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Yuri Temirkanov e Denis Matsuev al Ravenna Festival per Shostakovich

Sono un compositore sovietico e sento che la nostra epoca è un’epoca eroica, piena di vigore e di gioia di vivere: è questo che ho voluto inserire, trasmettere
(Dmitri Shostakovich sul Concerto per pianoforte n. 1)

Ravenna Festival 2017

 

L’ arte è il mormorio della storia, udibile al di là del rumore del tempo”, è una delle riflessioni che lo scrittore Julian Barnes assegna a Šostakovič.

E certo nessuna composizione più della sua magniloquente e monumentale Settima sinfonia, può dirsi fino in fondo espressione della Storia: scritta tra il 1941 e il 1942, durante il lunghissimo assedio tedesco a Leningrado, a testimoniare come atto di estrema resistenza la vitalità della città e del popolo russo.

Storia che si fa arte, insomma, e a cui l’orchestra di quella stessa gloriosa città (per gli imprevedibili destini storici non più Leningrado ma San Pietroburgo), diretta dal russo Yuri Temirkanov può restituire l’afflato originale.

Così come il talento russo Denis Matsuev sa cogliere il tono scherzoso eppure graffiante di quel grumo di parodie e citazioni che è il Primo concerto.

 

Dmitrij Šostakovič, Concerto per pianoforte, tromba e orchestra n. 1

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Dmitrij Šostakovič, Sinfonia n. 7 in do maggiore “Leningrado”

 

QUANDO: 

Martedì 4 Luglio 2017, ore 21.00

 

DOVE: Palazzo Mauro de André
Viale Europa, 1
48122 Ravenna (RA)

 

INTERPRETI:

Yuri Temirkanov, Direttore

Denis Matsuev, Pianoforte

Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

PRIMO SETTORE

  • Intero al costo di € 80,00 + € 8,00 di prevendita
  • Ridotto al costo di € 72,00 + € 7,00 di prevendita
  • Ragazzi under 18 al costo di € 36,00 + € 3,50 di prevendita
  • UNIVERSITARI al costo di € 36,00 + € 3,50 di prevendita
  • Bimbi under 14 al costo di € 5,00 + € 0,50 di prevendita

SECONDO SETTORE

  • Intero al costo di € 52,00 + € 5,00 di prevendita
  • Ridotto al costo di € 48,00 + € 5,00 di prevendita
  • Ragazzi under 18 al costo di € 24,00 + € 2,50 di prevendita
  • UNIVERSITARI al costo di € 24,00 + € 2,50 di prevendita
  • Bimbi under 14 al costo di € 5,00 + € 0,50 di prevendita

TERZO SETTORE

  • Intero al costo di € 20,00 + € 2,00 di prevendita
  • Ridotto al costo di € 18,00 + € 2,00 di prevendita
  • Ragazzi under 18 al costo di € 9,00 + € 1,00 di prevendita
  • UNIVERSITARI al costo di € 9,00 + € 1,00 di prevendita
  • Bimbi under 14 al costo di € 5,00 + € 0,50 di prevendita

QUARTO SETTORE

  • Intero al costo di € 15,00 + € 1,50 di prevendita
  • Ridotto al costo di € 12,00 + € 1,00 di prevendita
  • Ragazzi under 18 al costo di € 6,00 + € 0,50 di prevendita
  • UNIVERSITARI al costo di € 6,00 + € 0,50 di prevendita
  • Bimbi under 14 al costo di € 5,00 + € 0,50 di prevendita

 

Ravenna Festival: Yuri Temirkanov e Denis Matsuev

 

oppure, se volete, potete rivolgervi all’ Associazione Ma.Ni. per acquisto e ritiro dei biglietti. Potete scrivere a mara.grisoni@gmail.com o telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

«…per colmare un vuoto a causa della mancanza di grandi lavori da concerto», Dmitrij Sostakovic

 

Il Concerto per pianoforte, tromba ed orchestra d’archi n. 1 di Dmitrij Šostakovič è stato composto a Leningrado da uno Dmitri Shostakovich, all’ epoca ventisettenne, fra il 6 marzo e il 30 aprile del 1933 ed eseguita per la prima volta il 15 ottobre dello stesso anno alla Sala Filarmonica di Leningrado dall’orchestra locale diretta da Fritz Stiedry (1883-1968), austriaco, direttore artistico dell’Opera di Berlino tra il 1928 e il 1933, trasferitosi poi in Russia con l’incarico di direttore stabile presso la Filarmonica leningradese.

