabile, in quanto frutto di un controllo assoluto e di un rapporto organico con lo strumento, non solo per la capacità di esprimere una stupefacente combinazione di potenza, leggerezza e agilità, ma soprattutto per la varietà timbrica di cui egli era capace persino nei passi più rischiosi.

Alcune raffinatezze tecniche in ambito pianistico come le ottave ripetute, i trilli col quarto e quinto dito e i tremoli hanno trovato in Horowitz una delle massime espressioni. Alla tecnica si accompagna un raro istinto musicale, che permette al pianista di cogliere e mettere in luce il lato emotivo delle composizioni affrontate con indiscutibile potenza espressiva. Horowitz credeva fermamente nell’ unicità dell’ atto creativo, e questo lo spingeva ad offrire sempre nuove interpretazioni delle pagine pianistiche favorite, dalle quali emergevano sempre nuovi particolari.

Nella seconda metà degli anni ottanta il modo di suonare di Horowitz cambia notevolmente. Il pianista matura uno stile rilassato; in questo periodo, suona e registra diverse composizioni di Mozart.

Non sempre il suo stile ha incontrato il favore della critica: negli anni quaranta, una parte di essa, capitanata da Virgil Thomson, si schiera apertamente contro di lui, accusandolo di essere nevrotico, di esagerare e di deformare la musica suonata. Altri critici, come Harold Schonberg, Neville Cardus e Karl Schumann, prendono invece posizioni a suo favore.

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ASCOLTA QUI Vladimir Horowitz “Moonlight, Appasionata & Pathetique Sonatas” by L. v. Beethoven:

ASCOLTA QUI Vladimir Horowitz “Piano Concerto No.3” by S. Rachmaninov (New York Philharmonic Orchestra e Zubin Mehta, Live at Avery Fisher Hall, New York, 24.9.1978):

ASCOLTA QUI Vladimir Horowitz “Etude No. 2 in E-Flat (after Paganini Caprice No. 17)” by F. Liszt (Rec 1930):

ASCOLTA QUI Vladimir Horowitz “Recital del 1968” (1968, Carnegie Hall):

ASCOLTA QUI Vladimir Horowitz “Horowitz in London – Scarlatti, Chopin, Schumann, Rachmaninov, Scriabin” (1982, Recorded at Royal Festival Hall):

ASCOLTA QUI Vladimir Horowitz “Live in Vienna” (1987):

ASCOLTA QUI Vladimir Horowitz “Fantasie-Impromptu Op. 66” by F. Chopin (The Last Recording – October 20, 24, 27, 31 & November 1, 1989):

ASCOLTA QUI Vladimir Horowitz “Piano Concerto N. 23” by Wolfgang Amadeus Mozart (1988):

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Written by mara

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