Al pianoforte sedeva l’autore, abilissimo solista (nel 1925 aveva ottenuto il secondo premio al concorso di Varsavia), mentre la tromba era suonata da Alfred Schumidt.

Il concerto, dall’organico molto particolare (così come il suo vero nome, Concerto per pianoforte con accompagnamento di orchestra d’archi e tromba), sfrutta temi e melodie tratte da opere di Beethoven (l’ Appassionata), Haydn, brani popolari come le canzoni ebree di Odessa, persino parodie della sua stessa musica originale: nell’assolo di tromba del quarto movimento egli utilizza il tema del finale da lui composto per l’opera di Erwin Dressel Il povero Colombo.

Come definito dal titolo il pianoforte è un vero protagonista e la tromba assume una parte importante ma non invadente.

Comunemente a molta musica di Sostakovic, il tono è spesso scherzoso e scanzonato.

 

“Concerto per pianoforte n.1 in Do minore op.35” by Dmitrij Šostakovič (André Previn – piano, Leonard Bermstein – conductor, William Vacchiano – trumpet. New York Philharmonic Orchestra (1962)):

“Concerto per pianoforte n.1 in Do minore op.35” by Dmitrij Šostakovič (Martha Argerich, piano – Philip Smith, trumpet – New York Philharmonic – Mstislav Rostropovich, conductor – April, 2005, Avery Fisher Hall, New York City):

“Concerto per pianoforte n.1 in Do minore op.35” by Dmitrij Šostakovič (Dmitri Shostakovich, piano – Josif Volovnik, trumpet – Moscow Philharmonic Orch. – Samuil Samosud, cond.):

“Concerto per pianoforte n.1 in Do minore op.35” by Dmitrij Šostakovič (Evgeny Kissin, Moscow Virtuosi, Vladimir Spivakov, live in Moscow on 27 April 1986):

“Concerto per pianoforte n.1 in Do minore op.35” by Dmitrij Šostakovič (Giuseppe Andaloro, piano – Gabriele Cassone, trumpet – Camerata Philharmonische Berlin):

“Concerto per pianoforte n.1 in Do minore op.35” by Dmitrij Šostakovič (Vienna Opera Orchestra / Georg Ludwig Jochum; – Eugene List, piano):

“Concerto per pianoforte n.1 in Do minore op.35” by Dmitrij Šostakovič (Maria Grinberg – Sergei Popov – USSR Radio and TV Symphony Orchestra, Gennady Rozhdestvensky – Studio recording, 1962):

“Concerto per pianoforte n.1 in Do minore op.35” by Dmitrij Šostakovič (Yuja Wang, Concertgebouw and Mariss Jansons):

“Concerto per pianoforte n.1 in Do minore op.35” by Dmitrij Šostakovič (Daniil Trifonov):

“Concerto per pianoforte n.1 in Do minore op.35” by Dmitrij Šostakovič (Ronald Brautigam, pianoforte – Peter Masseurs, tromba – Royal Concertgebouw Orchestra – Riccardo Chailly, direttore):

«Voglio difendere il diritto di ridere all’interno della cosiddetta musica seria… Quando gli ascoltatori ridono ad un concerto con musiche sinfoniche mie non sono turbato, ma, al contrario, me ne compiaccio»

 

Struttura:

Il concerto, che dura circa 25′, è formato da quattro movimenti:

Allegretto

Lento

Moderato

Allegro con brio

Gli stati d’animo comici e fortemente umoristici sono percepiti nell’ Allegretto, con una serie di episodi di carattere ironico e nell’ Allegro vivace o ancora nell’ Allegro con brio con il nervoso tema del piano, il motivo buffo dei solisti o il tema della tromba che imita ostentatamente una «perfetta» e riuscita fanfara conclusiva.

Ai temi di carattere comico fa da contrappunto una vena romantica, che è a volte sommersa o compare solo a tratti, come nel Lento centrale, nel canto solitario dei violini o nel delicato valzer del pianoforte; malinconico è il duetto tromba-pianoforte.

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“… Vi assicuro, a nome di tutti i leningradesi, operatori della cultura e dell’arte, che siamo invincibili e che resteremo sempre al nostro posto di lotta”, Šostakovič

 

Un’ ora fa ho terminato la partitura della seconda parte di una mia nuova grande composizione sinfonica. Se mi riuscirà di concluderla bene, se riuscirò a ultimare la terza e la quarta parte, allora quest’opera potrà chiamarsi Settima sinfonia. Due parti sono già scritte. Ci lavoro dal luglio del 1941. Nonostante la guerra, nonostante il pericolo che minaccia Leningrado, ho composto queste due parti relativamente in fretta.

Perché vi dico questo? Vi dico questo perché i leningradesi che adesso mi stanno ascoltando sappiano che la vita nella nostra città procede normalmente. Tutti noi portiamo il nostro fardello di lotta. E gli operatori della cultura compiono il proprio dovere con lo stessa onestà e la stessa dedizione di tutti gli altri cittadini di Leningrado, di tutti gli altri cittadini della nostra immensa Patria.

Io, leningradese di nascita, che mai ho lasciato la mia città natale, sento adesso più che mai la tensione della situazione. Tutta la mia vita e tutto il mio lavoro sono legati a Leningrado.

Leningrado è la mia patria. La mia città natale, la mia casa. E molte altre migliaia di leningradesi sentono quello che sento io. Un sentimento di infinito amore per la città natia, per le sue ampie strade, per le sue piazze e i suoi edifici incomparabilmente belli. Quando cammino per la nostra città in me sorge un sentimento di profonda sicurezza, che Leningrado si ergerà per sempre solenne sulle rive della Neva, che Leningrado nei secoli costituirà un possente sostegno per la mia Patria, che nei secoli moltiplicherà le conquiste della cultura.

Musicisti sovietici, miei cari e molteplici compagni d’arme, amici miei!

Ricordate che la nostra arte è seriamente minacciata. Ma noi difenderemo la nostra musica, continueremo con la stessa onestà e con la stessa dedizione a lavorare.

La musica che ci è tanto cara, alla cui creazione dedichiamo il meglio di noi, deve continuare a crescere e a perfezionarsi, come è stato sempre. Dobbiamo ricordare che ogni nota che esce dalla nostra penna è un progressivo investimento nella possente edificazione della cultura. E tanto migliore, tanto più meravigliosa sarà la nostra arte, tanto più crescerà la nostra certezza che nessuno mai sarà in grado di distruggerla.

Arrivederci, compagni!

Tra qualche tempo ultimerò la mia Settima sinfonia. Sto lavorando in fretta e con facilità. Il mio pensiero è chiaro e creativo. La mia opera si avvicina alla conclusione. E allora di nuovo prenderò la parola nell’etere con la mia composizione e con grande agitazione attenderò il giudizio severo e amichevole sul mio lavoro.

Vi assicuro, a nome di tutti i leningradesi, operatori della cultura e dell’arte, che siamo invincibili e che resteremo sempre al nostro posto di lotta.

 

“Sinfonia n. 7 in Do Maggiore op. 60 Leningrado (1941)” by Dmitrij Šostakovič (Registrazione della prima esecuzione assoluta americana diretta da Arturo Toscanini il 19 Luglio 1942 – NBC Symphony Orchestra – Direttore, Arturo Toscanini (NBC Studio 8 H, NYC. July, 19, 1942)):


La Sinfonia n. 7 Op. 60 in do maggiore Leningrado di Dmitrij Šostakovič è una delle composizioni più note ed eseguite del compositore.

Šostakovič la scrisse nel 1941 durante l’Operazione Barbarossa, organizzata da Hitler e alleati per distruggere il colosso russo; la prima mossa dell’ Asse fu proprio quella di assediare la seconda città sovietica, Leningrado, ma la popolazione resistette per 900 giorni, prima di costringere il nemico alla ritirata.

Šostakovič si trovava proprio a Leningrado (sua città natale) quando i nazisti cominciarono l’ assedio, ma fu uno dei primi a lasciarla, riuscendo a completare la sinfonia lontano dagli scenari di guerra nel dicembre 1941.

La Sinfonia venne eseguita per la prima volta il 5 marzo dell’ anno successivo, presso il Palazzo della Cultura di Kuibyšev.

La Settima Sinfonia simboleggia un’ appassionata denuncia dei crimini della guerra. Pur descrivendo l’ invasione delle truppe naziste attraverso l’ uso di un tema installato nel primo movimento (il già citato tema dell’ invasione), la sinfonia non intende rappresentare il solo punto di vista del cittadino sovietico ma quello di qualunque popolo in armi che tenta di resistere alle iniquità della guerra e dei regimi totalitari.

Secondo il musicologo e dissidente russo Solomon Volkov l’ idea iniziale sarebbe stata quella di produrre una sinfonia di un movimento solo, comprendente anche delle voci, a cui affidare le parole del salmo 12; lo stesso Volkov sostiene che la Settima Sinfonia sarebbe stata dedicata alla città di Leningrado, che «Hitler ha distrutto e Stalin semplicemente ha finito». Tuttavia, diversi musicologi sostengono che le informazioni contenute nel lavoro di Volkov (già rigettate dalla vedova del compositore) sono inaffidabili, in parte inventate o rimaneggiate.

La sinfonia dura circa 80 minuti, ed è formata da quattro movimenti:

Il primo movimento (Allegretto) ha forma di sonata. Inizia con un maestoso, potente tema patriottico introdotto dagli archi e poi ripetuto dai legni. Una melodia piana affidata al flauto solo e al primo violino rappresentano la quiete della Russia prima dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale.

Dopo questa sezione inizia il famoso “tema dell’ invasione“, probabile caricatura della canzone Da geh’ ich zu Maxim dell’ operetta La vedova allegra di Franz Lehár. Il crescendo, dopo le 12 ripetizioni del tema di 22 battute, strutturate in modo molto simile – complice la presenza del ritmo ostinato dei tamburi rullanti – al Bolero di Maurice Ravel, culmina in un fortissimo affidato agli ottoni, consistente in una ripetizione di scale.

Il passaggio raggiunge l’ apice della tensione in un fragoroso passaggio in fortissimo in cui si mescolano archi, ottoni e percussioni. Poco dopo, un solo di clarinetto e di fagotto ripropone il tema iniziale. Infine, il tema dell’ invasione, con un’ orchestrazione più dimessa e delicata affidata a trombe e tamburo rullante, chiude il movimento.

Il secondo movimento, Moderato (poco allegretto), originariamente intitolato “Memorie” è il più corto della sinfonia. Šostakovič riferì che era impostato basandosi su uno scherzo e un intermezzo lirico.

L’ inizio è caratterizzato da un breve inciso degli strumentini e da un tema calmo e danzante affidato al violino e presenta, a tratti, la sembianze di una fuga; nella sezione successiva il tema passa all’ oboe solo che ripropone la melodia innalzata di un tono. Legni, ottoni e archi continuano lo sviluppo del movimento in differenti impasti timbrici.

A metà dello svolgimento un clarinetto piccolo apre la sezione centrale, la più animata del movimento e dominata da ritmi cadenzati. Il tema principale, di carattere drammatico, viene elaborato da legni, ottoni e percussioni. L’ ultima sezione ripropone i temi della prima parte con una strumentazione che alterna archi e legni fino alla conclusione

Adagio: il movimento si apre con un accordo struggente e profondo, come a descrivere la desolazione e la distruzione causate dalla guerra. Anche questo movimento è tripartito e strutturato come il precedente: la prima parte presenta delle lunghe figurazioni, per lo più affidate agli archi; la sezione centrale è più animata, gli archi, sostenuti dagli ottoni e dalle percussioni, raffigurano le premesse di una prossima vittoria sul nemico invasore; l’ ultima parte, infine, è una ricapitolazione della prima.

Allegro non troppo: collegata direttamente al movimento precedente, la prima parte del finale è dominato da incisi ritmici non dissimili da quelli del primo movimento, raffigurazione del popolo che organizza la propria difesa per liberarsi dall’ invasore. I temi dell’ ultima parte, con le sue melodie festose, trionfanti e di carattere popolare, celebrano la resistenza. Ritorna infatti il tema del primo movimento, esposto dagli ottoni. La sinfonia si conclude in modo trionfale e retorico (simile, in questo alla Quinta Sinfonia) col dispiegamento degli ottoni e delle percussioni.

 

Leningrado 1941

 

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Denis Matsuev…

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Definito il “nuovo Horowitz” dal “Times” di Londra, il pianista russo Denis Matsuev è stato proiettato nell’ olimpo del concertismo internazionale dalla vittoria nell’ undicesima edizione del “Čajkovskij” di Mosca nel 1998.

A 36 anni, Matsuev è nel pieno di una carriera che lo vede protagonista richiesto in tutto il mondo, ospite nelle maggiori sale: Carnegie Hall e Lincoln Center di New York, Kennedy Center di Washington, Salle Gaveau e Théâtre des Champs Elysées di Parigi, Mozarteum di Salisburgo, Musikhalle di Amburgo, Musikverein di Vienna, Royal Festival Hall di Londra, Great Hall del Conservatorio di Mosca, Great Hall della Filarmonica di San Pietroburgo, Scala di Milano, Suntory Hall di Tokyo. Denis Matsuev collabora regolarmente con orchestrre come New York Philharmonic, Chicago Symphony, Berliner Philharmoniker, London Symphony, London Philharmonic, Gewandhausorchester di Lipsia, Orchestra della Radio Bavarese, National Symphony, Pittsburgh Symphony, WDR Sinfonieorchester di Colonia, BBC Symphony, Philharmonia di Londra, Orchestre National de France, Orchestre de Paris, Orchestre Philharmonique de Radio France, Helsinki Philharmonic, European Chamber Orchestra, Filarmonica di San Pietroburgo, Orchestra del Teatro Mariinskij, Russian National Orchestra.

Negli ultimi anni è stato, tra l’altro, diretto da celebri bacchette quali Lorin Maazel, Valery Gergiev, Zubin Mehta, Mariss Jansons, Yuri Temirkanov, Kurt Masur, Paavo Järvi, Leonard Slatkin, Myung-Whun Chung, Antonio Pappano, Semyon Bychkov, Ivan Fischer, Gianandrea Noseda, Jukka-Pekka Saraste, James Conlon, Vladimir Spivakov, Mikhail Pletnev, Vladimir Fedoseyev e Tugan Sokhiev.

Nel dicembre 2007 la Sony BMG ha pubblicato il disco Unknown Rachmaninoff, accolto positivamente dalla critica che ha lodato l’esecuzione e la creatività del pianista, nel 2009 il cd Denis Matsuev: The Carnegie Hall Concerts e la registrazione del Terzo Concerto per pianoforte e orchestra di Rachmaninoff con Valery Gergiev e l’Orchestra del Teatro Mariinskij.

Negli ultimi anni il pianista russo ha iniziato a collaborare con la “Sergei Rachmaninoff Foundation” e il suo presidente Alexander Rachmaninoff, nipote del compositore. Matsuev è stato poi scelto dalla Fondazione per eseguire e registrare alcuni pezzi sconosciuti del compositore russo, eseguiti sul pianoforte appartenuto al compositore a “Villa Senar”, Lucerna.

Nel 2008 Matsuev è stato nominato Direttore Artistico della Sergei Rachmaninoff Foundation. Matsuev è inoltre Direttore Artistico di tre importanti festival internazionali: Festival di Annecy, “Stars on Baikal” di Irsuk (Siberia) e il Festival “Crescendo”, che presentano una nuova generazione di giovani musicisti russi di grande talento. Inoltre è Presidente della Fondazione “New Names” che sostiene e diffonde l’educazione musicale dei bambini.

Sito Ufficiale: http://matsuev.com/

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QUALCHE VIDEO SU DENIS MATSUEV…

 

Denis Matsuev “Piano Concerto No 1″ by Johannes Brahms (St Petersburg Philharmonic Orchestra – Yuri Temirkanov, conductor):

Denis Matsuev “Piano Concerto No.3″ by S. Rachmaninoff:


Denis Matsuev “Piano Concerto No. 3 in C major, Op. 26 ″ by Sergei Prokofiev (Symphony Orchestra of the Mariinsky Theatre, St Petersburg / Valery Gergiev):

Denis Matsuev “Piano Concerto No. 2 in C minor, Op. 18″ by Sergei Rachmaninoff (From the Sainte-Bernadette Church at Annecy Classic Festival 2013 – Saint-Petersburg Philharmonic Orchestra e Yuri Temirkanov – conductor):

Denis Matsuev Rhapsody in blue (jazz version)″ by Gershwin:


Denis Matsuev “Denis Matsuev improvisation on Happy Birthday”:

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Yuri Temirkanov

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Nato nel Caucaso, Yuri Temirkanov ha iniziato gli studi di violino e viola alla Scuola per giovani talenti di Leningrado, completandoli al Conservatorio della stessa città insieme a quelli di composizione.

Nel 1966, dopo aver vinto il Concorso Nazionale Sovietico per direttori d’orchestra, è stato invitato da Kirill Kondrašin per una tournée in Europa e Stati Uniti con David Oistrakh e l’ Orchestra Filarmonica di Mosca.

Nel 1988 è stato nominato direttore artistico e direttore principale dell’ Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo: le sue produzioni di Evgenij Onegin e La Dama di picche sono diventate leggendarie nella storia del teatro.

Precedentemente era stato direttore artistico e direttore principale dell’ Orchestra del Teatro dell’ Opera Kirov a Leningrado (ora di nuovo Teatro Mariinskij).

È stato dal 2000 al 2006 principale direttore ospite del Teatro Bol’šoj e, dal 2009 al 2012, direttore musicale del Teatro Regio di Parma. È stato inoltre direttore ospite principale e direttore principale della Royal Philharmonic Orchestra, della Dresdner Philharmonie e dell’ Orchestra Sinfonica della Radio Nazionale Danese.

Ospite fisso negli Stati Uniti, dirige le maggiori orchestre di New York, Philadelphia, Boston, Chicago, Cleveland, San Francisco e Los Angeles. Dal 2000 al 2006 è stato direttore musicale dell’ Orchestra Sinfonica di Baltimora.

Yuri Temirkanov è frequentemente invitato dalle più grandi orchestre d’ Europa, Asia e Stati Uniti e ha avuto il privilegio di essere il primo artista russo al quale è stato permesso di esibirsi negli Stati Uniti dopo la ripresa delle relazioni culturali con l’ Unione Sovietica, alla fine della guerra in Afghanistan nel 1988.

Ha diretto le principali orchestre europee, inclusi i Berliner Philharmoniker, i Wiener Philharmoniker, la Staatskapelle di Dresda, la London Philharmonic Orchestra, la London Symphony Orchestra, la Royal Concertgebouw Orchestra, l’ Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia e quella del Teatro alla Scala.

Le sue numerose registrazioni includono collaborazioni con la Filarmonica di San Pietroburgo, la New York Philharmonic, l’ Orchestra Sinfonica della Radio Nazionale Danese e la Royal Philharmonic Orchestra, con la quale ha inciso tutti i balletti di Stravinskij e le sinfonie di Čajkovskij.

Nel 2014 con la Filarmonica di San Pietroburgo, oltre alle tournée in Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Giappone, Messico e Stati Uniti, si è esibito a Mosca e per la prima volta a Baku al VIII Festival Internazionale Rostropovič. Per dieci giorni durante il periodo natalizio Temirkanov organizza a San Pietroburgo l’ annuale Festival Invernale, invitando alcuni fra i solisti più grandi e conosciuti del mondo.

Per 15 anni ha diretto l’ Art in the Square Festival. Segue inoltre intensamente i progetti della Temirkanov International Foundation for Cultural Initiatives per gli studenti di San Pietroburgo.

In Russia ha ricevuto molti premi importanti; nel 2003 Vladimir Putin gli ha conferito la Medaglia del Presidente. Accademico Onorario di Santa Cecilia, ha ricevuto in Italia il Premio Abbiati come miglior direttore nel 2002 e nel 2007 e la nomina a “Direttore dell’ anno” nel 2003.

Nel 2012 è stato insignito dell’ Ordine della Stella d’ Italia nel grado di Commendatore dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

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Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo…

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L’ Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo è la più antica orchestra sinfonica della Russia. Fu fondata nel 1882 come “coro di corte“, successivamente venne denominata “orchestra di corte” e nei primi vent’anni di attività venne utilizzata per le necessità musicali dell’aristocrazia. In seguito alla Rivoluzione d’ottobre del 1917, la Filarmonica divenne un’orchestra di stato e in questa funzione diede il suo primo concerto pubblico nell’Unione sovietica l’8 novembre di quell’anno. Un anno più tardi l’orchestra fu incorporata nella nuova Filarmonica di Pietrogrado che fu la prima grande istituzione musicale dell’Unione sovietica.

Dopo la Rivoluzione, l’Orchestra si esibì soprattutto nelle fabbriche per un pubblico di operai. In quegli stessi anni essa fu diretta da una serie di straordinari direttori: Emil Cooper, Nicolaj Malko, Aleksander Glazunov, Sergej Kusevitzkij, Gregor Fitelberg, Oscar Fried, Bruno Walter, Otto Klemperer, Erich Kleiber, Hans Knappersbutsch.

In seguito l’orchestra ampliò notevolmente il suo repertorio: nel 1927, in occasione del centenario della morte di Beethoven, eseguì un ciclo beethoveniano; negli 1934-37 fu attivo a Leningrado il viennese Fritz Stedrey che diresse varie opere di Bruckner e di Mahler.

Nel 1938 venne alla ribalta della Filarmonica un giovane musicista che ne rimase a capo quasi mezzo secolo, nel periodo della guerra e dello stalinismo e la trasformò in una delle migliori orchestre del mondo, famosa per la sua impareggiabile disciplina.

Evgenij Mravinskij fu il musicista che operò questa trasformazione e la sua grande amicizia artistica con Dmitrij Shostakovich condusse a una serie di vette interpretative in occasione delle prime del compositore. Ancora oggi Shostakovich occupa un posto preminente nel repertorio della Filarmonica di San Pietroburgo. Mravinskij morì nel 1988 e gli successe in qualità di direttore musicale stabile Jurij Termirkanov, accanto al quale ha operato fin dal 1985, quale primo direttore ospite, Mariss Janson.

La Filarmonica è stata la prima orchestra sovietica ad affrontare grandi tournée estere. Fin dal 1946 si presentò in Filandia e negli anni seguenti fu ascoltata in Cecoslovacchia, nelle due Germanie, in Austria, in Polonia, in Giappone, in Scozia, in Inghilterra, in Canada e negli Stati Uniti d’America. Nel corso delle tournée si sono avvicendati sul podio grandi direttori e compositori quali Leopold Stokowski, Charles Munch, Igor Markevitch, Josef Krips,Zoltan Kodaly e Benjamin Britten.

Un’orchestra di questo livello ha evidentemente in repertorio tanto la musica russa quanto i grandi classici europei. Sotto la direzione di Mravinskij la Filarmonica ha offerto anche straordinarie interpretazioni dei compositori della nuova scuola sovietica e dei contemporanei europei.

Oltre ad apparire in varie serie di concerti a San Pietroburgo l’orchestra effettua regolarmente tournée in Europa, Giappone e Usa. Nel 1991, poco dopo il cambio di nome della città da Leningrado a San Pietroburgo, anche l’orchestra ha ripreso il nome originario di Filarmonica di San Pietroburgo.

L’orchestra sotto la direzione di Temirkanov, ha registrato per la BMG Classics le sinfonie di Chajkovskij nn. 4, 5 e 6, la Quinta sinfonia di Prokof’ev, la Seconda di Rachmaninov ecc. Con Mariss Janson ha registrato per la EMI tutte le sinfonie di Rachmaninov e di Shostakovich. Sir George Solti ha registrato con la Filarmonica di San Pietroburgo la musica per il film Anna Karenina.

Nell’ aprile del 1988 Jurij Temirkanov è succeduto ad Evgenij Mravinskij alla testa della Filarmonica di San Pietroburgo. Prima di questa nomina era direttore musicale del Teatro Kirov di Leningrado.

 
 
 

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Written by mara

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